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(Adnkronos) - Matteo Berrettini torna in campo nel Masters 1000 di Montecarlo. Oggi, mercoledì 8 aprile, l'azzurro affronta Daniil Medvedev nel secondo turno del torneo. Il tennista romano, al momento numero 90 del ranking Atp, arriva dal match giocato ieri contro lo spagnolo Bautista Agut (ritiratosi al termine del quarto game del primo set), mentre Medvedev è all'esordio nel torneo. Ecco orario, precedenti e dove vedere match in tv e streaming. Il match tra Berrettini e Medvedev inizierà intorno alle 11. Fin qui, il russo ha vinto i 3 precedenti contro l'azzurro (tutti sul cemento outdoor). Berrettini-Medvedev al Masters 1000 di Montecarlo, così come tutte le partite del torneo, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno inoltre seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. La finale invece sarà disponibile anche in chiaro su TV8, che trasmetterà anche una delle due semifinali ma in leggera differita.
(Adnkronos) - C’è un dolce che più di ogni altro simboleggia la Pasqua: la colomba. Ma, al di là delle ricette e delle interpretazioni più o meno innnovative, esiste un vero e proprio rito, che non tutti conoscono: quello della degustazione. Parola di Dario Loison, alla guida della pasticceria veneta che porta il nome della famiglia che da tre generazioni la gestisce con la stessa passione. "Perché la colomba non si 'consuma' soltanto: si ascolta, si annusa, si legge nella sua trama e nel suo equilibrio. E soprattutto si condivide", spiega. "Nella degustazione si manifesta un aspetto che va oltre la tecnica: la colomba è un dolce che nasce per essere messo al centro. La sua forma stessa suggerisce un gesto collettivo, e l’esperienza si compie nella convivialità: si taglia, si passa, si commenta, si confrontano impressioni e ricordi. In un tempo in cui tutto corre, la colomba conserva una funzione rara: riunire. Raccontarla attraverso la grammatica del gusto significa restituire dignità a un piacere semplice: non 'mangiare un dolce', ma prendersi un momento. È qui che il grande classico si fa contemporaneo: nella capacità di essere familiare e, allo stesso tempo, sorprendente quando lo si ascolta davvero", afferma. Ecco allora svelato il metodo per una perfetta degustazione. L’assaggio efficace parte prima della bocca. "Un metodo semplice, replicabile da chiunque, aiuta a 'leggere' la colomba come si farebbe con un pane ricco o un dolce da forno importante, spiega Loison. Il primo passaggio è 'vedere': colore caldo e uniforme dell’impasto, struttura interna ariosa ma non fragile, superficie e glassa (tostatura, mandorle, granella). Il secondo è 'spezzare': il gesto rivela la consistenza reale, una porzione che si apre con elasticità e senza sbriciolarsi suggerisce coesione e morbidezza; se cede in briciole racconta una struttura più debole o un servizio non ideale. Terzp, 'annusare': avvicinando la porzione, si riconosce l’alfabeto aromatico (burro, vaniglia, agrumi, miele leggero, tostature della glassa) e l’olfatto anticipa gusto e persistenza. Fondamentale è l’equilibrio e la qualità. La colomba è un dolce 'ricco' ma non dovrebbe essere pesante. La chiave è l’equilibrio, sottolinea Loison, cioè il modo in cui si compongono quattro componenti: dolcezza, che deve essere netta ma non invadente, in quanto una dolcezza troppo alta appiattisce tutto e stanca; grassezza, quindi la nota lattica/burrosa che dà rotondità, ma funziona solo se non copre le altre note; freschezza aromatica, che spesso arriva dagli agrumi e dalla sensazione 'pulita' al palato ed è ciò che rende l’esperienza desiderabile anche al secondo morso; tostatura e croccantezza della glassa, che è il contrappunto, il dettaglio che dà ritmo, alternanza, contrasto. C'è poi il capitolo temperatura e taglio, due dettagli che decidono l’esperienza, assicura il maestro pasticcere: "Molte delusioni nascono non dal dolce, ma dal servizio". Sono due i fattori che cambiano radicalmente la resa al palato. Il primo è la temperatura: se la colomba è troppo fredda, le note aromatiche restano chiuse e al palato risulta più compatta; la temperatura di servizio ideale è intorno ai 30°C perché così sprigiona i profumi e diventa più 'viva'; basta un passaggio rapido in forno tiepido per riattivare gli aromi. Il secondo è il taglio, che non è solo estetica: è struttura: un coltello a lama lunga seghettata usata con movimenti leggeri evita di schiacciare la mollica e di spezzare la glassa, una forchetta da servizio agevolerà l’operazione; una fetta tagliata bene sembra più soffice perché mantiene aria e coesione. "Una colomba ben fatta - spiega ancora Loison - si riconosce da ciò che resta dopo il morso: una dolcezza composta, profumi nitidi, un finale pulito. L’avvolgenza è piena ma leggera, perché burro e aromi non si sovrappongono: si alternano. La mollica rimane soffice e coerente, senza sbriciolarsi; gli agrumi aprono, la vaniglia arrotonda, e la glassa chiude con una tostatura discreta che dà ritmo. Il palato non si satura: si riordina, si libera, invita a continuare. È una qualità che non ha bisogno di effetti: parla con precisione e lascia spazio. Per questo, quando il trancio finisce, viene naturale desiderarne un altro, non per golosità, ma per equilibrio". E come abbinarla al meglio? "La lettura del gusto della colomba non vive solo nel 'fine pasto con passito'. Oggi l’abbinamento può avere una funzione precisa: pulire, alleggerire, mettere a fuoco le note aromatiche", osserva. Spazio allora a tè neri e oolong, che accompagnano tostature e mandorla senza coprire, infusi agrumati o alle erbe, che valorizzano freschezza e profumi, caffè filtro o moka leggera, che crea contrasto amaro-dolce e asciuga la bocca, bollicine secche, perché la carbonica 'sgrassa' e rende la fetta più dinamica, e vini dolci, tipo una vendemmia tardiva non troppo zuccherina per evitare l’eccessivo effetto 'dolce su dolce'. "Viviamo tempi in cui tutto deve stupire: piatti, parole, persino i dolci. La colomba fatta bene fa l’opposto: non cerca applausi, cerca la seconda fetta. Vince per precisione, non per eccesso. L’arte dell’assaggio è rallentare e riconoscere. Se ti lascia spazio, ha già parlato", conclude Loison.
(Adnkronos) - Si terrà giovedì 26 marzo 2026 alle 17.30 al Centro Studi Americani (via Michelangelo Caetani, 32 - Roma) l’evento 'Sostenibilità e competitività: due facce della stessa medaglia', in collaborazione con Asvis. La questione energetica è entrata ancora una volta prepotentemente nell’agenda politico-istituzionale e nel dibattito pubblico nazionale e internazionale - spiega una nota - Si tratta infatti di una questione centrale che impatta in modo significativo sulla vita istituzionale, economica e sociale, tanto a livello locale quanto globale. L’autonomia energetica è un elemento determinante per la sicurezza nazionale e dell’Unione, per il nostro rafforzamento nello scacchiere geopolitico mondiale, per la competitività delle nostre imprese, per la sostenibilità per le nostre famiglie. Il dibattito vuole approfondire la questione ed individuare le linee strategiche per l’Italia e l’Unione europea. Con il coraggio di guardare avanti, oltre al 'business as usual', per tenere insieme la sostenibilità economica, ambientale, sociale e istituzionale. Dopo i saluti del direttore del Centro Studi Americani, Roberto Sgalla, interverranno Giuseppe Argirò, amministratore delegato del Gruppo Cva e vicepresidente di Elettricità Futura, Enrico Giovannini, cofondatore e direttore scientifico Asvis, Agostino Inguscio, Coordinatore Undp Italy Office e Undp Rome Centre for Climate Action and Energy Transition, Aurelio Regina, presidente Fondimpresa, delegato per l’energia - Confindustria, Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation Eni Spa. Modera Elisa Anzaldo, vicedirettrice Tg1.