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(Adnkronos) - Engineering Group, leader nei processi di digitalizzazione per aziende e pubblica amministrazione guidato da Aldo Bisio, apre, attraverso la neocostituita Eng Hellas, un presidio strategico in Grecia. La nascita di Eng Hellas con sede operativa ad Atene si inserisce nella strategia di consolidamento del Gruppo nell’Europa Sud-Orientale – dove ha presidi già attivi in Albania e in Serbia – e testimonia la fiducia di Engineering nelle prospettive di innovazione della Grecia, oggi al centro di un forte impulso alla digitalizzazione dei servizi pubblici e dei principali settori industriali. Eng Hellas opererà come competence centre e delivery hub, con focus su cloud, intelligenza artificiale e data management, cybersecurity e modernizzazione applicativa. Svilupperà progetti destinati in particolare ai settori dell’energia e delle utilities, della manifattura, dei servizi finanziari, della sanità e della pubblica amministrazione, potendo contare anche sull’ecosistema globale di partnership che il Gruppo ha con i principali player tecnologici. “Rafforzando la nostra presenza in Grecia, confermiamo la fiducia del Gruppo nelle opportunità che questo mercato esprime”, afferma Alessandro Lisi, company executive di Eng Hellas, Gruppo Engineering. “Abbiamo nel tempo sviluppato collaborazioni solide con operatori locali di riferimento in settori strategici quali energia e gas, telecomunicazioni, trasporti, infrastrutture, manifattura e beni di consumo. La nascita di Eng Hellas ci permetterà di consolidare questo percorso, contribuendo allo sviluppo dell’ecosistema digitale del Paese e mettendo a disposizione competenze e know-how maturati in ambito internazionale a beneficio di imprese, organizzazioni e istituzioni”, conclude.
(Adnkronos) - "La nostra strategia chiave si chiama 'People First' e appunto ha l'obiettivo di creare un'azienda dove le persone, il loro talento, la loro felicità siano al centro del nostro fare impresa. E alla base di 'People first' c'è tutto il lavoro che facciamo tutti i giorni per la sicurezza delle persone, per fare in modo che abbiano il diritto e l'opportunità di lavorare in un luogo sicuro e accogliente. È un'attività di cui c'è bisogno di parlare, con il trend degli infortuni che è preoccupante e i dati sui morti sul lavoro che non scendono". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Antonio Fazzari, General Manager and Chief Operating Officer di Fater, player di rilievo nel mercato dei prodotti igiene casa e igiene persona, dal 1992 joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter & Gamble. Fater è leader nel mercato italiano dei prodotti assorbenti per la persona con i brand Lines, Lines Specialist e Pampers e key player nel mercato europeo dei prodotti per la cura della casa con il brand Ace, che commercializza in 25 Paesi del mondo, e, con oltre 1.500 dipendenti, rappresenta oggi un unicum nello scenario nazionale ed internazionale. L’azienda opera attraverso quattro stabilimenti a Pescara, Campochiaro (Cb), Porto (Portogallo), Gebze (Turchia). "Per innescare -spiega Fazzari- una trasformazione del nostro Paese e del sistema industriale in merito, abbiamo sia nel nostro sito produttivo di Campochiaro che in quello di Pescara oltre che nel nostro headquarter, un sistema di sicurezza che è certificato ISO 45001", sottolinea. Ma Fazzari spiega anche che "per noi la certificazione è solo un aspetto di un programma molto più esteso, che ha come obiettivo quello che siamo riusciti a fare negli ultimi due anni in Fater Italia, ovvero di azzerare l'indice infortunistico e di malattie professionali interno, oltre a fare in modo che la sicurezza diventi un codice valoriale di tutto ciò che facciamo. Non un qualcosa che facciamo perché ce lo chiede qualcuno, ma piuttosto un'abitudine potenziante di chi lavora con noi", conclude.
(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado di trattare i rifiuti tessili misti - provenienti, ad esempio, da costumi da bagno, collant e pantacollant - e recuperare da essi le fibre di nylon e di fibra Lycra, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi di abbigliamento. La collaborazione con The Lycra Company e Triumph ha consentito di validare il processo utilizzando le fibre recuperate per la realizzazione di un coordinato intimo 100% riciclato. “Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione, dimostrando per la prima volta che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per la produzione di nuovi capi di abbigliamento. Si tratta di un’innovazione senza precedenti, che apre rivoluzionari scenari di sviluppo per l’industria tessile. Come RadiciGroup, siamo orgogliosi di aver ideato ed essere riusciti a raggiungere, insieme ai nostri partner, questo importante traguardo e siamo pronti a intraprendere i prossimi passi”, dichiara Stefano Alini, Ceo di Radici InNova. “Questo progetto innovativo mette in evidenza il ruolo che l’elastan può avere nel contribuire a far progredire la circolarità nell’industria dell’abbigliamento. Lavorando a stretto contatto con Radici InNova e Triumph, The Lycra Company ha dimostrato che le fibre di Lycra possono mantenere le loro prestazioni di elasticità e di capacità di recupero della forma originaria che le hanno rese note a livello mondiale, fornendo comfort, vestibilità e libertà di movimento, pur essendo reintegrate nel ciclo di filatura", commenta Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts di The LycraCompany. Il progetto ha inizio quattro anni fa, quando Radici InNova avvia lo studio di un processo per la dissoluzione e la separazione delle fibre tessili miste. Dopo la messa a punto iniziale del processo, i successivi test consentono di recuperare campioni di fibra Lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che vengono poi inviati a The Lycra Company per verificarne la riciclabilità. Si passa poi al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triumph mette a disposizione il proprio surplus di produzione, tessuto contenente il 16% di fibra Lycra. Da questo materiale, Radici InNova riesce a recuperare la fibra Lycra e il nylon. La fibra Lycra viene quindi rifilata da The Lycra Company, mentre RadiciGroup lavora il nylon riciclato trasformandolo in nuovo filato Renycle. Con questi filati riciclati (fibra Lycra e Renycle) viene realizzato un tessuto nero di 60 metri che Triumph utilizza per produrre un coordinato intimo - reggiseno e slip - dimostrando concretamente la possibilità di chiudere il ciclo di recupero (close loop): da scarto tessile a nuovo capo. Il risultato ad oggi raggiunto da Radici InNova, The Lycra Company e Triumph è da considerarsi come un prototipo (concept garment), pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti, in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione. “Pur essendo ancora nelle sue fasi iniziali, Triumph è orgogliosa di contribuire a questa iniziativa pionieristica e di esplorare il potenziale di questa innovativa tecnologia di riciclo per future applicazioni. Il nostro prossimo passo si concentrerà sulla creazione di una capsule collection, lavorando al contempo su soluzioni in grado di garantire l'identificazione del prodotto, la sua tracciabilità e i sistemi di circolarità, per far sì che i capi rimangano in uso il più a lungo possibile e, una volta giunti a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato. In Triumph, ci impegniamo a promuovere i principi di innovazione e collaborazione in materia di sostenibilità. Far parte di questo progetto rafforza la nostra convinzione che la circolarità dei capi di abbigliamento composti da fibre tessili miste sia possibile e siamo orgogliosi di contribuire a trasformare questa visione in realtà", dichiara Vera Galarza, Global Head of Sustainability Triumph.