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(Adnkronos) - "Falso che la presidente Giorgia Meloni sia arrabbiata con me, falso che la Farnesina non sapesse". Così all'Adnkronos il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli commenta il retroscena pubblicato dal Corriere della Sera sul suo incontro con l'ambasciatore russo a Roma Aleksej Vladimirovich Paramonov. "È falso che la Farnesina non sapesse", ribadisce l'esponente di Fdi. "All'incontro - racconta - hanno partecipato anche due funzionari del Ministero degli Esteri, uno della Direzione generale per gli Affari politici, che hanno preso nota formale di quello che veniva detto. È stata redatta una nota formale dell'incontro, quindi era tutto assolutamente alla luce del sole". Secondo il viceministro si è trattato di una prassi diplomatica ordinaria: "Quando un'ambasciata chiede un incontro a livello governativo, spesso non è il ministro a riceverli ma il viceministro. È normale che sia io ad ascoltare gli ambasciatori, soprattutto quando si tratta di rapporti complessi. Sono diplomatici accreditati e fanno il loro lavoro". Cirielli smentisce anche tensioni con la premier: "La ricostruzione di un'arrabbiatura di Meloni è completamente fantasiosa. Subito dopo, tra l'altro, sono stato con lei in Etiopia. L'incontro con l'ambasciatore è avvenuto il 3 febbraio e non c'è stato alcun problema". Nessuna reazione, aggiunge, neppure da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Tajani non mi ha nemmeno chiamato". Il viceministro conferma inoltre che non si trattava del primo colloquio con il diplomatico russo: "Non è la prima volta che incontro l'ambasciatore, anche in passato mi aveva chiesto un incontro. È normale che accada: quando chiedono un confronto con il governo, di solito li ricevo io". Quanto ai contenuti dell'ultimo faccia a faccia, Cirielli minimizza: "In genere gli ambasciatori vengono a rappresentare le loro posizioni quando ritengono che ci siano state tensioni o episodi che, secondo loro, hanno penalizzato il loro Paese. In questo caso mi pare facesse riferimento ad alcuni episodi legati a proteste o manifestazioni. Nulla di particolare: fanno il loro lavoro di ambasciatori". Secondo il Corriere della Sera sarebbe scoppiato un caso nel partito della premier Meloni a causa del faccia a faccia perché sarebbe stata un’iniziativa non concordata. Tanto che la reazione della premier "non è stata delle migliori", raccontano una serie di fonti secondo quanto si legge sul quotidiano milanese il quale sottolinea che Palazzo Chigi avrebbe fatto di tutto in questo periodo per coprire il caso. “Se un viceministro incontra l’ambasciatore russo (lo stesso peraltro che aveva già incontrato esponenti del governo filorusso georgiano) non ci sono questioni. Se ne deve andare. Altrimenti ci troveremmo di fronte al governo più filorusso di Europa, accanto a Orban. Via Cirielli”. Lo scrive il senatore Pd, Filippo Sensi, sui social. "L’incontro tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia rappresenta un fatto grave che non può essere archiviato con il silenzio o con spiegazioni evasive. Da oltre quattro anni l’Europa è chiamata a difendere l’ordine internazionale violato dall’aggressione russa contro l’Ucraina. In questo contesto, ogni interlocuzione istituzionale con rappresentanti del Cremlino deve avvenire nella massima trasparenza, nel rispetto della linea euro-atlantica del nostro Paese e in pieno coordinamento con il governo e con i partner europei. Per questo motivo è necessario chiarire immediatamente le ragioni, i contenuti e le modalità di questo incontro". Lo scrive su X la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. "Delle due l’una: o la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era informata -sottolinea- e ha ritenuto opportuno non rendere pubblico un confronto con il rappresentante diplomatico di un Paese che sta minando la sicurezza europea, oppure non esercita un controllo sull’operato dei viceministri del suo governo. Entrambe le ipotesi sarebbero estremamente preoccupanti. L’Italia non può permettersi ambiguità. Non può permettersi zone d’ombra nei rapporti con un regime che conduce una guerra di aggressione nel cuore dell’Europa e che utilizza sistematicamente la diplomazia come strumento di pressione politica e di propaganda. La credibilità internazionale dell’Italia, la lealtà verso i nostri alleati e il rispetto dei principi su cui si fonda l’Unione europea non possono essere messi in discussione da iniziative opache o personali”, conclude Picierno.
(Adnkronos) - Si è svolta oggi a Roma la cerimonia di consegna del Premio 'Il giorno dopo: Donna tutto l’anno', istituito nel 2020 da Confintesa, dalla Fondazione Oreste Bertucci dell’Ordine dei Consulenti del lavoro e dalla Federazione medie e piccole Imprese (Fmpi), con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle donne nei diversi ambiti della vita professionale e sociale. Il riconoscimento, assegnato simbolicamente nei giorni successivi all’8 marzo, nasce per sottolineare come l’attenzione al ruolo e al valore delle donne non debba limitarsi alla Giornata internazionale dedicata, ma rappresentare un impegno quotidiano. Anche per l’edizione 2026 la cerimonia si è svolta con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’informazione, della ricerca e dello spettacolo. Tra le premiate di quest’anno figurano la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, la giornalista del Tg1 Rai, Laura Chimenti, e l’editorialista de La Stampa, Flavia Perina, insieme ad altre protagoniste del mondo economico e imprenditoriale che si sono distinte per competenza, dedizione e impegno nei rispettivi settori. Il Premio prosegue così il percorso avviato con la prima edizione, ospitata al Senato e che vide tra le premiate la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, con l’intento di promuovere e rendere visibile l’eccellenza femminile, valorizzando storie professionali e percorsi che rappresentano un esempio per l’intera comunità.
(Adnkronos) - “Biae è la prima banca interamente focalizzata nel settore delle energie alternative e della transizione energetica ed ecologica. Siamo controllati al 100% da Banca del Fucino e tutte le nostre iniziative mirano a sostenere la transizione”. Così Carlo Cavallero, Direttore Generale della Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, illustra il core business di Biae nata a ottobre 2025 e per la prima volta al Key - The Energy Transition Expo, l’evento di riferimento per la transizione energetica in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo, presso la Fiera di Rimini. (Video) “È per noi un grande piacere essere a Key - afferma Cavallero - Vogliamo comunicare alle aziende che rappresentiamo il loro supporto per ogni necessità legata al mondo dell'energia. Assistiamo sia le imprese che realizzano impianti, sia quelle che si occupano di sviluppo: vogliamo essere protagonisti in questo settore affiancando tutti gli operatori”. Il dg si sofferma poi sulla struttura di Biae. “Sono due le direzioni: la direzione Green Lending, che eroga prodotti e servizi tipicamente bancari come finanziamenti e linee di liquidità, e la direzione Green Advisory. In quest'ultima - spiega - offriamo servizi di consulenza e siamo in grado di accompagnare le imprese nei loro investimenti, aiutandole, ad esempio, a trovare partner o acquirenti, o rispondendo a qualsiasi altra esigenza legata al mercato dell'energia”.