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(Adnkronos) - Il 2026 inizia con una conferma: gli italiani passano sempre più tempo davanti allo schermo di un computer e, soprattutto, dello smartphone. Le rilevazioni Comscore di gennaio lo evidenziano chiaramente: dopo gli incrementi registrati a dicembre, il valore medio speso per utente ha raggiunto a gennaio le 74 ore mensili. Si tratta di una crescita del 7,5% rispetto a gennaio 2025, ovvero ben 4 ore di fruizione digitale guadagnate in un solo anno. In un mercato ormai saturo nei volumi (46 milioni di utenti unici), la vera partita si gioca sull'intensità del consumo, con lo smartphone che occupa ormai l’85% dell’attenzione totale. Guardando alla classifica delle “Property digitali” (che prende in considerazione l’audience dell'intero raggruppamento di uno stesso editore nei diversi canali), le prime dieci posizioni non mostrano variazioni sostanziali rispetto a dicembre, con alcuni editori (Alphabet, Sky Italia, Amazon e italia Online) fermi su valori pressoché identici al mese precedente. In questo scenario di stabilità, si fa notare Citynews, che mette a segno una crescita del 6%. Tuttavia è sul fronte dell'engagement che si registrano gli scarti maggiori: la property Sky Italia realizza un balzo in avanti del 25% nel tempo medio per utente, trainata dalle performance di Sky TG24 (+54%) e Sky Sport (+18,7%), segno di un ritorno significativo all'informazione e ai contenuti verticali dopo la pausa natalizia confermata ulteriormente dalla crescita del settore News dell’11% sia sui canali social che sulle piattaforme proprietarie (property owned&operated). Nella classifica dei principali 100 media italiani RaiNews si riprende la prima posizione con 34,5 milioni di utenti unici (+24,6%), seguita da Citynews con 31,7 milioni (+5,8%) a sua volta protagonista a dicembre di un controsorpasso proprio su RaiNews. La forza di queste due testate è testimoniata dai dati sulla reach (ovvero il loro livello di penetrazione sul totale popolazione digitale): RaiNews raggiunge il 74,8% degli italiani online, mentre Citynews presidia il 68,8%; valori che lasciano distante già la terza posizione di Giallozafferano (23,5 milioni di utenti) che raggiunge una reach del 50,9%. Un ruolo determinante in queste dinamiche è giocato dalla Social Incremental Reach, ovvero le persone raggiunte esclusivamente attraverso la distribuzione dei contenuti sulle piattaforme social che non transitano dai domini web. Tra i brand editoriali con audience maggiore, si segnala RaiNews, che registra in questa metrica un valore del 172%: a fronte di 12,6 milioni di utenti sul sito, il brand ne intercetta altri 15,7 milioni esclusivamente attraverso le piattaforme social. Un modello di “audience distribuita” che premia in particolare Caffeina Media, la cui audience digitale cresce del 37% raggiungendo i 22,9 milioni di utenti unici con una social incremental reach del 632% e Sky TG24 (con una social incremental reach del 46%), mentre modelli come quelli di Citynews (ferma al 17%) mantengono un legame più forte con i domini proprietari.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, così come dicono anche tante ricerche a livello internazionale, certamente comporterà un riposizionamento e soprattutto anche un rischio su alcune posizioni lavorative ma quello che dicono le ricerche internazionali è che invece porterà alla fine un saldo positivo in termini di nuove opportunità di lavoro". Lo dice la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, a margine dell’evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità'. "Il tema ovviamente è un tema connesso alla strategia sulle competenze, alla formazione e alla riqualificazione dei lavoratori, all'attenzione a dare una risposta in termini di competenze digitali delle persone", precisa Calderone. "Stiamo formando migliaia di persone proprio per trasferire competenze digitali che sono fondamentali in questo contesto", spiega. "La nostra - prosegue il ministro - non è una visione pessimistica, dobbiamo certamente avere attenzione a quelli che possono essere i potenziali contraccolpi negativi, ma la risorsa umana è fondamentale, l'intelligenza artificiale deve essere al servizio del lavoro ovviamente di qualità", conclude.
(Adnkronos) - Una strategia green per una produzione al 100% rinnovabile e un obiettivo Net Zero già al 2040. Questa la visione di Alperia, grande gruppo energetico italiano, con sede in Alto Adige, attivo lungo tutta la filiera: produzione, distribuzione, vendita di prodotti e servizi energetici, con un fatturato di circa 2,57 miliardi di euro, più di mezzo milione di clienti tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in Italia e circa 1.250 dipendenti. Sostenibilità e transizione energetica sono, dunque, elementi costitutivi dell’azienda. “Il nostro piano strategico si basa sulla sostenibilità: consolidamento, innovazione e sostenibilità sono i nostri tre pilastri sui quali abbiamo creato e disegnato la nostra strategia. Contribuiamo alla sicurezza energetica del Paese producendo energia pulita, gestendo reti e garantendo continuità del servizio nei territori in cui operiamo”, spiega all’Adnkronos il direttore generale Luis Amort. Più nel dettaglio, spiega elencando i tre asset principali del Gruppo, “noi produciamo quasi al 100% energia rinnovabile soprattutto, storicamente, con le nostre centrali idroelettriche: gestiamo 35 impianti, che producono mediamente oltre 4.000 GWh all’anno; abbiamo allargato negli ultimi anni la produzione investendo in parchi eolici e da quest'anno entriamo anche nel fotovoltaico”. A questo si affiancano “le reti di distribuzione elettrica e gas, infrastrutture strategiche e regolamentate che garantiscono stabilità industriale. Il terzo pilastro è il portafoglio clienti e di servizi energetici, che ci consente di trasformare l’energia prodotta in valore concreto per famiglie e imprese”. Quanto agli investimenti, “nel 2024 hanno superato i 200 milioni di euro e resteranno su questi livelli anche nei prossimi anni. La quota principale è destinata al revamping degli impianti idroelettrici, che permette un sensibile aumento della produzione utilizzando le stesse risorse naturali. Investiamo inoltre nell’ammodernamento e digitalizzazione delle reti e nello sviluppo di nuovi servizi energetici, come sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza. Sono investimenti concreti, pensati per rafforzare asset che durano nel tempo”. Lato vendita “abbiamo adesso più di 500mila clienti dentro e fuori la provincia di Bolzano ma siamo attivi in tutta l'Italia e stiamo allargando la rete di agenti e punti di vendita”. Un rapporto quello con il territorio e con i propri clienti che il dg di Alperia definisce “sostanziale”. “Noi siamo molto vicini non solo con le parole ma anche nel quotidiano – spiega - accompagniamo tutti i nostri clienti, un numero nel frattempo molto cresciuto, ovunque con azioni concrete. Abbiamo ampliato tantissimo la gamma dei prodotti: dall'elettrico al gas, al calore ma anche fotovoltaico domestico e mobilità elettrica, tra carte di ricarica, colonnine e wallbox”. L’obiettivo è portare il cliente verso un percorso più sostenibile, "vivendo giorno per giorno la transizione”. “Alperia interpreta la transizione energetica come un percorso industriale concreto, non come un obiettivo astratto. Per noi significa puntare su rinnovabili mature e affidabili, come l’idroelettrico, rafforzare le reti e rendere il sistema più efficiente e flessibile. Oggi produciamo già quasi esclusivamente energia rinnovabile e lavoriamo per migliorare ulteriormente efficienza e integrazione nel sistema elettrico. La transizione, dal nostro punto di vista, funziona se è sostenibile anche economicamente e se si basa su infrastrutture solide, capaci di garantire continuità e sicurezza”, conclude.