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(Adnkronos) - "È stato terribilmente offensivo". Valeria Marini, in lacrime oggi a La volta buona, ha commentato una battuta che Nino Frassica ha fatto durante l'ultima serata del Festival di Sanremo 2026. Nel corso di uno sketch sul palco dell'Ariston, il comico ha citato la showgirl ironizzando sul fatto che non fosse presente al Festival perché "recentemente ha fatto un'operazione alle labbra, è gonfiata". Frassica ha imitato la voce della showgirl. L'esibizione è stata stigmatizzata da Valeria Marini, che ha fatto riferimento a parole "dolorose" e "fuori luogo". "Non è piaciuto a nessuno. Io ho lavorato con lui e ci sono rimasta malissimo, l'ho trovato offensivo. Ci ho pianto e ci piango ancora, ci sono rimasta malissimo", ha detto la showgirl che ha spiegato di aver sentito Nino Frassica dopo il Festival per telefono: "Mi ha chiesto scusa", ha detto. "Sono stanca di questi luoghi comuni sui personaggi dello spettacolo: denigrare e disprezzare chi ha successo, mi urta tanto", ha aggiunto Marini. Presa dalla rabbia, Valeria Marini si è alzata per abbandonare lo studio: "Vi saluto, scusate_ sto aspettando ancora le scuse di Nino Frassica pubblicamente", ha detto, alzandosi dal divano de La volta buona, mentre nello studio è calato il silenzio. Poi, ha continuato il suo discorso, tornando tra gli ospiti: "Io sono una persona sincera, Nino Frassica lo stimo molto, Carlo Conti lo adoro. È stata una battuta infelice". Caterina Balivo allora ha cercato di stemperare la polemica: "Ma ti ha chiesto scusa. È un comico, lo fa con tutti". "Si, ma perché mi devi denigrare? Aspetto le scuse per la festa della donna", ha contestato Valeria Marini. "Lui non voleva offenderti, ha fatto battute come le ha fatto con li altri", ha replicato Balivo.
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” in Senato, organizzata da Oliver Wyman e Wec Italia. “In questo contesto – ha spiegato – programmare, pianificare e dibattere i giusti investimenti per il Paese è fondamentale per guidare queste trasformazioni” Iren, ha sottolineato Bufo, è impegnata “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Un percorso che deve riguardare non solo la produzione ma anche le reti e i sistemi di accumulo, in un quadro in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”. Un capitolo centrale è quello dei data center: “Stimiamo che anche in Italia possa verificarsi quanto già accaduto negli Stati Uniti, con un forte aumento della domanda di energia elettrica”. Da qui la necessità di investimenti nelle reti e nella decarbonizzazione, insieme all’impiego delle tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale, “che garantiscono ulteriore flessibilità e slancio”. Di fronte ai breakthrough tecnologici, ha osservato, “gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.