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(Adnkronos) - "Non siamo di fronte al futuro della sanità, ma di fronte a un presente già più che operativo: l'intelligenza artificiale, infatti, è entrata nella sua adolescenza e ha già trasformato e cambiato le nostre vite, nel bene e nel male. Parlando delle cose positive", si può considerare "l'applicazione dell'Ai, insieme alla digitalizzazione, nella ricerca, nella cura e anche nelle prestazioni sanitarie. E' un potenziale di elaborazione di calcolo enorme", che dà anche "la possibilità di fare sempre meno errori e di avere un controllo sempre più accurato di tutti i processi e i sistemi". Lo ha detto Beatrice Lorenzin, componente Commissione Bilancio, Senato della Repubblica, intervenendo oggi a Roma all'evento di presentazione del programma formativo 'Il futuro che cura', promosso da Johnson & Johnson e Microsoft Italia, in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale Ets. "Tra gli aspetti negativi e rischiosi vi è il fatto che si tratta di una macchina che è, di per sé, generativa - osserva Lorenzin - quindi è molto importante ciò che inseriamo, cioè come decidiamo di governare il processo. Non lo stiamo ancora facendo, anzi lo siamo subendo. C'è bisogno di un sistema di regole per garantire libertà, democrazia nell'accesso alle informazioni. C'è un grande tema sulla responsabilità, sia clinica che non clinica: è molto importante che questi aspetti siano governati". In questo contesto il contributo della formazione "è molto importante - aggiunge Lorenzin - Abbiamo uno strumento eccezionale per migliorare le cure e ridurre i rischi e gli errori, ma le persone devono essere formate. Tutti gli operatori sanitari, in tutta la filiera, ma anche i cittadini vanno formati a saper gestire questo mezzo, preservando sempre, però, il rapporto interpersonale e interrelazionale, perché l'idea di essere curato da un umanoide - conclude - a me non piace molto".
(Adnkronos) - "Dobbiamo convincerci che le donne hanno il privilegio di partorire, ma il dovere di educare i figli non può essere solo loro. La genitorialità è un diritto, ma il dovere non si può lasciare soltanto alle donne. Metterei una multa agli uomini che non si occupano della casa, perché non è giusto. È un problema di cultura". Sono le parole di Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, all’evento 'Progetto donna' promosso, oggi a Milano, dall’Ordine degli ingegneri della provincia meneghina. "Tengo molto a questa fotografia: lì c'è scritto 'È nata la Repubblica italiana'. Era il 6 giugno 1946 e io c’ero -spiega-. Ricordo di aver letto quel giornale e di aver pensato: 'Questo è davvero un cambiamento per noi’' perché era la prima volta che le donne potevano votare. Le donne ottennero il diritto di voto quarant’anni dopo uomini che, in molti casi, erano analfabeti. In quegli anni uomini che non sapevano né leggere né scrivere decidevano le sorti dell’Italia, mentre donne laureate non potevano farlo -sottolinea Ercoli Finzi-. Ricordo una frase attribuita a Giolitti: 'Dare il voto alle donne potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. Io credo che abbiano una capacità di vedere lontano che noi uomini non abbiamo'". "Il voto alle donne significava poter occupare posizioni decisionali. Oggi molte donne ricoprono incarichi importanti, anche come amministratrici delegate, ma spesso si tratta di aziende di famiglia -continua-. Esistono ancora politiche e sistemi per cui alle donne non viene riconosciuto ciò che meritano. Perché, quando scade una posizione apicale occupata da un uomo, si sostituisce con un altro uomo? Le donne sono ugualmente capaci. Alle ragazze dico: abbiamo diritti civili. Se non ci vengono riconosciuti, dobbiamo fare la rivoluzione", conclude Ercoli Finzi.
(Adnkronos) - I Giochi Invernali di Milano Cortina "mi sembra proprio siano stati sostenibili. Il bilancio lo fare alla fine, però devo dire di sì". Lo ha detto oggi il presidente del Conai, Ignazio Capuano, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano.