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(Adnkronos) - La celebrazione del cinquantesimo anniversario di Acer, svoltasi nella cornice storica del Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano, non ha rappresentato solo un traguardo temporale, ma il consolidamento di una metamorfosi strategica. Acer EMEA evolve oggi da produttore di hardware a fornitore di infrastrutture digitali integrate, adottando una "Multiple Business Engines Strategy" capace di generare valore oltre la ciclicità del mercato dei personal computer. I dati del 2025 confermano l'efficacia di questa diversificazione: i ricavi globali hanno raggiunto gli 8,50 miliardi di dollari (+4,1% rispetto al 2024), con le attività non legate a PC e display che pesano ora per il 32,2% del totale. Per l'area EMEA, il segmento Commercial si attesta al 30% dei volumi, con un'accelerazione registrata nel gennaio 2026 del 63,5% su base annua. Massimiliano Rossi, EMEA Vice President, delinea la postura dell'azienda di fronte alle innovazioni dirompenti: "L'IA è un fenomeno inarrestabile e noi siamo un pezzo della soluzione. Non creiamo l'onda, ma vogliamo cavalcarla alla massima velocità fornendo soluzioni hardware capaci di supportarla oggi e in futuro. La nostra identità rimane quella di 'Breaking barriers': rendere la tecnologia più accessibile con un equilibrio ottimale tra costi e prestazioni." Massimiliano Rossi, EMEA Vice President - 2026 Photo credit Nick Zonna La resilienza finanziaria di Acer poggia su un ecosistema di aziende specializzate: Altos (infrastruttura AI e server), AOPEN (Digital Signage), Posiflex (Point-of-Sale e Industrial PC) e Opticon (scanning). Questa sinergia permette di offrire ai clienti commerciali una copertura totale, dal cloud al punto vendita retail. Rossi spiega l'importanza di questo approccio pragmatico nello sviluppo: "Lavoriamo in un meccanismo di specifica fattibilità in costante dialogo con i partner. Se ci viene chiesta una modularità estrema, valutiamo se il costo beneficio sia sostenibile per il mercato. Questo ci permette di aggiustare le roadmap in tempo reale e creare una relazione fortissima con chi si sente parte attiva dello sviluppo." Con 26,1 milioni di PMI che generano il 52% del valore aggiunto dell'Unione Europea, Acer punta sul modello 100% indiretto. Lo strumento cardine di questa fase è l'Acer Channel Partner Portal, attivo in Italia, UK e Francia, concepito per accelerare i processi di vendita e la formazione tecnica. Per superare lo scetticismo legato all'intelligenza artificiale, Acer promuove i Proof of Concept (PoC). Un caso emblematico è quello di Cieffe Milano nel settore fashion, dove l'adozione di tool IA ha permesso di sincronizzare i team creativi e ingegneristici, accelerando drasticamente i flussi di lavoro in vista della Fashion Week. Cristina Pez, Director Commercial Marketing and Go-to-Market Acer EMEA, pone l'accento sull'ascolto dei nuovi attori del mercato: "Quello che ci differenzia è l'ascolto costante. Siamo nelle scuole e tra le piccole imprese per capire i loro bisogni. Il portale non è solo un repository, ma un acceleratore: permette ai partner di ottenere risposte immediate su prezzi e disponibilità, accorciando i tempi verso il cliente finale. Anche verso la Generazione Z, che domani sarà nelle aziende, ci muoviamo con attenzione per far capire il valore del brand attraverso l'università e progetti mirati." Cristina Pez, Director Commercial Marketing and Go-to-Market Acer EMEA-Photo credit Nick Zonna In un mercato in cui le competenze tecniche invecchiano con una rapidità senza precedenti, Acer EMEA ha identificato nella formazione il principale fattore di differenziazione competitiva. L’obiettivo non è solo istruire all'uso di una macchina, ma guidare i partner e le imprese nella comprensione profonda di come l'intelligenza artificiale e la digitalizzazione possano modificare strutturalmente la produttività. Cristina Pez sottolinea come la formazione sia l'unico strumento per rendere l'innovazione realmente fruibile: "Non ci limitiamo a fornire il prodotto, ma investiamo massicciamente nell'AI adoption. Attraverso l'Academy all'interno del nostro nuovo portale, offriamo percorsi di formazione continua, webinar e i formati 'techpills' per dare risposte veloci a problemi complessi. È fondamentale supportare le imprese nella crescita delle competenze interne: solo così le risorse saranno pronte a operare in contesti dove il digitale è l'unico driver di successo." Questa visione si concretizza nel programma "Test before invest", che permette alle aziende di abbattere il rischio d'acquisto attraverso demo unit e proof of concept. L'idea di fondo è che una vendita basata sulla competenza generi una fedeltà maggiore rispetto a una basata esclusivamente sul prezzo. Massimiliano Rossi evidenzia il valore relazionale di questo approccio: "Vogliamo costruire un modello aperto e collaborativo, dove la competitività nasca dalla capacità di evolvere in modo coerente. Investire in talenti e cultura dell'innovazione significa creare una relazione di lungo periodo con i partner, che si sentono parte attiva dello sviluppo del portfolio. Abbiamo collaborazioni che durano da oltre 30 anni: questa stabilità è possibile solo se si condivide un percorso di crescita tecnologica costante." L’impegno di Acer si inserisce in un quadro europeo di "policrisi" permanente e carenza di talenti. Formare oggi i rivenditori significa preparare le PMI a una sovranità tecnologica che, secondo la Commissione Europea e la rete degli European Digital Innovation Hubs (EDIH), passerà necessariamente per l'High Performance Computing e la Cybersecurity. Attraverso la formazione, Acer intende trasformare la tecnologia da costo operativo a investimento strategico, garantendo che l'infrastruttura IT sia sempre allineata agli obiettivi di business. Acer ha interpretato il concetto di sostenibilità verso una "tecnologia consapevole", mirando a ridurre le emissioni di CO₂ nella catena di approvvigionamento di oltre 2.000 tonnellate entro il 2025. Attraverso l'elettrificazione dei trasporti e programmi come Acer Optimize, che favorisce il riacquisto dell'usato con cashback fino al 55%, l'azienda promuove una cultura del ripristino e della longevità, offrendo ricambi e manuali fino a 10 anni in linea con le direttive UE sul Diritto alla Riparazione.
(Adnkronos) - Adaptability e upskilling. Sono queste le due parole chiave che descrivono il mercato del lavoro di oggi. Dopo un biennio dominato dal dibattito sulle potenzialità delle nuove tecnologie, il 2026 si accinge a diventare l’anno della concretezza. Tutti i discorsi sull’intelligenza artificiale, sull’innovazione green e sull’industria 5.0 hanno smesso di essere proiezioni future e stanno diventando, sempre di più, realtà all’interno dei processi aziendali che non possiamo più ignorare. Questo cambio di paradigma si traduce, ovviamente, anche in una ricerca sempre più insistente di profili altamente qualificati e con competenze ibride, ovvero professionisti che, insieme alle hard skills, abbiano una visione di insieme per muoversi in contesti sempre più complessi. Competenze con una data di scadenza: il nuovo mercato del lavoro è sempre più dinamico. La velocità dell’innovazione ha ridotto drasticamente la vita delle hard skill. Secondo le ultime analisi di agap2 - multinazionale di consulenza operativa specializzata nel mondo dell’ingegneria e dell’It - oggi le competenze tecniche hanno un ciclo di vita media di circa due anni prima di diventare obsolete. Non si tratta più, quindi, solo di imparare a usare nuovi strumenti, ma di abbracciare percorsi di formazione continui e dinamici per adattarsi a un ambiente in costante evoluzione e cambiamento. "Il 2026 - afferma Alessandro Rosati, Ceo di agap2 - rappresenta uno spartiacque: non basta più essere spettatori dell'innovazione, bisogna saperla gestire. La vera sfida nei prossimi mesi sarà trasformare la velocità del cambiamento in un asset strategico per anticipare le esigenze di mercato e fornire risposte concrete, precise e tempestive. La capacità di disimparare e imparare di nuovo diventa il vero vantaggio competitivo per i candidati, ma anche per le aziende. Oggi nessun professionista può limitarsi ad essere un semplice esecutore, ma deve essere un artefice del cambiamento con competenze in perenne aggiornamento per poter colmare il gap che si apre tra l’innovazione tecnologica che corre velocissima e le necessità di sviluppo del business”. Maquali saranno i professionisti più richiesti nel 2026? Ecco il quadro tracciato da agap2. -Energy manager e sustainability engineer: in vista dei traguardi del Green Deal, queste figure evolvono da semplici consulenti ad architetti della transizione. Non si limitano all'efficientamento energetico, ma riprogettano l'intero ciclo di vita del prodotto secondo i principi dell'economia circolare, integrando fonti rinnovabili e tecnologie di cattura della Co2 per garantire la resilienza operativa e il rispetto dei nuovi standard Esg. -Ingegnere dell’automazione 5.0: il 2026 segna il passaggio definitivo dall'automazione rigida a quella collaborativa e cognitiva. Questo professionista progetta ecosistemi dove robotica avanzata e operatori umani interagiscono in sinergia (Cobot), sfruttando il Cloud Manufacturing e l'Edge Computing per creare linee produttive iper-flessibili, capaci di auto-ottimizzarsi in tempo reale grazie ai dati di fabbrica. -AI implementation specialist (o AI architect): è l'anello di congiunzione tra la data science e il business concreto. Il suo compito non è la creazione di codici grezzi, ma l'integrazione strategica di AI generativa e modelli predittivi nei workflow aziendali. Agisce come un traduttore tecnologico che adatta i modelli linguistici e gli algoritmi di machine learning per automatizzare decisioni complesse e personalizzare l'esperienza del cliente su scala industriale. -Cybersecurity governance consultant: con l'adozione della normativa Nis2 e del Cyber Resilience Act, la sicurezza diventa una questione di processo e non solo di difesa tecnica. Questo consulente gestisce la sicurezza dell'intera supply chain, trasformando la protezione dei dati in un asset competitivo. Coordina la gestione del rischio, la compliance normativa e la resilienza infrastrutturale per prevenire minacce sistemiche in un mondo sempre più interconnesso. -Data engineer: è l'architetto che costruisce le fondamenta del patrimonio informativo aziendale; progetta pipeline di dati scalabili e sicure che alimentano l'intelligenza artificiale in tempo reale. Il suo ruolo è cruciale per garantire la data quality e l'interoperabilità tra database eterogenei, trasformando flussi di dati grezzi in infrastrutture pronte per l'analisi strategica e il decision-making automatizzato.
(Adnkronos) - Tre giornate di grande esposizione, incontri, confronti e interlocuzioni per tracciare la nuova direzione del futuro energetico globale. Key - The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si è chiuso oggi alla Fiera di Rimini. Le presenze totali sono cresciute del 10%, con quelle estere in aumento del 9% e una forte presenza di investitori. Su 125mila metri quadrati lordi di superficie espositiva e 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, con prodotti, soluzioni e tecnologie innovative nei sette settori della transizione energetica. Presenti 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci); 412 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. La manifestazione, inaugurata mercoledì 4 marzo dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha valorizzato competenze industriali e tecnologiche europee e non. Con i suoi 160 convegni, Key 2026 si è confermato uno degli eventi più importanti in Europa sull’energia, differenziandosi per la completezza dell’offerta espositiva e di contenuti. Fra questi, l’importanza dell’efficienza energetica per la decarbonizzazione, lo storage e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale. Una piattaforma che ha unito innovazione tecnologica e finanza, favorendo il dialogo fra ingegneri, sviluppatori di tecnologie, investitori e istituzioni con l’obiettivo di rendere bancabili i progetti e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio. Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà. Grande attenzione al tema della finanza, ai nuovi modelli finanziari e di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili e agli strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia, come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. Innovazione e green jobs sono stati al centro dell’Innovation District, con 32 Start-up e Pmi innovative e con l’iniziativa Green Jobs&Skills che ha favorito l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nell’ambito della sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette Start-up e alle sette aziende espositrici di Key per i loro progetti più innovativi, una per ogni categoria merceologica della manifestazione. In concomitanza, si è svolta una nuova edizione di Dpe - International Electricity Expo, la manifestazione dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita - Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria - e Federazione Anie - che nel sistema Confindustria rappresenta le imprese attive nelle filiere dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i General Contractor industriali. Martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, Key è stata anticipata da una nuova edizione di successo di Key Choice - Unlock the future of Ppa, l’evento B2B di KEY - The Energy Transition Expo, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Elemens e dedicato ai Power Purchase Agreement.