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(Adnkronos) - “È innanzitutto un accordo che fa ben sperare e che definirei quasi storico: erano anni che non si sottoscriveva un’intesa di questa importanza”. Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha commentato la firma del Memorandum sulla filiera del tabacco siglato a Napoli con BAT Italia, New Tab e PROTAB Italia, sottolineando il valore strategico dell’intesa per il comparto agricolo e per alcuni territori del Paese. “Si tratta di un risultato che ci fa estremamente piacere – ha proseguito – anche perché la coltivazione del tabacco, in diverse aree, rappresenta spesso l’unica alternativa agricola realmente praticabile. Inoltre, è una coltivazione che, se osservata nel suo complesso, presenta importanti elementi di sostenibilità”. Giansanti ha evidenziato come negli ultimi anni il settore abbia avviato un percorso di trasformazione significativo: “Sono stati portati avanti processi di innovazione tecnologica e digitale che stanno migliorando la qualità e l’efficienza delle produzioni. Ma c’è anche un aspetto sociale fondamentale: si tratta di una filiera ad alta intensità di lavoro, che contribuisce a mantenere occupazione e a garantire equilibrio economico in molti territori, tra cui la Campania”. Il presidente di Confagricoltura ha poi richiamato le principali criticità che il comparto si trova ad affrontare. “Le difficoltà oggi sono di due ordini. Da un lato, quelle legate al quadro normativo europeo: a Bruxelles sono in discussione provvedimenti, in particolare sulla revisione delle accise e sulla regolamentazione del settore, che potrebbero incidere profondamente sull’intera filiera. È evidente che l’industria del tabacco sta attraversando un processo di rinnovamento, anche in una prospettiva di superamento dei prodotti tradizionali, e queste scelte avranno un impatto decisivo sul futuro del comparto”. Dall’altro lato, pesa l’aumento dei costi energetici, che sta mettendo sotto pressione le aziende agricole. “Siamo molto preoccupati – ha spiegato Giansanti – perché la filiera del tabacco è particolarmente energivora e il rischio è quello di compromettere seriamente la sostenibilità economica delle imprese, già penalizzate da un contesto internazionale complesso”. Un esempio concreto arriva dall’incremento dei costi del carburante: “Parlando con i produttori – ha concluso – emerge chiaramente come l’aumento del gasolio incida in maniera pesante sui bilanci: si registra un impatto fino al 50% in più rispetto allo scorso anno. Considerando che una parte rilevante dei costi è legata alla manodopera e agli spostamenti, oltre alle lavorazioni agricole, questo scenario rischia di mettere in seria difficoltà l’intero sistema produttivo”.
(Adnkronos) - Nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Germania ha raggiunto i 157,8 miliardi di euro, tornando a crescere dopo due anni di calo: +1,2% sull’anno precedente e terzo valore più alto mai registrato. Lo rivela un’elaborazione della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) su dati Istat. Dopo la contrazione osservata nel 2024 e nel 2023, il 2025 segna un’inversione di tendenza per l’export italiano, che torna ad aumentare attestandosi a 72,2 miliardi di euro. Rispetto al 2024, anno caratterizzato da una dinamica negativa soprattutto sul fronte delle esportazioni italiane (156 miliardi di euro totali con 71 miliardi di export e 85 di import), i dati del 2025 mettono in evidenza un progressivo recupero e una fase di stabilizzazione dei flussi commerciali. Le importazioni ammontano a 85,6 miliardi, determinando un saldo commerciale a favore di Berlino pari a 13,4 miliardi di euro. La Germania si conferma così il primo partner commerciale dell’Italia. Roma mantiene il sesto posto tra gli interlocutori economici della Germania, a conferma della solidità e della profondità dell’integrazione economica tra i due sistemi produttivi. Dal punto di vista settoriale, gli scambi bilaterali continuano a essere trainati dalla manifattura. Crescono in particolare: automotive +7,3% (25,1 miliardi complessivi di cui 9,2 export e 15,9 import); macchinari +1,5% (20,8 miliardi complessivi di cui 9,7 export e 11,1 import); settore elettrotecnico-elettronico +2,3% (18 miliardi complessivi di cui 6,6 export e 11,4 import); agroalimentare +8,6% (20,3 miliardi complessivi di cui 11,2 export e 9,1 import). In contrazione risultano invece i flussi legati alla chimica di base (-2,1%) e alla siderurgia (-0,5%). Sul piano territoriale le prime quattro regioni italiane per valori di interscambio registrano tutte variazioni positive. La Lombardia continua a rappresentare l’hub più rilevante dell’interscambio, con circa un terzo dei flussi complessivi pari a 52,5 miliardi (+1%) di cui 19,5 export e 33 import. Seguono il Veneto, in crescita del 2,6% per un totale di 23,9 miliardi, l’Emilia-Romagna (+6,5%) con 19,8 miliardi complessivi, il Piemonte (+1,4) con 14,3 miliardi e il Lazio (+7,1%) con 9 miliardi. "La crescita dell'interscambio Italia-Germania riflette una convergenza di fattori positivi avuti nel 2025: una ripresa industriale nei due paesi, segnali incoraggianti in settori a lungo in difficoltà come l'automotive (+7,3%), l’accordo sui dazi, che se non altro ha portato stabilità su un tema visto come rischioso, e una crescita consolidata dell'agroalimentare, che sale per il terzo anno consecutivo (+8,6%). Anche l'anticipo delle commesse in ottica precauzionale rispetto ai dazi potrebbe aver contribuito. Su questo contesto peserà però il conflitto in Iran e il conseguente aumento dei costi energetici in Europa. Per questo, servono politiche industriali coordinate, costruendo sul vertice binazionale di gennaio 2026, ed europee", commenta Jörg Buck, Consigliere delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien).
(Adnkronos) - Parte l’edizione 2026 del Blue Green Economy Award, promosso dall'Associazione For Human Community, iniziativa del network Comunicazione Italiana dedicata alle imprese e ai manager che si distinguono per visione, impegno e concretezza nei percorsi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Premio si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione delle buone pratiche Esg e delle iniziative legate alla Blue Economy, l’insieme delle attività economiche connesse a mari e oceani. La partecipazione cresce di edizione in edizione: 198 aziende candidate nel 2024, 220 nel 2025. Le candidature per l'edizione 2026 sono aperte dal 19 marzo al 31 maggio. Possono partecipare aziende e organizzazioni di qualsiasi dimensione - grandi, medie e piccole - che abbiano realizzato progetti nelle tre categorie principali: - Sostenibilità ambientale; - Sostenibilità sociale; - Sostenibilità economica. Accanto alle categorie principali, l’edizione 2026 introduce quattro premi speciali dedicati a temi emergenti: - Premio Benessere e Sport, progetti dedicati alla salute e al benessere delle persone; - Premio Blue, iniziative per la tutela del mare e dell'ambiente marino; - Premio Innovazione e Intelligenza Artificiale, progetti che integrano l'Ia nei processi di sostenibilità; - Premio Startup, iniziative sviluppate da startup e realtà imprenditoriali emergenti. I progetti saranno valutati da una giuria composta da esperti di sostenibilità, rappresentanti del mondo accademico, manageriale e istituzionale. La rosa dei finalisti sarà annunciata entro il 15 luglio 2026. L'evento conclusivo si terrà il 16 settembre 2026 a Napoli, al Salone Margherita, nell'ambito della Blue Green Week, il percorso di incontri e iniziative dedicato all'innovazione sostenibile e alla valorizzazione delle migliori esperienze d'impresa.