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(Adnkronos) - "Questa è una leggenda metropolitana. Se vi fa piacere con Gigi Proietti abbiamo litigato, ma non è vero, non abbiamo litigato mai. C'era una sana rivalità, ma per far vincere la squadra". Così Enrico Montesano, ospite di Nunzia De Girolamo e Gianluca Semprini, a 'Maschio Selvaggio' su Rai Radio 2, ricordando l’energia creativa di un’epoca in cui il talento circolava e si misurava dentro un gioco collettivo. Parlando del rapporto con il tempo, Montesano ha poi aggiunto: "Da una parte aiuta il tempo che passa, perché sublima certe cose, smussa certe asperità, ma da un’altra parte tu dici 'La vecchiaia è bella, peccato che duri poco'. Spazio, durante l’intervista, è stato dedicato al cinema contemporaneo e agli incassi italiani, con un passaggio su Checco Zalone. Montesano ha sottolineato il valore generale di un successo al botteghino: "Quando un film italiano incassa dobbiamo fare festa perché va bene per tutto il cinema italiano". Allo stesso tempo, ha precisato di non aver visto il film 'Buen Camino’' e di aver letto soprattutto dei grandi incassi, "osservando che gli piacerebbe che qualcuno parlasse di più del film e di com’è davvero, e non soltanto dei numeri". Ricordando la 'densità' di talento del cinema di un’epoca irripetibile, Montesano ha poi collocato la sua generazione. "Io sono un comico di mezzo - ha detto - Sopra di noi c’erano Mastroianni, Sordi, Manfredi, Tognazzi e Gassman… era dura sfondare". Infine, durante il confronto con la De Girolamo e Semprini, Montesano è tornato sul suo record televisivo legato a Fantastico 1988, spiegando che a posteriori avrebbe fatto scelte diverse. "Lì ho fatto un errore - ha ammesso, ricostruendo il clima dell’epoca. "All’epoca per noi attori di cinema, la televisione era una 'diminutio'. E invece 'Fantastico' dovevo farlo anche l’anno dopo. Sarei potuto diventare un conduttore presentatore televisivo e invece ora... devo andare a fare serate di qua e di là con la valigia".
(Adnkronos) - Pan di Stelle-love brand del Gruppo Barilla scelto da circa 7,5 milioni di famiglie italiane lancia la seconda edizione del progetto educativo “Sogna e credici fino alle stelle” che mira a coinvolgere docenti e studenti di circa 3000 classi della scuola primaria di tutta Italia. Con questa iniziativa, il messaggio ispirazionale del brand - 'Sogna e credici fino alle stelle', un invito a coltivare i propri sogni con fiducia e determinazione - torna tra i banchi di scuola per accompagnare i più piccoli nella loro crescita. Il progetto educativo intende offrire, attraverso un’iniziativa didattica gratuita, una proposta di percorso formativo con attività didattiche mirate grazie al quale i docenti possono stimolare l’importanza dei sogni nello sviluppo personale e invitare ogni bambina e bambino a trovare, inseguire e condividere i propri sogni, come stelle che guidano alla ricerca del proprio sé, nonostante i fallimenti e le difficoltà. Inoltre, il progetto prevede, attraverso un bando di partecipazione, l’estrazione di una speciale 'Aula dei sogni', uno spazio arricchito con strumenti musicali, libri e materiali creativi, ideato e donato da Pan di Stelle per regalare alle scuole un ambiente appositamente dedicato ai sogni, al confronto e alle passioni. Volti 2026 dell’iniziativa, due speciali ambassador: Alice D’Amato e Mattia Zenzola. Tornano nella scuola che frequentavano da bambini per inaugurare due ulteriori 'Aule dei sogni', donate da Pan di Stelle. Per i talent, questa diventa l’occasione per condividere il proprio percorso, ispirare le nuove generazioni e mostrare che proprio tra i banchi di scuola possono nascere i sogni più grandi. “La seconda edizione del progetto Sogna e credici fino alle stelle conferma quanto sia fondamentale mettere i sogni dei bambini al centro dell’esperienza educativa. Attraverso le Aule dei Sogni e le attività dedicate, il progetto trasforma la scuola in uno spazio stimolante, dove i bambini possono esprimere creatività e collaborazione. L’educazione diventa così uno strumento concreto per coltivare fiducia, resilienza e immaginazione. In questo senso, il progetto non solo celebra i sogni dei bambini, ma li pone al cuore di un percorso di crescita personale e collettiva, dimostrando come le scuole possano ispirare e guidare le nuove generazioni verso il futuro", commenta Chiara Pisano, marketing director Pan di Stelle. Durante la prima edizione del progetto, nel 2025, ai bambini coinvolti nelle attività scolastiche è stato chiesto di condividere i propri sogni con insegnanti e genitori, che li hanno poi caricati sulla piattaforma ufficiale ascuolaconpandistelle.it. Sono stati raccolti complessivamente 5.715 sogni a livello nazionale, che offrono uno spaccato significativo dell’immaginario dei bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni. Quasi uno su due (46%) riguarda il futuro professionale: i bambini sognano di diventare calciatori, insegnanti, medici, veterinari, poliziotti, artisti, astronauti o scienziati, ispirati da passioni personali o figure di riferimento. Accanto alle aspirazioni professionali, i sogni dei bambini esprimono soprattutto il valore del sognare come spazio di speranza e fiducia, spesso radicato nella dimensione quotidiana della scuola, vissuta come luogo fondamentale di crescita, gioco e immaginazione. L’analisi dei desideri rivela inoltre una forte attenzione alla sfera personale e familiare, che rappresenta il 21% dei sogni e mette in luce la centralità degli affetti: dal desiderio di un animale domestico alla felicità e salute dei propri cari, fino al bisogno di rivedere persone amate, di una maggiore stabilità emotiva o di nuovi legami familiari, a testimonianza di una profonda sensibilità relazionale. I desideri astratti e valoriali, pari al 16% del totale, spostano invece lo sguardo dal personale al collettivo, rivelando una sensibilità sorprendentemente matura. In questa categoria ricorrono sogni di pace e di fine delle guerre, insieme al desiderio di un mondo più pulito e rispettoso dell’ambiente, libero da povertà, fame, bullismo e disuguaglianze. Un immaginario che riflette l’importanza attribuita a valori come amore, gentilezza, uguaglianza e giustizia. I sogni legati alla fantasia, ai superpoteri e alle esperienze straordinarie rappresentano il 12% del totale e aprono le porte a un immaginario che va oltre i confini della realtà. I bambini immaginano di volare, diventare invisibili, viaggiare nel tempo e nello spazio o vivere in mondi magici popolati da creature fantastiche e ispirati ai propri giochi e racconti preferiti. Un quadro che conferma quanto l’immaginazione resti un motore fondamentale dell’infanzia. I beni materiali e i viaggi, pur costituendo solo il 5% dei sogni, rivelano desideri concreti legati a esperienze e oggetti che suscitano meraviglia. Tra i più ricorrenti troviamo il sogno di visitare città come Parigi o New York, esplorare parchi a tema o girare il mondo. Molti bambini desiderano giocattoli specifici e in alcuni casi di diventare ricchi, spesso con l’intento di aiutare la famiglia o chi è in difficoltà. L’analisi geografica dei sogni raccolti mette in luce differenze significative tra diverse aree del Paese, con priorità che variano in base al contesto territoriale. Al Nord Italia, dove sono stati raccolti 2.848 sogni, l’orientamento verso il futuro professionale è quasi totalizzante: il 48,7% dei bambini sogna di diventare calciatore, insegnante, medico o artista, evidenziando una forte proiezione verso la carriera. I desideri legati alla fantasia e alle esperienze uniche rappresentano il 15%, mentre quelli valoriali e familiari restano minoritari (rispettivamente 11,3% e 19,8%). Al Centro Italia, con 1.237 sogni, emerge invece un quadro più equilibrato: il 44% dei sogni riguarda la professione, ma i desideri legati a famiglia e affetti raggiungono il 24%, insieme a quelli valoriali (16,5%), mostrando una maggiore attenzione al benessere delle relazioni e alla dimensione collettiva. Al Sud Italia, con 1.630 sogni, si evidenzia una forte sensibilità sociale: i desideri astratti e valoriali raggiungono il 24%, quasi eguagliando i sogni legati agli affetti familiari (21,6%). L’orientamento professionale scende al 39%, mentre i sogni di fantasia sono meno presenti (7%) e quelli materiali rappresentano l’8,4%, suggerendo una maggiore attenzione al contesto sociale e alle relazioni comunitarie. Ieri, a Torino, nella cornice suggestiva del planetario Infini.To - spazio simbolico che richiama il tema delle stelle e dei sogni al centro del progetto - ha preso il via la seconda edizione dell’iniziativa promossa da Pan di Stelle e realizzata in collaborazione con D&F, agenzia di comunicazione ed ente di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Durante l’evento è stata presentata la mostra I Sogni Pan di Stelle, che ha portato in scena le aspirazioni e le fantasie dei più piccoli, raccolte durante la prima edizione dell’Educational Project. A esplorarne il significato sono stati Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, e attraverso un videomessaggio la dirigente scolastica Paola Marchese del settimo circolo didattico Salvatore Di Giacomo di Giugliano in Campania (NA) - scuola vincitrice nel 2025 di un’Aula dei Sogni, ottenuta grazie al caricamento sulla piattaforma online dedicata dei sogni dei suoi alunni. Ogni sogno inviato ha consentito di partecipare al contest finale, che ha premiato una scuola vincitrice con una speciale Aula dei Sogni, simile a quelle donate alle scuole primarie dei 4 Dreamers protagonisti della prima edizione. Tra questi, Linda Raimondo, fisica e volto della divulgazione scientifica su Rai Ragazzi, che nella passata edizione ad Almese (TO), nella sua scuola di origine, ha raccontato come da bambina sognava di raggiungere le stelle, ispirando i ragazzi a inseguire i propri sogni senza paura, e ha idealmente passato il testimone ai due Dreamer della nuova edizione. “I risultati del progetto Sogna e credici fino alle stelle testimoniano che bambine e bambini hanno sempre più necessità di vivere la scuola non come semplice luogo di apprendimento delle materie, ma come spazio di espressione di sé. Quando in classe alunne e alunni si sentono ascoltati autenticamente dal docente e tra pari, vivono un’esperienza relazionale fondante la loro identità attuale e futura. A questo dovrebbe tendere la scuola: aiutare le nuove generazioni a esprimere le proprie emozioni e le parti più autentiche di sé, non tanto trasferendo saperi, ma sviluppando le competenze per costruire la società di domani. I 6.000 sogni raccolti nel 2025 dimostrano che è possibile trasformare l’aula in un luogo di relazione profonda: un modello educativo che meriterebbe di essere esteso anche agli ordini scolastici superiori”, conferma Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta. “Tornare nella mia vecchia scuola con Pan di Stelle è stato un momento incredibile, ricco di emozioni, ricordi e sogni condivisi con i bambini di oggi. E' stato uno scambio prezioso che ci ha fatto sentire sotto lo stesso cielo di speranze e desideri. Sono felice di poter passare il timone ai nuovi Dreamer, che continueranno a far sognare le nuove generazioni, e ancora più emozionante farlo nella cornice del planetario di Torino, a cui sono molto legata”, dichiara Linda Raimondo, fisica. “Partecipare al progetto Sogna e credici fino alle stelle è stata un’esperienza entusiasmante e unica. La gioia più grande è vedere i nostri alunni vivere quotidianamente l’Aula dei Sogni Pan di Stelle, uno spazio polifunzionale dove possono leggere, disegnare, approfondire le materie scientifiche e condividere esperienze significative. Ogni giorno l’aula accoglie i loro desideri e contribuisce al loro successo formativo, educandoli alla bellezza, una necessità fondamentale per la nostra comunità”, condivide Paola Marchese, dirigente scolastica del settimo circolo didattico Salvatore Di Giacomo di Giugliano in Campania (NA). Il progetto proseguirà con due incontri speciali nelle scuole di origine dei Dreamer coinvolti, pensati come momenti di condivisione e ispirazione e occasione per inaugurare due nuove Aule dei Sogni. A marzo, a Genova, Alice D’Amato, campionessa della ginnastica artistica italiana, racconterà il proprio percorso, parlando dei sogni come stelle capaci di illuminare il cammino e incoraggiando i più piccoli a non smettere mai di credere nelle proprie aspirazioni. Nello stesso mese, Valenzano, in provincia di Bari, Mattia Zenzola, ballerino professionista e coreografo, noto per la sua partecipazione ad Amici, condividerà la sua esperienza personale e professionale, invitando i bambini a credere in sé stessi e ad accogliere anche i fallimenti come parte del percorso di crescita. Dal 22 gennaio al 20 maggio 2026, i docenti delle scuole primarie di tutta Italia potranno iscrivere gratuitamente le proprie classi al progetto educativo 'Sogna e credici fino alle stelle' per ricevere il kit didattico dedicato, composto da una guida per l’insegnante e una serie di slide di supporto, sviluppati con la supervisione dello psicologo Matteo Lancini e il contributo di un team di docenti. Le attività proposte consentono di integrare le ore di Educazione Civica con percorsi mirati allo sviluppo di competenze trasversali fondamentali: dal pensiero divergente, che valorizza diversità, unicità e immaginazione, alla motivazione e all’impegno; dall’accettazione del fallimento e della resilienza alla conoscenza di sé, per favorire la consapevolezza delle proprie inclinazioni e aspirazioni come basi del percorso di crescita personale. Entro il 20 maggio 2026, sarà possibile caricare sulla piattaforma ascuolaconpandistelle.it i sogni dei bambini, creando un firmamento digitale visibile nella gallery online. Ogni sogno inviato consentirà di partecipare all’estrazione finale, che assegnerà a una scuola vincitrice una speciale Aula dei sogni, sul modello di quelle donate alle scuole primarie dei due Dreamer. Nel 2026 il progetto approderà anche nei punti vendita, con un concorso dedicato ai consumatori: acquistando due prodotti Pan di Stelle, e caricando lo scontrino di acquisto, sarà possibile tentare la vincita di uno dei mille zaini Seven in palio.
(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', dove la Fondazione Grins - Growing Resilient, INclusive and Sustainable, con le Università di Napoli Federico II e Università Ca’ Foscari Venezia, Ania e Eief, ha presentato studi e approfondimenti sul tema. Sul fronte dei rischi sociali di lungo periodo, come la non autosufficienza, la copertura assicurativa privata è marginale ma soprattutto emerge che meno di 4 italiani su 10 conoscono strumenti assicurativi dedicati e la protezione resta affidata quasi interamente alla famiglia e alla spesa pubblica, che copre solo una parte dei costi effettivi. Per i rischi climatici e naturali, il quadro è ancora più critico, solo una quota minima delle famiglie è assicurata contro alluvioni, terremoti e frane e tra le imprese, solo il 7% risulta coperto contro le calamità naturali, ma quello che più colpisce è che oltre l’80% delle microimprese non dispone di alcuna protezione. E le microimprese sono oltre il 99% delle imprese italiane. L’Italia è uno tra i Paesi più esposti d’Europa a eventi estremi e con una popolazione in rapido invecchiamento, la sottoassicurazione è evidente, con conseguente aumento di costi economici e sociali e della dipendenza da interventi pubblici emergenziali. Nel workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', che ha riunito economisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, Grins ha presentato nuove evidenze empiriche per comprendere perché la copertura resti così bassa e individuare possibili indicazioni di policy per rafforzare la resilienza del Paese. Al centro dei lavori, tre studi. Il punto di partenza poggia sul modello storicamente centrato sui rischi 'tradizionali' che deve essere innovato in quanto sempre meno adeguato a una società caratterizzata da invecchiamento demografico, cambiamento climatico e maggiore esposizione a shock sistemici. Il primo studio Grins analizza la disponibilità degli individui a pagare per l’assicurazione contro la non autosufficienza (Long-Term Care), utilizzando un esperimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana. I risultati hanno scattato la seguente fotografia: la consapevolezza dei costi e dei rischi della non autosufficienza è molto limitata; fornire informazioni corrette su probabilità e costi aumenta la disponibilità a contribuire di circa il 15%, pari a circa 3 euro mensili in più; l’effetto è particolarmente forte tra i soggetti inizialmente meno informati, come donne e individui senza coperture assicurative; su scala nazionale, ne emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, segnalando ampi margini per un ruolo complementare dell’assicurazione privata. Il secondo lavoro Grins esamina la propensione dei cittadini a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro i rischi idrogeologici, sempre più frequenti. L’analisi evidenzia che oltre metà degli individui è favorevole, in linea di principio, a contribuire a un fondo pubblico per la prevenzione. La diffusione di informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi naturali aumenta di circa 9 punti percentuali la probabilità di adesione. La disponibilità a pagare cresce in media di circa 25-30 euro all’anno per individuo. Tuttavia, la percezione del rischio di 'free riding' e della mancata partecipazione altrui può ridurre il sostegno. Nel complesso, una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro aggiuntivi l’anno per la prevenzione, mostrando come informazione e fiducia collettiva siano determinanti cruciali. Il terzo contributo Grins analizza la copertura assicurativa delle imprese italiane contro i rischi catastrofali naturali, combinando dati Ania, informazioni geografiche sui rischi fisici e dati di bilancio. I risultati indicano una copertura particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che sono anche le più vulnerabili; esiste un forte disallineamento tra rischio fisico effettivo e decisione di assicurarsi in quanto l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma in misura molto limitata. Fattori dimensionali, settoriali e territoriali contano più del rischio oggettivo. L’analisi conferma l’esistenza di un persistente 'protection gap', che rende le imprese italiane esposte a shock potenzialmente sistemici. La legge appena entrata in vigore di obbligo catastrofale per le aziende italiane introdotta nella legge di bilancio 2024 dovrebbe aiutare a ridurre il gap. Dallo studio emerge prepotentemente l’esposizione delle piccole imprese su cui va posto un ombrello protettivo, perché costituiscono la componente largamente prevalente del tessuto imprenditoriale italiano e rappresentano l’ossatura portante di molte realtà più grandi. Nel loro insieme, i lavori presentati mostrano che la sottoassicurazione in Italia non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da scarsa consapevolezza dei rischi; aspettative di intervento pubblico ex post, non considerando la potenziale crescita del debito pubblico o l’eventuale richiesta sotto forma di accise o eventuali prelievi per i casi più estremi; problemi di coordinamento e fiducia; limitata cultura assicurativa in tutta la sua interezza. Le evidenze Grins suggeriscono la necessità di rafforzare politiche di informazione e prevenzione; sviluppare schemi assicurativi pubblico-privati ma soprattutto offrono spunti per nuove azioni. “Il workshop conferma il valore della ricerca economica applicata nel supportare scelte di policy basate su evidenze. Il progetto Pnrr Grins ha contribuito al dibattito su come rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai nuovi rischi offrendo evidenze e spunti di riflessione per nuove policy”, afferma Tullio Jappelli, Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di ricerca Grins dedicato alla resilienza delle famiglie. Per Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice del gruppo di ricerca Grins sui temi di finanza sostenibile, "il contributo informativo e di analisi del progetto Grins favorisce la riflessione su come promuovere meccanismi innovativi di gestione dei nuovi rischi, valutando non solo incentivi mirati ma strumenti mutualistici e soprattutto sottolineando la necessità di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente e comune”.