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(Adnkronos) - "Momento decisivo" per l'ex Ilva, perché "sia gli interventi di messa in sicurezza sia il confronto negoziale con possibili acquirenti sono prossimi alla svolta". Ad annunciarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in Senato per l'informativa sullo stabilimento. "Si sta completando il 'piano corto', un piano di rilancio e non di chiusura, come i fatti confermano", le parole del ministro. "Poco fa - ha poi spiegato - i commissari mi hanno dato una notizia rilevante: il gruppo indiano Jindal ha presentato anch'esso, ieri sera, una manifestazione di interesse per l'intero plesso siderurgico, con un piano industriale ambizioso e garantendo il processo di piena decarbonizzazione. Spetterà ora ai commissari approfondire anche questa offerta e porla in comparazione con quella di Flacks, perché la nostra procedura di gara è davvero competitiva". "Come sanno anche gli offerenti - continua Urso - eserciteremo anche il diritto di golden power per garantire al meglio ogni aspetto del processo industriale e della decarbinizzazione. La scesa in campo di Jindal apre una nuova fase del negoziato che speriamo possa portare il timone di Ilva in mano sicure entro la fine del mese di aprile". E ancora: "Siamo a un punto di svolta per quanto riguarda il negoziato con Flacks, finalizzato alla cessione dell'intero asset, e nel quale sono imprescindibili tre requisiti: disponibilità a cedere alcune aree a Taranto e a Genova non più utilizzate al fine di collocarvi progetti di reindustrializzazione; presenza nella compagine azionaria di uno o più soggetti industriali del settore siderurgico; requisiti di sostenibilità finanziaria dell'operazione nel tempo. I commissari attendono nella giornata di oggi tutti i chiarimenti dall'offerente". In due anni, ha continuato il ministro, l'amministrazione straordinaria dell'ex llva ha lavorato "innanzitutto sul ripristino degli impianti a causa del pessimo stato in cui si trovavano, imputabile alla mancata manutenzione del precedente proprietario Arcelor Mittal. Lo scenario che si presentò due anni fa fu di 2 altoforni chiusi e un terzo con meno di una settimana di autonomia di rifornimenti. L'Ilva sull'orlo della chiusura e del disastro. Il combinato disposto dalla mala gestio degli impianti e dell'alienazione delle quote Ets che dobbiamo scontare è stimato, nella domanda di risarcimento presentata dai commissari, in circa 7 miliardi di euro. Hanno pervicamente puntato allo smantellamento e alla chiusura degli impianti con una azione sistematica di saccheggio e depauperamento". Il mancato utilizzo dell'altoforno 1, di cui è stato disposto dalla procura di Taranto il sequestro probatorio più di 10 mesi fa, senza facoltà di uso, "comporterebbe già di per sé un lucro cessante di importo significativo ma poiché la procura ha inteso dar corso al sequestro senza autorizzare le corrette procedure di spegnimento e svuotamento, l'impatto economico sugli impianti è stato ben più grave, stimato in oltre 2,5 miliardi di euro, danno che aumenta ogni giorno di 4 milioni di euro, con conseguenze nefaste sull'equilibrio economico e finanziario ma anche sulla trattativa per la cessione dell'impianto a Baku Steel, che ritirò la propria offerta", spiega ancora il ministro. La sentenza del tribunale di Milano, che "qualcuno ha definito 'sentenza ad orologeria' o, se preferite, una mina sul percorso di salvataggio, anche perché rende più difficile l'erogazione del prestito ponte", impone la chiusura dell'area a caldo entro il 24 agosto "ove non si verificassero alcune condizioni", ha poi aaggiunto, parlando di "decisioni quanto meno discutibili la cui tempistica fa pensare a un'azione proditoria". Per quanto attiene alle forniture energetiche "solo il gas oggi può consentire la realizzazione e l'operatività dei forni elettrici, preso atto della impraticabilità della nave rigassificatrice in ragione delle opposizioni degli enti locali. Stiamo lavorando per creare le condizioni per il rifornimento terrestre di gas, in gran parte domestico, che possa risultare economicamente sostenibile. Senza gas non c'è alcuna possibilità di aumentare gli impianti green". "Rinnovo - ha quindi aggiunto Urso - le condoglianze alle famiglie degli operai Loris Costantino e Claudio Salamida deceduti a causa degli incidenti sul lavoro nello stabilimento di Taranto durante le operazioni di manutenzione. Il dolore per il loro sacrificio è monito per tutti affinché la sicurezza sia posta al primo posto".
(Adnkronos) - Cida-Confederazione italiana dirigenti ed alte professionalità nasce nel 1946, lo stesso anno della Repubblica Italiana. Non è una coincidenza: è un parallelismo che racconta un destino condiviso. Mentre il Paese costruiva le sue fondamenta democratiche, la dirigenza italiana si organizzava per contribuire alla ricostruzione economica, sociale e civile. Ottant’anni dopo, quel legame tra competenza manageriale e tenuta istituzionale è più attuale che mai. (VIDEO) “Celebrare gli 80 anni di Cida - dichiara Stefano Cuzzilla, presidente di Cida - significa riconoscere il contributo della dirigenza italiana alla costruzione e alla tenuta della Repubblica. Dal 1946 a oggi, nei momenti più difficili il management italiano è stato presidio di continuità, equilibrio, responsabilità. Questi 80 anni aprono il quinto ciclo ventennale della nostra storia, in un Paese che affronta trasformazioni profonde e ha bisogno di una classe dirigente all’altezza della loro complessità. Per questo il 2026 non sarà un anno di commemorazione, ma di proposta: guidare il cambiamento con competenza e visione è il nostro mandato, oggi come allora”. 'Il futuro come responsabilità' si fonda su un concept strategico: 5×20. Ottant’anni non sono solo il prodotto di quattro cicli conclusi - 1946-1965, 1966-1985, 1986-2005, 2006-2025 - ma l’apertura del quinto ciclo ventennale (2026-2045) che condurrà Cida al suo centenario. Cinque volte venti anni non come semplice periodizzazione cronologica, ma come grandi stagioni di responsabilità, ognuna segnata da sfide diverse e da decisioni che hanno inciso sul volto del Paese. Attraverso questi cicli, cinque tematiche restano costanti e si trasformano: tecnologia e innovazione, leadership e responsabilità, lavoro e welfare, competenze e formazione, ruolo sociale del management. Fili che attraversano la storia e ne determinano la qualità, costruendo una mappa per leggere il passato senza nostalgia, abitare il presente con consapevolezza e costruire il futuro come scelta. Il concept 5×20 verrà declinato in un programma di eventi, pubblicazioni e iniziative istituzionali lungo tutto il 2026, posizionando Cida come soggetto di proposta concreta su tre priorità nazionali: intelligenza artificiale e futuro del lavoro, demografia e sostenibilità del welfare, competenza manageriale come garanzia della qualità della decisione — pubblica e privata. Un percorso che Cida affronterà con partner di primo piano: l’Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale per l’impatto industriale-AI4I, fondato dal Governo italiano per sviluppare ricerca trasformativa applicata all’intelligenza artificiale, con cui si aprirà il ciclo di eventi il 10 giugno; il Censis e Itinerari Previdenziali, voci autorevoli nell’analisi della società e del welfare italiani. A dare forma visiva a questa visione è il nuovo logo celebrativo sviluppato per il 2026. Quattro elementi simbolici si integrano in un’unica immagine: l’infinito, che evoca la continuità tra memoria e progetto; la rete, che rappresenta le dieci Federazioni confederate, una comunità plurale che abbraccia tutti i settori strategici del Paese e trasforma la pluralità delle competenze in una forza comune; l’unione, che richiama la convergenza di competenze diverse verso un obiettivo condiviso; il timone, metafora della responsabilità direzionale che il management esercita nel governo delle organizzazioni e del cambiamento. Il logo accompagnerà come firma visiva tutte le iniziative dell’anno celebrativo, tenendo insieme passato e futuro in un’identità riconoscibile e proiettata in avanti. La sua ideazione, insieme all’intera architettura strategica e narrativa del progetto, è stata sviluppata con Eprcomunicazione spa società benefit, la sua controllata Cernuto Pizzigoni & Partners Srl e K-Vision, la nuova unit di Eprcomunicazione dedicata alle esperienze visive multimediali e immersive.
(Adnkronos) - In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per imprese e territori. Presso il suo stand di 260 metri quadrati, la multiutility ha messo in campo un ecosistema di soluzioni concrete per accompagnare i partner nella costruzione di modelli di business innovativi. (VIDEO) La partecipazione alla fiera si inserisce in un percorso ben strutturato dall'azienda. “Nel 2024 abbiamo definito una nostra strategia net zero che ci porterà a una riduzione delle emissioni complessive del 90% al 2050 - spiega Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo - Abbiamo un parco emissivo che per il 90% è legato alle emissioni dei nostri clienti, per il 10% a quelle del gruppo. Lavoriamo per ridurre le emissioni dei nostri clienti andando a sollecitare le attività di decarbonizzazione e di efficienza energetica in tutti i segmenti. Questa è la sfida che ci poniamo". I risultati di questo impegno sono già tangibili nei numeri presentati a Rimini. "Siamo a buon punto - fa sapere Fabbri - Da quando siamo partiti nel monitoraggio, nel 2019, abbiamo ridotto i consumi del 14%, pur avendo aumentato del 40% la base clienti. Lavoriamo parallelamente anche sull'efficienza energetica dei nostri impianti: abbiamo già conseguito un 10% di riduzione dei consumi energetici e lavoriamo anche per andare a utilizzare il più possibile energia rinnovabile". All'interno dell'esposizione, Hera Servizi Energia presenta i nuovi modelli di decarbonizzazione, mentre Hera Luce mostra l'evoluzione dell'illuminazione pubblica, esemplificata dal lampione circolare progettato con Aliplast per essere totalmente recuperabile. Inoltre, attraverso la sinergia tra Hera Comm, EstEnergy e F.lli Franchini, la multiutility propone un polo integrato che affianca le imprese nel trasformare l’energia in una leva di competitività e sviluppo, combinando strategie di fornitura e soluzioni impiantistiche per ridurre volatilità e consumi, anche valorizzando gli incentivi disponibili. Tra le soluzioni più innovative spiccano i contratti Power Purchase Agreements (Ppa) e i sistemi fotovoltaici ‘chiavi in mano’, progettati per mantenere rendimenti elevati e garantiti per 25 anni. Ad accogliere i visitatori all'ingresso della fiera è Joul 7, il Super Robot dell'energia alto 5,5 metri nato dalla collaborazione con Automobili Lamborghini. Realizzato con scarti di produzione e dotato di un cuore fotovoltaico, il robot sintetizza visivamente l'impegno di Hera verso l'economia circolare. La visione di Hera, volta a favorire la transizione energetica, si concretizza anche con il teleriscaldamento. "Abbiamo un potenziamento di progetti - dice il presidente esecutivo - La città di Ferrara, ad esempio, avrà un terzo dei cittadini alimentati dal teleriscaldamento il cui calore sarà prodotto da fonti rinnovabili non emissive". La strategia del Gruppo mira a unire l'impatto ambientale al beneficio economico. "Lavoriamo da tanto tempo per aiutare le aziende a ridurre il peso della bolletta e contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO2 - osserva Fabbri - È una sfida che ormai portiamo avanti da vent'anni. Nell'intersezione fra decarbonizzazione e vantaggio economico lavoriamo per proporre alle imprese soluzioni che siano portatrici di benefici in entrambi gli assi. Lo facciamo con la produzione locale sui centri di consumo di energia rinnovabile del fotovoltaico ma anche con gli impianti di cogenerazione che è vero sì, usano il gas, ma riducono i costi e le emissioni. Lavoriamo con progetti pluriennali per ridurre i consumi di energia complessivi, sia termica che elettrica". In sintesi, conclude Fabbri, "la sfida è stare al fianco degli imprenditori, dei territori, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per giocare insieme la partita dell'efficienza dei costi, dell'efficienza energetica e della decarbonizzazione".