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(Adnkronos) - “Viviamo in una fase in cui i confini tra dominio militare e civile si sono progressivamente dissolti. La guerra non è più solo militare: è economica e informativa. È una guerra ibrida che non colpisce confini, ma infrastrutture essenziali — energia, finanza, trasporti, sanità — e che si manifesta con blackout, reti bancarie rallentate, campagne di disinformazione. Negli ultimi anni l’Italia e l’Europa hanno investito sempre di più in cybersecurity, ma è arrivato il momento di un cambio di prospettiva: non possiamo più limitarci a essere consumatori di tecnologia per la nostra sicurezza. Dobbiamo diventare produttori". Ad affermarlo è Fabio Momola, Ceo DHub e Cybertech del Gruppo Engineering, intervenendo oggi al Cybersec 2026 sul tema 'Il digitale come leva strategica tra Hybrid Warfare e Cybersecurity'. L’Intelligenza Artificiale, sottolinea, "è un moltiplicatore di potenza in entrambe le direzioni, sia per chi attacca sia per chi difende. Proprio per questo dobbiamo orchestrare l’AI, non esserne orchestrati. Non serve inseguire modelli sempre più grandi e generici. Servono modelli di AI specializzati, agili e verticalizzabili: un’intelligenza artificiale sovrana, di cui abbiamo la governance totale — su quali dati è addestrata, chi la governa, chi ne risponde". La cybersecurity, rileva, "non è solo protezione tecnica. È politica industriale. E una resilienza senza sovranità tecnologica è fragile. L’Italia ha le competenze per costruire questa autonomia strategica: campioni nazionali, decine di aziende specializzate e PMI innovative in ambito cyber, un capitale umano fatto di grandi professionisti ed esperti. Noi di Engineering ci stiamo muovendo in questa direzione, investendo su un’architettura concreta che parte da modelli proprietari e aperti, li specializza attraverso piattaforme dedicate, li orchestra in flussi operativi governati e ne garantisce osservabilità e controllo continuo in ogni fase. Lo facciamo nella consapevolezza di agire in un ecosistema dinamico e ricco di eccellenze. Ci sono tutti i presupposti per un approccio sistemico in cui la partnership pubblico-privato non sia un’opzione, ma un requisito strutturale: condivisione sicura delle informazioni sulle minacce, integrazione tra grandi player e Pmi, rafforzamento di una difesa comune. Nel dominio cyber non vince chi compra meglio. Vince chi costruisce meglio".
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
(Adnkronos) - Una strategia green per una produzione al 100% rinnovabile e un obiettivo Net Zero già al 2040. Questa la visione di Alperia, grande gruppo energetico italiano, con sede in Alto Adige, attivo lungo tutta la filiera: produzione, distribuzione, vendita di prodotti e servizi energetici, con un fatturato di circa 2,57 miliardi di euro, più di mezzo milione di clienti tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in Italia e circa 1.250 dipendenti. Sostenibilità e transizione energetica sono, dunque, elementi costitutivi dell’azienda. “Il nostro piano strategico si basa sulla sostenibilità: consolidamento, innovazione e sostenibilità sono i nostri tre pilastri sui quali abbiamo creato e disegnato la nostra strategia. Contribuiamo alla sicurezza energetica del Paese producendo energia pulita, gestendo reti e garantendo continuità del servizio nei territori in cui operiamo”, spiega all’Adnkronos il direttore generale Luis Amort. Più nel dettaglio, spiega elencando i tre asset principali del Gruppo, “noi produciamo quasi al 100% energia rinnovabile soprattutto, storicamente, con le nostre centrali idroelettriche: gestiamo 35 impianti, che producono mediamente oltre 4.000 GWh all’anno; abbiamo allargato negli ultimi anni la produzione investendo in parchi eolici e da quest'anno entriamo anche nel fotovoltaico”. A questo si affiancano “le reti di distribuzione elettrica e gas, infrastrutture strategiche e regolamentate che garantiscono stabilità industriale. Il terzo pilastro è il portafoglio clienti e di servizi energetici, che ci consente di trasformare l’energia prodotta in valore concreto per famiglie e imprese”. Quanto agli investimenti, “nel 2024 hanno superato i 200 milioni di euro e resteranno su questi livelli anche nei prossimi anni. La quota principale è destinata al revamping degli impianti idroelettrici, che permette un sensibile aumento della produzione utilizzando le stesse risorse naturali. Investiamo inoltre nell’ammodernamento e digitalizzazione delle reti e nello sviluppo di nuovi servizi energetici, come sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza. Sono investimenti concreti, pensati per rafforzare asset che durano nel tempo”. Lato vendita “abbiamo adesso più di 500mila clienti dentro e fuori la provincia di Bolzano ma siamo attivi in tutta l'Italia e stiamo allargando la rete di agenti e punti di vendita”. Un rapporto quello con il territorio e con i propri clienti che il dg di Alperia definisce “sostanziale”. “Noi siamo molto vicini non solo con le parole ma anche nel quotidiano – spiega - accompagniamo tutti i nostri clienti, un numero nel frattempo molto cresciuto, ovunque con azioni concrete. Abbiamo ampliato tantissimo la gamma dei prodotti: dall'elettrico al gas, al calore ma anche fotovoltaico domestico e mobilità elettrica, tra carte di ricarica, colonnine e wallbox”. L’obiettivo è portare il cliente verso un percorso più sostenibile, "vivendo giorno per giorno la transizione”. “Alperia interpreta la transizione energetica come un percorso industriale concreto, non come un obiettivo astratto. Per noi significa puntare su rinnovabili mature e affidabili, come l’idroelettrico, rafforzare le reti e rendere il sistema più efficiente e flessibile. Oggi produciamo già quasi esclusivamente energia rinnovabile e lavoriamo per migliorare ulteriormente efficienza e integrazione nel sistema elettrico. La transizione, dal nostro punto di vista, funziona se è sostenibile anche economicamente e se si basa su infrastrutture solide, capaci di garantire continuità e sicurezza”, conclude.