ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Zona 6, Barona, Milano sud. Sabato pomeriggio, 23 gradi. Via Enrico De Nicola è chiusa al traffico, gremita di persone. E sui balconi c’è chi ha già preso posto. Ai piedi della via c’è una scuola media. È qui che è cresciuto Fabio Bartolo Rizzo. E oggi quella stessa scuola lo guarda tornare. Sono passati anni. Per il quartiere è rimasto Fabio, per l’Italia nel frattempo è diventato Marracash. Per l’industria musicale, il ‘King del rap’. L’atmosfera ricorda quasi quella di uno studente fuori sede che torna a casa dopo mesi. C’è attesa da una parte, voglia di riscatto dall'altra. Alla Barona, periferia di Milano, non va in scena solo un concerto. Il ‘Marra Block Party’ è un passaggio simbolico, un ponte tra ciò che è stato e ciò che oggi è diventato. Arriva dopo i grandi numeri: gli stadi, i palazzetti, i sold out e il disco diamante. Ma qui tutto cambia. Non è una questione di pubblico o di incassi. È una questione personale. L’asfalto di Via Enrico De Nicola vibra sulle note di ‘Badabum Cha Cha’. È il rap che torna alla sua dimensione originaria, quella della strada, e si fa vivo, carico di tutte quelle voci riunite per strada. Marracash torna nei luoghi che hanno visto nascere la sua scrittura e che hanno dato una spinta ai sogni che coltivava da bambino. Le barre suonano come frammenti di storia personale. Più che brani, capitoli di vita. È qui che quell’artista - sempre un po’ riservato - decide di rompere le catene. Spezza gli schemi, spacca la ‘quarta parete’ e abbatte le distanze. Non ci sono fan. Ci sono persone, amici, vicini della porta accanto. C’è solo casa. Il palco è minimalista: uno schermo led, casse imponenti, poche strutture. Sotto la console, una scritta: ‘Barona’. Nient’altro. Una scelta che riporta tutto all’essenzialità. Come quando nel 2008 cantava ‘Bastavano le briciole’ perché la poca disponibilità economica della famiglia gli aveva trasmesso il valore delle piccole cose. Questo Marracash non l’ha dimenticato. Il percorso, però, è evidente. I due sold out alla Scala del calcio restano sulla pelle impresse come un tatuaggio, quello della sua consacrazione. Eppure, in questa occasione, assumono un ruolo secondario. Qui il racconto è un altro. “Sono più emozionato che a San Siro. Sognavo questo momento da tutta la vita”, dice. Gli occhiali da sole nascondono gli occhi lucidi, ma la voce rotta tradisce l’emozione: “Barona sono a casa”. Niente, nemmeno un sold out a San Siro ha lo stesso valore di tornare tra le vie dove da piccolo giocavi e sognavi di diventare quello che sei oggi. La scaletta segue una linea temporale precisa. Gli esordi, i campetti, le "cazzate" con gli amici, le storie del quartiere. Storie spezzate, storie di rinascita. Questo show è anche per chi, quella sua stessa fortuna non l’ha mai trovata. Il cachet Marracash non lo ha incassato, tutto destinato alla riqualificazione di strutture scolastiche e sportive del quartiere. Più che un concerto, un progetto sociale. Il sole comincia a tramontare sulla Barona e mancano 20 minuti alla fine. Un viaggio perfetto: la musica, la gente, la nostalgia. C'è tutto. Eppure, Marracash sceglie di aggiungere la ‘ciliegina sulla torta': un ospite d'onore. Canta ‘Niente canzoni d’amore’ e le strofe rap lasciano spazio al dolore di un amore finito, all’incapacità di farlo restare e al peso che certe relazioni continuano ad avere anche a distanza di anni. Un brano che – con un patto tacito – è diventato simbolo della sua storia con Elodie. Una relazione conclusa nel 2021 ma, per alcuni, mai davvero archiviata. E quindi la sua presenza stasera su quel palco assume un significato speciale, autentico. Dopo anni Fabio ed Elodie si ritrovano insieme, solo professionalmente ma comunque insieme. I microfoni sono due, le voci pure. Il cuore, per pochi minuti, è solo uno. Nessuna teatralità, né voglia di apparire. Gli sguardi e l’abbraccio raccontano una relazione trasformata, mai cancellata. Non è più l'amore di una volta. È diverso, una ridefinizione. Il finale, questa sera, non ha bisogno di effetti speciali. Marracash lancia le ultime barre, ringrazia il suo pubblico, poi lascia il palco e torna a casa. A piedi. Più che un concerto, un abbraccio che si porterà addosso con l’odore che sa di famiglia. Fabio ora indossa un'altra corona, forse la più importante. Benvenuto, re della Barona. (Marica Di Giovanni).
(Adnkronos) - Viviamo davvero nell’epoca del “tutto e subito”? Non necessariamente. Secondo la ricerca ‘Gli italiani e il tempo ritrovato’, commissionata da Ichnusa ad AstraRicerche su un campione rappresentativo della popolazione italiana 18-70 anni, gli italiani stanno costruendo, momento per momento, un rapporto più consapevole (e risolto) con il proprio tempo. Il quadro che emerge è quello di un Paese in transizione positiva: il 46% ha già ritrovato il proprio ritmo - il 38% si descrive “in controllo del proprio tempo” e il 9% addirittura “a passo lento, per godermi davvero quello che faccio”. E il 45% si dichiara (molto o abbastanza) soddisfatto del proprio rapporto con il ritmo della vita. A commissionare lo studio è Ichnusa, la birra sarda che da sempre racconta un territorio dove il tempo si vive con intensità e rispetto, lo stesso principio che ispira ‘Ichnusa Metodo Lento’, l’ultima nata dello storico birrificio di Assemini che ha scelto di dedicare più tempo al cuore del processo birrario, la fermentazione, esprimendo al meglio e con più chiarezza il profilo organolettico e gli ingredienti. Nel ranking delle esperienze che meglio rappresentano il “tempo ritrovato”, “una birra con gli amici” ottiene il 54% delle preferenze, superando persino il gesto simbolo della nostra epoca digitale e iperconnessa: spegnere lo smartphone per qualche ora (53%). A confermare questa bevanda come simbolo del tempo di qualità, per oltre 1 italiano su 3 (37%) bere una birra (da solo o in compagnia) è già oggi uno dei momenti ideali in cui è possibile ritagliarsi il “tempo giusto”, insieme a una passeggiata all’aria aperta (62%) e al relax sul divano (61%). Il cammino verso l’equilibrio non è privo di ostacoli. Il 67% degli italiani sente ancora che la propria vita segua una “tabella di marcia decisa dagli altri”, quella sequenza implicita di tappe che la società si aspetta: studiare, lavorare, sposarsi, fare carriera. Tra la Gen Z la pressione tocca l’81%. Eppure, gli italiani sanno esattamente cosa vogliono: dedicare più tempo alle relazioni profonde (59%), alla cura di sé (57%) e alle passioni personali (53%). Il lavoro si ferma al 21%, ultimo in classifica. Un segnale chiaro: per gli italiani il “tempo di qualità” è sinonimo di vita piena più che di produttività. Sul fronte della svolta personale, il 27% indica l’approccio mentale come la prima cosa da cambiare per ritrovare il proprio tempo. Imparare a vivere nel presente, senza rimpianti e senza accelerare. La cultura del “tempo giusto” travalica la dimensione personale e investe anche le scelte di consumo. Il 96% degli italiani apprezza chi, anche in ambito alimentare, si prende il tempo necessario per realizzare un prodotto fatto con cura: il 50% lo vede come “segno di attenzione”, il 46% come “una scelta interessante se porta a un buon risultato”. Applicato alla birra, questo principio trova una risposta entusiasta: alla presentazione di Ichnusa Metodo Lento, il 78% degli italiani si dichiara interessato a provarla. Con un picco dell’82% in Sardegna, terra natale di Ichnusa e unico luogo dove ancora oggi questa birra viene prodotta. “Quando quasi 8 italiani su 10 ci dicono che vorrebbero provare Metodo Lento, capiamo che stiamo parlando di qualcosa di più grande di una bevanda”, commenta Cristina Newburgh, Marketing Manager Ichnusa. “Non è una questione di rallentare per forza, ma di dare il tempo giusto a ciò che conta: alle persone, ai momenti, alle cose fatte bene. Metodo Lento nasce esattamente da questa convinzione, la stessa con cui, ad Assemini, facciamo birra da più di cento anni”. Se c’è un territorio che anticipa già oggi ciò che il resto d’Italia sta imparando, è la Sardegna. Solo il 24% degli isolani si definisce frenetico (vs 38% nazionale), il dato più basso d’Italia. La pressione della “tabella di marcia sociale” scende al 61% (vs 70% del Nord-est). L’adesione al principio “quando dedichiamo il giusto tempo tutto riesce meglio” è all’87%, tra le più alte d’Italia. Non è un caso che Ichnusa, nata e radicata in quest’isola, abbia scelto di raccontare proprio il valore del tempo. La ricerca lo conferma: gli italiani associano la Sardegna all’idea di tempo ritrovato. Un aperitivo al tramonto vista mare ad Alghero, il silenzio nel Supramonte, una cena lenta in Barbagia. Un immaginario che parla la stessa lingua di chi sceglie di usare il tempo giusto per fare le cose per bene. E Ichnusa Metodo Lento nasce dal rispetto per il tempo e dalla passione per la qualità. Per questa birra, infatti, i mastri birrai di Assemini hanno scelto di dare più tempo alla fase di fermentazione, il cuore del processo birraio. Questo tempo extra permette al lievito di lavorare con calma, il luppolo emerge con maggiore chiarezza, il corpo è più pieno risultando una birra molto bilanciata. Si tratta di una lager chiara con un grado alcolico di 4,3% vol., dal corpo pieno e gusto rinfrescante in perfetto equilibrio; il gusto è accessibile, adatto a più occasioni di consumo, perfettamente complementare a Ichnusa Non Filtrata. Ichnusa Metodo Lento è l’ultimo capitolo di una storia centenaria, che racconta la passione per la qualità e la continua voglia di innovare dello storico birrificio di Assemini.
(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest'ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette. “Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto. Tra le novità introdotte, "l'estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets". In questo modo, "il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”. “Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.