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(Adnkronos) - "Noi come Grant Thornton interveniamo nella fase finale del processo di sostenibilità, quella della verifica della rendicontazione: controlliamo che il report sia stato redatto secondo i principi di riferimento”. Lo ha dichiarato Enrico Mei, partner di Grant Thornton, intervenendo alla quinta edizione di LetExpo, manifestazione di riferimento per il settore della logistica e dei trasporti. “Il quadro normativo è però in una fase di grande cambiamento – ha spiegato – perché il pacchetto Omnibus ha proposto una semplificazione attraverso due modalità principali: da un lato l’innalzamento delle soglie per i soggetti obbligati alla rendicontazione completa, dall’altro l’introduzione di principi più semplificati che possono essere adottati su base volontaria”. “A questo si aggiunge la direttiva cosiddetta ‘stop the clock’, che ha posticipato l’obbligatorietà della predisposizione della reportistica”, ha aggiunto Mei, sottolineando come la direzione intrapresa dalle istituzioni sembri ormai orientata verso una maggiore semplificazione. “Data per certa questa traiettoria – ha proseguito – la nuova sfida diventa capire la compatibilità e l’intreccio della rendicontazione di sostenibilità con l’attuale contesto geopolitico, segnato da conflitti e instabilità”. Secondo il partner di Grant Thornton, infatti, anche il concetto stesso di sostenibilità sta evolvendo: “Il tema si sta progressivamente muovendo verso questioni come la sicurezza energetica e la comprensione di come trattare l’industria della difesa. Oggi esistono due visioni: la prima tende a escludere il settore della difesa dal mondo ESG; la seconda ritiene invece che senza sicurezza non possa esistere stabilità economica e che, senza stabilità economica, diventi difficile perseguire obiettivi ambientali e sociali”. “In questo contesto – ha concluso – si sta affermando l’idea che, oltre alle dimensioni ambientale, sociale e di governance, la rendicontazione possa dover considerare anche il contributo alla sicurezza e alla stabilità geopolitica. Come revisori della sostenibilità osserveremo con molta attenzione le prossime evoluzioni, perché questo sarà uno dei temi più rilevanti dei prossimi mesi”.
(Adnkronos) - Amazon annuncia l’apertura dei bandi per l’ottava edizione di 'Amazon Women in Innovation', il programma che assegna borse di studio a sette studentesse universitarie in altrettante Università italiane in ambito Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Per il settimo anno consecutivo, l’università di Roma Tor Vergata è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa: la vincitrice del bando beneficerà di un finanziamento di 6.000 euro all’anno per tre anni e di un percorso di mentorship dedicato, con l’affiancamento di una manager Amazon. Fino al 31 marzo, potranno presentare la propria candidatura tutte le studentesse immatricolate per la prima volta all’a.a. 2025/2026 al Corso di laurea in Ingegneria informatica e Ingegneria di Internet che abbiano conseguito almeno 6 CFU con una media ponderata non inferiore a 25/30. Per ulteriori informazioni visitare questa pagina. Dal 2018, 'Amazon Women in Innovation' ha supportato 33 studentesse e, oltre all’Università di Roma Tor Vergata, il progetto coinvolge altri sei atenei: l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, il Politecnico di Torino. “Otto edizioni di Amazon Women in Innovation rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici”, afferma Rita Malavasi, responsabile delle relazioni istituzionali per Amazon.it. “In questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta”, continua. Amazon Women in Innovation si inserisce nel più ampio impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito stem in Italia entro il 2026, un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale. Maggiori info: https://www.aboutamazon.it/creare-valore-per-il-paese/impatto-sulla-comunita/educazione-stem
(Adnkronos) - “Per noi l'idrogeno è uno strumento mirato per la transizione energetica. Non si tratta di una soluzione universale ma pensata soprattutto per il trasporto pesante”. A dirlo è Stefan Stabler, director strategic marketing & communication di Alperia Group, alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, in programma fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. L’evento, firmato Italian Exhibition Group, rappresenta uno dei principali appuntamenti in Italia e in Europa dedicati a tecnologie e soluzioni per la transizione energetica. (VIDEO) Per Alperia, che si posiziona come abilitatore di sistema, l’idrogeno non è un’alternativa all’elettrificazione, ma un complemento utile in applicazioni selezionate: l’approccio è graduale e pragmatico, basato su progetti pilota, integrazione territoriale e realismo industriale: “Il costo dell'idrogeno è ancora molto alto. Per questo stiamo cercando di selezionare progetti che abbiano anche una forte valenza territoriale. A Bolzano Sud stiamo costruendo un impianto di produzione idroelettrico verde, insieme al trasporto locale SaSa. Stiamo inoltre collaborando alla Hydrogen Valley, che vuole creare una filiera completa di produzione e distribuzione dell'idrogeno verde. Abbiamo infine sostenuto anche la creazione di una cattedra all’università di Bolzano proprio sull'idrogeno”. “Crediamo che la transizione energetica - conclude - passi proprio tramite la valorizzazione della produzione e della distribuzione dell'idrogeno”.