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(Adnkronos) - Come ogni anno la Befana ha portato con sè anche tantissimi premi per i fortunati vincitori della Lotteria Italia 2026. Ma cosa fare dopo aver scoperto di essere in possesso di uno dei biglietti vincenti? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti. "Dopo aver scoperto di essere in possesso del biglietto vincente -spiega Cuchel- occorre verificare ufficialmente la vincita attraverso i canali autorizzati (Bollettino Ufficiale dell’estrazione della Lotteria Italia 2025 sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli www.adm.gov.it). È consigliabile mantenere la massima riservatezza e valutare il supporto di un professionista (commercialista, notaio o avvocato), soprattutto per premi di importo elevato", sottolinea. Ma come funziona il ritiro dei premi? "Il ritiro dei premi della Lotteria Italia 2025 cambia a seconda che il biglietto vincente sia cartaceo oppure acquistato online. In entrambi i casi, però, ci sono regole e scadenze precise da rispettare", spiega Cuchel. "Se la vincita riguarda un biglietto stampato, la prima cosa da fare -spiega Cuchel- è conservarlo con cura, evitando pieghe, strappi o altri danni: il tagliando deve essere integro e originale. Il premio va reclamato entro 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino ufficiale dell’estrazione. Il biglietto può essere presentato: all’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali S.r.l. a Roma (Viale del Campo Boario, 56/D); oppure presso uno sportello Intesa Sanpaolo: in questo caso la banca ritira il biglietto, lo inoltra all’Ufficio Premi e rilascia al vincitore una ricevuta. Secondo il commercialista, "al momento della richiesta servono: documento d’identità; codice fiscale; Iban del conto su cui accreditare la vincita (se si sceglie l’accredito). Il vincitore può scegliere tra tre modalità di pagamento: assegno circolare dell’importo vinto (incassabile presso Intesa Sanpaolo), accredito su conto bancario, accredito su conto postale". "Per i biglietti comprati su internet -spiega Cuchel- la riscossione segue un iter specifico: può richiedere il premio solo il titolare del conto gioco con cui è stato acquistato il biglietto. Anche in questo caso ci si può rivolgere: all’Ufficio premi, oppure a uno sportello Intesa Sanpaolo, che rilascia ricevuta e trasmette la domanda a Lotterie nazionali. Il termine resta lo stesso: 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino sul sito Adm. Qui, oltre ai documenti personali, viene richiesta anche: la stampa del promemoria di gioco (recuperabile nelle sezioni 'Movimenti e giocate' e 'I miei biglietti' del conto gioco), documento d’identità, codice fiscale, Iban intestato al titolare del conto gioco, e la scelta della modalità di pagamento (assegno, accredito bancario o postale)". "Secondo il regolamento, i premi dell’estrazione finale (6 gennaio 2026) vengono liquidati entro 45 giorni da quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette a disposizione i fondi necessari per i pagamenti", sottolinea Cuchel. "Un elemento importante -conclude Cuchel- riguarda le imposte: le vincite della Lotteria Italia non subiscono ritenute né prelievi; quindi, l’importo previsto dal premio viene pagato per intero al vincitore".
(Adnkronos) - Capodanno è festa e attrazioni, ma non solo, anche tanto lavoro. E anche nei parchi divertimento, come spiega ad Adnkronos/Labitalia David Tommaso, direttore generale di Cinecittà World, il parco divertimenti del cinema e della tv di Roma che resta aperto durante le feste, da Santo Stefano all’Epifania, con un’offerta ricca di attrazioni, show, magia e un Capodanno non-stop dalle 6pm alle 6am. “Anche durante le feste i Parchi divertimento restano tra le mete più amate per il tempo libero", racconta. "Cinecittà World -spiega- è tra le destinazioni preferite a Roma per trascorrere le festività in famiglia e con gli amici, grazie a un’offerta per tutte le età. Non siamo solo divertimento, ma un luogo che crea magia ed emozioni, oltre a generare occupazione. La sola notte del 31 dicembre oltre 300 persone saranno impiegate nel parco per garantire una grande festa a tutti gli ospiti che saluteranno qui il nuovo anno”, sottolinea. Tra gli appuntamenti più attesi c’è la notte di San Silvestro: 12 ore di intrattenimento in un unico biglietto per un pubblico trasversale che va dalle famiglie ai più giovani. Il 31 dicembre, il Parco si trasforma in un grande Villaggio del divertimento e dà il benvenuto al 2026 con 40 attrazioni aperte fino a tarda notte, cene e cenoni, spettacoli dal vivo, fuochi d’artificio, DJ set e un palinsesto musicale trasversale che attraversa tutte le generazioni. Sulla Cinecittà Street risuonano i grandi successi italiani dagli anni ’70 a oggi, mentre il Teatro 1 diventa un campo di battaglia musicale con il Capodanno Millennium Bug, una sfida esplosiva all’ultimo tormentone tra Viva gli anni ’90 VS Viva gli anni 2000: un solo palco per un viaggio nel tempo tra dj set, ballerini, performers ed effetti speciali. Ritmi più intensi con Face 2 Face Nye by Neon, un format ad alto impatto hard, tech ed electro con sei dj set in doppia console sullo stesso palco. Largo ai ritmi più calienti al Teatro 4 con le sonorità coinvolgenti delle hit latine e reggaeton. Il periodo delle feste si arricchisce con esperienze immersive e spettacoli a tema. Fino al 6 gennaio, la Christmas Street si imbianca con nevicate scenografiche. Sulla nuova pista di ghiaccio, si pattina come nei grandi classici cinematografici, ma si può anche volare sulla slitta di Santa Claus con la montagna russa virtuale I-Fly. Tra gli show, a regalare grandi emozioni ci pensa 'La Notte che cambiò il Natale', mentre le risate sono assicurate con 'Elf-Express Lettere dal West'. Le festività si chiudono il giorno dell’Epifania insieme alla stagione 2025, con la Befana che porta dolci, animazione e un’ultima giornata di festa per grandi e piccoli.
(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research. La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. Secondo lo studio, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente. “Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con ricadute già oggi osservabili in molte aree del Nord-Ovest e del Tirreno centrale”. Nel dettaglio, negli ultimi due secoli l’andamento nelle sei grandi aree climatiche italiane è simile, anche se con intensità diverse. Nelle Alpi la quantità di pioggia è rimasta nel complesso stabile, ma sono aumentati gli episodi più intensi. La Pianura Padana e l’Alto Adriatico sono l’area dove il cambiamento è più evidente, con forti cali delle precipitazioni totali e un aumento continuo dell’intensità. L’Adriatico centro-meridionale ha visto una diminuzione delle piogge e una forte variabilità dell’intensità, che risale negli ultimi vent’anni. Le regioni liguri e tirreniche mostrano un leggero ma costante calo delle precipitazioni e un aumento regolare della loro intensità. Nell’Appennino centro-meridionale le piogge diminuiscono nettamente dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e calano negli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni. “Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci - conclude Bini - A causa del riscaldamento globale, gli andamenti che abbiamo rilevato nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni rendendo lo scenario futuro ancora più instabile, con meno piogge ed episodi più estremi”.