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(Adnkronos) - Telefonata di un'ora tra Donald Trump e Vladimir Putin. Il Cremino rende noto il colloquio tra il presidente americano e quello russo, su iniziativa di Washington. "La telefonata con Vladimir Putin è stata molto buona. Abbiamo parlato di Ucraina, c'è molto odio tra Putin e Zelensky. Ma Putin vuole aiutare", ha detto Trump durante una conferenza stampa a Miami riferendosi alla guerra in Iran. "Ho detto a Putin: 'Ci puoi aiutare di più se metti fine alla guerra in Ucraina'...", ha aggiunto. "Trump ha chiamato Putin per discutere degli sviluppi della situazione internazionale attuale", ha detto Yuri Ushakov, consigliere presidenziale del Cremlino, come riferisce la Tass. "Putin ha espresso a Trump le proprie considerazioni sulla risoluzione del conflitto iraniano, anche in seguito ai suoi colloqui con i leader dei Paesi del Golfo", ha aggiunto. Ushakov ha affermato che Putin ha chiesto una "rapida soluzione politica e diplomatica" alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Putin "ha valutato positivamente gli sforzi di mediazione intrapresi" da Trump nel conflitto ucraino, ha detto il consigliere, secondo il quale Washington voleva "discutere una serie di questioni estremamente importanti legate all'attuale situazione internazionale" e definendo anche il colloquio "serio e costruttivo". "L'accento nella conversazione tra Putin e Trump è stato posto sull'Iran e sui negoziati per l'Ucraina", ha riferito Ushakov, evidenziando che "Putin nella conversazione con Trump ha sottolineato il successo dell'avanzata delle truppe russe nell'Operazione militare speciale". Il nuovo quadro nella guerra in Ucraina "dovrebbe spingere Kiev a cercare una risoluzione". "La conversazione tra Putin e Trump è stata di carattere professionale, costruttivo e franco. Trump ha nuovamente espresso l'interesse per un cessate il fuoco rapido e una soluzione a lungo termine in Ucraina", ha detto Ushakov. I due leader "hanno discusso anche del Venezuela", ha detto, aggiungendo che "Putin e Trump hanno espresso la volontà di comunicare regolarmente".
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - Il Gruppo Dolomiti Energia partecipa alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo a Rimini, appuntamento di riferimento per le tecnologie legate alla transizione energetica, segnando un momento di svolta nella propria narrazione aziendale. Per la prima volta, la società presenta in fiera la sua nuova identità di brand, una tappa fondamentale del Piano Strategico ideata per accompagnare lo sviluppo del gruppo e rendere più riconoscibile il racconto del proprio futuro industriale. Al centro di questa evoluzione si trova il nuovo payoff, ‘Rinnovabili, integrati, indipendenti’, che sintetizza i pilastri operativi della società. (Video) "Il nuovo payoff di Dolomiti Energia sintetizza qual è la visione del nostro piano strategico - spiega il ceo del gruppo, Stefano Granella - Un piano che si fonda sulle rinnovabili. Siamo il primo operatore di sola produzione di energie rinnovabili tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico con oltre 1800 megawatt di capacità installata". La solidità della proposta si basa su una struttura che controlla l'intera catena del valore. "Siamo integrati perché accanto alla generazione abbiamo la vendita: contiamo circa 800mila clienti, quindi siamo in grado, da un lato, di produrre e, dall'altro, di vendere in maniera integrata". Questa configurazione permette di offrire una risposta concreta alle oscillazioni dei prezzi che caratterizzano l'attuale scenario energetico: "Siamo indipendenti perché riteniamo che, proprio grazie alla nostra generazione da rinnovabili, siamo in grado di proporre ai nostri clienti delle offerte fisse a lungo termine che possano proteggerli e renderli indipendenti dalle fluttuazioni di mercato", osserva Granella. Il percorso di rebranding riflette dunque una precisa volontà di investimento e un posizionamento distintivo rispetto agli altri attori del settore. "Il nuovo rebranding si focalizza sulle nostre caratteristiche - fa sapere il ceo - è una scelta coerente con quanto fatto nel piano, ovvero investire di nuovo sulle rinnovabili triplicando il volume degli investimenti rispetto agli ultimi due anni, per dare il nostro contributo all'indipendenza e all'autonomia energetica del Paese". In un quadro geopolitico complesso, l'azienda ribadisce il proprio impegno: "Ogni giorno ci impegniamo ad accelerare la transizione energetica del Paese, con la nostra competenza industriale e la nostra solidità nel campo delle rinnovabili - afferma Granella - Integriamo infrastrutture e servizi per offrire alla nostra community green, in tutta Italia, strumenti che permettano di proteggersi dall'instabilità dei mercati e di compiere scelte sostenibili con semplicità e consapevolezza".