ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Un bambino di circa 8 anni è caduto dall'alto da un balcone al 6°/7° piano al quartiere San Paolo di Bari. Il piccolo è ricoverato in gravissime condizioni in ospedale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il fatto è accaduto in un palazzo di via Leotta. Il piccolo è stato soccorso dal 118 e trasportato al Policlinico di Bari dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per salvargli la vita.
(Adnkronos) - Viviamo davvero nell’epoca del “tutto e subito”? Non necessariamente. Secondo la ricerca ‘Gli italiani e il tempo ritrovato’, commissionata da Ichnusa ad AstraRicerche su un campione rappresentativo della popolazione italiana 18-70 anni, gli italiani stanno costruendo, momento per momento, un rapporto più consapevole (e risolto) con il proprio tempo. Il quadro che emerge è quello di un Paese in transizione positiva: il 46% ha già ritrovato il proprio ritmo - il 38% si descrive “in controllo del proprio tempo” e il 9% addirittura “a passo lento, per godermi davvero quello che faccio”. E il 45% si dichiara (molto o abbastanza) soddisfatto del proprio rapporto con il ritmo della vita. A commissionare lo studio è Ichnusa, la birra sarda che da sempre racconta un territorio dove il tempo si vive con intensità e rispetto, lo stesso principio che ispira ‘Ichnusa Metodo Lento’, l’ultima nata dello storico birrificio di Assemini che ha scelto di dedicare più tempo al cuore del processo birrario, la fermentazione, esprimendo al meglio e con più chiarezza il profilo organolettico e gli ingredienti. Nel ranking delle esperienze che meglio rappresentano il “tempo ritrovato”, “una birra con gli amici” ottiene il 54% delle preferenze, superando persino il gesto simbolo della nostra epoca digitale e iperconnessa: spegnere lo smartphone per qualche ora (53%). A confermare questa bevanda come simbolo del tempo di qualità, per oltre 1 italiano su 3 (37%) bere una birra (da solo o in compagnia) è già oggi uno dei momenti ideali in cui è possibile ritagliarsi il “tempo giusto”, insieme a una passeggiata all’aria aperta (62%) e al relax sul divano (61%). Il cammino verso l’equilibrio non è privo di ostacoli. Il 67% degli italiani sente ancora che la propria vita segua una “tabella di marcia decisa dagli altri”, quella sequenza implicita di tappe che la società si aspetta: studiare, lavorare, sposarsi, fare carriera. Tra la Gen Z la pressione tocca l’81%. Eppure, gli italiani sanno esattamente cosa vogliono: dedicare più tempo alle relazioni profonde (59%), alla cura di sé (57%) e alle passioni personali (53%). Il lavoro si ferma al 21%, ultimo in classifica. Un segnale chiaro: per gli italiani il “tempo di qualità” è sinonimo di vita piena più che di produttività. Sul fronte della svolta personale, il 27% indica l’approccio mentale come la prima cosa da cambiare per ritrovare il proprio tempo. Imparare a vivere nel presente, senza rimpianti e senza accelerare. La cultura del “tempo giusto” travalica la dimensione personale e investe anche le scelte di consumo. Il 96% degli italiani apprezza chi, anche in ambito alimentare, si prende il tempo necessario per realizzare un prodotto fatto con cura: il 50% lo vede come “segno di attenzione”, il 46% come “una scelta interessante se porta a un buon risultato”. Applicato alla birra, questo principio trova una risposta entusiasta: alla presentazione di Ichnusa Metodo Lento, il 78% degli italiani si dichiara interessato a provarla. Con un picco dell’82% in Sardegna, terra natale di Ichnusa e unico luogo dove ancora oggi questa birra viene prodotta. “Quando quasi 8 italiani su 10 ci dicono che vorrebbero provare Metodo Lento, capiamo che stiamo parlando di qualcosa di più grande di una bevanda”, commenta Cristina Newburgh, Marketing Manager Ichnusa. “Non è una questione di rallentare per forza, ma di dare il tempo giusto a ciò che conta: alle persone, ai momenti, alle cose fatte bene. Metodo Lento nasce esattamente da questa convinzione, la stessa con cui, ad Assemini, facciamo birra da più di cento anni”. Se c’è un territorio che anticipa già oggi ciò che il resto d’Italia sta imparando, è la Sardegna. Solo il 24% degli isolani si definisce frenetico (vs 38% nazionale), il dato più basso d’Italia. La pressione della “tabella di marcia sociale” scende al 61% (vs 70% del Nord-est). L’adesione al principio “quando dedichiamo il giusto tempo tutto riesce meglio” è all’87%, tra le più alte d’Italia. Non è un caso che Ichnusa, nata e radicata in quest’isola, abbia scelto di raccontare proprio il valore del tempo. La ricerca lo conferma: gli italiani associano la Sardegna all’idea di tempo ritrovato. Un aperitivo al tramonto vista mare ad Alghero, il silenzio nel Supramonte, una cena lenta in Barbagia. Un immaginario che parla la stessa lingua di chi sceglie di usare il tempo giusto per fare le cose per bene. E Ichnusa Metodo Lento nasce dal rispetto per il tempo e dalla passione per la qualità. Per questa birra, infatti, i mastri birrai di Assemini hanno scelto di dare più tempo alla fase di fermentazione, il cuore del processo birraio. Questo tempo extra permette al lievito di lavorare con calma, il luppolo emerge con maggiore chiarezza, il corpo è più pieno risultando una birra molto bilanciata. Si tratta di una lager chiara con un grado alcolico di 4,3% vol., dal corpo pieno e gusto rinfrescante in perfetto equilibrio; il gusto è accessibile, adatto a più occasioni di consumo, perfettamente complementare a Ichnusa Non Filtrata. Ichnusa Metodo Lento è l’ultimo capitolo di una storia centenaria, che racconta la passione per la qualità e la continua voglia di innovare dello storico birrificio di Assemini.
(Adnkronos) - Seguire il viaggio di una mela, prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi nel cuore profondo delle Dolomiti. E' la proposta rivolta ai visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. A idearla, a partire dall’11 aprile, il Consorzio Melinda che, in collaborazione con le Aziende per il Turismo (ApT) della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Ad accogliere il pubblico sarà anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (TN). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, il percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione. La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una Special Edition inaugurale delle visite alle celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea - trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale - e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali - bassa temperatura e impermeabilità - di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO2 ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali. Non solo. Da pochi mesi è attiva l’ormai famosa Funivia delle Mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation Eu gestito dal ministero dell’Agricoltura, impianto a fune dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico), sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici. Dopo il weekend inaugurale, le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. “Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità - afferma Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda - L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità; il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro”.