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(Adnkronos) - ''Onorevole Conte a me Trump non mi ha mai chiamato Tony, Anthony, a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto di particolare amicizia ce l'aveva lei''. Scintille tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, durante la replica del vicepremier davanti alle commissioni di Camera e Senato sull'attacco all'Iran. ''Io non mi vergogno di niente. Ma di cosa mi devo vergognare? - ha detto ancora Tajani in tono concitato rivolgendosi al leader M5S che aveva evocato il cappellino Maga nelle mani del ministro degli Esteri - Me lo venga a dire, me lo venga a dire di cosa mi devo vergognare? Il cappellino era un regalo. Io non sono andato né in ginocchio dalla Merkel come ha fatto lei né da Trump''. A stretto giro la controreplica di Conte: "Non è mai una questione personale, ministro Tajani, quindi quando lei si offende e dice che Trump non l'ha mai chiamata Tony: il problema è politico, il problema è che non vi chiama proprio" se "non per firmare accordi su accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano". Intervenendo dopo le comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto nelle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, il leader M5S aveva chiesto: "Qual è l'atteggiamento" del governo nei "confronti degli Stati Uniti? Vogliamo un attimo venir fuori e chiarire le nostre linee di indirizzo di politica estera, condannando questi attacchi che sconvolgono l'ordine internazionale? Vengono attaccati il Venezuela, l'Iran dove ci sono le riserve maggiori energetiche del mondo di petrolio o di petrolio, gas in Iran, ma ci sono tantissime altre autocrazie, il 72% della popolazione mondiale vive in autocrazie e regimi illiberali con cui noi facciamo affari e addirittura dopo un genocidio continuiamo noi dell'Unione europea e Italia ad avere rapporti privilegiati con Israele". "Va tutto bene? Sottoscriviamo tutto quel che ci viene chiesto da Washington: aumento delle nostre spese insostenibili al 5% del Pil? Andiamo a Washington a promettere l'acquisto di armi e gas americani, zero tassazione per i giganti del web? Quando ci arrivano i dazi diciamo che è un buon compromesso? Ancora sponsorizziamo, come ha fatto la nostra presidente del Consiglio con scarsa dignità, il premio Nobel per la pace per Trump? Andiamo al Board of Peace e ci rigiriamo i cappellini Maga? Qual è il vantaggio di tutto questo per l'Italia? Ci sarà un vantaggio perché per Meloni l'abbiamo capito: ha rimediato prefazioni per il suo libro dal figlio di Trump, ha rimediato una prefazione anche a ultimo dal vicepresidente Vance. Agli italiani in tutto questo? Il Tricolore ve lo siete dimenticato?", l'affondo di Conte.
(Adnkronos) - "Siamo tutti interessati, persone e organizzazioni, da questa trasformazione, quindi nessuno si può tirare indietro. Per questo, io credo che bisogna rivendicare una gestione pubblica dell'intelligenza artificiale, credo che solo così possiamo lavorare bene e insieme, con una strategia europea, è importante dotarsi di politiche e strumenti comuni. Per noi, governare l'intelligenza artificiale nel mercato del lavoro significa una cosa molto concreta: significa dare una direzione comune e trasformarla in strategia operativa". Così Vincenzo Caridi, capo del Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'Ia in Italia -spiega ancora Caridi- può dare moltissimo, perché siamo un Paese bellissimo ma non tutto funziona come dovrebbe; abbiamo una grande crisi demografica, e questo vuol dire meno lavoratori, e l'Ia può essere utilizzata per potenziare le competenze dei lavoratori che ci sono, non per sostituirli. L'Ia quindi è una sfida, e dobbiamo lavorarci con una strategia europea", conclude.
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso