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(Adnkronos) - La stagione dei premi cinematografici si è ufficialmente aperta con i Critics’ Choice Award, che hanno consacrato 'Una battaglia dopo l’altra' come Miglior film. La pellicola ha trionfato anche nelle categorie Miglior regia e Miglior sceneggiatura non originale, premiando Paul Thomas Anderson. Il lungometraggio - con protagonista Leonardo DiCaprio - si conferma il frontrunner indiscusso della stagione cinematografica, pronto a dominare anche gli altri importanti premi dell’anno. Come i Golden Globe, i riconoscimenti della stampa internazionale assegnati ai migliori film e serie dell'anno. Manca meno di una settimana alla cerimonia di premiazione, in programma l'11 gennaio al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles condotti ancora una volta dalla comica Nikki Glaser, e le nomination hanno confermato che 'Una battaglia dopo l'altra' è il film da battere in questa stagione. Ha ottenuto 9 nomination: Miglior film (musical o commedia), Miglior regista, Leonardo DiCaprio candidato tra i Migliori attori protagonisti di musical o commedia, Chase Infiniti candidata tra le Migliori attrici protagoniste di un musical o commedia, Teyana Taylor tra le non protagoniste, Benicio del Toro e Sean Penn tra i non protagonisti, Miglior sceneggiatura e Miglior colonna sonora originale. A contendersi la statuetta per il Miglior regista ci sono Paul Thomas Anderson (fresco di vittoria del Critics’ Choice) per 'Una battaglia dopo l'altra', Ryan Coogler per 'I peccatori', Guillermo del Toro per 'Frankenstein', Jafar Panahi per 'Un semplice incidente', Joachim Trier per 'Sentimental Value' e Chloé Zhao 'Hamnet'. Nella categoria Miglior film (musical o commedia), oltre 'Una battaglia dopo l'altra', 'Blue Moon', 'Bugonia', 'Marty Supreme', 'No Other Choice' e 'Nouvelle Vague'. Mentre per il Miglior film drammatico 'Frankenstein', 'Hamnet', 'Un semplice incidente', 'L'agente segreto', 'Sentimental Value' e 'I peccatori'. Così come per i film, anche gli interpreti protagonisti sono divisi in due categorie, musical/commedia e drammatico. Nella categoria Miglior attore di un musical o commedia, insieme a DiCaprio, figurano Timothée Chalamet per 'Marty Supreme' (fresco vincitore ai Critics’ Choice), George Clooney per 'Jay Kelly', Ethan Hawke per 'Blue Moon', Lee Byung-Hun per 'No Other Choice' e Jesse Plemons per 'Bugonia'. Le attrici protagoniste di un musical o commedia, oltre a Chase Infiniti, sono candidate Rose Byrne ('If I Had Legs I’d Kick You'), Cynthia Erivo ('Wicked – Parte 2'), Kate Hudson ('Song Sung Blue'), Amanda Seyfried ('Il testamento di Ann Lee') ed Emma Stone ('Bugonia'). A giocarsela per la categoria Miglior attore di un film dramamtico sono Joel Edgerton per 'Train Dreams', Oscar Isaac per 'Frankenstein', Dwayne Johnson per 'The Smashing Machine', Michael B. Jordan per 'I peccatori', Wagner Moura per 'L'agente segreto', Jeremy Allen White per Springsteen: Liberami dal nulla'. Le attrici: Jessie Buckley per 'Hamnet', vincitrice di un Critics’ Choice, Jennifer Lawrence per 'Die My Love', Renate Reinsve per 'Sentimental Value', Julia Roberts per 'After The Hunt', Tessa Thompson per 'Hedda' ed Eva Victor per 'Sorry, Baby'. Penn e del Toro, nella categoria dei non protagonisti, devono vedersela con Jacob Elordi per 'Frankenstein' (già premiato ai Critics’ Choice), Paul Mescal ('Hamnet'), Adam Sandler ('Jay Kelly') e Stellan Skarsgård ('Sentimental Value'). Infine, nella categoria delle non protagoniste, Teyana Taylor è candidata insieme a Emily Blunt ('The Smashing Machine'), Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaa ('Sentimental Value'), Ariana Grande ('Wicked – Parte 2') e Amy Madigan per ('Weapons'), vincitrice del Critics’ Choice Award. Sarà premiato anche il Miglior film straniero. In lizza per la statuetta ci sono: 'L'agente segreto' (Brasile), vincitore del Critics’ Choice, 'Un semplice incidente' (Francia), 'No Other Choice' (Corea del Sud), 'Sentimental Value' (Norvegia), 'Sirat' (Spagna) e 'La voce Hind Rajab' (Tunisia). Riflettori anche sull'animazione. Candidati 'Arco', 'Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba', 'Elio', 'KPop Demon Hunters' (tra i possibili vincitori dopo aver ricevuto due Critics’ Choice, Miglior film d'animazione e Miglior canzone per 'Golden'), 'Little Amélie or the Character of Rain' e 'Zootropolis 2'. Nella cerimonia dei Golden Globe sarà celebrato anche il mondo della serialità. Dopo la vittoria di tre Critics’ Choice (Miglior serie drammatica, Miglior attore protagonista di una serie drammatica a Noah Wyle e attrice non protagonista per Katherine LaNasa), 'The Pitt' è tra le possibili vincitrici. È candidata insieme alle serie drammatiche 'The Diplomat', 'Pluribus', 'Severance', 'Slow Horses', 'The White Lotus'. Mentre le migliori serie musicali o commedie nominate sono: 'Abbott Elementary', 'The Bear', 'Hacks', 'Nobody Wants This', 'Only Murders in the Building' e 'The Studio' (tra le potenziali vincitrici). Sulla carta non ha rivali, ma non è da escludere un colpo di scena: 'Adolescence', dopo la vittoria di quattro Critics’ Choice, potrebbe essere la Miglior miniserie dell'anno. Così come i suoi interpreti Stephen Graham, Owen Cooper ed Erin Doherty. La miniserie Netflix si contende il premio con 'All Her Fault', 'The Beast in Me', 'Black Mirror', 'Dying for Sex' e 'The Girlfriend'. Nella categoria dedicata agli interpreti protagonisti di una serie drammatica, la competizione si prospetta agguerrita. In lizza troviamo Kathy Bates per 'Matlock', Britt Lower e Adam Scott per 'Severance', Helen Mirren per 'Mobland', Bella Ramsey per 'The Last of Us', Keri Russell per 'The Diplomat' e Rhea Seehorn per 'Pluribus'. E ancora: Sterling K. Brown per 'Paradise', Diego Luna per 'Andor', Gary Oldman per 'Slow Horses', Mark Ruffalo per 'Task' e Noah Wyle per 'The Pitt'. Le attrici non protagoniste: Carrie Coon, Parker Posey ed Aimee Lou Wood per 'The White Lotus', Erin Doherty per 'Adolescence', Hannah Einbinder per 'Hacks' e Catherine O’Hara per 'The Studio'. Infine, i non protagonisti: Owen Cooper e Ashley Walters per 'Adolescence', Billy Crudup per 'The Morning Show', Walton Goggins e Jason Isaacs per 'The White Lotus' e Tramell Tillman per 'Severance'.
(Adnkronos) - "In Italia per i locali da ballo abbiamo norme più stringenti rispetto a quelle elvetiche. I locali da intrattenimento devono avere una capienza ben precisa e devono esserci sempre gli addetti alla sicurezza e idonei per l'antincendio e al pronto soccorso. Senza dimenticare le uscite di sicurezza. E serve la prevenzione incendi rilasciata dai vigili del fuoco. In un locale a norma in Italia quindi, nel caso di un principio d'incendio, è difficile che prenda a fuoco qualcosa. Non può succedere una tragedia come quella avvenuta in Svizzera". Così intervistato da Adnkronos/Labitalia, Filippo Grassi, responsabile locali da ballo e discoteche di Fiepet Confesercenti nazionale, su quanto avvenuto a Crans-Montana in Svizzera in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno e dopo le accuse rilanciate dall'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. Grassi ribadisce che per essere a norma in Italia i locali da ballo devono avere "l'uscita in sicurezza, ambienti alti, materiale ignifugo. E poi ci devono essere addetti alla sicurezza che oltre ad assicurarsi che i ragazzi non facciano danni, devono agire in caso di principio d'incendio o per pronto soccorso, sono preparati con tesserino prefettizio a risolvere tutte le problematiche che ci sono". Quindi per Grassi in Italia "i locali da ballo, ma in generale chi fa manifestazioni è preparato a questo: concerti, eventi sportivi, palazzetti, sono tutti autorizzati ad avere una capienza e ad avere norme di sicurezza molto stringenti, antincendio soprattutto", aggiunge. In conclusione "su quanto avvenuto in Svizzera credo si siano sommate tante tante cose che non sono andate per il verso giusto. Non sappiamo se il locale era a norma per fare intrattenimento. Le leggi elvetiche non sono quelle italiane, ma il soffitto da quello che mi è parso di vedere era molto basso. Poi essendo in una palazzina hanno risolto il problema acustico con il materiale fono assorbente, ma il materiale usato probabilmente non era ignifugo. E magari lì non c'era nemmeno la ditta per la sicurezza a spingere l'incendio, perché ho visto i ragazzi che facevano foto o video", spiega Grassi. Ma anche in Italia i pericoli, al di fuori delle normative, avverte Grassi, non mancano. "Da tempo denuncio le feste abusive, e l'ho fatto presente anche al sottosegretario all'Interno Prisco. Purtroppo quando si arriva a Capodanno ma anche a Carnevale o Halloween, vista la pressione della domanda, c'è un proliferare di feste e festicciole e questo fa sì che non sempre siano svolte in locali appropriati, con tutte le norme di sicurezza previste nel nostro Paese. E quindi anche in Italia se non vai in un locale a norma ma vai in un garage a fare festa può succedere la stessa cosa avvenuta in Svizzera", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma che definisce il risultato tutt’altro che scontato. «Ci siamo dati un obiettivo quantitativo perché è importante avere dei traguardi. Centomila alberi in cinque anni sembravano una sfida ambiziosa, e invece ce l’abbiamo fatta», afferma. Un successo reso possibile, spiega Chiesi, «grazie alla collaborazione delle istituzioni, dei privati, delle aziende, dei cittadini e delle associazioni», che rende questo risultato «il simbolo di una comunità che si prende cura di se stessa e del proprio territorio». La posa del Ginkgo biloba in viale Du Tillot segna anche l’avvio di un nuovo progetto: la nascita dell’arboreto urbano di Parma, concepito come museo a cielo aperto dedicato alla cura del territorio e alle generazioni future. È un Ginkgo biloba, pianta antichissima e straordinariamente resistente, a rappresentare il significato profondo del 100.000° albero piantato dal progetto KilometroVerdeParma. «La scelta non è casuale -spiega Maria Paola Chies-. Il ginkgo ci lega alla storia del pianeta: cresce lentamente, diventa imponente, ed è il simbolo di un amore per il territorio che richiede tempo ma si costruisce in modo solido». Chiesi ha aggiunto che l’albero messo a dimora in viale Du Tillot è anche il primo tassello dell’arboreto urbano, destinato a diventare «una grande biblioteca di alberi, con centinaia di specie diverse». Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla partecipazione condivisa di cittadini, bambini, istituzioni e partner. «Prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno», conclude.