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(Adnkronos) - All'indomani della parata con cui Vladimir Putin ha messo in mostra la forza della Russia, il presidente Volodymyr Zelensky si appresta oggi, 10 maggio 2025, ad incontrare alcuni leader europei per parlare di pace e sicurezza dell'Ucraina, mentre si intensificano gli appelli a Mosca per concordare un cessate il fuoco e sedersi al tavolo dei negoziati. A Kiev si recheranno il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro polacco Donald Tusk e il premier britannico Keir Starmer, rende noto Downing Street in una nota, dove si legge che i 4 leader, che ribadiscono "il loro fermo impegno nei confronti dell'Ucraina". Presente anche la premier Giorgia Meloni che parteciperà in video collegamento. E mentre l'ambasciata Usa a Kiev ha ricevuto informazioni riguardanti un possibile significativo attacco aereo che potrebbe avvenire in qualsiasi momento nei prossimi giorni, dal presidente Donald Trump, arriva "un messaggio per le due parti": "Mettete fine a questa stupida guerra". "Il mio desiderio è che nelle prossime ore e nei prossimi giorni riusciamo tutti ad impegnarci insieme per un cessate il fuoco dicendo che se una delle parti lo viola ci saranno massicce sanzioni economiche", ha detto Macron, sottolineando che la necessità di un'azione più forte "così che possiamo essere molto più dissuasivi, europei ed americani uniti". Il presidente russo Vladimir ''Putin è dalla parte della guerra, non da quella della pace", ha poi aggiunto Macron, condannando quelli che ha definito commenti ''belligeranti'' di Putin durante la parata a Mosca in occasione della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. "Il presidente Putin è dalla parte della guerra, non della pace. I commenti belligeranti che ha fatto, la realtà di ogni giorno, non fanno che sottolinearlo", ha dichiarato Macron parlando accanto al premier polacco Donald Tusk. Ieri il vicepresidente degli Stati Uniti Jd Vance ha dichiarato che la Russia, nei negoziati di pace in corso con l'Ucraina, avrebbe avanzato richieste territoriali che vanno ben oltre le aree effettivamente sotto suo controllo. "La Russia non può aspettarsi di ricevere territori che non ha nemmeno conquistato - ha affermato Vance in un'intervista a Fox News - E questo è uno degli elementi presenti nella proposta iniziale di pace". Vance ha spiegato che le eccessive richieste iniziali da parte di Mosca non sorprendono: "Sapevamo che la prima offerta dei russi sarebbe stata troppo esosa, che avrebbero chiesto più del ragionevole. È così che funzionano spesso le trattative", ha detto, per poi aggiungere che "non mi preoccupa questo. Ciò che mi preoccuperebbe è se concludessimo che i russi non stanno negoziando in buona fede". In tal caso, ha avvertito, la Casa Bianca potrebbe decidere di interrompere il proprio ruolo di mediazione. Secondo Vance, il solo fatto che entrambe le parti - Mosca e Kiev - abbiano messo sul tavolo proposte concrete "è già un passo avanti". Ma ha anche ammesso: "Dobbiamo cercare di avvicinare ancora un po' queste due posizioni per raggiungere una pace duratura. Non siamo ancora arrivati a quel punto, continueremo a lavorarci finché non concluderemo che non è più possibile fare progressi". Le dichiarazioni arrivano mentre il presidenter Trump ha espresso crescente frustrazione verso Mosca, chiedendo un cessate il fuoco di 30 giorni e minacciando ulteriori sanzioni. Giovedì, inoltre, Zelensky ha chiamato Trump e la conversazione è stata" molto buona e produttiva", ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, riferendo che il leader ucraino ha comunicato al presidente Usa l'approvazione del Parlamento dell'accordo sui minerali. "E' stato un buon colloquio e hanno anche parlato del cessate i fuoco di 30 giorni che il presidente ha proposto tra Ucraina e Russia", ha aggiunto la portavoce, sottolineando che "l'Europa sostiene" la proposta, esprimendo la speranza "che entrambi i Paesi lo accettino". "L'ambasciata Usa a Kiev ha ricevuto informazioni riguardanti un possibile significativo attacco aereo che potrebbe avvenire in qualsiasi momento nei prossimi giorni". E' quanto si legge in un'allerta pubblicata sul sito dell'ambasciata Usa in Ucraina, con cui si "raccomanda ai cittadini americani di essere pronti a trovare immediatamente riparo qualora scattasse l'allarme aereo". Le petroliere russe, utilizzate per eludere le sanzioni vigenti sulle esportazioni di petrolio e gas, sono destinate a subire nuove misure da parte del Regno Unito. Downing Street ha infatti comunicato che saranno presi provvedimenti nei confronti di almeno 100 navi che hanno trasportato merci per un valore superiore a oltre 21 miliardi di euro dall'inizio del 2024. Keir Starmer lo annuncia durante in occasione del vertice dei leader nordeuropei, a Oslo. Il primo ministro britannico ha giurato che il Regno Unito farà tutto ciò che è in suo potere per "distruggere" le operazioni della "flotta ombra" del presidente russo Vladimir Putin, per privare la sua macchina da guerra delle entrate petrolifere e proteggere le infrastrutture sottomarine. Dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, molti paesi occidentali hanno imposto sanzioni all'industria dell'energia russa, limitando le importazioni e fissando un tetto al prezzo del petrolio. Per aggirare queste sanzioni, Mosca ha creato quella che è stata definita una "flotta ombra" di petroliere la cui proprietà e i cui movimenti possono essere occultati. Downing Street ha accusato l'operazione di "finanziare la guerra illegale del Cremlino in Ucraina", definendo le navi "decrepite e pericolose", oltre che responsabili di "navigazione spericolata". In base a queste misure, le petroliere sanzionate saranno bandite dai porti britannici e rischieranno di essere trattenute nelle acque territoriali del Regno Unito. I servizi di sicurezza ucraini (Sbu) hanno annunciato di aver arrestato due presunte spie ungheresi, membri di una "rete di intelligence militare" operativa nella regione della Transcarpazia, nella parte occidentale dell'Ucraina. "Per la prima volta nella storia dell'Ucraina, lo Sbu ha smascherato una rete di intelligence militare ungherese che svolgeva attività di spionaggio contro il nostro stato. Sono stati arrestati "due agenti dei servizi speciali ungheresi", si legge su Telegram. Dopo l'arresto, l'Ungheria ha annunciato di aver espulso due diplomatici ucraini, accusandoli di spionaggio. "Abbiamo espulso dall'Ungheria due spie che lavoravano sotto copertura diplomatica presso l'ambasciata ucraina a Budapest", ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto in un video pubblicato su Facebook. In risposta Kiev espellerà due diplomatici ungheresi. Con un post su 'X', il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha detto che ''due diplomatici ungheresi devono lasciare il nostro Paese entro 48 ore. Stiamo agendo in risposta alle azioni dell'Ungheria, in base al principio della reciprocità e dei nostri interessi nazionali''.
(Adnkronos) - "Un Papa che ha subito invocato la pace, che ha indicato pur in poche parole la via difficile di una nuova concordia che parte dagli ultimi, i vessati, gli oppressi dei Sud del mondo, dalle periferie dell'esistenza. C'è tanta continuità nell'attenzione alle vittime dell'economia dello 'scarto' anche nella scelta di un nome molto impegnativo, quello di un predecessore come Leone XIII che ha fondato nei fatti la dottrina sociale con la prima Enciclica Rerum Novarum che guarda al mondo del lavoro, dei diritti, dell'inclusione". Così, con Adnkronos/Labitalia, Luigi Sbarra, già leader della Cisl, commenta l'elezione di Papa Leone XIV.
(Adnkronos) - Il Giro d’Italia della Csr, l’evento itinerante del Salone della Csr e dell’Innovazione sociale, continua il suo viaggio attraverso l’Italia per promuovere il confronto e condividere esperienze positive. Il prossimo appuntamento è a Torino il 12 maggio, per parlare di giovani e futuro nel segno della sostenibilità. L’incontro, dal titolo 'Diritto al futuro sostenibile - Giovani, imprese, istituzioni: un dialogo necessario', è organizzato in collaborazione con Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Management), e si svolgerà a partire dalle 10.30 nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, in piazza Piemonte 1. L’evento, che è inserito nel palinsesto del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2025, approfondisce i temi legati alla giustizia generazionale e al dialogo tra generazioni con interventi di esperti, istituzioni, imprese e giovani che racconteranno cosa significa 'diritto al futuro sostenibile' e quali azioni sono necessarie per garantirlo. “Investire nei giovani vuol dire non solo ascoltarli ma anche dare loro fiducia e riconoscere il valore delle idee che propongono - commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone - In una fase di transizione non sempre facile le organizzazioni che credono nella sostenibilità devono stimolare il confronto tra generazioni, offrire ai giovani l’opportunità di mettersi in gioco, attivare percorsi condivisi dove ognuno si assume le proprie responsabilità”. La tappa di Torino del Giro d’Italia della Csr contribuisce all’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile 4 (Istruzione di qualità), 10 (Ridurre le disuguaglianze), 17 (Partnership per gli obiettivi). Dopo l’apertura dei lavori con i saluti istituzionali, l’evento entrerà nel vivo dando voce a numerosi esperti. Con Enrico Giovannini, direttore scientifico di Asvis - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, si parlerà del dialogo intergenerazionale in chiave sostenibile: il confronto tra generazioni diverse è infatti la base da cui partire per costruire un futuro più equo che garantisca risposte alle necessità di tutte le fasce d’età della popolazione. In un Paese che invecchia sempre più rapidamente - in Italia, secondo dati Istat 2024, la speranza di vita alla nascita è pari a 83,4 anni, ma i nuovi nati sono solo 6 ogni mille abitanti - è fondamentale favorire le nuove generazioni, a cominciare dalla Gen Z, quella dei nati tra il 1996 e il 2010. Sono loro, i primi nativi digitali, ad essere considerati il vero elemento di change engagement capace di impattare anche sulle generazioni successive, note come X, Alfa e Beta. A parlarne sarà Francesco Morace, presidente di Future Concept Lab, che ha realizzato una ricerca sulla Gen Z su oltre 4mila soggetti. Con Alessandro Roggi, della Direzione Generale per l’Educazione, Giovani, Sport e Cultura della Commissione Europea, si rifletterà invece sulla strategia Ue per i giovani, che mira a contrastare la disoccupazione giovanile, accrescere la partecipazione, l'inclusione e il volontariato, ma anche a creare un numero maggiore di pari opportunità nel settore dell'istruzione e nel mercato del lavoro. La prima parte dei lavori si concluderà con l’intervento di Francesca Ricciardi, professoressa associata di Organizzazione Aziendale all’Università degli Studi di Torino, che parlerà di beni comuni e responsabilità, con l’obiettivo di costruire oggi un domani migliore. Quando si parla di giustizia generazionale si fa riferimento a un principio fondamentale presente anche nella Costituzione italiana, che invita a promuovere politiche sostenibili e responsabilità ambientale per garantire un futuro migliore alle generazioni future. La tappa di Torino del Giro d’Italia della Csr affronterà questo tema nella seconda parte dei lavori, a partire dalle 11.30, dando spazio a diverse esperienze provenienti dal territorio piemontese e non solo. Ospiti del confronto a più voci saranno Ramon G.M. Magi, Co-Founder di Eurodesk Italy; Giovanna Maggia, amministratrice di Maglificio Maggia; Luca Conta, coordinatore Anci giovani Piemonte; Veronica Barbati, consigliere di Presidenza del Consiglio Nazionale dei Giovani; Erika Belvedere, membro dei Csrnatives, rete di studenti universitari appassionati di sostenibilità. Dopo il dibattito e lo spazio dedicato agli interventi dal pubblico, le conclusioni saranno a cura di Regione Piemonte.