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(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 torna ad accendersi con un nome che ha segnato la storia del pop italiano: Max Pezzali, dopo il medley di successi senza tempo di ieri era, tornerà come ospite speciale della kermesse anche stasera, mercoledì 25 febbraio, protagonista di un intero 'Palco sul Mare', la nave ormeggiata davanti alla costa ligure che per le cinque serate si trasformerà in una grande festa a cielo aperto sulle note dei suoi successi. L'artista sarà, quindi, al centro di altre quattro performance speciali che accompagneranno le serate della crociera. Ogni sera è previsto un collegamento dalla nave con il Teatro Ariston, portando l’energia del palco sul mare e creando un dialogo artistico unico tra Costa Toscana e il Festival. Per Pezzali si tratta di un ritorno all’Ariston, dove ha partecipato in gara due volte, nel 1995 con Senza averti qui (ottavo posto) e nel 2011 con Il mio secondo tempo. Durante lo show sul 'palco galleggiante' di Sanremo 2026 ieri sera, martedì 24 febbraio, molti telespettatori si sono chiesti se Max Pezzali stesse cantando in playback. Durante l'esibizione infatti, il segnale è arrivato sui teleschermi leggermente disturbato in più momenti. Il ritardo del segnale visivo rispetto all'audio ha creato un lieve fuori sincrono che ha fatto sospettare ai telespettatori che il cantante fosse in playback, cosa che non era. Sui social si sono moltiplicati i commenti in questo senso. Ma Max cantava live, tanto che il suo concerto è proseguito senza problemi per il pubblico della nave Costa Toscana. Max Pezzali, all'anagrafe Massimo Pezzali, nasce a Pavia il 14 novembre 1967 da genitori fiorai. La passione per la musica sboccia durante gli anni del liceo scientifico dove conosce Mauro Repetto: un incontro destinato a cambiare la loro vita. Dopo il diploma si iscrive a Scienze Politiche, ma abbandona presto l’università per dedicarsi completamente alla musica, trasformando quella passione adolescenziale in un mestiere vero e proprio. Con Mauro Repetto fonda inizialmente il gruppo I Pop, poi ribattezzato 883. Dopo l’incontro con Claudio Cecchetto e la partecipazione al Festival di Castrocaro, il duo esplode nei primi anni ’90 con brani che diventano il manifesto di un’intera generazione: Hanno ucciso l’uomo ragno, Con un deca, Sei un mito, Nord Sud Ovest Est, Come mai. Nel 1994 Repetto lascia il gruppo e Pezzali ne diventa leader e principale autore. Seguono album di grande successo come La donna il sogno & il grande incubo (1995), La dura legge del gol! (1997), la raccolta Gli anni (1998), Grazie mille (1999) e Uno in più (2001). Nel 1995 Pezzali debutta da solista al Festival di Sanremo con Senza averti qui. Dopo la raccolta Love/Life (2002), nel 2004 intraprende ufficialmente la carriera solista con Il mondo insieme a te. L’anno successivo esce TuttoMax, raccolta di successi che ottiene ottimi riscontri e gli vale riconoscimenti ai Premi Roma Videoclip. Nel 2011 torna a Sanremo con Il mio secondo tempo, brano che anticipa l’album Terraferma. Nel 2013 celebra vent’anni di carriera con Max 20, progetto che ripropone i suoi grandi successi in duetto con numerosi artisti italiani e include l’inedito L’universo tranne noi. Arrivano poi Astronave Max (2015), l’esperienza da coach a The Voice of Italy (2016) e la collaborazione con Nek e Francesco Renga per un album e un tour insieme. Tra le esperienze televisive, anche la partecipazione fissa al programma di Fabio Fazio. Nel 2020 pubblica Qualcosa di nuovo e nel 2023 duetta con Paola & Chiara. Dal 2005 al 2013 è stato sposato con Martina Marinucci. Il 24 settembre 2008 è nato il figlio Hilo. Poi la relazione è finita e il 28 aprile 2019 ha sposato Debora Pelamatti. Grande tifoso dell’Inter, appassionato di moto Harley-Davidson e cultore di fumetti — ne possiede circa 1300 volumi — Pezzali ha sempre mantenuto un forte legame con le sue passioni giovanili, trasportate poi anche nella musica.
(Adnkronos) - Uno strumento che si trasforma ma che non invecchia mai. E che con l'avvento del digitale offre sempre più opportunità di lavoro 'trasversali'. E' la radio, protagonista il prossimo 9 marzo a Milano con il 'World Radio Day 2026', che celebra appunto la Giornata mondiale della radio con i suoi protagonisti. Il 'World Radio Day 2026' è l’evento gratuito organizzato da Radio Speaker, il portale di riferimento per il settore radiofonico in Italia, che per il sesto anno consecutivo celebra la radio, il mezzo che solo nel 2025, secondo i dati Audiradio, ha raggiunto 35.053.000 ascoltatori nel giorno medio. "La rivoluzione digitale -spiega ad Adnkronos/Labitalia Giorgio d'Ecclesia, ceo & founder di Radio Speaker che organizza il World Radio Day, che verrà presentato domani alle 18 in sala stampa 'Lucio Dalla' al Festival di Sanremo- ha reso la radio più estesa e ibrida. Oggi la radio vive su più piattaforme: Fm, Dab, streaming, podcast, social e visual radio. Il tema scelto dall’Unesco per il World radio day 2026, dedicato a radio e intelligenza artificiale, va proprio in questa direzione: la tecnologia sta diventando uno strumento di supporto alla produzione, all’analisi dei dati e alla distribuzione dei contenuti, ma il valore centrale resta la voce umana, la credibilità editoriale e la relazione con l’ascoltatore. Più che una competizione con il digitale, stiamo assistendo a una trasformazione del linguaggio radiofonico in chiave multipiattaforma", spiega ancora. La manifestazione, aperta a tutti, si conferma il punto di riferimento dell’intera filiera radiofonica italiana, con numeri che ne attestano il successo: oltre 400 emittenti radiofoniche coinvolte nelle precedenti edizioni, più di 13.000 spettatori tra presenza fisica e streaming e 825.000 visualizzazioni sui social. A salire sul palco del Talent Garden Calabiana saranno alcuni tra i più importanti protagonisti della radio italiana tra cui Gerry Scotti, Linus e Roberto Ferrari (Radio Deejay), Jake la Furia, Camilla Ghini e Daniele Battaglia (Radio 105), Rosaria Renna e Filippo Firli (Radio Monte Carlo), Melissa Greta e Andrea Rock (Virgin Radio), Mary Cacciola, Flavia Cercato, Stefano Meloccaro e Benny (Radio Capital), Marco e Raf (Radio Kiss Kiss), Matteo Campese e Niccolò Giustini (RTL 102.5), Marco Caputo (Rai), Massimiliano Montefusco (Rds) e tanti altri nomi di spicco del panorama radiofonico nazionale. Ma oggi qual è l’andamento del mercato del lavoro in ambito radiofonico? Quali le professionalità più richieste? "Il mercato del lavoro radiofonico -spiega ancora d'Ecclesia- si sta evolvendo: le emittenti cercano sempre meno figure esclusivamente legate alla conduzione tradizionale e sempre più profili trasversali, capaci di lavorare tra audio e contenuti digitali. Cresce la richiesta di content creator audio, podcast producer, digital editor, tecnici con competenze di streaming e figure in grado di adattare i contenuti radiofonici ai diversi canali. L’esperienza che osserviamo quotidianamente nel settore conferma che oggi la radio premia professionalità versatili, in grado di unire competenze editoriali, tecniche e digitali", sottolinea. E con il 'World radio day' l'obiettivo è raccontare il mondo radiofonico nella sua interezza. "E' l’unico evento che unisce tutta la filiera della radio italiana – spiega d’Ecclesia – editori e professionisti del microfono, etichette e società per i diritti musicali, centri media e investitori, fonici e sviluppatori hardware e software, fino al vasto pubblico degli ascoltatori. Quest’anno, con il tema 'Radio e intelligenza artificiale' scelto dall’Unesco, guardiamo al futuro: capire come l’ai possa trasformare e potenziare il nostro modo di fare radio è una sfida entusiasmante e necessaria. Per questo invito tutti – conduttori, editori, aziende, professionisti, studenti e appassionati - a esserci: non solo per ascoltare, ma per costruire insieme la radio che verrà”. Ma quale il percorso formativo che si deve affrontare per avvicinarsi al mondo della radio? "Oggi -spiega d’Ecclesia- non esiste un unico percorso formativo obbligato: è sempre più determinante l’esperienza pratica, anche in web radio, radio universitarie o progetti indipendenti. La radio è un mestiere che si impara molto sul campo, sviluppando capacità comunicative, ritmo, scrittura e consapevolezza del mezzo. Da oltre dieci anni, con Radio Speaker, ci occupiamo proprio di formazione nel settore radiofonico, collaborando con professionisti e realtà del panorama nazionale, locale e web. Nel tempo abbiamo costruito una credibilità riconosciuta nel settore e molti dei nostri ex allievi oggi lavorano in emittenti nazionali, a dimostrazione di quanto un percorso formativo mirato e pratico possa rappresentare un tassello sempre più necessario per avvicinarsi concretamente al mondo della radio", conclude.
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".