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(Adnkronos) - Ogni euro investito nella rete di trasmissione genera un impatto pari a 2,98 euro sul valore della produzione e 1,31 euro sul PIL. La Rete di Trasmissione Nazionale riveste inoltre un ruolo centrale per la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico, con benefici tangibili per la competitività del Paese. Il suo sviluppo, insieme all’integrazione di fonti rinnovabili e accumuli, rappresenta una leva chiave per migliorare la sicurezza energetica e ridurre il costo dell’energia. Nel 2025, la produzione da fonti rinnovabili ha raggiunto in Italia e in Europa livelli record, grazie alla continua crescita di fotovoltaico ed eolico guidata dal significativo calo dei costi di tali tecnologie. È quanto emerge dallo Studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da TEHA Group in collaborazione con Terna, la società che gestisce la Rete di Trasmissione Nazionale, presentato oggi a Roma, che offre una fotografia del quadro nazionale ed europeo della transizione energetica, evidenziando i benefici economici, energetici e industriali degli investimenti del Transmission System Operator nazionale. Complessivamente, gli investimenti previsti nel quinquennio dal Piano Industriale di Terna si traducono in 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di euro di PIL, favorendo la creazione di quasi 40 mila occupati medi annui. A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia da solare ed eolico è diminuito rispettivamente di circa il 90% e il 70%. Grazie alla sempre maggiore competitività di tali fonti, in Europa, nel 2025, solare ed eolico hanno raggiunto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili; includendo anche le altre fonti, le rinnovabili hanno contribuito per metà della produzione elettrica complessiva. Anche in Italia si osserva un trend analogo: negli ultimi vent’anni la quota di generazione rinnovabile è quasi triplicata, mentre la produzione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%. Nel 2025, la potenza efficiente lorda in Italia ha raggiunto quasi 82 GW (+44,3% rispetto al 2020) e risultano oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile già contrattualizzata che entreranno in esercizio nei prossimi anni. La crescita delle rinnovabili sta contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese, avendo ridotto la dipendenza energetica di circa 9 punti percentuali tra il 2010 e il 2024. Tuttavia, il sistema rimane ancora significativamente esposto alla volatilità del prezzo del gas che, nel 2024, ha determinato il prezzo elettrico per oltre il 60% delle ore. Un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili presenta nuove sfide e complessità di esercizio in termini di regolazione di frequenza e tensione, cui occorre far fronte con investimenti adeguati in risorse umane, competenze, asset e tecnologia. Le attività di Terna degli ultimi anni sono state finalizzate a permettere una maggiore integrazione delle rinnovabili in condizioni di sicurezza di esercizio e di adeguatezza del sistema elettrico. In Italia, la rete gestita da Terna si distingue per livelli elevati di efficienza, qualità del servizio e sicurezza, con un costo di trasmissione tra i più bassi in Europa: 11,2 euro/MWh nel 2024, inferiore a Francia (12,1 euro/MWh), Spagna (15 euro/MWh) e alla media europea (16,5 euro/MWh). Il Piano di Sviluppo di Terna decennale prevede investimenti per 23 miliardi di euro entro il 2034, con un incremento della capacità di scambio di energia di circa 15 GW e il potenziamento delle interconnessioni con l’estero. Il sistema elettrico italiano è caratterizzato da elevata efficienza nella pianificazione degli investimenti per integrare nuova generazione rinnovabile: il costo unitario per GW è circa due volte inferiore ai valori di Germania, Francia e Regno Unito. Nel breve-medio termine, le fonti rinnovabili sono quindi fondamentali per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e contenere i costi dell’energia, avendo raggiunto la piena maturità commerciale e tecnologica; spostando l’attenzione al medio-lungo termine (2040-2050), lo Studio evidenzia l’importanza di garantire un mix bilanciato tra sole e vento e l’opportunità di prevedere un contributo pari al 10-15% da tecnologie programmabili a basse emissioni, per assicurare sostenibilità economica e sicurezza del sistema elettrico. “Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, a tendere, per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie ed imprese”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. “In questo quadro, si distingue il ruolo della rete di trasmissione perché genera valore duraturo ed effetti sul territorio: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL. Guardando al lungo termine, è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni. Terna affronta sfide sempre più complesse, dando il proprio contributo al progresso del Paese”. “La trasformazione del sistema elettrico italiano dimostra che la rete di trasmissione non è un’infrastruttura tecnica neutra, ma una leva strategica di politica industriale e sicurezza economica. In un contesto in cui le rinnovabili rappresentano ormai quasi la metà della generazione nazionale, la capacità di integrare nuova produzione e accumuli in condizioni di stabilità diventa il fattore determinante per la competitività del Paese”, ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. “Gli investimenti previsti dal Piano Industriale di Terna generano un impatto sistemico che va oltre il perimetro energetico, attivando valore, occupazione e filiere industriali nazionali, e rafforzando in modo strutturale la resilienza e l’autonomia strategica dell’Italia.”
(Adnkronos) - La recente bocciatura della proposta di congedo parentale paritario in Italia rappresenta una nuova occasione mancata per promuovere una più equilibrata distribuzione delle responsabilità di cura, oggi ancora prevalentemente a carico delle donne. Senza strumenti strutturali che favoriscano una reale condivisione della genitorialità, il rischio è quello di rallentare il percorso verso una parità professionale effettiva, con impatti diretti su carriera, retribuzione e crescita delle donne nel mondo del lavoro. I professionisti di oggi e, soprattutto, i talenti del futuro guardano al mondo delle imprese ponendo aspettative in queste direzioni a cui nessuna impresa può sottrarsi. Le evidenze confermano con chiarezza come strumenti concreti di genitorialità condivisa non siano solo misure simboliche, ma leve efficaci di equità professionale e sociale. Infatti, lo studio promosso nel 2024 dal think tank Tortuga – a cui Haleon ha contribuito – su oltre 1.600 dipendenti in 22 aziende italiane, ha mostrato che nelle realtà dove il congedo di paternità è più esteso rispetto agli standard normativi: il 71% dei padri ne usufruisce; il 96% dichiara un rafforzamento del legame con i figli; il 65% rileva un miglioramento nella divisione del lavoro domestico; il 95% segnala una maggiore serenità della partner nel periodo post-nascita. In questo contesto, Haleon, azienda leader nel consumer healthcare, prende posizione in modo costruttivo: la parità non può restare un principio astratto, ma deve tradursi in strumenti concreti, misurabili e accessibili. Il recente ottenimento della Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), rilasciata da DNV con un punteggio di 89/100, rappresenta il riconoscimento di un percorso strutturato che integra policy interne avanzate e un dialogo responsabile con le istituzioni. “Crediamo che la parità si costruisca con strumenti concreti che contribuiscano in modo reale a una più equilibrata distribuzione delle responsabilità di cura e creino le condizioni per una effettiva parità professionale. In attesa di un’evoluzione normativa che rafforzi questi strumenti a livello sistemico, le aziende possono e devono fare la propria parte in modo responsabile", dichiara Federica Fiore, hr lead di Haleon Italia. “In questo senso, la Certificazione per la Parità di Genere rappresenta la cornice strutturata entro cui si inseriscono le nostre iniziative: non azioni episodiche, ma un percorso misurabile, continuativo e verificabile nel tempo.”, conclude. Al centro del modello Haleon vi sono strumenti pensati per supportare le persone nei diversi momenti della vita: Fully Equal Parental Leave, congedo parentale retribuito di oltre 6 mesi (26 settimane) accessibile a tutti i dipendenti dopo l'arrivo di un bambino, indipendentemente da genere, orientamento affettivo o tipologia di genitorialità (naturale, adottiva, affidataria), senza vincoli legati a matrimonio o unione civile; Maternity Journey: percorso strutturato che accompagna le future mamme prima, durante e dopo il congedo, con supporto psicologico, fisico e di mentoring; Caregiver Leave Policy, fino a 4 settimane di congedo retribuito per assistere familiari in gravi condizioni di salute, senza impatti su retribuzione o benefit; Paternity Journey, in continuità con il percorso dedicato alle madri, nel 2026, sarà lanciato un programma per accompagnare e supportare i padri nella loro esperienza di genitorialità. La parità in Haleon Italia è un dato strutturale: le donne rappresentano il 64% della popolazione aziendale; il 69% del senior management è composto da donne. La cultura dell'inclusione è promossa anche attraverso gli Employee Resource Group (ERG), come Women @ Haleon e Inclusion @ Haleon, che lavorano per valorizzare la rappresentanza femminile e contrastare ogni forma di discriminazione. La Certificazione per la Parità di Genere non è quindi un punto di arrivo, ma la conferma di un modello che unisce policy interne avanzate, leadership inclusiva e contributo responsabile al dibattito pubblico.
(Adnkronos) - Abb conferma la presenza a Key - The Energy Transition Expo, il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’efficienza energetica, la digitalizzazione e l’elettrificazione. Dal 4 al 6 marzo, allo Stand 100 - Padiglione A1 presso il Rimini Expo Center, l’azienda presenta un portafoglio aggiornato di soluzioni pensate per supportare l’evoluzione dell’intera filiera dell’elettrificazione. All’offerta tecnologica si affianca un programma di formazione tecnica ricco e strutturato, con corsi sui temi più caldi e richiesti dal mercato destinati a impiantisti, progettisti, installatori e tecnici. Abb è fortemente impegnata nello sviluppo delle competenze, puntando su aggiornamento continuo e professionalità qualificate.