ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Il Psg si aggiudica l’andata dei quarti di finale di Champions League oggi, mercoledì 8 aprile. Al Parco dei Principi, i padroni di casa battono 2-0 il Liverpool grazie alle reti di Doué e Kvaratshkelia. Il centrocampista francese sblocca la partita al minuto 11, superando Mamardashvili con l'aiuto della deviazione decisiva di Gravenberch. Nella ripresa, al 70’ arriva poi il gol capolavoro dell’ex Napoli, che semina in area tutta la difesa, portiere compreso, per il raddoppio. Primo round ok anche per l'Atletico Madrid. Al Camp Nou, i Colchoneros vincono 2-0 contro il Barcellona grazie alle reti di Julian Alvarez e Alexander Sorloth. Il vantaggio arriva al termine del primo tempo dopo l’espulsione di Cubarsì per un fallo da ultimo uomo su Simeone (episodio rivisto al Var dall’arbitro Kovacs, che cambia l'iniziale giallo dopo controllo video). Sul successivo calcio di punizione, arriva il gol capolavoro dell’attaccante argentino, che con un gran destro a giro non lascia scampo a Garcia. Al 70’ il raddoppio degli ospiti con Sorloth, appena entrato, che anticipa tutti su cross in area di Ruggeri e chiude la partita. Le sfide di ritorno sono in programma martedì 14 aprile alle 21.
(Adnkronos) - "Il software è un comparto in forte crescita, capace di generare valore economico, occupazione qualificata e innovazione diffusa. Nel 2024 ha impiegato oltre 140.000 addetti e generato 66,7 miliardi di euro di fatturato, con un ruolo particolarmente forte dei software gestionali, che rappresentano quasi la metà del comparto. Il settore conta complessivamente fra 1.500 e 2.000 imprese, mentre Assosoftware rappresenta da sola tra il 65 e il 70 per cento del fatturato complessivo. Le prospettive restano molto significative: secondo una ricerca condotta con l’Università Luiss Guido Carli, un aumento del 20 per cento della domanda di software potrebbe attivare 9,6 miliardi di euro di produzione domestica aggiuntiva, 4,8 miliardi di valore aggiunto e 67.000 nuovi posti di lavoro. Resta però un gap rispetto ad altri grandi Paesi europei, sia nella dimensione media delle imprese sia nella capacità di attrarre capitali e investimenti. Per questo far crescere il settore significa non solo sostenere l’innovazione, ma anche rendere il Paese più competitivo e più attrattivo". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Pierfrancesco Angeleri, presidente Assosoftware, che oggi ha presentato alla Camera dei Deputati il Centro studi software per l’Innovazione digitale. "Il Centro studi software per l'innovazione Digitale di Assosoftware nasce -spiega- per rafforzare la capacità di analisi e di proposta su un settore che oggi è sempre più centrale per lo sviluppo economico e per la trasformazione digitale del Paese. L’obiettivo è produrre ricerca indipendente, alimentare il confronto pubblico e offrire un contributo più strutturato al dibattito su industria del software, innovazione e competitività. Le attività saranno accompagnate da una Commissione scientifica composta da esponenti del mondo accademico e della ricerca, così da garantire solidità metodologica e rigore nelle analisi. In un contesto segnato da grandi trasformazioni tecnologiche e da tensioni geopolitiche crescenti, il software non è più soltanto un settore economico, ma una componente strategica della sovranità tecnologica e della resilienza del sistema produttivo". L’iniziativa è nata per rafforzare la produzione di conoscenza su un settore sempre più centrale per la competitività economica, la trasformazione digitale e la sovranità tecnologica italiana ed europea. Il Centro Studi intende contribuire alla definizione di una visione strategica sul futuro dell’industria del software, sia dal lato della sua filiera produttiva sia da quello del suo utilizzo da parte del sistema economico. Come presentato dalla coordinatrice del Comitato Scientifico del Centro Studi nonché Direttrice dell’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano Marina Natalucci, il Centro promuoverà ricerche in collaborazione con i alcuni dei principali Atenei italiani che si concentreranno in particolare su due direttrici: da un lato l’analisi della filiera produttiva del software, del suo valore economico, del suo impatto sull’occupazione qualificata e sulla capacità di innovazione; dall’altro il ruolo del software nella digitalizzazione delle pmi, con attenzione alla diffusione delle soluzioni, alla maturità di utilizzo e agli effetti su produttività e competitività. Alcune ricerche passate condotte dalla Luiss, dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, dalla Sda Bocconi e dall’Università di Pavia mostrano un settore strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale. La ricerca presentata da Livia De Giovanni, Prorettore per Rankings, Accreditamenti e Qualità della Luiss, ha evidenziato il maggiore dinamismo del comparto software rispetto al resto dell’economia italiana. Tra il 2019 e il 2024, software e servizi connessi hanno registrato una crescita media annua del 6,1% nei redditi da lavoro dipendente, del 5,2% nel valore aggiunto, del 6,5% nel valore della produzione e del 2,9% nell’occupazione. Su un orizzonte più lungo, tra il 2000 e il 2024, il valore aggiunto del settore è cresciuto del 166%, contro il 63% dell’hardware, il 46% della manifattura e il 76% del totale economia, confermando il software come uno dei segmenti più dinamici del sistema produttivo nazionale. Nel corso dell’evento è stata inoltre presentata la ricerca di Valentina Meliciani, direttrice del Luiss Research Centre for European Analysis and Policy (Leap), dedicata al contributo del software alla crescita della produttività italiana. Dai dati presentati nel corso dell’evento emerge che la filiera italiana del software rappresenta un asset strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale, pur mostrando oggi una dinamica di crescita meno sostenuta rispetto agli anni trainati dal Pnrr e dagli incentivi 4.0. Su 1.130 produttori analizzati dall’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano l’85% sviluppa software gestionali per la digitalizzazione dei processi d’impresa, il 35% soluzioni di security, il 25% analytics e il 21% intelligenza artificiale. In prospettiva europea, il settore appare inoltre attraversato da una crescente tendenza al consolidamento, mentre l’Italia continua a soffrire più di altri Paesi per la frammentazione del proprio tessuto produttivo, con effetti sulla capacità di scalare e investire in innovazione. In questo quadro, il Centro studi nasce per offrire un contributo stabile e qualificato all’analisi del settore, mettendo in relazione rappresentanza, ricerca e policy in un ambito sempre più decisivo per la crescita del sistema economico italiano. E Angeleri sottolinea anche ruolo centrale "del software che può incidere sull’efficienza energetica lungo più direttrici: da un lato riduce direttamente alcuni consumi, dall’altro ottimizza i processi, limita sprechi, tempi morti e riavvii e rende più preciso il monitoraggio dei dati energetici. In uno dei casi analizzati, la migrazione al cloud combinata con strumenti di energy dashboarding ha prodotto un risparmio energetico annuo del 40,98 per cento. Non è un dato automaticamente estendibile a tutte le imprese, ma dimostra che il software, se ben integrato nei processi e misurato con serietà, può avere un impatto molto rilevante. In questo quadro, anche l’intelligenza artificiale può rafforzare questa capacità, perché consente di leggere meglio i dati, anticipare anomalie, migliorare le decisioni operative e rendere più efficiente l’uso delle risorse", rimarca. Infine spiega che "L’uscita da Confindustria nasce dalla convinzione che il settore del software abbia oggi bisogno di una rappresentanza più autonoma, più visibile e più centrale. Dentro il sistema confindustriale, invece, il software rischiava di restare in secondo piano, pur essendo ormai un’infrastruttura essenziale per la competitività del Paese e per la trasformazione digitale di imprese e pubblica amministrazione. La scelta quindi non è contro qualcuno, ma a favore di una rappresentanza più efficace, più coerente con le esigenze del comparto e più capace di valorizzarne il peso strategico. L’obiettivo è dare al software la voce e il riconoscimento che merita nel confronto con istituzioni e stakeholder, accompagnando con maggiore forza una filiera che ogni giorno sostiene innovazione, produttività e crescita. In un sistema troppo dispersivo e ingessato come quello confindustriale questo, purtroppo, non accadeva", conclude.
(Adnkronos) - Sos mozziconi di sigaretta sulle spiagge italiane. A lanciarlo Legambiente con i nuovi dati dell’indagine Beach Litter diffusa oggi in vista della giornata nazionale del mare (11 aprile) e del weekend di mobilitazione del 10-12 aprile 'Spiagge e Fondali Puliti 2026'. In 12 anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026, sono 50.053 i mozziconi di sigaretta raccolti e catalogati da Legambiente in 653 transetti: una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Dati che valgono ai mozziconi il secondo posto in classifica tra i materiali più trovati sui lidi, dopo i frammenti in plastica che si piazzano al primo posto (61.785 quelli raccolti). I mozziconi di sigaretta costituiscono, inoltre, l’87% dei 57.099 'rifiuti di fumo' (che includono anche accendini, pacchetti di sigarette o scatole per tabacco o sigarette in carta) trovati in questi anni nel corso dei monitoraggi. A questa fotografia scattata dall’indagine Beach Litter di Legambiente si aggiunge anche quella relativa agli scarti di ogni tipologia raccolti e monitorati in questi in 12 anni nei 653 transetti e che ammontano a 512.934 rifiuti di cui l’80% è plastica. Ovvero una media di 785 rifiuti ogni 100 metri lineari. Per questo Legambiente richiama tutti all’azione e ad un maggior senso di responsabilità collettiva con la 36esima edizione di 'Spiagge e Fondali Puliti', nelle giornate del 10, 11 e 12 aprile, che ha come partner principale Sammontana, supporter Traghettilines, e partner tecnico Erion Care. Obiettivo della campagna è quello di denunciare l'incuria e l'abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell'ecosistema marino. Saranno oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della Penisola organizzate da circoli e regionali di Legambiente e che vedranno in azione volontari e cittadini di tutte le età impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali ma anche foci dei fiumi e torrenti. “Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - resta un’emergenza in Italia e nel resto del mondo da affrontare al più presto. Per contrastare il marine e il beach litter è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive per chi getta i mozziconi di sigaretta a terra, in spiaggia o a mare. È inoltre fondamentale garantire la piena applicazione della direttiva Europa Sup 2019/904 sulla plastica monouso che prevede anche il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) di tabacco, che obbliga i produttori a coprire i costi di gestione dei rifiuti, tra cui pulizia, trasporto e trattamento dei mozziconi abbandonati. Al ministero dell’Ambiente chiediamo di definire al più presto, tramite accordi di programma o altri strumenti attuativi, l’avvio dell’Epr come chiesto dalla direttiva e che ad oggi in Italia si basa solo su base volontaria”.