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(Adnkronos) - Michele Zarrillo sarà tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreterà il suo celebre brano 'Cinque giorni', con Sal Da Vinci, in gara al Festival con il brano 'Per sempre sì'. Una delle carriere più longeve e acclamate nella storia della musica italiana. Michele Zarrillo nasce a Roma il 13 giugno 1957. Negli anni ’70 fonda il gruppo Semiramis. Nel 1974 è voce solista del gruppo Rovescio della Medaglia, iniziando a farsi notare nel panorama musicale italiano. Negli anni successivi firma brani per artisti come Renato Zero e Ornella Vanoni. Nel 1987 vince nella categoria 'Nuove Proposte' con La notte dei pensieri'. Nel 1994 partecipa alla kermesse canora con 'Cinque Giorni', si classifica al quinto posto, ma consolida Zarrillo tra i grandi della musica italiana. Partecipa ancora al Festival con L’alfabeto degli amanti nel 2006 e L’ultimo film insieme nel 2008. Nel 2013 ha dovuto mettere in stop la sua carriera a causa di un infarto. Torna in scena nel 2014. Nel 2018 Michele Zarrillo partecipa come giudice e coach al programma Ora o mai più e nel 2021 partecipa come ospite al Festival di Sanremo. Ma sul palco dell’Ariston torna anche nel 2023 con Will durante la serata delle cover. Cinque giorni che ti ho perso Quanto freddo in questa vita, ma tu Non mi hai cercato più Troppa gente che mi chiede Scava dentro la ferita e in me Non cicatrizzi mai Faccio male anche a un amico Che ogni sera è qui Gli ho giurato di ascoltarlo Ma tradisco lui e me Perché quando tu sei ferito non sai mai, oh mai Se conviene più guarire O affondare giù, per sempre Amore mio, come farò A rassegnarmi a vivere E proprio io che ti amo Ti sto implorando Aiutami a distruggerti Cinque giorni che ti ho perso Mille lacrime cadute Ed io inchiodato a te Tutto e ancora più di tutto Per cercare di scappare Ho provato a disprezzarti A tradirti, a farmi male Perché quando tu stai annegando non sai mai, oh mai Se conviene farsi forza O lasciarsi andare giù nel mare Amore mio, come farò A rassegnarmi a vivere E proprio io che ti amo Ti sto implorando Aiutami a distruggerti Se un giorno tornerò nei tuoi pensieri Mi dici tu chi ti perdonerà Di esserti dimenticata ieri Quando bastava stringersi di più Parlare un po' Amore E proprio io che ti amo Ti sto implorando Aiutami a distruggerti
(Adnkronos) - "Ringrazio la ministra Calderone per aver scelto la nostra sede per evento così importante e strategico. Si parlerà di un futuro sempre più presente, un grande tema per la società non solo italiana e europea: come governare l'intelligenza artificiale, guardando in particolare all'impatto sul mondo del lavoro". Lo ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e in corso nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, in piazza di Pietra, presso la sede della Camera. E Tagliavanti ha sottolineato la necessità di accelerare per l'economia italiana e di trovare le competenze adeguate per le imprese. "C'è una forte domanda di lavoratori, ma il 36% di questa domanda è di qualifiche digitali e 10% di alto livello. La domanda è se il mercato è in grado di fornire queste professionalità", ha conclude Tagliavanti.
(Adnkronos) - "Niente di più miope che attaccare il sistema Ets mentre l’Italia frana". Un gruppo di 150 studiosi di scienza del clima e di transizione energetica ha rivolto un appello al governo affinché non indebolisca gli strumenti europei di decarbonizzazione e rafforzi le politiche di adattamento. Al centro della lettera aperta, il richiamo alla necessità di affrontare la crisi climatica con misure fondate sulla scienza e orientate al lungo periodo. Tra i primi firmatari figura anche il premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi e l'economista Carlo Carraro. “Noi studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi, esprimiamo profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica, in particolare per le recenti prese di posizione volte a indebolire i principali strumenti della politica climatica europea", scrivono. Secondo i firmatari, i recenti eventi estremi che hanno colpito il Sud Italia confermano una tendenza ormai consolidata: l’aumento delle temperature globali si traduce in una maggiore frequenza e intensità di fenomeni meteorologici estremi. "Il disastro di Niscemi appare a molti come la drammatica metafora di un intero Paese a rischio. Non a caso, da anni l’Ispra colloca l’Italia ai primi posti in Europa per l’esposizione al rischio di frane”, si legge. "Non è pessimismo, ma realismo scientifico: l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici - afferma Antonello Pasini (Cnr-Iia) - Limitarsi a rincorrere le emergenze senza ridurre con decisione le emissioni significa esporsi a impatti sempre più gravi e costosi. Senza mitigazione, l’adattamento diventa progressivamente meno efficace e, in alcuni casi, impossibile". Nel mirino degli studiosi le recenti prese di posizione critiche nei confronti del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), considerato uno degli strumenti cardine della politica climatica dell’Unione europea. "L’attacco del governo al sistema Ets rischia di indebolire una politica che ha già dimostrato di ridurre le emissioni nei settori regolati, stimolare innovazione e accompagnare la transizione industriale a costi sostenibili. Per questo non ha senso presentarlo come un ostacolo per imprese e famiglie", sottolinea Stefano Caserini (Università di Parma). Secondo gli esperti, rallentare la decarbonizzazione renderebbe il Paese subalterno alle parti meno innovative dell’industria, con effetti strutturalmente negativi sulla competitività. "Innovazione e competitività sono oggi indissolubilmente legate alla decarbonizzazione - afferma Carlo Carraro (Università Ca’ Foscari Venezia) - Ostacolare la transizione espone le imprese a rischi tecnologici e finanziari crescenti e rende il Paese meno competitivo. Accelerare sulle rinnovabili significa invece rafforzare sicurezza energetica e capacità industriale". La lettera richiama infine la necessità di dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e intermedi al 2040, già approvati anche dall’Italia in sede comunitaria. Per i firmatari, la crisi climatica rappresenta una sfida che richiede responsabilità condivisa e scelte coerenti con le evidenze scientifiche: rinviare o indebolire le politiche di mitigazione e adattamento significherebbe aumentare i costi economici e sociali per le generazioni presenti e future. "Politiche che mettano al centro incentivi ed investimenti per la transizione energetica e per l’adattamento ci aspettiamo trovino il consenso di tutte le forze politiche, perché deve essere comune l’accettazione dei risultati della scienza del clima e la responsabilità di fare la nostra doverosa parte per contribuire a contrastare la crisi climatica", concludono gli esperti.