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(Adnkronos) - Il calendario dice fine febbraio, ma le temperature raccontano un’altra storia: nella Capitale si sfiorano i 22 gradi, mentre anche in montagna il clima è sorprendentemente mite. L’anticiclone africano domina l’Italia e spinge i termometri fino a 10°C oltre la media, con anomalie record anche nel resto d’Europa. Nel weekend sole e clima primaverile quasi ovunque, con solo qualche pioggia al Nord-Ovest. E intanto cresce il timore per possibili gelate tardive a marzo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, inquadra una situazione atmosferica letteralmente dominata dall'alta pressione: "L'anticiclone africano è davvero prepotente e blocca qualsiasi perturbazione. Laddove non ci sono nebbie o nubi basse a limitare il soleggiamento, le temperature si spingono fino a 10°C oltre la media del periodo. È una bolla calda che non riguarda solo l'Italia: si registrano anomalie clamorose, fino a +15°C, tra Germania e Polonia, mentre il maltempo e le nevicate sono confinati all'estremo nord, tra Islanda, Isole Britanniche e Norvegia." Il fine settimana sarà all'insegna del bel tempo quasi ovunque, con un clima tipicamente primaverile. Tuttavia, ci sarà una piccola insidia al Nord-Ovest: tra domenica e lunedì torneranno delle piogge tra Piemonte e Liguria, in probabile estensione a Valle d’Aosta, Lombardia ed Emilia. Sarà solo una goccia nel mare anticiclonico: le piogge saranno modeste, non scalfiranno il clima mite, ma avranno il grande merito di spazzare via per qualche giorno le fitte e insalubri nebbie della Val Padana, migliorando la qualità dell'aria. Già da martedì l'alta pressione si riprenderà, però, anche il Nord, facendoci rientrare a pieno titolo nella fase della "monotonia meteorologica": tempo stabile ovunque, nubi basse lungo le coste del Centro-Nord, ritorno delle nebbie in pianura, sole e caldo anomalo in montagna, mari calmi e venti deboli. La Primavera sembra, dunque, ormai sbocciata e i primi fiori iniziano già a germogliare. La speranza, ora, è che non si verifichino gelate tardive da metà marzo in poi: negli ultimi anni è capitato spesso e, sebbene al momento non si veda l'ombra del gelo all’orizzonte, in meteorologia vale sempre la regola del “mai dire mai”. Per vedere un vero cambiamento o uno scossone a questo stato di calma piatta, dovremo aspettare probabilmente il 7 marzo al Sud, quando un insidioso ciclone in risalita dalla Tunisia potrebbe tentare l'assalto alle nostre coste. Tuttavia, stando alle proiezioni attuali, anche questo vortice rischia di essere assorbito e annientato rapidamente dal vasto scudo anticiclonico. NEL DETTAGLIO Venerdì 27. Al Nord: grigio in pianura per nebbie o nubi basse, sole e clima mite in montagna. Al Centro: bel tempo, nubi sparse sulle coste tirreniche. Al Sud: soleggiato e caldo anomalo. Sabato 28. Al Nord: nubi in parziale aumento al Nord-Ovest, ancora nebbie ad est. Al Centro: tempo stabile, nubi basse in Toscana. Al Sud: sole e punte oltre i 20°C. Domenica 29. Al Nord: piogge locali tra Piemonte, Liguria e ovest Lombardia; schiarite ad est. Al Centro: nubi sparse, ma generalmente asciutto. Al Sud: splendido, stabile e primaverile. Tendenza: da martedì ritorno prepotente dell'alta pressione anche al Nord. Prosegue la fase stabile, mite e "monotona" su tutta la Penisola.
(Adnkronos) - Il prezzo del gasolio raggiunge oggi mercoledì 25 febbraio 2026 il livello massimo da quasi un anno con 1,714 euro/litro in modalità self service, livello superato l’ultima volta il 6 marzo 2025. Di mezzo c’è, ovviamente, anche l’aumento dell’accisa di cinque centesimi al litro in vigore dal primo gennaio 2026. L’aumento è stato introdotto contestualmente a una speculare riduzione dell’aliquota sulla benzina per eliminare quello che veniva considerato un 'sussidio ambientalmente dannoso', cioè la tassazione 'più leggera' sul diesel rispetto alla verde. L’operazione non è a saldo zero, ma genererà un gettito aggiuntivo per lo Stato di circa 600 milioni di euro nel solo 2026. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Tamoil ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,665 euro/litro (+3 millesimi, compagnie 1,674, pompe bianche 1,648), diesel self service a 1,714 euro/litro (+4, compagnie 1,724, pompe bianche 1,694). Benzina servito a 1,805 euro/litro (+4, compagnie 1,851, pompe bianche 1,718), diesel servito a 1,852 euro/litro (+4, compagnie 1,899, pompe bianche 1,761). Gpl servito a 0,688 euro/litro (-1, compagnie 0,699, pompe bianche 0,677), metano servito a 1,406 euro/kg (invariato, compagnie 1,418, pompe bianche 1,396), Gnl 1,231 euro/kg (-2, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,224 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,769 euro/litro (servito 2,029), gasolio self service 1,816 euro/litro (servito 2,075), Gpl 0,828 euro/litro, metano 1,463 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.