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(Adnkronos) - "Il Servizio sanitario nazionale è un orgoglio" per il nostro Paese. "Non è e non può essere considerato meramente una voce di spesa. Rappresenta la più grande infrastruttura pubblica che oggi vogliamo modernizzare per renderla più capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute e per venire incontro soprattutto alle persone più fragili, più deboli e agli indigenti, come ci ricorda l'articolo 32 della nostra Costituzione". Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, collegandosi in videoconferenza all'ottava edizione di 'Investing for Life Health Summit', oggi a Roma. Durante il convegno, organizzato da Msd Italia, sono stati presentati i risultati dell'indagine 'Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Ssn'. Nel suo intervento, il ministro ha commentato i dati emersi partendo da "una considerazione sulle liste d'attesa, percepite" dagli intervistati "come il problema principale del sistema sanitario. Una criticità che da decenni costituisce un vero e proprio ostacolo all'accesso alle cure" e che il Governo sta cercando di fronteggiare "con una legge organica che introduce misure chiare e incisive" e che, per essere applicata, necessita "di un contributo fattivo delle Regioni". A tale proposito, Schillaci si è detto "colpito" dal dato del sondaggio che mostra, rispetto all’anno precedente, "una crescita nella percentuale di chi ritiene che - pur senza mettere in dubbio l'autonomia regionale - servirebbe un ruolo maggiore dello Stato per migliorare l'efficienza dell'assistenza, garantendo maggiore uniformità e riducendo le troppe diseguaglianze ancora presenti sul territorio nazionale". Si tratta di un dato "su cui dobbiamo riflettere", ha aggiunto, ricordando che "oggi il livello centrale esercita un potere di controllo e monitoraggio nell'interesse esclusivo dei cittadini attraverso la verifica degli adempimenti regionali nell'erogazione dei Lea", i livelli essenziali di assistenza, "l'equità di accesso alle cure e il rispetto dei tempi di attesa". Sulla prevenzione, "sempre più percepita come la chiave di volta per una sanità moderna e sostenibile", l'indagine segnala una richiesta chiarissima: investire "sulla partecipazione dei cittadini e sulle campagne di screening, con particolare attenzione a quelle oncologiche". Su questo, Schillaci ha rimarcato che "da oltre 1 anno" il ministero sta conducendo "una battaglia culturale per promuovere un necessario cambio di paradigma. Questo Governo e il ministero della Salute - ha assicurato - credono fermamente nella prevenzione come investimento. Lo abbiamo dimostrato con l'ultima legge di Bilancio stanziando risorse significative destinate, ad esempio, all'estensione delle fasce di screening per permettere a più cittadini di accedere gratuitamente alle procedure offerte dal Ssn. Oltre alla prevenzione oncologica, dobbiamo inoltre investire - seguendo le indicazioni europee - nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, che rimangono la prima causa di morte in Italia. Stiamo portando avanti diverse progettualità tra cui la Rete cardiologica degli Irccs: vogliamo costruire un 'modello Italia' che rafforzi la prevenzione cardiologica, specialmente a livello territoriale", ha rimarcato il ministro. Sulla percentuale crescente di italiani che considera prioritario concentrare gli sforzi sull'assistenza territoriale, Schillaci ha evidenziato che "è stato approvato un disegno di legge che riforma i modelli organizzativi e garantiamo un monitoraggio costante sulle Regioni per l'attuazione degli strumenti del Pnrr che vede nel rafforzamento della medicina territoriale e negli Ospedali di comunità un capitolo di fondamentale importanza". Nel commentare il dato sull'intelligenza artificiale, per gli intervistati "un supporto utile, ma non una sostituzione dei medici e del personale sanitario", Schillaci ha ribadito il ruolo della tecnologia "per ridurre tempi e distanze, per rendere più efficienti i percorsi, per supportare diagnosi e presa in carico, soprattutto per ridurre le tante - troppe - disuguaglianze che ancora ci sono tra Nord e Sud dell'Italia, tra grandi città e piccoli centri. La fiducia e la responsabilità clinica rimangono centrali - ha precisato - Con questo spirito abbiamo lavorato al nuovo fascicolo sanitario elettronico e alla digitalizzazione del Ssn, per renderlo più moderno, ma anche per migliorare l'accessibilità alle cure". In chiusura, il ministro ha garantito l'impegno per "un accesso rapido alle terapie su tutto il territorio nazionale, con percorsi e regole più trasparenti, più stabili. Il diritto dei cittadini ad accedere ai farmaci innovativi in tempi rapidi non può essere una variabile regionale - ha concluso - La strada che stiamo perseguendo è quella di delocalizzare senza rinunciare al rigore scientifico, di garantire qualità senza creare maggiore complessità e di favorire l'innovazione senza mettere a rischio la sostenibilità".
(Adnkronos) - Serve davvero un motivo particolare per scegliere una birra analcolica? Heineken risponde con un deciso no e ribalta il pregiudizio con '0.0 Reasons Needed', la campagna globale dedicata a Heineken 0.0, da oggi al via anche in Italia. In un’epoca in cui le abitudini di consumo stanno cambiando e la moderazione entra in modo sempre più naturale nei momenti di convivialità, il brand assume un ruolo centrale nel guidare l’evoluzione del segmento e contribuire a superare i pregiudizi che lo circondano. La campagna rivendica la libertà di scegliere, celebrando uno stile di vita equilibrato e consapevole. Non è questione di dover fare a meno di qualcosa, ma è una possibilità in più, da scegliere liberamente, quando e come si desidera. Firmata da LePub, la campagna - disponibile da oggi sulle piattaforme digitali e sui canali social del brand - smonta con ironia e leggerezza i più comuni automatismi legati alla scelta analcolica. Attraverso scene comuni di vita quotidiana, lancia un messaggio semplice e diretto: non serve alcuna ragione speciale per bere una Heineken 0.0, se non il piacere del suo gusto inconfondibile. Un progetto che celebra una nuova socialità senza limiti, rispondendo in modo concreto alle esigenze dei consumatori. Il nuovo spot, diretto da Hanna Maria Hendrich, gioca con uno degli stereotipi più diffusi: chi beve una birra analcolica viene immediatamente associato al ruolo del 'guidatore designato'. Con tono ironico mostra invece come la scelta di una Heineken 0.0 possa nascere semplicemente dal piacere del suo gusto rinfrescante e dal desiderio di godersi il momento, in totalità. Una narrazione che si inserisce in un cambiamento culturale più ampio e, come prima birra analcolica e leader della categoria, Heineken 0.0 si fa portavoce di un approccio aperto e libero da preconcetti. “In Heineken - commenta Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia - lavoriamo da anni per ampliare le possibilità di scelta dei consumatori, contribuendo a rendere la moderazione un’opzione sempre più naturale e quotidiana. Oggi, vediamo chiari segnali di cambiamento: sempre più persone, soprattutto tra i più giovani, scelgono la birra analcolica per accompagnare la convivialità in diversi momenti, dal pranzo con gli amici alle pause in ufficio, fino all’aperitivo. Con ‘0.0 Reasons Needed’ vogliamo contribuire a questo cambiamento culturale, liberando le persone dal bisogno di giustificare le proprie scelte: che sia per una necessità o semplicemente per piacere, scegliere una Heineken 0.0 deve essere una questione di gusto". La campagna arriva in un momento di forte sviluppo e ridefinizione del segmento analcolico. Secondo una recente ricerca condotta da Heineken Italia in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito della campagna Together, la birra analcolica è oggi una scelta sempre più diffusa e consapevole, soprattutto tra Genz e Millennials, tanto che più di 1 giovane su 3 (33,6%) la considera una valida alternativa alla birra tradizionale. Questa evoluzione si riflette anche nelle occasioni di consumo, sempre più ampie e trasversali: dalla socialità quotidiana, come aperitivi e cene, fino a momenti più funzionali come lo sport o il lavoro. Il 40,2% di Millennials e Gen Z dichiara di sceglierla prima o dopo l’attività sportiva, mentre il 13% la utilizza in vista di momenti importanti come esami, presentazioni o colloqui. La 0.0 entra così anche nei luoghi di lavoro: l’8,2% degli intervistati la consuma durante una pausa o un brainstorming. A guidare questa evoluzione è anche una crescente attenzione al gusto: per il 61% dei giovani italiani, infatti, il sapore è comparabile a quello della birra alcolica. Heineken 0.0 si conferma così protagonista di questa evoluzione, offrendo una lager analcolica dal gusto pieno e distintivo, pensata per accompagnare ogni momento della giornata senza rinunce. Con '0.0 Reasons Needed', il brand rafforza il proprio ruolo di leader della categoria e continua a promuovere una cultura del consumo più consapevole, inclusiva e libera da pregiudizi. Un impegno che valorizza la moderazione come scelta personale e sempre più parte della quotidianità.
(Adnkronos) - “La lotta allo spreco alimentare e più in generale gli obiettivi di sostenibilità in Italia nell'ambito dei contratti pubblici sono regolati dai Cam. Il decreto che riguarda la ristorazione collettiva è del 2020. Noi sin dall'inizio avevamo criticato un'impostazione troppo rigida di questo decreto, soprattutto per quanto riguardava le prescrizioni molto vincolanti e molto prescrittive sulle percentuali di utilizzo di prodotti biologici”. Lo ha dichiarato Daniele Branca, responsabile ufficio Legislativo e Lavoro di Legacoop Produzione e Servizi, al convegno 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. Branca ha ricordato che “di recente, dopo un proficuo confronto con il ministero, siamo riusciti ad avere dei chiarimenti e delle specifiche con una circolare del settembre del 2025, che rende più flessibili gli strumenti”. Tuttavia, ha sottolineato, resta aperto il nodo economico. “Riteniamo che il problema principale in questo momento è un'impostazione del mercato che scarica sugli operatori economici gli investimenti e i costi in materia di sostenibilità. Troppo spesso ci sono basi d'asta non adeguate e gare che non prevedono meccanismi di revisione prezzi adeguati e quindi assistiamo a gare deserte, a imprese che faticano a mantenere l'esecuzione del servizio”. Da qui la richiesta di un cambio di paradigma: “Crediamo che debba esserci un cambio culturale per cui i servizi essenziali come quelli di ristorazione collettiva vengano vissuti e percepiti per quello che sono: un investimento per la collettività, per la qualità, è un investimento per l'utenza. Servono investimenti che permettano effettivamente di innalzare la qualità del servizio e di offrire servizi di qualità, sostenibili”.