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(Adnkronos) - Gli amori fanno giri immensi e, a volte… tornano. A 'Scherzi a Parte'. È quello che è accaduto a Selvaggia Lucarelli e Max Giusti: dopo una relazione durata circa sette anni, tra i due è rimasto un legame fatto di affetto e stima reciproca. Lo hanno dimostrato ieri sera nella seconda puntata dello storico programma di Mediaset in onda su Canale 5. Lui alla conduzione, lei vittima di uno scherzo “bastardo”. In studio, tra battute e sorrisi, i due non hanno nascosto il loro passato sentimentale. Giusti, con il tono ironico che lo contraddistingue, le ha chiesto di essere “buona” con gli altri ospiti presenti, tra cui Ermal Meta e Matteo Bassetti. La replica di Lucarelli, come spesso accade, è arrivata puntuale e tagliente: “Ma tu lo sai… anzi, tu lo dovresti proprio sapere – ha sottolineato tra le righe - quanti anni ho impiegato per farmi questa brillante reputazione da stronza?”. Ma il botta e risposta non è finito qui. Poco dopo, quando Max Giusti l'ha chiamata "dottoressa", Lucarelli ha colto l'occasione per un'altra stoccata: "La ringrazio per il dottoressa. Ma non ti ricordi manco più i miei titoli... non sono dottoressa". Giusti l'ha invitata ad accomodarsi su uno sgabello per farle indossare, in anticipo, i panni di opinionista del Grande Fratello Vip. "Partiamo da me, così ti sciogli", ha scherzato il conduttore. "Devo andare molto ma molto lontano indietro negli anni, devo andare a pescare negli anni '90". A metterci del suo, anche Filippo Bisciglia ospite in studio, con un eloquente: "Eh...". "Sta già pensando al falò di confronto", ha rilanciato Giusti, facendo riferimento al noto programma condotto da Bisciglia, Temptation Island. "Non ti ricordi? Mi stai rinnegando?", ha continuato Lucarelli il suo discorso, rivolgendosi all'ex. "C'è mia moglie a casa, devo tornarci eh...", ha replicato tra le risate del pubblico. Poi la rivelazione: "Siamo stati insieme 8 anni", ha ammesso Giusti. Lucarelli non si è fatta sfuggire l'ultima battuta: "Guarda che fiore che sei diventato, sei proprio migliorato". E ha concluso con l'ennesima stoccata: "Una qualità tua non mi viene in mente, ma qualcosa di buono c'ho visto se sono stata insieme con te 8 anni dai". Oggi entrambi hanno preso strade diverse. Lucarelli è legata allo chef Lorenzo Biagiarelli e i due sembra siano prossimi al matrimonio. Giusti, invece, è sposato con Benedetta Bellini con la quale ha avuto due figli. Eppure c’è stato un tempo, tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, in cui i due hanno condiviso un pezzo di vita professionale e sentimentale. A raccontare come tutto ha avuto inizio è stato lo stesso Giusti, ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast Passa dal BSMT. Un incontro quasi casuale, e per certi versi ‘galeotto’. Quella sera Lucarelli era uscita con Teo Mammucari e proprio in quell’occasione conobbe Giusti, che all’epoca era single. “Vedevo che era molto diversa da Teo… tra l’altro Teo ha rosicato un po’. Se gliel’ho fregata? Non stavano insieme, era la prima volta che uscivano, non è che ci fosse chissà cosa. E quella sera non è successo niente”, ha raccontato il conduttore. Secondo il suo ricordo, fu proprio un momento apparentemente banale a far scattare la scintilla: Mammucari si allontanò per andare in bagno e lui e Lucarelli iniziarono a parlare. “Mi ha colpito molto. All’epoca faceva scuola di teatro, viveva a Civitavecchia in un appartamento con un’altra ragazza e condividevano la stanza, come fanno gli studenti. Mi piaceva molto la sua testa”. Da quella conversazione nacque la relazione che si è conclusa dopo circa sette anni. Senza drammi. “Altrimenti saremmo rimasti insieme”, ha spiegato l’attore. “Ma ho sempre avuto molta stima di lei: è una che si è presa la propria vita sulle spalle e si è costruita un percorso”. Per un lungo periodo i due hanno smesso di frequentarsi, salvo poi ritrovarsi anni dopo a Ballando con le stelle: lei nelle vesti di giurata, lui ospite per una sera. Nessuna ruggine, solo la consapevolezza che il sentimento di allora si fosse trasformato in qualcosa di diverso. Un epilogo che, in fondo, non sorprende chi conosce la vita di Lucarelli. La giornalista mantiene infatti ottimi rapporti anche con l’ex marito Laerte Pappalardo: i due si sono sposati nel 2004 e si sono separati nel 2007, ma hanno continuato a condividere un legame di stima e amicizia, crescendo insieme il figlio Leon, nato nel 2005. Perché a volte le storie finiscono, ma non necessariamente i rapporti. E certe complicità, anche quando cambiano forma, restano.
(Adnkronos) - Cida-Confederazione italiana dirigenti ed alte professionalità nasce nel 1946, lo stesso anno della Repubblica Italiana. Non è una coincidenza: è un parallelismo che racconta un destino condiviso. Mentre il Paese costruiva le sue fondamenta democratiche, la dirigenza italiana si organizzava per contribuire alla ricostruzione economica, sociale e civile. Ottant’anni dopo, quel legame tra competenza manageriale e tenuta istituzionale è più attuale che mai. “Celebrare gli 80 anni di Cida - dichiara Stefano Cuzzilla, presidente di Cida - significa riconoscere il contributo della dirigenza italiana alla costruzione e alla tenuta della Repubblica. Dal 1946 a oggi, nei momenti più difficili il management italiano è stato presidio di continuità, equilibrio, responsabilità. Questi 80 anni aprono il quinto ciclo ventennale della nostra storia, in un Paese che affronta trasformazioni profonde e ha bisogno di una classe dirigente all’altezza della loro complessità. Per questo il 2026 non sarà un anno di commemorazione, ma di proposta: guidare il cambiamento con competenza e visione è il nostro mandato, oggi come allora”. 'Il futuro come responsabilità' si fonda su un concept strategico: 5×20. Ottant’anni non sono solo il prodotto di quattro cicli conclusi - 1946-1965, 1966-1985, 1986-2005, 2006-2025 - ma l’apertura del quinto ciclo ventennale (2026-2045) che condurrà Cida al suo centenario. Cinque volte venti anni non come semplice periodizzazione cronologica, ma come grandi stagioni di responsabilità, ognuna segnata da sfide diverse e da decisioni che hanno inciso sul volto del Paese. Attraverso questi cicli, cinque tematiche restano costanti e si trasformano: tecnologia e innovazione, leadership e responsabilità, lavoro e welfare, competenze e formazione, ruolo sociale del management. Fili che attraversano la storia e ne determinano la qualità, costruendo una mappa per leggere il passato senza nostalgia, abitare il presente con consapevolezza e costruire il futuro come scelta. Il concept 5×20 verrà declinato in un programma di eventi, pubblicazioni e iniziative istituzionali lungo tutto il 2026, posizionando Cida come soggetto di proposta concreta su tre priorità nazionali: intelligenza artificiale e futuro del lavoro, demografia e sostenibilità del welfare, competenza manageriale come garanzia della qualità della decisione — pubblica e privata. Un percorso che Cida affronterà con partner di primo piano: l’Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale per l’impatto industriale-AI4I, fondato dal Governo italiano per sviluppare ricerca trasformativa applicata all’intelligenza artificiale, con cui si aprirà il ciclo di eventi il 10 giugno; il Censis e Itinerari Previdenziali, voci autorevoli nell’analisi della società e del welfare italiani. A dare forma visiva a questa visione è il nuovo logo celebrativo sviluppato per il 2026. Quattro elementi simbolici si integrano in un’unica immagine: l’infinito, che evoca la continuità tra memoria e progetto; la rete, che rappresenta le dieci Federazioni confederate, una comunità plurale che abbraccia tutti i settori strategici del Paese e trasforma la pluralità delle competenze in una forza comune; l’unione, che richiama la convergenza di competenze diverse verso un obiettivo condiviso; il timone, metafora della responsabilità direzionale che il management esercita nel governo delle organizzazioni e del cambiamento. Il logo accompagnerà come firma visiva tutte le iniziative dell’anno celebrativo, tenendo insieme passato e futuro in un’identità riconoscibile e proiettata in avanti. La sua ideazione, insieme all’intera architettura strategica e narrativa del progetto, è stata sviluppata con Eprcomunicazione spa società benefit, la sua controllata Cernuto Pizzigoni & Partners Srl e K-Vision, la nuova unit di Eprcomunicazione dedicata alle esperienze visive multimediali e immersive.
(Adnkronos) - Il Gruppo Dolomiti Energia partecipa alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo a Rimini, appuntamento di riferimento per le tecnologie legate alla transizione energetica, segnando un momento di svolta nella propria narrazione aziendale. Per la prima volta, la società presenta in fiera la sua nuova identità di brand, una tappa fondamentale del Piano Strategico ideata per accompagnare lo sviluppo del gruppo e rendere più riconoscibile il racconto del proprio futuro industriale. Al centro di questa evoluzione si trova il nuovo payoff, ‘Rinnovabili, integrati, indipendenti’, che sintetizza i pilastri operativi della società. (Video) "Il nuovo payoff di Dolomiti Energia sintetizza qual è la visione del nostro piano strategico - spiega il ceo del gruppo, Stefano Granella - Un piano che si fonda sulle rinnovabili. Siamo il primo operatore di sola produzione di energie rinnovabili tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico con oltre 1800 megawatt di capacità installata". La solidità della proposta si basa su una struttura che controlla l'intera catena del valore. "Siamo integrati perché accanto alla generazione abbiamo la vendita: contiamo circa 800mila clienti, quindi siamo in grado, da un lato, di produrre e, dall'altro, di vendere in maniera integrata". Questa configurazione permette di offrire una risposta concreta alle oscillazioni dei prezzi che caratterizzano l'attuale scenario energetico: "Siamo indipendenti perché riteniamo che, proprio grazie alla nostra generazione da rinnovabili, siamo in grado di proporre ai nostri clienti delle offerte fisse a lungo termine che possano proteggerli e renderli indipendenti dalle fluttuazioni di mercato", osserva Granella. Il percorso di rebranding riflette dunque una precisa volontà di investimento e un posizionamento distintivo rispetto agli altri attori del settore. "Il nuovo rebranding si focalizza sulle nostre caratteristiche - fa sapere il ceo - è una scelta coerente con quanto fatto nel piano, ovvero investire di nuovo sulle rinnovabili triplicando il volume degli investimenti rispetto agli ultimi due anni, per dare il nostro contributo all'indipendenza e all'autonomia energetica del Paese". In un quadro geopolitico complesso, l'azienda ribadisce il proprio impegno: "Ogni giorno ci impegniamo ad accelerare la transizione energetica del Paese, con la nostra competenza industriale e la nostra solidità nel campo delle rinnovabili - afferma Granella - Integriamo infrastrutture e servizi per offrire alla nostra community green, in tutta Italia, strumenti che permettano di proteggersi dall'instabilità dei mercati e di compiere scelte sostenibili con semplicità e consapevolezza".