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(Adnkronos) - Sparatoria oggi all'interno del complesso ebraico a West Bloomfield Township nel Michigan, di cui fanno parte la sinagoga Temple Israel e una scuola ebraica. Lo sceriffo della contea di Oakland, Michael Bouchard, ha spiegato che un uomo si è schiantato con l'auto contro la sinagoga, la sicurezza è entrata in azione e ha sparato. Il sospettato è quindi rimasto ucciso in uno scontro a fuoco, mentre due persone sono rimaste ferite. Ai residenti della zona era stato chiesto di mettersi al riparo e la Federazione ebraica di Detroit ha consigliato a tutte le organizzazioni ebraiche della zona di "adottare il protocollo di lockout: nessuno deve entrare o uscire dal proprio edificio". Sul posto sono intervenuti la polizia di West Bloomfield, l'ufficio dello sceriffo della contea di Oakland, la polizia di stato del Michigan e l'Fbi. Nei video diffusi online è possibile vedere il personale di emergenza che lavora per sgomberare il 'Tempio' mentre del fumo esce dalla struttura. Il presidente americano Donald Trump ha inviato il proprio "affetto" alla comunità ebraica del Michigan, dopo l'attacco alla sinagoga di West Bloomfield. "Desidero inviare il nostro affetto alla comunità ebraica del Michigan e a tutte le persone di Detroit e dell'area di Detroit, in seguito all'attacco alla sinagoga avvenuto questa mattina. Sono stato informato in modo esaustivo, ed è una cosa terribile", ha dichiarato il presidente dalla East Room. "Andremo a fondo - ha assicurato Trump - è assolutamente incredibile che accadano cose del genere". L'Fbi sta indagando come "atto di terrorismo". Lo ha dichiarato il direttore dell’Fbi Kash Patel in un post su X, spiegando che l'autore dell'attacco è morto dopo essere stato fermato da alcuni studenti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Secondo due funzionari delle forze dell’ordine citati da Nbc News, l’attentatore è stato identificato come Mohamed Bailor Jalloh, 36enne residente a Sterling, Virginia. L’uomo aveva già scontato una condanna a 11 anni di carcere per aver tentato di fornire supporto materiale allo Stato islamico, e secondo il Dipartimento di Giustizia era stato rilasciato nel 2024. La sparatoria è iniziata intorno alle 10:49 locali (15:49 italiane) nell’edificio Constant Hall del campus. Due feriti sono stati trasportati in ospedale e risultano in condizioni stabili, ha riferito il capo della polizia universitaria Garrett Shelton. Sulla scia dell'attacco alla sinagoga di West Bloomfield, le forze di polizia del Michigan e di altre città degli Stati Uniti hanno intensificato le misure di sicurezza presso le istituzioni religiose, riferisce la Cnn. Il capo della polizia di Ann Arbor, a circa 40 km a sud-ovest di West Bloomfield, ha disposto come "precauzione di sicurezza" un aumento dei pattugliamenti nei luoghi di culto e nelle scuole, precisando che si tratta di un’azione "proattiva" e che "non esiste alcuna minaccia nota per la comunità di Ann Arbor". Anche la polizia di Philadelphia ha annunciato su X di monitorare attentamente quanto accaduto e di aumentare i controlli intorno a luoghi di culto e altre sedi sensibili. A New York City, le autorità hanno confermato che proseguiranno con "pattugliamenti ad alta visibilità" presso istituzioni culturali e religiose ebraiche "per estrema precauzione, considerato l’attuale elevato livello di minaccia".
(Adnkronos) - Adaptability e upskilling. Sono queste le due parole chiave che descrivono il mercato del lavoro di oggi. Dopo un biennio dominato dal dibattito sulle potenzialità delle nuove tecnologie, il 2026 si accinge a diventare l’anno della concretezza. Tutti i discorsi sull’intelligenza artificiale, sull’innovazione green e sull’industria 5.0 hanno smesso di essere proiezioni future e stanno diventando, sempre di più, realtà all’interno dei processi aziendali che non possiamo più ignorare. Questo cambio di paradigma si traduce, ovviamente, anche in una ricerca sempre più insistente di profili altamente qualificati e con competenze ibride, ovvero professionisti che, insieme alle hard skills, abbiano una visione di insieme per muoversi in contesti sempre più complessi. Competenze con una data di scadenza: il nuovo mercato del lavoro è sempre più dinamico. La velocità dell’innovazione ha ridotto drasticamente la vita delle hard skill. Secondo le ultime analisi di agap2 - multinazionale di consulenza operativa specializzata nel mondo dell’ingegneria e dell’It - oggi le competenze tecniche hanno un ciclo di vita media di circa due anni prima di diventare obsolete. Non si tratta più, quindi, solo di imparare a usare nuovi strumenti, ma di abbracciare percorsi di formazione continui e dinamici per adattarsi a un ambiente in costante evoluzione e cambiamento. "Il 2026 - afferma Alessandro Rosati, Ceo di agap2 - rappresenta uno spartiacque: non basta più essere spettatori dell'innovazione, bisogna saperla gestire. La vera sfida nei prossimi mesi sarà trasformare la velocità del cambiamento in un asset strategico per anticipare le esigenze di mercato e fornire risposte concrete, precise e tempestive. La capacità di disimparare e imparare di nuovo diventa il vero vantaggio competitivo per i candidati, ma anche per le aziende. Oggi nessun professionista può limitarsi ad essere un semplice esecutore, ma deve essere un artefice del cambiamento con competenze in perenne aggiornamento per poter colmare il gap che si apre tra l’innovazione tecnologica che corre velocissima e le necessità di sviluppo del business”. Maquali saranno i professionisti più richiesti nel 2026? Ecco il quadro tracciato da agap2. -Energy manager e sustainability engineer: in vista dei traguardi del Green Deal, queste figure evolvono da semplici consulenti ad architetti della transizione. Non si limitano all'efficientamento energetico, ma riprogettano l'intero ciclo di vita del prodotto secondo i principi dell'economia circolare, integrando fonti rinnovabili e tecnologie di cattura della Co2 per garantire la resilienza operativa e il rispetto dei nuovi standard Esg. -Ingegnere dell’automazione 5.0: il 2026 segna il passaggio definitivo dall'automazione rigida a quella collaborativa e cognitiva. Questo professionista progetta ecosistemi dove robotica avanzata e operatori umani interagiscono in sinergia (Cobot), sfruttando il Cloud Manufacturing e l'Edge Computing per creare linee produttive iper-flessibili, capaci di auto-ottimizzarsi in tempo reale grazie ai dati di fabbrica. -AI implementation specialist (o AI architect): è l'anello di congiunzione tra la data science e il business concreto. Il suo compito non è la creazione di codici grezzi, ma l'integrazione strategica di AI generativa e modelli predittivi nei workflow aziendali. Agisce come un traduttore tecnologico che adatta i modelli linguistici e gli algoritmi di machine learning per automatizzare decisioni complesse e personalizzare l'esperienza del cliente su scala industriale. -Cybersecurity governance consultant: con l'adozione della normativa Nis2 e del Cyber Resilience Act, la sicurezza diventa una questione di processo e non solo di difesa tecnica. Questo consulente gestisce la sicurezza dell'intera supply chain, trasformando la protezione dei dati in un asset competitivo. Coordina la gestione del rischio, la compliance normativa e la resilienza infrastrutturale per prevenire minacce sistemiche in un mondo sempre più interconnesso. -Data engineer: è l'architetto che costruisce le fondamenta del patrimonio informativo aziendale; progetta pipeline di dati scalabili e sicure che alimentano l'intelligenza artificiale in tempo reale. Il suo ruolo è cruciale per garantire la data quality e l'interoperabilità tra database eterogenei, trasformando flussi di dati grezzi in infrastrutture pronte per l'analisi strategica e il decision-making automatizzato.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.