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(Adnkronos) - Carlos Alcaraz si ritira dal torneo Atp di Barcellona e Jannik Sinner rimane numero 1 del mondo. Lo spagnolo, numero 2 del ranking Atp, annuncia il forfait per un problema al polso. L'iberico perde così la possibilità di riconquistare il primato nella classifica, perso con la sconfitta contro Sinner nella finale dell'Atp Masters 1000 di Montecarlo. "E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", dice Alcaraz in conferenza stampa. "Nel match di ieri" vinto contro il finlandese Otto Virtanen per 6-4, 6-2 "ho sentito un dolore al polso, è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto". Sinner, con il trionfo a Montecarlo, ha raggiunto quota 13.350 punti. Alcaraz ha lasciato il Principato con 13.240 punti e per riprendersi il trono avrebbe dovuto vincere il torneo di Barcellona. Il ritiro in Catalogna prima degli ottavi di finale farà perdere terreno all'iberico che, secondo le proiezioni, dovrebbe scendere a 12.960 punti. L'entità dell'infortunio mette in dubbio il calendario dei prossimi impegni di Alcaraz. Il fuoriclasse di Murcia potrebbe saltare il Masters 1000 di Madrid, in programma dal 22 aprile. Se rinunciasse al torneo della capitale, lo spagnolo non perderebbe punti: lo scorso anno ha disertato l'appuntamento per un problema alla gamba. Il 6 maggio iniziano gli Internazionali d'Italia al Foro Italico: a Roma, Alcaraz difende il titolo vinto un anno fa, con il successo in finale contro Sinner, appena rientrato nel circuito dopo la sospensione di 3 mesi per il caso Clostebol.
(Adnkronos) - A pochi giorni dall’apertura del Salone del Mobile. Milano, i dati sull’export del mobile del mese di gennaio 2026 fotografano un quadro complesso per il settore, ovvero una fase di forte rallentamento che è assolutamente prematuro interpretare: potrebbe trattarsi di un fisiologico rallentamento rispetto al gennaio 2025 caratterizzato dalla fase di accaparramento pre dazi, oppure una prevedibile e comprensibile battuta d’arresto che potrebbe proseguire o interrompersi sulla scia della direzione che il conflitto in Medio Oriente prenderà. La produzione industriale della manifattura a febbraio registra un + 0,9% e per il bimestre un -0,5% in linea con quella del mobile che risulta sostanzialmente stazionaria (-0,5% febbraio e -0,6% il cumulato del bimestre). Diverso lo scenario sul fronte export che apre il 2026 con un segno negativo, secondo dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo, su fonte Istat, evidenziando una debolezza diffusa della domanda internazionale, con alcune aree che mostrano tuttavia maggiore resilienza. A gennaio le esportazioni di mobili italiani nel mondo, pari a circa 700 milioni di euro, calano del 13,1%, con una flessione diffusa sia nei mercati europei (-9%) sia in quelli extra UE (-17,4%). Particolarmente significativa risulta la contrazione verso gli Stati Uniti che tocca un -28,5%, Francia -6,1%; Germania -18,4%, Spagna -15,3%, Paesi Bassi -3,4%, Regno Unito -6,7% e Cina -46,6%. I paesi Opec registrano un -2,5%. Per trovare un segno positivo dobbiamo guardare all’Austria (+12,2%) e alla Repubblica Ceca (+11,4%), i cui volumi sono però ancora troppo piccoli per risultare determinanti nello scenario complessivo. “Nel 2025 abbiamo visto come la filiera legno-arredo abbia registrato un fatturato in lieve crescita (+1,4%), sostenuto dal mercato interno pari a 33 miliardi di euro (+2%) e un export che si è mantenuto pressoché stabile (+0,4%). Un risultato tutt’altro che scontato – spiega il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin - che le nostre imprese adesso devono cercare di difendere, pur trovandosi, ancora una volta, a gestire una situazione complessa e imprevedibile. Il Covid prima, la guerra in Ucraina, i dazi Usa, la Guerra in Medio Oriente e il caro energia. La capacità di reazione della nostra industria è stata messa a dura prova in questi ultimi anni, ma le risposte non si sono fatte attendere. Adesso si rende ancor più necessario rafforzare la presenza internazionale delle imprese, accompagnandole con maggiore decisione nei processi di diversificazione verso nuovi mercati ad alto potenziale, riducendo al tempo stesso l’esposizione alle aree più instabili, difendendo il posizionamento del prodotto italiano su qualità e valore aggiunto, evitando dinamiche di competizione esclusivamente basate sul prezzo", continua. "I dati ci dicono che ci sono segnali di miglioramento del clima di fiducia da parte delle imprese, in particolare il saldo dei giudizi sugli ordini espresso a marzo 2026, pur mantenendosi negativo, torna a migliorare dopo i primi due mesi del 2026 di oltre 13 punti percentuali. Adesso le aziende non possono essere lasciate sole. La competitività della filiera si gioca soprattutto sulla capacità di fare sistema: imprese e istituzioni devono muoversi insieme per consolidare il posizionamento internazionale del Made in Italy, difendendolo anche dalla concorrenza sleale sempre più diffusa”, continua. "Un elemento da monitorare riguarda infatti le dinamiche commerciali globali indotte dai dazi Usa. Nel 2025 l’Unione Europea ha registrato un incremento delle importazioni dalla Cina nella Filiera legno-arredo dell’1,3%), a fronte di una riduzione degli acquisti dagli altri Paesi extra UE (-1,6%). Questo fenomeno evidenzia una sostituzione nelle quote di mercato e un rafforzamento della pressione competitiva sui produttori europei", spiega ancora Federlegno. “In questo quadro – commenta Feltrin - il Salone del Mobile.Milano si conferma un appuntamento imprescindibile per tutto il settore: una piattaforma concreta e accessibile anche per le piccole e medie imprese, che qui possono avere il massimo risultato nel confronto diretto con i buyer. Non esiste infatti alternativa capace di offrire la stessa concentrazione di opportunità e visibilità. il Salone rappresenta una risposta tangibile alle difficoltà del momento: un luogo in cui le aziende possono rafforzare il proprio posizionamento e intercettare nuovi interlocutori, continuando al contempo a presidiare i mercati tradizionali". "Anche il percorso verso il contract, che sempre di più negli ultimi anni si è concretizzato come una grande occasione di business - e di cui l’edizione di quest’anno offre un primo, significativo “aperitivo” in vista del 2027 - va in questa direzione, inserendosi in un ambito sempre più strategico per l’industria del design: aprirsi al contract significa ampliare le opportunità di crescita e presidiare segmenti di mercato ad alto valore aggiunto”. Tra le opportunità emergenti si segnala l’Australia, anche alla luce del recente accordo commerciale di libero scambio siglato con l’Unione Europea. L’intesa prevede l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee verso il mercato australiano, un miglioramento dell’accesso alle materie prime critiche e un rafforzamento dei legami strategici con la regione indo pacifica. Nonostante l’export italiano verso l’Australia rimanga contenuto (circa 180 milioni di euro) si evidenziando ampi margini di crescita: il Paese ha infatti un alto potenziale, presentando anche livelli elevati di ricchezza media, indicativi di una middle class ampia e con significativa capacità di spesa. È al 5° posto globale per ricchezza media per adulto e al 2° posto globale per ricchezza mediana, seconda solo al Lussemburgo (Fonte Global Wealth Report 2025 di Ubs). L’Australia, con 1.904mila milionari ha un quota molto elevata di ricchi rispetto alla popolazione totale (circa il 7%). Tutti valori che evidenziano un benessere diffuso e una distribuzione della ricchezza meno polarizzata rispetto ad altre economie avanzate. Infine, le prospettive di crescita rafforzano ulteriormente l’interesse verso questo mercato: l’Oceania (in cui l’Australia è il paese più importante) è infatti tra le regioni per cui si prevede una crescita sostenuta della ricchezza media per adulto nel prossimo quinquennio, seppure con ritmi inferiori rispetto a Stati Uniti e Cina.
(Adnkronos) - “In un contesto energetico segnato da incertezze e dalla crescente attenzione alla gestione consapevole dei consumi, E.On, tra i principali operatori del settore in Italia, rafforza la propria presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo punto vendita ad Asti, con l’obiettivo di essere sempre più vicina a clienti e comunità locali, offrendo supporto concreto nella scelta delle soluzioni più adatte”. Così in una nota E.On. “Il nuovo punto vendita - prosegue E.On - nasce per offrire assistenza diretta e consulenza personalizzata, accompagnando famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili, efficienti e orientate al risparmio”. Qui i clienti, spiega E.On, “possono ricevere informazioni e assistenza su un’ampia gamma di soluzioni: dalle offerte luce e gas agli impianti fotovoltaici su misura, fino ai servizi per il riscaldamento e il raffrescamento e alle proposte dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici”. In collaborazione con il partner Nordcom, E.On “consolida così il proprio impegno nel fornire un servizio sempre più capillare e di qualità”. Lo spazio è stato inaugurato venerdì 27 marzo alla presenza di rappresentanti istituzionali del Comune di Asti, “a testimonianza del rapporto di collaborazione e dialogo che l’azienda intende rafforzare con il territorio. In questa occasione, è stata illustrata la guida pratica alla bolletta, uno strumento gratuito pensato per semplificare la comprensione dei consumi e dei costi, aiutando i cittadini a orientarsi nelle modalità di lettura e gestione della bolletta”, sottolinea E.On. “E.On crede nel valore dei punti di contatto fisici come luoghi di ascolto e relazione con i clienti, dove è possibile ricevere supporto nella comprensione dei propri consumi energetici e delle soluzioni offerte. Oltre al punto di piazza San Secondo, aperto dal lunedì a venerdì dalle 08:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00, i clienti possono contare su diversi canali di contatto offerti da E.On: il call center, l’area riservata sul sito e l'app E.On. Quest’ultima consente non solo di gestire contratti, leggere bollette, effettuare pagamenti e inviare autoletture, ma anche di monitorare i propri consumi in modo semplice, permettendo agli utenti di avere maggiore consapevolezza e controllo delle proprie abitudini energetiche”, precisa E.On. “Con l’apertura del nuovo punto di Asti rafforziamo la nostra vicinanza ai cittadini e al territorio, offrendo un supporto diretto e soluzioni concrete per accompagnare famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili ed efficienti, con particolare attenzione al risparmio sui consumi e sulla spesa energetica. Questa inaugurazione rappresenta un passo importante nel nostro percorso di ascolto, dialogo e presenza attiva nelle comunità locali” spiega Annette Peters, chief commercial officer e board member di E.On Italia. “Da sempre vicina ai propri clienti, con questa nuova apertura, E.On conferma il proprio impegno nel promuovere un uso più consapevole dell’energia, supportando cittadini e imprese nel migliorare l’efficienza dei consumi, ridurre la spesa energetica e contribuire attivamente alla transizione energetica”, conclude.