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(Adnkronos) - La guerra contro l'Iran va avanti, lo stop è possibile solo con la resa incondizionata di Teheran. Donald Trump tira dritto dopo una settimana di offensiva: gli Stati Uniti e Israele non si fermano, i raid continuano senza soluzione di continuità. Il presidente americano esclude lo stop alle operazioni, a meno che l'Iran non alzi bandiera bianca e non riconosca alla Casa Bianca l'autorità di incidere in maniera determinante sulla scelta della nuova leadership. "Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata, che potrebbe essere annunciata dagli iraniani. Potrebbe succedere quando non potranno più combattere perché non avranno più nessuno o niente con cui combattere", dice Trump auspicando sviluppi che, al momento, non sembrano probabili. "Dopo la selezione di leader grandi e accettabili, noi e molti dei nostri meravigliosi e molto coraggiosi alleati e partner lavoreremo instancabilmente per allontanare l'Iran dall'orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai. L'Iran avrà un grande futuro", aggiunge. Il modello, insomma, è il Venezuela: dopo la rimozione di Nicolas Maduro, al vertice c'è Delcy Rodirguez, la vice del presidente ora detenuto negli Usa. "Anche in Iran ci deve essere un leader che sia equo e giusto. Che faccia un ottimo lavoro. Che tratti bene gli Stati Uniti e Israele e che tratti bene anche gli altri Paesi del Medio Oriente: sono tutti nostri partner", dice Trump. Se al vertice rimanesse un leader religioso, il presidente americano sarebbe d'accordo? "Beh, potrei esserlo, dipende da chi è la persona. Non mi danno fastidio i leader religiosi. Ho a che fare con molti leader religiosi e sono fantastici", dice alla Cnn. L'operazione Furia Epica in Iran dovrebbe durare circa un mese, sebbene Trump non abbia escluso tempi supplementari. Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha informato i ministri degli Esteri di alcuni Paesi arabi, in una serie di telefonate avvenute ieri, che la guerra con l'Iran dovrebbe durare diverse settimane, secondo le indiscrezioni riportate da Axios. Rubio ha indicato come priorità dal punto di vista degli obiettivi militari i lanciamissili, le scorte e le fabbriche dell'Iran. L'obiettivo degli Stati Uniti non è il cambio di regime, ma Washington vuole persone diverse alla guida della Repubblica islamica. Trump, intanto, lascia intendere che per centrare i traguardi non sia necessaria un'invasione di terra: "Abbiamo distrutto tutto, sarebbe una perdita di tempo". La macchina bellica americana, però, si mantiene pronta a ogni eventualità. Il segnale delle ultime ore è chiaro: l'esercito ha cancellato un'importante esercitazione della 82a Divisione Aviotrasportata, specializzata in operazioni di terra e missioni complesse. La decisione, svelata dal Washington Post, alimenta speculazioni sul possibile dispiegamento di truppe in Medio Oriente. In poche ore potrebbero partire 4.000-5.000 soldati, che fanno parte di unità idonee intervenire in operazioni per il controllo di infrastrutture critiche, il rafforzamento delle ambasciate statunitensi e le evacuazioni di emergenza. La 'spallata' con l'azione di terra potrebbe diventare necessaria, o indispensabile, se i raid non dovessero produrre risultati decisivi. Ad integrare il quadro contribuisce lo scenario delineato dal quotidiano israeliano Haaretz: Trump sarà costretto a cercare un compromesso con l'Iran sul programma nucleare di Teheran se l'attacco militare congiunto con Israele non riuscirà, nel breve periodo, ad avere il successo sperato. Il regime iraniano non mostra segni di capitolazione e sembra irremovibile nel voler continuare a combattere, nonostante un'inferiorità sempre più evidente: i missili di Teheran diminuiscono, le difese sono sempre meno efficaci. Se però non si arriverà a una soluzione decisiva del conflitto, Trump dovrà valutare un'alternativa, ovvero un nuovo accordo nucleare con grandi limitazioni al progetto iraniano, ma senza un cambio di regime. Il presidente americano in realtà ha abbandonato tale linea la scorsa settimana quando ha deciso di eliminare la Guida Suprema, Ali Khamenei, che si era dimostrata non disposta a mostrare flessibilità sul progetto nucleare. Ora, senza Khamenei, gli Stati Uniti potrebbero rivalutare se e di cosa parlare con la leadership di Teheran. L'analista israeliano Danny Citrinowicz, dell'Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale, ha scritto che la vittoria nella guerra significa rovesciare il regime. Allo stesso tempo, però, ha osservato che non vi è alcuna certezza che l'Amministrazione Usa sia disposta a investire il tempo e le risorse che l'obiettivo richiederebbe.
(Adnkronos) - Il Gruppo FH55 Hotels, realtà storica dell’hotellerie italiana con 70 anni di esperienza e quattro strutture tra Firenze, Fiesole e Roma, è stato inserito tra le 1.000 aziende europee con la più alta crescita di fatturato dal 2021 al 2024 nella classifica FT1000: Fastest-Growing Companies in Europe, pubblicata dal Financial Times in collaborazione con Statista. Questo prestigioso riconoscimento celebra le imprese che, nei mercati più dinamici d’Europa, hanno dimostrato performance di crescita straordinarie e sostenibili nel tempo. La classifica completa sarà pubblicata il 26 marzo sul Financial Times e sul sito FT.com, rappresentando uno dei riconoscimenti più ambiti e autorevoli a livello europeo per le aziende in rapida crescita. Per FH55 Hotels, essere inseriti tra le 1.000 aziende a più alta crescita non è solo un traguardo, ma un sigillo di eccellenza che conferma la solidità del modello di business, la capacità di innovare con lungimiranza e l’eccellenza operativa perseguita dal Gruppo. Ancora più significativo è il posizionamento ottenuto: tra le sole 27 aziende europee classificate nel settore hospitality, FH55 Hotels si colloca al 16° posto, entrando di fatto nella parte alta della graduatoria continentale; inoltre, tra le 136 aziende italiane presenti nella FT1000, il Gruppo conquista la 35ma posizione. Un risultato di assoluto rilievo che certifica non solo la crescita sostenuta dell’azienda, ma anche la sua capacità di affermarsi ai vertici del panorama europeo della crescita imprenditoriale. Questo prestigioso posizionamento sottolinea come FH55 Hotels non sia semplicemente un protagonista dell’ospitalità italiana, ma un riferimento di crescita, affidabilità e innovazione a livello europeo, riconosciuto da una delle testate economiche più autorevoli del mondo. Negli ultimi anni, il Gruppo FH55 Hotels ha perseguito con determinazione un ambizioso piano di crescita strutturata, fondato su investimenti mirati, ottimizzazione dei processi operativi e digitalizzazione all’avanguardia, con l’obiettivo di trasformare ogni soggiorno in un’esperienza indimenticabile. Particolare attenzione è stata rivolta al potenziamento dell’esperienza dell’ospite, attraverso servizi personalizzati, innovazioni tecnologiche e ambienti sempre più accoglienti e sostenibili. Nel 2025, FH55 Hotels ha registrato una crescita complessiva significativa, rafforzando il suo ruolo di protagonista nel segmento premium dell’ospitalità italiana e consolidando una reputazione di eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Grazie a una strategia lungimirante e alla professionalità del suo team, il Gruppo continua a ridefinire gli standard dell’ospitalità, combinando tradizione, innovazione e una visione chiara di crescita sostenibile. "Essere inseriti nella classifica FT1000 è un risultato che ci riempie di orgoglio", afferma Claudio Catani, vicepresident Operations di FH55 Hotels, alla guida del gruppo da quasi tre anni. "Rappresenta la conferma - prosegue - che la nostra visione strategica, il lavoro instancabile del team e gli investimenti costanti in qualità, tecnologia e sostenibilità stanno davvero creando valore reale. Questo riconoscimento è un segnale chiaro per clienti, partner e investitori: FH55 Hotels è un’azienda che cresce con responsabilità, innovazione e uno sguardo deciso verso il futuro. Continueremo a superare i confini dell’ospitalità per offrire esperienze sempre più uniche e memorabili". Questo prestigioso posizionamento nella classifica del Financial Times si aggiunge ad altri riconoscimenti e risultati ottenuti dal Gruppo. Tra questi, il recente inserimento nella prestigiosa rivista Capital nella lista dei 250 'Creatori di Valore' in Italia nel 2025, un’ulteriore attestazione della solidità finanziaria, della visione strategica e della capacità del Gruppo di generare crescita sostenibile nel lungo periodo. Traguardi che confermano FH55 Hotels come una realtà imprenditoriale capace di distinguersi nel panorama nazionale e internazionale dell’ospitalità per la sua combinazione di tradizione italiana, performance economica e orientamento all’eccellenza.
(Adnkronos) - Abb conferma la presenza a Key - The Energy Transition Expo, il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’efficienza energetica, la digitalizzazione e l’elettrificazione. Dal 4 al 6 marzo, allo Stand 100 - Padiglione A1 presso il Rimini Expo Center, l’azienda presenta un portafoglio aggiornato di soluzioni pensate per supportare l’evoluzione dell’intera filiera dell’elettrificazione. All’offerta tecnologica si affianca un programma di formazione tecnica ricco e strutturato, con corsi sui temi più caldi e richiesti dal mercato destinati a impiantisti, progettisti, installatori e tecnici. Abb è fortemente impegnata nello sviluppo delle competenze, puntando su aggiornamento continuo e professionalità qualificate.