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(Adnkronos) - Il Regno Unito in campo per placare Donald Trump e 'salvare' la Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti considera l'isola, territorio autonomo controllato dalla Danimarca, vitale per la sicurezza nazionale a stelle e strisce. "O facciamo un accordo con le buone o lo facciamo con le cattive. Se non otteniamo la Groenlandia, lo faranno Russia e Cina. La difesa della Groenlandia ora è rappresentata da due slitte...", ripete Trump, che vuole muoversi rapidamente per arginare l'influenza di Mosca e Pechino nell'Artico. "Noi puntiamo ad acquisire la Groenlandia, non pensiamo a soluzioni provvisorie. Altrimenti, la prenderanno Russia e Cina. E non succederà finché sono io il presidente", aggiunge. Per evitare che Trump ricorra alle 'cattive maniere', ecco l'iniziativa a cui lavora il premier britannico Keir Starmer. Downing Street, come riferisce il Telegraph, starebbe trattando con gli alleati europei l'invio di una forza militare in Groenlandia che venga incontro all'esigenza di proteggere l'Artico espressa dalla Casa Bianca. I funzionari britannici, in un'iniziativa che coinvolgerebbe alleati Nato, hanno incontrato i loro omologhi di paesi quali Germania e Francia per avviare i preparativi. I piani, ancora in fase embrionale, potrebbero prevedere lo schieramento di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalle mire di Mosca e Pechino. "Condividiamo l'opinione del presidente Trump: la crescente aggressività della Russia nell'Estremo Nord deve essere scoraggiata e la sicurezza euro-atlantica rafforzata. Le discussioni della Nato sul rafforzamento della sicurezza nella regione continuano e non potremmo mai fornire anticipazioni", le parole di una fonte governativa britannica. "Il Regno Unito sta collaborando con gli alleati della Nato per guidare gli sforzi volti a rafforzare la deterrenza e la difesa nell'Artico. Il Regno Unito continuerà a collaborare con gli alleati, come ha sempre fatto, su operazioni nel nostro interesse nazionale, proteggendo le persone in patria", continua la fonte. Con sentinelle occidentali, Trump si accontenterà? Poco probabile, se si considera che per il presidente americano "Putin non teme l'Europa, teme me". Washington, d'altra parte, non sembra tener conto della versione proposta da diplomatici di paesi nordici che, citati dal Financial Times, contestano la narrazione trumpiana secondo cui navi russe e cinesi opererebbero vicino alla Groenlandia. "Non è affatto vero che i cinesi e i russi siano lì. Ho visto le informazioni dei servizi segreti. Non ci sono navi, né sottomarini", le parole di una fonte. "L'idea che le acque intorno alla Groenlandia siano piene di navi o sottomarini russi e cinesi non è affatto vera. Sono nell'Artico, sì, ma sul lato russo", il quadro delineato dall'altro funzionario. Gli Stati Uniti intanto continuano a muoversi autonomamente alla ricerca di una soluzione diplomatica. La premier danese Mette Frederiksen conferma che il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen incontrerà il segretario di stato americano Marco Rubio la prossima settimana. "Siamo a un bivio", dice Frederiksen durante una conferenza del partito. Nei giorni scorsi Rubio aveva dichiarato di voler incontrare i rappresentanti danesi in tempi brevi. A perorare la causa di Copenhagen provvede il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, che boccia la "retorica minacciosa" dell'amministrazione americana e elogia la Danimarca, un alleato "molto fedele" degli Stati Uniti. In primavera, il vicepresidente JD Vance aveva definito la Danimarca un 'cattivo alleato', scatenando l'ira degli interessati, che avevano ricordato di aver affiancato gli americani in particolare in Iraq e in Afghanistan. "Gli Stati Uniti dovrebbero invece ringraziare la Danimarca, che nel corso degli anni è stata un alleato molto leale", dice Kristersson. "La Svezia, i paesi nordici, gli Stati baltici e diversi grandi paesi europei sono solidali con i nostri amici danesi".
(Adnkronos) - “Rispetto al passato quando non si aveva contezza dei futuri aumenti (2016-2018) dopo il blocco decennale del contratto, oggi firmiamo perché abbiamo la certezza che recupereremo entro il 2030 l'inflazione schizzata nell'ultimo triennio post Covid e guerra Ucraina : certamente, con la parte pubblica ci siamo impegnati a portare a termine entro la fine del 2026 la parte economica anche del ccnl 2025-2027, così da fare avere, a partire da inizio 2027, per la prima volta prima della scadenza del contatto, almeno ulteriori 160 euro in media mensili di aumento al lordo della ultima indennità di vacanza contrattuale, che sommati a quelli definiti oggi porterebbero gli aumenti a 300 euro medi lordi nell’arco di circa 12 mesi”. Così Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal oggi presente all’Aran, commenta la firma del contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-24. (VIDEO) “Per il prossimo contratto - continua Pacifico - siamo disponibili a trattare, ma ci aspettiamo fin da subito il riconoscimento del buono pasto e con la prossima legge di bilancio, risorse aggiuntive dedicate al solo personale scolastico, che deve assolutamente recuperare il ritardo stipendiale rispetto alla media della pubblica amministrazione, a partire dalle Funzioni centrali, rispetto alle quali oggi esiste un gap di ben 10 mila euro annue, che fa pensare molto considerando che 25 anni fa guadagnavano in media addirittura 1.000 euro in meno”. “Ma - avverte - con il prossimo rinnovo triennale vorremmo anche arrivare al riconoscimento del burnout, del riscatto agevolato della laurea, della parità di trattamento del personale precario rispetto a quello di ruolo, del ripristino del primo gradino stipendiale, delle immissioni in ruolo e dei trasferimenti su tutti i posti vacanti, della mobilità intercompartimentale e, non certo per ultimo, del doppio canale di reclutamento che permetterebbe l’immissione in ruolo di tantissimi precari oggi ancora al palo senza dimenticare la valorizzazione delle figure di sistema e degli ex dsga”. Il sindacato Anief ricorda che "per il ccnl 2022-2024, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 240 milioni di euro aggiuntivi per finanziare un bonus 'una tantum' destinato a docenti e Ata: secondo i dati diffusi dall’Aran, gli arretrati spettanti al personale ammontano a 1.948 euro medi lordi per i docenti e 1.427 euro medi lordi per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ai quali si aggiungono circa 585 euro per i docenti e 455 euro per gli Ata derivanti dall’anticipo di parte delle risorse del triennio successivo. Inoltre è notizia di queste ore che da gennaio potrebbe essere garantito la copertura della assicurazione sanitaria, welfare fortemente caldeggiato dal sindacato Anief". "Il prossimo ccnl 2025-2027 - sottolinea - porterà ulteriori incrementi retributivi per il personale scolastico. Se le parti riuscissero a firmare anche quell’accordo entro un anno, a partire dal 1° gennaio 2026 sono previsti incrementi medi mensili stimati di circa 245 euro per i docenti e 179 euro per il personale Ata, che saliranno a 293 euro e 214 euro dal 1° gennaio 2027. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che 'è un risultato storico: per la prima volta nella scuola italiana garantiamo continuità contrattuale e ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027'. L’accordo prevede anche il rafforzamento delle materie oggetto di relazioni sindacali e l’incremento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, pari a 93,7 milioni di euro per il personale docente e 19,1 milioni di euro per il personale Ata. Gli incrementi complessivi lordi mensili a regime, sommando i due trienni contrattuali, porterebbero fino a 416 euro agli insegnanti e 303 euro al personale amministrativo, tecnico e ausiliario".
(Adnkronos) - Il finanziamento da 40 milioni di euro accordato dalla Banca europea per gli investimenti alla Commercianti indipendenti associati (Cia), una delle cooperative socie del Consorzio nazionale Conad, "punta a efficientare le attività dei nostri punti vendita" e si inserisce nel piano complessivo da 80 milioni promosso da Cia. Lo sottolinea all'Adnkronos Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia-Conad, spiegando che uno dei principali interventi sarà quello di moltiplicare gli impianti fotovoltaici presenti nel punti vendite. "Già oggi abbiamo già un'ottantina di negozi dotati di impianti fotovoltaici ma vorremmo superare quota 100, quindi vicini al 50% della nostra rete associata" continua. Ma si vuole - aggiunge - anche "intervenire sul raffreddamento dei negozi, dal gas non inquinante all'efficientamento dei sistemi, che non solo consentono un risparmio energetico importante ma migliorano anche il microclima dentro il punto vendita". Panzavolta ricorda come Cia-Conad "produce un bilancio di sostenibilità già da 2 anni, lo facciamo per l'impegno che abbiamo assunto nei confronti dei nostri soci e dei nostri stakeholder. Con il bilancio 2025, che presenteremo nel prossimo maggio, illustreremo gli impegni che ci siamo assunti e presenteremo una rendicontrazione di quanto fatto nei nostri impianti". "D'altronde - ricorda - per una azienda la sostenibilità non è più una scelta ma un obbligo. E noi lo sentiamo come tale anche dal punto di vista sociale, del territorio, delle nostre comunità e dei nostri soci". Grazie agli interventi attuati e a quelli in corso, aggiunge, " per l'impatto sull'ambiente di un nostro punto vendita crediamo di essere vicini a -30% rispetto a dieci anni fa. Senza dimenticare che questo lavoro rende più sostenibile il business dei singoli punti vendita: certo gli interventi di efficientamento costano, ma è un investimento da cui i nostri associati rientrano nel corso degli anni". "Il nostro modello - sottolinea - è la dimostrazione che si possono ottenere ottimi risultati quando si è inseriti in una rete efficiente : noi forniamo aiuti ai nostri soci con finanziamenti per gli impianti fotovoltaici e convenzioni con le aziende installatrici, e questo consente ai soci di massimizzare i risparmi possibili, senza contare altri vantaggi come l'economia di scala, gli acquisti collettivi e le attività di marketing comuni". Il manager riconosce come "c'è poi un ritorno di immagine verso i clienti perché oggi l'attenzione a queste cose da parte dei consumatori, soprattutto quelli più giovani, è molto forte". " Panzavolta evidenzia poi i risultati ottenuti sulla riduzione degli imballaggi inutili grazie alla forte presenza di prodotti a marchio Conad: "La nostra cooperativa è fra quelle con la quota più alta in Italia di prodotti con il nostro marchio, quest'anno abbiamo superato il 41% di fatturato". Questo offre un duplice beneficio "da una parte perché il prodotto a marchio costa meno mediamente di quello 'industriale' e poi perché in questi anni abbiamo fatto molto per rendere riciclabili o recuperabili gli imballaggi o comunque limitarli. Credo che sia vicino il traguardo del 75% di imballaggi biodegradabili o riciclabili, che era il nostro obiettivo". "Certo, non puo' essere solo un impegno della distribuzione ma deve essere anche delle industrie: credo però - conclude- di poter dire che su questo in generale la sensibilità è molto aumentata "