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(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 celebra Fausto Leali. Il cantautore italiano salirà questa sera, mercoledì 25 febbraio, sul palco dell'Ariston per ricevere il Premio alla carriera. Ottantuno anni compiuti, più di sessant'anni di storia alle spalle, e una voce che sfida il tempo: potente, graffiante, capace ancora oggi di toccare le stesse note dei suoi vent'anni, meritandosi il celebre soprannome di "negro bianco". Fausto Leali è una leggenda della musica italiana. Il Festival di Sanremo è stato un palcoscenico centrale nella carriera di Leali, con 13 partecipazioni ufficiali tra il 1968 e il 2009, tra cui debutti memorabili e vittorie storiche. Nato a Nuvolento, in provincia di Brescia, il 29 ottobre 1944, Leali si avvicina alla musica in età precoce, con il maestro di chitarra Tullio Romano dei Los Marcellos Ferial. Già a 14 anni inizia a esibirsi come professionista nell’orchestra di Max Corradini, e due anni dopo entra nell’orchestra del fisarmonicista jazz Wolmer Beltrami. Nel 1961 incide il suo primo 45 giri con lo pseudonimo di Fausto Denis, con la canzone Amarti così, dando inizio a quella carriera che presto lo avrebbe portato a diventare una delle voci più amate e riconoscibili del panorama italiano. Dopo il primo singolo, Leali si lega al gruppo I Novelty, con cui incide cover dei Beatles come Please Please Me e Lei ti ama (She Loves You), e partecipa come gruppo spalla all’unico tour italiano dei Beatles nel 1965. In quegli anni inizia a dedicarsi alla musica nera e al soul, genere perfetto per la sua vocalità intensa, potente e capace di emozionare. Il 1967 segna la svolta decisiva con A chi, versione italiana della canzone statunitense Hurt di Roy Hamilton, testo adattato da Piero Braggi ma firmato da Mogol per ragioni di diritti d’autore. Il singolo scala le classifiche italiane e internazionali, raggiungendo il 9º posto in Austria e vendendo oltre 4 milioni di copie nel mondo. La vittoria alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia del 1967 consacra Leali come interprete di talento, capace di fondere sensibilità melodica e intensità vocale. Negli stessi anni si afferma come presenza fissa in manifestazioni musicali di rilievo: partecipa a Un disco per l'estate 1967 con Senza di te, che sarà in seguito incisa anche da Ornella Vanoni, e l'anno successivo debutta al Festival di Sanremo 1968 con Deborah, brano composto da Vito Pallavicini, Paolo e Giorgio Conte e Pino Massara. Con questo pezzo, Leali si piazza quarto, vendendo oltre 600.000 copie, e instaura un legame indissolubile con Wilson Pickett, che diventerà padrino della sua primogenita Deborah. Sempre nel 1968 incide Angeli negri, cover di Angelitos Negros, che replica il successo di A chi e diventa il brano apripista dell'album Il negro bianco, insieme a Senza di te, Deborah e Senza luce. Quello stesso anno partecipa a Canzonissima con Angeli negri e Chiudo gli occhi e conto a sei, confermandosi come interprete versatile e carismatico. Il 1969 lo vede di nuovo sul palco di Sanremo con Un'ora fa, in coppia con Tony Del Monaco, ottenendo ancora una volta il quarto posto. Partecipa anche a Un disco per l'estate con Tu non meritavi una canzone, consolidando il suo rapporto con il pubblico italiano. Negli anni '70 Leali sperimenta generi diversi e partecipa regolarmente al Festival di Sanremo: Hippy nel 1970, L'uomo e il cane nel 1972, La bandiera di sole nel 1973. Non mancano apparizioni a Festivalbar e Un disco per l'estate, con brani come America (1971) e Solo lei (1974), quest'ultima incisa anche da Mina. Nel 1976 Leali torna in classifica con Io camminerò, scritta da Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi, che diventa la traccia di apertura dell'omonimo album e viene pubblicata anche in spagnolo come Yo caminaré. Nel 1977 sperimenta con la canzone napoletana, incidendo Vierno, mentre nel 1980 propone la versione di Malafemmena, sigla di una serie televisiva dedicata a Totò. Dopo un periodo di attività costante ma meno mediatico, il ritorno di Leali a Sanremo negli anni '80 è trionfale. Nel 1987 canta Io amo, scritto e prodotto da Toto Cutugno con Franco Fasano e lo stesso Leali, piazzandosi quarto. L'anno successivo propone Mi manchi, sesta classificata e successivamente reinterpretata da Andrea Bocelli. Nel 1989, insieme a Anna Oxa, trionfa con Ti lascerò, confermandosi come icona della canzone italiana e portando il brano anche all'Eurovision Song Contest. Gli anni '90 e 2000 vedono Fausto Leali mantenere viva la sua carriera, con partecipazioni sanremesi come Perché (1992), Non ami che te (1997), Ora che ho bisogno di te (2002) e Eri tu (2003), ottenendo dischi di platino e il consenso della critica e del pubblico. Nel 2006 pubblica l'album di inediti Profumo e Kerosene, mentre negli anni successivi partecipa a programmi televisivi come Tale e quale show, Ballando con le stelle e il Grande Fratello Vip, confermando la sua popolarità trasversale. Leali non ha mai smesso di reinventarsi. Dal jazz con Black, White and Blues (2023), al Natale con Il mio Natale (2024), passando per collaborazioni con artisti come Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori e Umberto Tozzi, il cantautore bresciano ha dimostrato che talento e passione non conoscono età. La sua voce, conservata miracolosamente negli anni, è un marchio di fabbrica che attraversa decenni e generazioni. Con il suo carisma, la sua umiltà e la capacità di emozionare ancora oggi, Fausto Leali rimane uno degli artisti più coerenti e apprezzati del panorama musicale italiano. Oggi, a 81 anni, Fausto Leali riceve il premio alla carriera a Sanremo, un riconoscimento che celebra non solo le hit e i successi commerciali, ma la coerenza, la passione e la dedizione di un artista che ha saputo attraversare generazioni. La sua musica è eterna, la sua voce un monumento alla capacità di emozionare. Dalla Nuvolento degli esordi alla ribalta internazionale, da A chi a Ti lascerò, Fausto Leali resta uno degli interpreti più carismatici e rispettati della canzone italiana.
(Adnkronos) - L'aeroporto 'Leonardo da Vinci' di Roma Fiumicino si conferma al vertice in Europa per la qualità dei servizi offerti ai viaggiatori, per il nono anno consecutivo. "Un risultato straordinario che premia l'eccellenza italiana e il lavoro di tutti i professionisti che ogni giorno si impegnano per garantire un'esperienza di viaggio unica ai nostri passeggeri" commenta il ministro per il Turismo Daniela Santanchè. "Un plauso anche all'aeroporto 'Giovan Battista Pastine' di Ciampino, che si aggiudica il premio per il terzo anno consecutivo nella categoria degli scali tra i 2-5 milioni di viaggiatori. Siamo orgogliosi di avere due aeroporti italiani tra i migliori d'Europa!". Per il presidente dell'Enac Pierluigi Di Palma "Roma Fiumicino è una superstar nel panorama aeroportuale europeo" e la vittoria per la nona volta conferma "l’eccellenza della principale porta di ingresso in Italia, un biglietto da visita all’altezza del nostro Sistema Paese, frutto anche di una solida politica di investimenti coerente con i piani di sviluppo, approvati da Enac". "E' motivo di grande orgoglio per la Regione Lazio" sottolinea il governatore della Regione Francesco Rocca che rilegge il risultato come la "conferma l’eccellenza del nostro sistema aeroportuale" e "il ruolo centrale di Roma come porta d’ingresso internazionale del Paese". "L’aeroporto di Roma Fiumicino si conferma un’eccellenza assoluta, per il nono anno consecutivo in vetta alla classifica europea, quest’anno premiato insieme allo scalo di Ciampino" rileva in una nota il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon commentando i due riconoscimenti che "rendono centrale il nostro Paese".
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.