RICERCA AZIENDE
RISULTATI RICERCA AZIENDEOrdina i risultati per
82 record trovati.
|
RISULTATI RICERCA AZIENDEOrdina i risultati per
82 record trovati.
|
(Adnkronos) - "La Groenlandia appartiene al suo popolo". Lo hanno affermato in una dichiarazione congiunta i leader di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen). Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l’Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria, con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l’Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell’Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli". I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l’accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano". Le rivendicazioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia rappresentano la "posizione formale del governo Usa", ha intanto affermato alla Cnn Stephen Miller, vice capo dello staff del presidente Donald Trump, escludendo tuttavia la possibilità di un conflitto militare sull’isola artica. Secondo Miller, "nessuno combatterà militarmente gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia" e ha sostenuto che l’isola dovrebbe far parte degli Stati Uniti, sottolineando la necessità di controllarla per motivi di sicurezza nazionale e di influenza sull’Artico. Miller ha messo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio, definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l’isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell’Unione Europea; la sua posizione strategica è legata sia alle risorse naturali sia al controllo militare dell’Artico. L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l’ipotesi di escludere la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l’influenza americana sull’isola artica. Secondo quanto rivelato da The Economist, Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione") (Cofa), un’intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali. L’accordo, descritto da funzionari americani come un’intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell’Artico. Secondo il quotidiano britannico, l’amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese. Da parte sua il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, esortando nuovamente gli Stati Uniti ad affrontare in modo diplomatico la questione del territorio. "Devo ancora una volta sollecitare gli Stati Uniti a cercare un dialogo rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici e politici, utilizzando i forum già esistenti e basandosi sugli accordi attualmente in vigore con Washington", ha dichiarato. "In una situazione in cui il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che Washington è molto seria sulla Groenlandia, questo sostegno da parte dei nostri alleati della Nato è molto importante e inequivocabile", ha aggiunto Nielsen, riferendosi alla dichiarazione congiunta dei leader europei. Il premier groenlandese ha poi sottolineato che "il dialogo deve essere condotto nel rispetto del fatto che lo status della Groenlandia è radicato nel diritto internazionale e nel principio dell’integrità territoriale". Le dichiarazioni arrivano dopo la presa di posizione di diversi leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron, che in una dichiarazione congiunta hanno affermato che "la Groenlandia appartiene al suo popolo". Secondo Nielsen, il sostegno degli alleati della Nato "significa molto" ed è "un segnale chiaro che integrità territoriale, sovranità e regole internazionali continuano ad applicarsi e a essere rispettate". "La Groenlandia sembra ormai un problema risolto. L’Unione europea continuerà a fare ciò che i vassalli sanno fare meglio: 'osservare la situazione' e dimostrare doppi standard", ha scritto su X Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione economica e gli investimenti internazionali e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, chiedendosi inoltre se "il Canada sarà il prossimo?". Commentando un post che mostrava una mappa del mondo divisa in sfere di influenza tra il presidente statunitense Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping, Dmitriev ha aggiunto che "è l’epoca della ridistribuzione delle sfere di influenza, mentre l’Ue 'segue attentamente' la situazione".
(Adnkronos) - Anche per festeggiare il 2026 si prevede che lo spumante italiano batterà lo Champagne sulle tavole degli europei ma anche degli americani. Il trend era già delineato alla fine del 2024 e per i brindisi di fine 2025 sembra del tutto confermato: nel 2025, secondo i dati Uiv-Ismea, sono state prodotte e commercializzate 1,03 miliardi di bottiglie di spumanti italiani, di cui oltre 360 milioni destinate alle feste tra Natale e, soprattutto, Capodanno, con 106 milioni di bottiglie di bollicine che saranno stappate in Italia. A farla da padrone il nostro Prosecco, i cui dati di chiusura, secondo le stime del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, prospettano un incremento complessivo delle vendite pari al +8% rispetto al 2024, mentre per il Prosecco Doc si registra un sostanziale equilibrio rispetto al 2024. Il totale stimato è di 98 milioni di bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e di 665 milioni di bottiglie di Prosecco Doc. Per questi festeggiamenti di fine anno si stima che verranno stappate circa 150 milioni di bottiglie di Prosecco in tutto il mondo. In questo 2025 le vendite di Prosecco hanno superato negli Usa quelle dello Champagne, non solo a volume, ma anche a valore, con una quota del 30% nella categoria spumanti contro il 28% per lo Champagne (dati dell'Osservatorio Uiv-Vinitaly). Inoltre, sempre negli Stati Uniti, rappresenta l'87% delle vendite di spumanti italiani e il 25% del totale del vino italiano. Nel confronto con lo Champagne, il Prosecco segna performance positive in Germania, Uk, Svizzera, Giappone e Francia, casa dello Champagne, dove è apprezzato per freschezza e versatilità. Il successo del Prosecco è costante ma per ottimizzarne il consumo prima dei numerosi brindisi di fine anno vanno adottati alcuni accorgimenti. A dare qualche consiglio è Sandro Bottega, ad di Bottega Spa, azienda vitivinicola di Bibano (Treviso) leader nella produzione di Prosecco che esporta in oltre 160 Paesi nel mondo. Innanzitutto, metterlo in frigorifero a temperatura di massimo 5 gradi (in alcune zone d'Italia basta metterlo fuori dalla finestra); mettere in frigorifero anche i bicchieri in modo da evitare che si riscaldi con la temperatura dell'ambiente. Poi, servire uno spumante diverso tra aperitivo e celebrazione del nuovo anno, preferibilmente secco il primo e a seconda del proprio gusto, sia secco che dolce per le celebrazioni; scegliere per l'aperitivo Metodo Classico Franciacorta, Oltrepo Pavese, Trentodoc, Prosecco Extra Brut, mentre per la celebrazione vanno preferiti Prosecco Extra Dry e Moscato. Ancora, usare calici flutes per l'aperitivo e la celebrazione, ma a tutto pasto usare classici calici da vino bianco; se si amano i cocktail, i migliori sono: Bellini, Spritz e 'Negroni sbagliato', oppure lo Spritz Euganeo, fatto con Moscato, ghiaccio e una fetta d'arancio; se si amano i cibi piccanti possiamo suggerire anche qualche spumante dolce. Sandro Bottega mette in guardia anche da cosa non fare assolutamente: non servire mai spumanti con carciofi, il gusto risulterebbe completamente inappropriato; non servire lo spumante - qualsiasi esso sia - con arrosti, brasati, uova al tartufo e formaggi stagionati, ma va bene per quelli freschi; non servire spumanti dolci come aperitivo; non usare la tradizionale coppa da champagne per spumanti secchi, non è adatta e non esalta il perlage; dopo aver servito il primo calice, non lasciare la bottiglia sul tavolo, ma sempre in un secchiello con ghiaccio.
(Adnkronos) - Il Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l'approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che contiene disposizioni normative che rafforzano l’integrazione del biometano nel sistema energetico nazionale. Grazie a questa misura si stabilisce l’obbligo, per le imprese di trasporto e distribuzione del gas naturale, di connettere alla rete sia i nuovi impianti di produzione di biometano sia quelli derivanti dalla riqualificazione di impianti di biogas esistenti. La misura approvata introduce inoltre la possibilità di interventi di potenziamento della rete, anche attraverso la collaborazione tra diversi operatori, così da superare gli attuali limiti infrastrutturali e favorire un utilizzo più ampio del biometano. Un passaggio fondamentale riguarda la ripartizione dei costi di connessione: il 70% degli investimenti e il 100% dei costi relativi ai sistemi di misura e compressione saranno a carico dei gestori di rete, mentre la quota restante del 30% sarà sostenuta dai produttori e il tutto sulla base di un criterio di allocazione dei costi su scala nazionale. Al fine dell’attuazione dei nuovi principi introdotti sarà necessaria una nuova delibera di Arera e le nuove regole saranno fondamentali per la prosecuzione dello sviluppo del biometano una volta terminati gli interventi finanziati dal Pnrr. "La misura accoglie un’esigenza più volte rappresentata dal Cib, contribuendo concretamente a rimuovere le barriere strutturali che frenano lo sviluppo della produzione di biometano, risorsa strategica per la transizione energetica del Paese. Non serve infatti solo lavorare sul supporto alla produzione ma serve anche lavorare sull’adeguamento dell’infrastruttura per accogliere la produzione decentralizzata. Il Consorzio ha fornito in questo senso un contributo attivo e costruttivo a questa misura, collaborando alla sua articolazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con Proxigas, mettendo a disposizione competenze tecniche e proposte concrete per garantire che la normativa potesse adeguarsi alle recenti direttive Comunitarie e che rispondesse alle esigenze dei produttori agricoli e dell’industria". Il Consorzio Italiano Biogas conferma la propria disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni e agli operatori del settore, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per accompagnare la crescita di un sistema energetico nazionale più integrato e sostenibile.