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(Adnkronos) - In un mese di febbraio caratterizzato da una sovrapposizione di eventi mediatici di grande impatto - ai consueti appuntamenti ricorrenti del Festival di Sanremo e della Fashion Week si è aggiunto un evento straordinario come le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 - le abitudini digitali degli italiani hanno mostrato segnali di forte dinamismo. Sebbene il volume della popolazione digitale resti stabile a quota 46,1 milioni di utenti unici, le rilevazioni Comscore evidenziano una crescita strutturale dell’intensità di fruizione. Il tempo medio speso per utente si attesta a 71 ore e 36 minuti mensili: un dato che, pur segnando una flessione nominale del -3% rispetto a gennaio, riflette in realtà un'intensità di fruizione media giornaliera superiore (+7%) proprio in virtù del calendario ridotto di febbraio. Rispetto a un anno fa, la crescita strutturale resta invece a doppia cifra, con un incremento del +13% (oltre 8 ore di navigazione in più a persona). In un contesto dominato come sempre dai colossi globali Alphabet e Meta che mantengono posizioni consolidate pur non dando il minimo segno di ulteriore crescita, i dati di febbraio mostrano comunque la capacità degli editori nazionali di intercettare l’attenzione nei momenti di picco mediatico. La quota di audience raggiunta esclusivamente tramite piattaforme social è stabile al 41% rispetto al dato di gennaio; un dato dovuto anche al comparto Lifestyle risultato il più dinamico del mese (+17%) con Vogue.it che realizza la crescita dell’audience digitale più sostenuta di questo settore (+47%). Le Olimpiadi ospitate in Italia hanno premiato le testate con una copertura sportiva a 360 gradi. In particolare, la property Sky Sport mette a segno la crescita più rilevante tra i primi dieci brand editoriali, raggiungendo 21,9 milioni di visitatori unici (+12,4% su gennaio) grazie alla crescita della componente social (+21%) e una “Social Incremental Reach” (ovvero l’incremento di audience rispetto al sito web generato dalla distribuzione sui social) che si attesta al 123%. Sky Sport registra inoltre il tempo medio per utente più alto tra i media italiani con 45 minuti. Nel comparto sport si distinguono anche Sport Network, brand editoriale che aggrega numerose testate di settore (tra cui Corriere dello Sport e Tuttosport), con 15,6 milioni di visitatori (+5,3%), e l'exploit di WBD Sport International (+49%), trainato dai diritti olimpici, che raggiunge 6,5 milioni di visitatori unici. L’effetto combinato dei grandi eventi consolida il primato di RaiNews, che si conferma il brand con l’audience digitale maggiore: 35,4 milioni di visitatori unici (+3% su gennaio). Il risultato è sostenuto da una presenza social capillare (33,7 milioni di utenti) che garantisce una reach del 94,7% (la più alta tra i brand italiani) e una “Social Incremental Reach” del 149%. Al secondo posto si posiziona Citynews con 29,8 milioni di visitatori; il gruppo si conferma però leader assoluto per audience sulle piattaforme proprietarie con 25 milioni di visitatori unici, evidenziando un modello fortemente ancorato ai propri domini diretti. Il binomio informazione-sport premia anche Sky TG24, che raggiunge 25,3 milioni di visitatori (+10%). Tra gli altri poli informativi, tiene l'aggregato Quotidiano Nazionale (Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno e altre testate di Monrif Group), con 11,3 milioni. Il Sole 24 Ore raggiunge un'audience di 11,7 milioni grazie a una crescita del 4%. Tra le testate nazionali spicca la performance de Il Giornale, che raggiunge 8,4 milioni di visitatori unici grazie a un +47% della propria componente social. L’analisi su base annua conferma il consolidamento del settore News. Nel confronto con i dati di dodici mesi fa, spiccano le progressioni di RaiNews (+99%), Sky TG24 (+38%), Il Sole 24 Ore (+28%), Sky Sport (+21%), mentre Citynews incrementa la sua audience del +7%. Dati che testimoniano come il settore dell’editoria italiana stia sempre più puntando sulle piattaforme social per moltiplicare la portata della propria platea di lettori.
(Adnkronos) - Misure concrete che puntano a sostenere l'occupazione e a migliorare il mercato del lavoro, per aumentare la competitività e la coesione del Paese, con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia. Sono gli interventi per l'occupazione istituiti con il DL Coesione e finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027. Gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato grazie alle risorse del Fondo sociale europeo Plus, il Programma Giovani, donne e lavoro è uno dei più rilevanti in Europa, sia per le risorse – oltre 5 miliardi di euro – sia per la varietà di interventi che mette in campo: il programma punta a promuovere il lavoro e le competenze, a favorire l'occupazione di giovani, donne e persone in condizioni di vulnerabilità e a modernizzare i servizi per il lavoro e le politiche attive. Le misure per l’occupazione del Dl Coesione comprendono: il Piano integrato per l’autoimpiego (con misure per le Regioni del Centro e del Nord Italia e misure per le Regioni del Sud); il Bonus Donne; il Bonus Giovani e il Bonus Zona economica speciale per il Mezzogiorno - Zes unica. Ecco quanto previsto dalle singole misure. Il Piano integrato Autoimpiego si rivolge a giovani con meno di 35 anni e ha l’obiettivo di favorire l’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali. Il Piano punta a ridurre il numero di giovani esclusi dal mercato del lavoro grazie a finanziamenti che favoriscono la nascita e lo sviluppo di nuove realtà produttive in tutti i settori economici (ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura), con misure differenziate per le due distinte aree di intervento: Autoimpiego Centro-nord e Resto al Sud 2.0. Le agevolazioni finanziarie, pari nel complesso a 576 milioni di euro, sono integrate da servizi di tutoraggio di due tipi: il supporto per gli aspetti tecnici legati alla gestione del finanziamento e il supporto gestionale che affianca le iniziative nella fase di ingresso nel mercato e nella gestione delle criticità. Il Bonus Donne punta a favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, anche nell’ambito della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno. Sono disponibili oltre 438 milioni di euro a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro: il beneficio consiste in un esonero contributivo per nuove assunzioni a tempo indeterminato di donne lavoratrici svantaggiate. Il Bonus Giovani sostiene l’occupazione giovanile stabile in tutto il territorio nazionale. È maggiore per assunzioni/trasformazioni che riguardano giovani lavoratori delle sedi situate nella Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, per favorire lo sviluppo occupazionale e contribuire alla riduzione dei divari territoriali. Lo stanziamento ammonta a oltre 1.400 milioni di euro, a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro. Il Bonus Zes unica punta a sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno e a ridurre i divari territoriali. Ma di cosa si tratta? Il Bonus Zes unica è un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro privati che hanno assunto personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’incentivo copre i contributi previdenziali nel limite massimo di 650 euro/mese. Lo stanziamento a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 è di oltre 535 milioni di euro. Per informazioni: https://www.lavoro.gov.it/pn-giovani-donne-lavoro/progetti/interventi
(Adnkronos) - Mettere in rete competenze industriali, ricerca e governance territoriale per affrontare in modo sistemico le sfide della transizione ecologica. Con questo obiettivo nasce Shift, la piattaforma promossa da Gruppo Cap che riunisce operatori industriali, tecnologici, centri di ricerca e soggetti della pianificazione territoriale con l’ambizione di sviluppare modelli integrati di gestione delle infrastrutture ambientali. Il progetto è stato presentato oggi a Roma, presso la sede dell’Istituto Luigi Sturzo, nel corso di un evento nazionale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema produttivo e del mondo scientifico. La nascita di Shift risponde a un’esigenza sempre più evidente nel dibattito europeo e nazionale: affrontare le sfide climatiche, energetiche e industriali non più attraverso interventi settoriali e isolati, ma costruendo sinergie tra filiere diverse e competenze complementari. In questo scenario, le infrastrutture ambientali - acqua, energia, rifiuti, recupero delle risorse - diventano un asset strategico per la competitività e la resilienza dei territori. L’acqua, così come l’energia, non sono solo temi ambientali, ma fattori chiave per il sistema economico e produttivo del Paese: fino al 20% del Pil nazionale è, infatti, riconducibile alla disponibilità della risorsa idrica. La filiera estesa dell’acqua genera un valore economico significativo lungo tutta la catena, con un moltiplicatore pari a 2,8, a dimostrazione dell’effetto leva sugli altri settori produttivi. Shift nasce proprio con questa missione: favorire la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, promuovere innovazione tecnologica e costruire nuovi modelli di integrazione tra servizi ambientali, contribuendo allo sviluppo di soluzioni scalabili per la transizione ecologica. L’attività della piattaforma si sviluppa attorno a tre pilastri strategici, che riflettono alcune delle principali direttrici della trasformazione in corso. Il primo riguarda la Transizione Climatica, con particolare attenzione alle Nature-Based Solutions, allo sviluppo delle tecnologie Aquatech e ai percorsi di neutralità energetica delle infrastrutture ambientali. Il secondo pilastro è dedicato alla Bioeconomia, con iniziative orientate al riuso e alla qualità delle acque reflue e alla valorizzazione delle matrici organiche, nella prospettiva di una gestione circolare delle risorse. Il terzo ambito di lavoro è la Sinergia tra acqua e rifiuti, con l’obiettivo di sviluppare modelli di integrazione tra Servizio Idrico Integrato, sistemi energetici, reti di teleriscaldamento e filiere della gestione dei rifiuti, favorendo una gestione sempre più efficiente e sostenibile delle infrastrutture ambientali. Attraverso questi ambiti di lavoro, Shift punta a diventare uno spazio permanente di confronto e co-progettazione, capace di mettere a sistema esperienze industriali, innovazione tecnologica e visione strategica dei territori. Il debutto operativo della piattaforma coincide con la presentazione del primo Policy Brief, focalizzato sulle opportunità di integrazione tra infrastrutture idriche e sistemi energetici urbani. Il documento analizza il potenziale di recupero dell’energia termica presente nelle acque reflue, dimostrando come i depuratori possano diventare vere e proprie 'miniere energetiche'. Le reti del ciclo idrico mantengono infatti una temperatura stabile di 10-20°C tutto l'anno: una risorsa oggi poco valorizzata che, attraverso pompe di calore industriali, può alimentare le reti di teleriscaldamento urbano (Tlr). L’integrazione tra Servizio Idrico Integrato e Teleriscaldamento rappresenta l'esempio più concreto di come le infrastrutture ambientali possano evolvere da sistemi di servizio settoriali a piattaforme energetiche urbane. Tuttavia, per rendere scalabili questi modelli, Shift sottolinea la necessità di un aggiornamento del quadro normativo nazionale che superi le attuali barriere economiche. Il Policy Brief chiede al governo l'equiparazione normativa tra calore recuperato ed elettricità ai fini dei target ambientali Ue al 2045, e la defiscalizzazione dell'energia elettrica utilizzata per alimentare il recupero termico. Parallelamente, Shift chiede il riconoscimento della strategicità delle opere di integrazione tra infrastrutture, insieme a una drastica semplificazione degli iter autorizzativi: un passaggio indispensabile per ammortizzare gli alti costi di posa delle reti e garantire la messa a terra dei finanziamenti entro le scadenze del Pnrr. Il progetto vede la partecipazione di realtà come Utilitalia, Fondazione Utilitatis e Aqua Pubblica Europea, insieme a partner tecnologici e di pianificazione come A2A Calore e Servizi, Ala, Gruppo Allevi, Aquanexa, Bioforcetech, Gruppo Cap, Isle Utilities, Tecno Habitat, Land, Ordine degli Ingegneri di Milano, Politecnico di Milano, Rice House, Ars Ambiente e Ascolto Attivo.