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(Adnkronos) - A causa della situazione geopolitica attuale "c'è una contrazione sia nell'export dei vini, sia nell'arrivo di turisti legati all'enoturismo, perché non c'è certezza di quello che potrà accadere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Però i produttori sono convinti che il dato resterà consolidato anche per quest'anno perché si chiudono alcuni mercati ma se ne aprono degli altri". E' quanto ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, intervistato in occasione del Vinitaly dalla direttrice di Telebari, Maddalena Mazzitelli. "Penso - ha spiegato - ai buyer che sono arrivati dalla Cina e dall'Argentina e Brasile, due Paesi che fanno parte del Mercosur, mercato che l'Europa sta aprendo in queste settimane. Stiamo per concludere gli ultimi accordi che ci permetteranno di avere scambi reciproci soprattutto nel settore dell'agricoltura". "Credo la possibilità di far incontrare i nostri produttori, con 103 cantine oggi qui presenti, con i buyer internazionali, quelli che acquistano i nostri prodotti, sia importante, strategico. Per noi il vino è un prodotto importante. Ho creduto fosse importante - ha aggiunto - anche guardare cosa fanno le altre regioni, perché sono stato ospite dagli altri presidenti di regione per vedere come si muovono". In Puglia, ha ricordato Decaro, ci sono "90mila ettari di viti" che dal punto di vista economico generano un mercato di "oltre 300 mln di euro" con "230 milioni di euro di export. Il vino diventa anche ambasciatore della nostra regione, della nostra terra, di quelle che sono le nostre tradizioni. Molte cantine oggi fanno anche ospitalità, sono diventate anche delle masserie. E' uno dei settori più affascinanti dell'enograstronomia", ha rimarcato il presidente, spiegando come "il vino e l'olio siano prodotti importanti" che fanno parte di un settore, quello dell'agricoltura, che "in Puglia rappresenta il 6% del Pil regionale", il doppio di quello nazionale "che è solo del 3%". Per questo, ha invitato Decaro, "dobbiamo trasformare di più, imbottigliare di più, seguire le filiere" sulle quali "dobbiamo investire. Quella del vino si sta consolidando e non è più una novità nel panorama nazionale".
(Adnkronos) - L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la mozzarella di bufala campana Dop. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e l’allarme cherosene negli aeroporti mette a rischio anche l’export della Bufala Campana, che vale il 35% della produzione. Sono questi i nodi affrontati dal consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, riunitosi ieri per discutere della nuova emergenza. I numeri per la filiera sono allarmanti: logistica, materiali per confezionamento ed energia rappresentano le voci principali degli aumenti, con il record del gas, che ha registrato un picco di incremento di quasi il 70%. La somma di tutti questi costi impoverisce la filiera, che rischia il collasso, stretta tra le difficoltà produttive e il caro-carrello per le famiglie. Inoltre, il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente gli imprenditori del comparto, frenando progetti e generando instabilità. Il comparto della Dop aveva chiuso il 2025 in positivo, con una crescita del 3,35%, pari a 57.584 tonnellate prodotte di mozzarella di bufala campana Dop. “Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump”, commenta il presidente del Consorzio di tutela, Domenico Raimondo. “E' necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra Dop. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”, dichiara il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.
(Adnkronos) - Un percorso formativo avanzato sui temi Esg, economia circolare e sostenibilità, con un approccio multidisciplinare e orientato all’applicazione concreta nelle imprese: è questa la proposta di Safte - Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica, promossa da Italian Exhibition Group (Ecomondo) insieme all’Università di Bologna, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa si avvale inoltre della collaborazione di partner quali Conai, Comieco e Ricrea, oltre al supporto di media partner tra cui Adnkronos, Rinnovabili, SolareB2B e altre testate specializzate. Prenderà il via il prossimo 17 aprile 2026 la quinta edizione della Scuola, rivolta a professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni impegnati nei processi di sostenibilità. Il programma, in calendario fino al 10 luglio 2026, è progettato per fornire competenze avanzate e strumenti operativi per affrontare le sfide della transizione ecologica, integrando aspetti ambientali, economici e normativi e promuovendo una visione sistemica basata sui criteri Esg. Attraverso il contributo di docenti universitari, esperti e rappresentanti di istituzioni e imprese, Safte punta a formare figure professionali in grado di guidare l’innovazione e integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali. Il percorso prevede inoltre momenti di confronto diretto con aziende e istituzioni, favorendo la condivisione di esperienze concrete.