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(Adnkronos) - Znext, la piattaforma industriale nata nel 2025 su iniziativa di Zanichelli Editore che costruisce e accelera imprese tecnologiche nei settori della formazione, del lavoro e del benessere, è stata fra i protagonisti presso la Fondazione Collegio San Carlo di Modena del panel "Investire in Learning Technologies: trend e frontiere dell'apprendimento con le tecnologie", nell'ambito della quarta edizione del Learning More Festival. A fianco della Ceo Elena Lavezzi, investitori e operatori che ogni giorno valutano startup, analizzano dati e decidono dove allocare capitale nell'edtech, come Kees Mastenbroek (WhatWorked Education & Edtech Impact), Damien Lanfrey (Future Education Modena) e Matteo Bartolomeo (a|impact Avanzi Etica SICAF EuVECA). Al centro del confronto, in una rassegna che si chiude domani 22 febbraio, una domanda che raramente trova risposta nei report di settore: come si valuta un'innovazione il cui impatto si misura in anni? “Noi partiamo da una convinzione che viene da lontano: la conoscenza non si trasmette da sola. Si costruisce nel tempo, con metodo. Per questo la prima domanda che facciamo a un imprenditore o a un'azienda che vuole lavorare con noi non è quanto cresce. È se sta davvero cambiando qualcosa nel modo in cui le persone imparano, lavorano e vivono. Quando troviamo fondatori che credono nella stessa cosa, co-fondiamo con loro: li affianchiamo su comunicazione, prodotto, operations, con un finanziamento iniziale di 150mila euro e la possibilità di seguirli nei round successivi. Per le aziende che hanno già dimostrato di avere basi solide, la strada è diversa: acquisizione, e poi costruiamo insieme il capitolo successivo”, ha dichiarato Lavezzi. Il dibattito ha toccato i temi centrali per chi opera nell'intersezione tra capitale e formazione: i segnali di trazione davvero rilevanti per un EdTech, il peso della validazione pedagogica rispetto al product-market fit, i modelli che stanno emergendo nell’intelligenza artificiale applicata all'insegnamento e nell'adaptive learning. E, più in fondo, la domanda più scomoda: quanto vale l’impatto educativo quando entra in tensione con la sostenibilità economica? Znext partecipa al Learning More Festival come sponsor, portando al festival la prospettiva di chi costruisce imprese nel settore della formazione con una visione industriale e un orizzonte di lungo periodo.
(Adnkronos) - “L’esperienza mi ha insegnato che, se miglioriamo le condizioni professionali e familiari delle donne, miglioriamo la vita di tutti e di tutte. Mettere le donne nelle condizioni di esprimere i propri talenti significa far crescere l’intera società. Può accadere oggi, se sapremo trasformare le riflessioni in azioni concrete”. Con queste parole Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali, Pari opportunità della Città metropolitana di Milano, è intervenuta oggi nel capoluogo lombardo all’evento promosso dall’Ordine degli ingegneri della Provincia meneghina, 'Progetto donna’. “Il tema delle politiche di genere è per noi un impegno costante che attraversa tutte le azioni, anche amministrative, della nostra Città metropolitana - afferma De Marchi - Per questo è fondamentale poter contare su più visioni, più strumenti e più competenze che ci aiutino a capire come lavorare meglio”. “Sono cresciuta con l’idea che non esistano limiti invalicabili - racconta - ma anche con la consapevolezza che per affermarsi bisogna impegnarsi il doppio. La libertà delle donne passa da molte strade: attraversa ambiti diversi e incrocia le vite di ciascuna di noi - dice - Spesso dimentichiamo che le grandi conquiste nascono da donne fragili, determinate, capaci di aprire strade nuove. Donne che hanno lottato, studiato, lavorato, costruito competenze e cambiato il destino di un territorio - ricorda - Oggi siamo qui per far crescere la nostra città, il nostro Paese e, nel nostro piccolo, il mondo. Dobbiamo portare ovunque le nostre competenze. Sappiamo farlo. E abbiamo il dovere di farlo”, conclude.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.