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(Adnkronos) - "Si deve osservare che la convalida richiesta del trattenimento operato non avrebbe potuto essere pronunciata dubitando questa Corte di Appello della legittimità della disciplina del Protocollo Italia - Albania e della conseguente legge di ratifica, di cui si invoca l’applicazione, per effetto del recentissimo rinvio pregiudiziale sollevato da questa Corte di Appello il 5 e 17 novembre alla Corte di Giustizia dell’Unione europea". Lo scrivono i giudici della Corte d’Appello di Roma nei provvedimenti depositati nelle scorse settimane con cui non sono stati convalidati i trattenimenti nel Cpr di Gjader in Albania per tre cittadini nordafricani richiedenti protezione internazionale sui quali gravava un decreto di espulsione e con condanne già scontate per varie accuse tra cui traffico di droga, violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale. !Ancora oggi permangono i dubbi già sollevati da questa Corte di Appello con decreto del 24 aprile 2025 e ribaditi poi da questa Corte di Appello il 19 maggio 2025, rispetto alla compatibilità con l'art. 9 della direttiva, a norma del quale il richiedente asilo ha il diritto di rimanere nello Stato membro fino all'adozione della decisione sulla sua domanda", si legge nei dispositivi. Inoltre, nei casi di "domande reiterate" di protezione internazionale da parte dei richiedenti, i giudici affermano che "non possono considerarsi integrati gli estremi delle eccezioni". "Dall'esame degli atti – scrivono i giudici in uno dei provvedimenti - compreso il provvedimento di espulsione e dagli atti trasmessi dalla Questura, non risulta che vi sia stata una precedente domanda e che la stessa sia stata rigettata benché la procura abbia riferito il contrario in udienza senza però essere in grado di documentare quanto dedotto; che ad ogni modo non risulta che detto eventuale provvedimento sia stato notificato". Sui centri in Albania si è espressa oggi in Senato la premier Giorgia Meloni, nel corso delle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo. "Oggi l’Europa ci dice chiaramente, e nero su bianco, che il governo italiano ha tutto il diritto a far funzionare i centri in Albania, proprio perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è pienamente in linea con il diritto internazionale ed europeo - ha detto Meloni - Anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo, e che non cesseranno le ordinanze di revoca dei trattenimenti in Albania".
(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.
(Adnkronos) - “Per noi l'idrogeno è uno strumento mirato per la transizione energetica. Non si tratta di una soluzione universale ma pensata soprattutto per il trasporto pesante”. A dirlo è Stefan Stabler, director strategic marketing & communication di Alperia Group, alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, in programma fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. L’evento, firmato Italian Exhibition Group, rappresenta uno dei principali appuntamenti in Italia e in Europa dedicati a tecnologie e soluzioni per la transizione energetica. (VIDEO) Per Alperia, che si posiziona come abilitatore di sistema, l’idrogeno non è un’alternativa all’elettrificazione, ma un complemento utile in applicazioni selezionate: l’approccio è graduale e pragmatico, basato su progetti pilota, integrazione territoriale e realismo industriale: “Il costo dell'idrogeno è ancora molto alto. Per questo stiamo cercando di selezionare progetti che abbiano anche una forte valenza territoriale. A Bolzano Sud stiamo costruendo un impianto di produzione idroelettrico verde, insieme al trasporto locale SaSa. Stiamo inoltre collaborando alla Hydrogen Valley, che vuole creare una filiera completa di produzione e distribuzione dell'idrogeno verde. Abbiamo infine sostenuto anche la creazione di una cattedra all’università di Bolzano proprio sull'idrogeno”. “Crediamo che la transizione energetica - conclude - passi proprio tramite la valorizzazione della produzione e della distribuzione dell'idrogeno”.