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(Adnkronos) - Il documentario “Storia di una leggenda. Pininfarina”, scritto e diretto da Marina Loi e Flavia Triggiani, è il vincitore della quarta edizione del Premio Film Impresa, nella sezione Documentaria. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera al Cinema Quattro Fontane di Roma, alla presenza del Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, del Presidente di Giuria Sergio Castellitto e dei protagonisti dell’industria cinematografica e imprenditoriale italiana. “Questo riconoscimento – ha commentato l’Ad di Pininfarina Paolo Dellachà - ci riempie di orgoglio perché celebra una storia imprenditoriale e umana che attraversa quasi un secolo di creatività, innovazione e visione. Le autrici e registe, con le quali ci congratuliamo, hanno saputo restituire con sensibilità e profondità lo spirito Pininfarina, proiettandolo verso le sfide di domani. Il documentario è un omaggio al lavoro di generazioni di donne e uomini che hanno contribuito a costruire un marchio diventato simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. Un ringraziamento speciale va a Rai Documentari per aver creduto nel progetto e per il fondamentale supporto editoriale e produttivo che ha reso possibile la realizzazione di quest’opera.” Film Impresa è il progetto ideato e realizzato da Unindustria con il supporto di Confindustria nato per valorizzare, esaltare e raccontare la realtà delle imprese italiane e di chi ci lavora. L'evento annuale di Film Impresa premia i corti, i cortissimi e i migliori documentari dell'impresa italiana che si svela raccontando la sua storia e l'origine della produzione industriale. La Giuria ha ritenuto di assegnare a “Storia di una Leggenda. Pininfarina” il premio al miglior documentario del 2025 “per la fluidità del ritmo e la concentrazione ed efficacia del montaggio, che ricordano i tratti fondamentali di un design legato ad un cognome leggendario e a più generazioni di imprenditori senza i quali la storia dell’eleganza della forma delle auto, di tutte le auto, sarebbe stata decisamente diversa”. “Siamo molto felici e onorate di questo riconoscimento - dichiarano le registe Marina Loi e Flavia Triggiani. - Grazie alla Giuria, così prestigiosa, a Film Impresa, per la sua intuizione di indire un premio per “mostrare come il cinema, attraverso la molteplicità di forme, generi e linguaggi che lo caratterizzano, rappresenti storie, luoghi e mondi legati al lavoro, all’impresa e alle sue trasformazioni”. E grazie ancora alla famiglia e al gruppo Pininfarina e a tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto. Infine, la nostra gratitudine va a Rai Documentari che ci ha permesso di raccontare una saga così significativa dal punto di vista creativo e imprenditoriale. Una storia tipicamente italiana ma di respiro internazionale in cui genialità, resilienza e visione hanno dato vita ad uno dei nomi più significativi del made in Italy nel mondo. “Storia di una leggenda. Pininfarina” restituisce in chiave cinematografica la leggenda Pininfarina, intrecciando design, impresa e racconto identitario con la storia di una famiglia italiana che, di generazione in generazione, ha saputo creare un marchio divenuto iconico nel mondo. Un sogno italiano cominciato nel 1930 con il fondatore Battista “Pinin” Farina, che ha portato alla realizzazione di automobili entrate nella storia e alla declinazione dei valori del design Pininfarina nell’architettura, nel product design e nella mobilità a tutto tondo. Prodotto da Flair Media Production in collaborazione con Rai Documentari e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, il documentario è arricchito da testimonianze inedite, tra cui Piero Ferrari, Giorgetto Giugiaro, Fabrizio Giugiaro, Luca Cordero di Montezemolo, Lapo Elkann, Giuseppe Lavazza, Arturo Merzario, Mario Biondi e Giorgia Pininfarina. “Ricevere questo premio è per noi motivo di grande orgoglio – ha commentato Luigi Del Plavignano, Direttore di Rai Documentari. - ‘Storia di una leggenda. Pininfarina’ rappresenta perfettamente la missione di Rai Documentari: raccontare le eccellenze italiane attraverso storie che uniscono memoria, identità e visione del futuro. Ringrazio le registe Marina Loi e Flavia Triggiani per la sensibilità e la qualità del loro sguardo, la produzione, i vertici dell’azienda e la famiglia Pininfarina per aver condiviso con noi una storia così significativa. Questo riconoscimento conferma l’importanza del servizio pubblico nel sostenere e valorizzare progetti capaci di raccontare il nostro Paese con profondità, bellezza e autenticità”. Il racconto si avvale inoltre di preziose immagini di repertorio provenienti dagli archivi storici e privati Pininfarina, Ferrari, Istituto Luce e Teche Rai, che accompagnano lo storytelling con immagini d’epoca capaci di restituire lo spirito del tempo. Presentato in anteprima al Cinema Massimo di Torino, il documentario è andato in onda su Rai 3 riscuotendo grande interesse di pubblico e critica ed è ora disponibile su RaiPlay Storia di una leggenda. Pininfarina - RaiPlay. Con questa vittoria, “Storia di una leggenda. Pininfarina” si conferma un’opera cinematografica di valore, oltre che un potente racconto dell’identità italiana, capace di attraversare quasi un secolo di storia tra arte, industria, innovazione e bellezza.
(Adnkronos) - Si è tenuto ieri alla Triennale di Milano il convegno 'Diamo forma al futuro', promosso da Edilegnoarredo di Federlegnoarredo e dedicato alle prospettive del sistema finiture per l’edilizia, che nel 2025 ha superato i 4,3 miliardi di euro di fatturato, con esportazioni in crescita dell’11%. In questo scenario, il settore rilancia il proprio ruolo strategico nella realizzazione di spazi sostenibili e orientati alla qualità dell’abitare. “Serve coraggio per affrontare scenari internazionali in continua evoluzione, ed è il coraggio che vediamo ogni giorno nelle nostre imprese”, ha dichiarato Carlo Piemonte, direttore generale di Federlegnoarredo, in apertura del convegno. “Un coraggio che si traduce nella capacità di valorizzare qualità, competenze e saper fare, elementi che rendono il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo”. Due momenti di confronto hanno approfondito scenari e strategie di un comparto che comprende pavimentazioni e rivestimenti di legno, finestre di legno e legno-alluminio, porte interne e porte d’ingresso, con uno sguardo rivolto alla qualità progettuale, alla sostenibilità e alla competitività sui mercati esteri. Al centro del dibattito il tema del benessere abitativo, sempre più centrale nel confronto architettonico e sociale. “Grazie a creazioni sempre più sartoriali e all’altissima qualità dei materiali, le finiture si stanno affermando come veri e propri elementi di arredo, protagonisti di abitazioni private così come di progetti coordinati per il contract e l’hôtellerie” ha dichiarato Andrea Bazzichetto, presidente di Edilegnoarredo. “La crescita dell’export conferma che questa qualità viene riconosciuta anche a livello internazionale: nei mercati esteri si scelgono i prodotti italiani, non solo per il design e l’affidabilità tecnica, ma per il valore che apportano in termini di benessere abitativo. È una sensibilità che abbiamo voluto mettere al centro del confronto, per rafforzare una cultura dell’abitare fondata su qualità, sostenibilità e consapevolezza”. “Naturale, rinnovabile, efficiente dal punto di vista energetico, versatile e identitario - prosegue Bazzichetto - il legno si conferma tra i principali protagonisti del mondo del design e della progettazione responsabile. Investire degli ambienti in cui viviamo non è solo una scelta estetica o progettuale, ma incide direttamente sulla salute e sulla qualità della vita. Comfort termico, regolazione dell’umidità, a qualità dell’aria e luminosità, oltre a sicurezza e durabilità dei materiali, contribuiscono a creare ambienti più salubri, equilibrati e accoglienti”. Il confronto ha coinvolto imprese, progettisti ed esperti del settore. Tra i presenti, Renza Altoè, consigliere incaricato del Gruppo pavimenti di legno di Edilegnoarredo, Alfiero Bulgarelli, presidente di aziende storiche parquet, Lorenzo Onofri, presidente Federazione europea del parquet, e Veronica Squinzi, amministratore delegato e direttore dello sviluppo globale del Gruppo Mapei, che hanno portato il punto di vista dell’industria e della filiera sulle prospettive delle pavimentazioni di legno e sull’evoluzione tecnica del comparto. In questa prospettiva si inserisce anche il 'Manuale di progettazione e posa dei pavimenti di legno', a cura di Edilegnoarredo, pubblicato da Maggioli e presentato durante il convegno, che rafforza competenze e standard qualitativi della filiera. “Non è solo una raccolta di indicazioni operative, ma uno strumento che consolida la cultura della qualità e della corretta posa”, ha sottolineato Renza Altoè, consigliere incaricato Gruppo pavimenti in legno. “La qualità del prodotto non può prescindere dalla qualità della sua installazione: vogliamo offrire alla filiera un riferimento condiviso, capace di accompagnarne la crescita e la competitività anche sui mercati internazionali”. Accanto alla dimensione produttiva ed economica, è stata approfondita anche l’evoluzione delle normative tecniche di riferimento, in ambito nazionale e internazionale, illustrata dall’ing. Rita D’Alessandro. E' emersa inoltre una riflessione culturale sul rapporto tra materia ed emozioni proposta dall’architetto Alessandro Longo, che ha riportato al centro il valore esperienziale del costruire e dell’abitare. Ampio spazio è stato dedicato inoltre alle dinamiche di mercato e alla necessità di rafforzare una narrazione coordinata e autorevole del saper fare italiano nel campo delle finiture, con il contributo di Gilda Bojardi, direttrice di Interni, e Paola Sarco, head of building & industrial exhibition di Fiera Milano e amministratore delegato di Made eventi. In uno scenario internazionale sempre più competitivo, il settore delle finiture del legno-arredo conferma così la propria capacità di coniugare qualità industriale, sostenibilità e identità progettuale, guidando una nuova cultura dell’abitare fondata su benessere, responsabilità e visione di lungo periodo. A seguire i dati del comparto. Finiture legno-arredo: nel 2025 il fatturato alla produzione del sistema finiture per edilizia si attesta complessivamente a oltre 4,3 miliardi di euro (+0,4% sul 2024). Il mercato nazionale, che rappresenta il 90% del totale, si mantiene sostanzialmente stabile (-0,6%) per un valore di circa 3,9 miliardi di euro, nonostante il ridimensionamento degli incentivi fiscali. In aumento le esportazioni, che raggiungono i 455 milioni di euro (+11%), con performance positive in tutti i comparti e particolare dinamismo per porte interne e pavimenti in legno. La Francia si conferma primo mercato estero per le finiture per edilizia (52 milioni di euro nel periodo gennaio-novembre 2025). Crescono gli Stati Uniti, che diventano la seconda destinazione, mentre la Corea del Sud si conferma primo mercato per i pavimenti in legno. In forte calo le esportazioni verso la Cina, che esce dalla top ten, sostituita dagli Emirati Arabi Uniti. Finiture legno-arredo-pavimenti di legno: dopo il picco del 2022 e il successivo ridimensionamento, nel 2025 il fatturato dei pavimenti in legno torna a crescere: +7% rispetto al 2024, superando i 570 milioni di euro. Il risultato è trainato dall’export (196 milioni di euro), con Corea del Sud e Stati Uniti tra i principali mercati di riferimento. In crescita anche il mercato interno (+3,7%), che raggiunge i 382 milioni di euro. Finiture legno-arredo-porte e finestre: stabile il fatturato (-0,5) alla produzione delle imprese di Finestre di legno e legno-alluminio, Porte interne e porte d’ingresso che chiude il 2025 a poco meno di 3,8 miliardi di euro. Il mercato di riferimento è l’Italia, in lieve flessione (-1,1%) cui viene destinato il 93% della produzione. In crescita anche le esportazioni (+8%) che sfiorano i 260 milioni di euro. La Francia, nonostante la flessione più marcata, si conferma la prima destinazione dei prodotti italiani, seguita da Svizzera e Stati Uniti.
(Adnkronos) - Dal ruolo della filiera delle costruzioni per la transizione energetica al futuro delle rinnovabili, fino al tema della cooperazione. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, fino a venerdì 6 marzo alla Fiera di Rimini. Il ruolo della filiera delle costruzioni è stato approfondito con la presentazione del 'Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni' realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. L’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO2. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo scenario, la transizione energetica del settore edilizio si pone non solo come una sfida ambientale, ma come una scelta strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese. La realizzazione degli impianti e le condizioni di finanziabilità dei progetti rappresentano due elementi strategici per lo sviluppo delle rinnovabili. Di questo si è discusso nell’evento 'Epc e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili', a cura di Elemens e Key, che ha riunito istituzioni, industria e sistema bancario per analizzare il nuovo scenario del settore energetico. Il convegno si è aperto con un keynote speech di Elemens sul contesto in cui operano Res e Bess nel mercato italiano - che nel 2025 ha registrato progetti autorizzati di rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, pari a 9,5 GW e 1,5 GW - oltre a esplorare evoluzioni regolatorie, sfide di costruzione e vincoli di financing. Mission Innovation, 3Den e Epic sono fra le iniziative più importanti di cooperazione internazionale a sostegno della decarbonizzazione e della transizione energetica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nonché strumenti essenziali per integrare le rinnovabili e promuovere soluzioni scalabili in sinergia con il Piano Mattei. Se ne è parlato a Key nei tre panel dell’evento 'Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del Mase per la Transizione Energetica' curato dal Mase assieme a Undp (United Nations Development Programme) e Unep (Un Environment Programme).