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(Adnkronos) - Suonano le sirene in Israele. Oggi, sabato 28 febbraio, lo Stato ebraico ha lanciato un attacco coordinato con gli Stati Uniti contro l'Iran, che ha risposto lanciando due ondate di attacchi missilistici, facendo suonare l'allarme in tutto il Paese, con forti esplosioni avvertite anche a Gerusalemme e Tel Aviv. L'operazione è stata presentata dal premier Benjamin Netanyahu, in un video diffuso su X, con obiettivo di "rimuovere la minaccia esistenziale rappresentata dal regime terroristico in Iran". Intanto le forze israeliane (Idf) hanno mobilitato 70mila riservisti, con il Times of Israel che spiega come i militari abbiano richiamato 20.000 riservisti, in aggiunta ai circa 50.000 attualmente in servizio. Nel Paese però continuano a piovere missili, con la popolazione costretta a entrare nei rifugi, mentre si registrano almeno due feriti Il ministro israeliano dei Trasporti, Miri Regev, ha dato disposizioni all'Ente per l'aviazione civile di chiudere lo spazio aereo israeliano ai voli civili, mentre il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha reso noto di aver dichiarato "uno stato d'emergenza immediato in tutto il Paese". Restrizioni sono state disposte in tutto Israele: niente assembramenti, stop alle attività didattiche e alle attività lavorative ad eccezione dei settori essenziali. Nelle prime ore dell'operazione, i militari israeliani hanno fatto sapere di aver colpito "decine di obiettivi militari" in Iran. Le forze israeliane (Idf) hanno parlato degli attacchi contro "decine di obiettivi militari" come di parte di "un'ampia e potente operazione congiunta" contro il "regime" iraniano con l'obiettivo dichiarato di "eliminare le minacce all'esistenza di Israele" dopo una "pianificazione congiunta" portata avanti nei mesi precedenti l'attacco odierno. Il "regime iraniano" è accusato di "non aver abbandonato il suo piano di distruggere Israele" e, dopo i raid israeliani e americani dello scorso giugno, le Idf affermano di aver "rilevato come il regime abbia proseguito nel tentativo di rafforzare, proteggere e nascondere i suoi programmi nucleari, insieme al ripristino del processo di fabbricazione di missili". La Repubblica islamica è anche accusata di aver "continuato a finanziare, addestrare e armare elementi lungo i confini di Israele". Per Israele si tratta di minacce per il Paese, ma anche per il Medio Oriente e il mondo intero. Obiettivi dei Raid, secondo quanto riferito da funzionari israeliani ad Axios, erano sia la Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, che il presidente, Masoud Pezeshkian. Secondo l'agenzia di stampa ufficiale Irna, Pezeshkian è "sano e salvo e non ha alcun problema", mentre una fonte iraniana ha precisato che Khamenei non è a Teheran ed è stato trasferito "in una località sicura" La risposta iraniana non si è fatta attendere. Due ondate di missili hanno colpito Israele, con almeno due persone sono rimaste ferite nel nord del Paese a causa di attacchi con missili sferrati dall'Iran. A riferirlo è il sito di notizie israeliano Ynet, che parla di un'"estesa ondata di attacchi con missili e droni" annunciata dai Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Secondo Ynet, una persona è rimasta lievemente ferita a causa di un attacco missilistico contro un edificio a Tirat Carmel, nel distretto di Haifa, e un uomo è rimasto lievemente ferito a Umm al-Fahm da schegge dopo che è stato intercettato un attacco. Il controattacco è stato immediatamente rivendicato dai Pasdaran, secondo cui gli attacchi arrivano "in risposta all'aggressione del nemico ostile e criminale contro la Repubblica islamica dell'Iran".
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale è già dentro le nostre fabbriche. Io ne sono entusiasta, sono convinto che migliorerà al meglio non solo il lavoro ma la vita di tutti noi. Io credo che sia un'ottima occasione per l'Italia e l'Europa per mantenere i livelli di occupazione che abbiamo avuto finora. Dovremo vedere come fare per avere la migliore applicazione possibile. Cosa dobbiamo fare? Innovazione, innovazione, innovazione". Lo ha detto Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e in corso a Roma. Marchesini ha sottolineato: "Oggi ho sentito parlare molto più di rischi che di opportunità. Ma la forza di questa tecnologia è talmente grande che non possiamo assolutamente trascurarla né pensare di ostacolare l'applicazione dell'intelligenza artificiale. Anzi, dobbiamo trovare tutti i modi possibili per favorirla, tenendo presente ovviamente che ci saranno delle problematiche di tipo individuale che dovremo risolvere in maniera collettiva naturalmente", ha sottolineato. Per il vice presidente di Confindustria centrale sarà la formazione. "L'intelligenza artificiale -ha detto- non è un sostitutore di lavoro, ma un potenziatore di lavoro. Dobbiamo tenere presente la struttura industriale del nostro Paese, che è composta soprattutto di piccolissime imprese. Quindi, ben lontani da ostacolarla, dobbiamo, tenendo conto evidentemente delle problematiche che possono insorgere, incentivare l'applicazione dell'Ia. Chiaramente c'è un compito anche delle parti sociali in tutto questo, che è di osservare quello che succede, di prevenire e risolvere gli eventuali problemi", conclude.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.