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(Adnkronos) - "L'obiettivo della Lazio è quello di giocare il campionato di calcio del 2031-32 all'interno dello stadio Flaminio". Questa la sintesi del pensiero del team di professionisti incaricati dalla S.S. Lazio di predisporre il progetto dello stadio Flaminio, nel corso del Forum presso il Palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos, dove sono stati illustrato tempi, prospettive e visione strategica dell’intervento. Dal cronoprogramma dei lavori, alla candidatura per gli Europei 2032, fino al ruolo decisivo del presidente Claudio Lotito e alla collaborazione con l’eredità architettonica della famiglia Nervi, in un percorso iniziato anni fa e fondato su stabilità economica, progettualità e continuità. Al Forum hanno preso parte l’ing. Alessandro Lanzetta a capo del team di professionisti, Sergio Scibetta, il responsabile Finanza e controllo del progetto. Andrea Ciccioriccio, legale dello studio Fiori, Marco Casamonti, professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana alla Scuola politecnica di Genova e fondatore dello studio Archea associati, Domenico D'Olimpio, professore associato del Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell'Architettura dell'Università La Sapienza di Roma, Gabriele Battista, ingegnere del dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell'Università di Roma Tre, Andrea Caloro, Legends Global Ambassador, Emanuele Floridi direttore della Comunicazione della SS Lazio, che ha spiegato come sia "un valore aggiunto che il presidente della Lazio Claudio Lotito abbia costruito una squadra così importante per questo progetto. Dal 13 dicembre 2024 a febbraio 2026, è stato fatto un lavoro incredibile per arrivare a questo punto”. Tecnicamente quando potrebbe essere pronto lo stadio della Lazio? "Il nostro programma prevede un inizio lavori nel primo semestre del 2027 con un completamento dei lavori nel primo semestre del 2031, in maniera da poter disputare il campionato '31-'32 all'interno dell'interno dello stadio Flaminio”, ha sottolineato l’ing. Alessandro Lanzetta a capo del team di professionisti del progetto della Lazio dello stadio Flaminio. Il team di lavoro ha in programma anche di entrare a far parte della lista di impianti per ospitare gli Europei di calcio del 2032 organizzati da Italia e Turchia. “Europei 2032? Noi siamo già stati in Figc a fare la presentazione dello stadio, abbiamo presentato chiaramente una richiesta di ammissione, che è stata registrata, ma è ovvio che per poter far parte degli stadi che verranno selezionati dobbiamo rispondere a determinati requisiti che devono essere raggiunti entro un determinato termine. Quindi l'ostacolo non è tanto nostro, dal punto di vista realizzativo, ma dipende da quando ci daranno l'avvio alla realizzazione dello stadio. Se questo avvenisse in un tempo congruo, sarà tenuto in considerazione lo Stadio Flaminio tra quelli che poi saranno selezionati per l’evento”. Poi Lanzetta ha voluto sottolineare che "se siamo qui oggi è grazie al p residente Claudio Lotito, perché la sua visione nasce, non un anno e mezzo fa, quando noi abbiamo presentato la prima proposta sullo stadio, ma otto anni fa, quando mi ha chiamato per portare avanti un programma più ampio. Il programma prevedeva la ristrutturazione del centro sportivo di Formello, cosa che è stata fatta e completata, l'avvio dei lavori dell'Academy, cosa che è già avvenuta ed in corso di realizzazione, e il progetto dello stadio. In questi giorni, purtroppo, visto il clima che c'è, ho letto e ho sentito che il progetto dello stadio è uscito fuori per cercare di diluire il malcontento. Questo mi dispiace perché ci lavoro da tanti anni, ed è una realtà che non corrisponde al vero. Quindi vorrei prima di tutto confutare questa notizia, il progetto è andato avanti al di là del clima positivo o negativo che abbiamo in questo momento”. "Arrivati al momento nel quale le condizioni economiche di risanamento della società avevano raggiunto un livello di assoluta stabilità, il presidente Lotito è partito con tutta una serie di investimenti importanti, tra cui lo stadio e insieme abbiamo formato questa squadra di professionisti di altissimo livello con la grandissima disponibilità di Pierluigi Nervi, nipote dell'ideatore, del costruttore dell'impianto sul quale andiamo a fare questo importante intervento di valorizzazione, ed è anche il titolare dello studio che ne porta avanti l'eredità. Ci siamo confrontati con lui su tutta una serie di idee, di iniziative che partivano dal nonno. Ci ha fatto vedere i bozzetti. Già negli anni '60-'70 il nonno aveva idee di sviluppare e ampliare altri stadi che però hanno un'architettura che si richiama a quella del Flaminio, come il Franchi. E da lì abbiamo cominciato”, ha proseguito Lanzetta. Il progetto prevede una newco posseduta al 100% dalla S.S. Lazio che "non prevede possibilità di accesso né a terzi, né finanziatori né altri partecipanti" in tutte quelle che sono le iniziative che riguardano il progetto della costruzione dello stadio della società sportiva, attraverso la riqualificazione dello Stadio Flaminio, ha spiegato all'Adnkronos l'assetto societario che si occuperà della realizzazione e del futuro dell'infrastruttura Sergio Scibetta, il responsabile Finanza e controllo del progetto per la creazione dello stadio della Lazio. Un progetto, "chiaro e rotondo che trova fondamento in una serie di basi economiche e finanziarie". Nessuna scalata possibile, quindi, già dalla fase iniziale dell'edificazione della struttura, i cui lavori sono previsti a partire dal primo semestre del 2027 con la conclusione entro i primi sei mesi del 2031. Nel dettaglio, la newco che è in fase di costituzione, sarà strutturata con un 40% di equity e il restante 60% di investimenti. Intanto ci sarà "un apporto previsto tra i 5 e 10 milioni di euro di capitale iniziale. Dipenderà - spiega Scibetta - dallo sviluppo dei primi esercizi che sicuramente andranno in negativo e andranno integrati. La mia idea è quella di non aspettare l'evoluzione esercizio per esercizio, ma di andare a mettere una equity che prevede anche la negatività degli esercizi che dal quarto non ci sarà più". Il progetto dello stadio della Lazio aggiornato a 90 anni dagli iniziali 99, la cui modifica è dovuta alle tempistiche previste per le concessioni comunali, "è ancora sotto verifica di sostenibilità" ma "non vediamo grosse incertezze dal 2034". Lo spiega all'Adnkronos Andrea Ciccioriccio, legale dello studio Fiori, chiamato all'asseverazione del piano economico e finanziario del progetto. Se l'infrastruttura verrà completata nei tempi previsti, dal 2031 inizieranno le attività "e dal 2034 sono ipotizzati flussi economici positivi", spiega infatti l'avvocato. "Stiamo ultimando le analisi delle differenze del piano a 99 anni rispetto a quello aggiornato a 90 anni, non tanto per quanto riguarda gli ultimi 9 anni, quanto sull'impatto che la riduzione dell'orizzonte temporale comporta sugli ammortamenti dei primi anni", ha spiegato Ciccioriccio. Senza interventi sullo stadio Flaminio il rischio è che la struttura faccia "la fine del Ponte Morandi". A sottolinearlo è stato Marco Casamonti, professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana alla Scuola politecnica di Genova e fondatore dello studio Archea associati, tra gli intervenuti al Forum Adnkronos al Palazzo dell'informazione dedicato all'opera che diventerà la 'casa' della Lazio. "Non dovevamo progettare un nuovo stadio ma andare in continuità con quello esistente. L'attuale stadio viene restaurato. I lastroni di cemento del Flaminio sono vuoti dentro e negli anni l'acqua è entrata nelle giunture, andando a corrodere l'acciaio". C'è quindi la possibilità che l'attuale struttura faccia "la fine del Ponte Morandi, se non c'è un intervento crolla". Parte della somma messa a budget per l'intervento sarà infatti dedicata "al restauro. Il cemento armato ha una vita, se non viene protetto dagli agenti atmosferici deperisce. Il primo lavoro -ha aggiunto Casamonti- è quello di recuperare lo stadio ammalorato e poi costruire quello nuovo". "Se riconosciamo al Flaminio il fatto di essere uno stadio bellissimo, possiamo dire che sarà ancora più bello perché viene messo 'uno stadio sopra lo stadio' senza toccare la struttura preesistente dal momento che i cavalletti che reggono il secondo anello non incidono. Sono due strutture indipendenti". Oggi, ha osservato Casamonti, il Flaminio è "uno stadio abbandonato, questo degrado urbano danneggia il quartiere. I residenti dovrebbero comprendere che la riqualificazione del Flaminio finisce per riqualificare tutta l'area. I 'match day' di una squadra di calcio, tra campionato e coppe, possono essere al massimo 30 all'anno, vuol dire che per 335 giorni all'anno diventerà una struttura al servizio del quartiere". Un altro aspetto importante da considerare è per Casamonti "il consumo del suolo. Nessuno lo dice, ma se non ci fosse l'ipotesi che la Lazio vada al Flaminio, una possibile alternativa richiederebbe infrastrutture su 15-20 ettari di nuovo suolo". Chi, come l'ex sindaco Francesco Rutelli, ha espresso in passato perplessità sul progetto, "dovrebbe pensare a qual è l'alternativa". Il nuovo Flaminio sarà "uno stadio che vola sopra uno stadio, un'operazione complessa che lo annovera tra i progetti più importanti degli ultimi 20 anni. E' uno stadio nato e concepito per il calcio. Con la riqualificazione - assicura il fondatore dello Studio Archea Associati - non perderà la sua funzione e verrà mantenuta l'identità culturale dell'impianto". L'area dello stadio Flaminio "è già dotata di una infrastrutturazione tale da poter supportare" il nuovo impianto destinato ad essere la nuova 'casa' della Lazio e "questa nuova opera è in coerenza con la vocazione sportivo-culturale del quartiere". A sottolinearlo è stato Domenico D'Olimpio, professore associato del Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell'Architettura dell'Università La Sapienza di Roma, tra gli intervenuti al Forum Adnkronos al Palazzo dell'informazione dedicato al progetto di riqualificazione del Flaminio. "L'impatto per il quartiere per le giornate extra-calcistiche sarà minimale - Tolti i 30 giorni di match day al massimo e qualche evento assimilabile come impatto, gli altri eventi come organizzazioni conferenziali, presentazioni in una struttura di quel tipo non impatta in maniera massiva sul quartiere. Una società come Legends Global che gestisce oltre 500 impianti e arene, ha visto in questo progetto un assoluto punto di riferimento qualitativo", ha aggiunto Andrea Caloro Legends Global Ambassador.
(Adnkronos) - 'La giustizia italiana al bivio'. E' il titolo dell’incontro–dibattito dedicato al confronto sul referendum confermativo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare', in programma lunedì 23 febbraio 2026, alle ore 10, presso l’Aula Rossi dell’Università Lum Giuseppe Degennaro. Dopo i saluti e l’introduzione del Rettore Antonello Garzoni, l’iniziativa vedrà le presentazioni di Riccardo Figliolia, Segretario Generale Confimi Industria BaBifg e Massimo Melpignano, Responsabile nazionale Konsumer Italia. Interverranno Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia per il Comitato del Sì, e Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale e Prorettore dell’Università di Foggia per il Comitato del No. L’incontro prevede una sessione di q&a e si concluderà con l’intervento di Massimiliano Lanzi, Professore di Diritto Penale. A moderare il dibattito sarà il giornalista Antonio Bucci.
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".