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(Adnkronos) - Brunori Sas tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta il brano 'Il mondo' di Jimmy Fontana, con il duo Maria Antonietta e Colombre, in gara al Festival con il brano 'La felicità e basta'. Brunori Sas, Dario Brunori all'anagrafe, nasce a Cosenza nel 1977. Dopo aver conseguito la laurea in economia e commercio, comincia ad avere le prime esperienze musicali con un'etichetta svizzera, Minuta. Presto Dario diventa autore di canzoni e musiche per alcune serie televisive, attività che prosegue tuttora. I suoi testi sono caratterizzati da una particolare eleganza e profondità, una ventata di aria fresca nel panorama della musica italiana e nel cantautorato in particolare, adatto a chi cerca nelle canzoni ancora uno spunto originale e creativo. Il nome Brunori Sas è un omaggio all'impresa edile dei suoi genitori, che porta lo stesso nome, suo luogo d'ispirazione per molti dei brani contenuti nel primo album, che pubblica nel 2009, 'Vol.1'. Il disco si aggiudica il Premio Ciampi 2009 come miglior album d'esordio. Intraprende un tour teatrale “Brunori Srl: Una società a responsabilità limitata” dove musica e stand-up comedy si alternano creando uno show unico nel suo genere. Nel 2025 è in gara a Sanremo con L’albero delle noci, che dà anche il titolo al suo ultimo disco. Dario Brunori è legato sentimentalmente a Simona Marrazzo, collaboratrice nei suoi stessi lavori discografici e co-fondatrice della casa discografica Picicca Dischi. La coppia ha avuto una figlia, Fiammetta (nata nell'ottobre del 2021) a cui è dedicato l'album Baby Cip. Brunori Sas ha dichiarato di ispirarsi all'icona dell'umorismo, Groucho Marx, attore statunitense noto per i vistosi baffi e sopracciglia dipinte. A febbraio del 2016 l'artista è stato nominato testimonial nazionale UNICEF per il suo costante impegno a favore di tutti i bambini in pericolo. Sul suo esordio al Festival di Sanremo, Brunori ha detto che l’idea è quella di farsi conoscere da un pubblico più ampio: "Voglio far sentire le mie canzoni, la mia canzone, ad un pubblico che magari fino a questo momento non mi aveva intercettato". No Stanotte amore non ho più pensato a te Ho aperto gli occhi per guardare intorno a me E intorno a me girava il mondo come sempre Gira, il mondo gira Nello spazio senza fine Con gli amori appena nati Con gli amori già finiti Con la gioia e col dolore Della gente come me Oh mondo Soltanto adesso io ti guardo Nel tuo silenzio io mi perdo E sono niente accanto a te Il mondo Non si è fermato mai un momento La notte insegue sempre il giorno Ed il giorno verrà Stanotte amore non ho più pensato a te Ho aperto gli occhi per guardare intorno a me E intorno a me girava il mondo come sempre Gira, il mondo gira Nello spazio senza fine Con gli amori appena nati Con gli amori già finiti Con la gioia e col dolore Della gente come me Oh mondo, soltanto adesso io ti guardo Nel tuo silenzio io mi perdo E sono niente accanto a te Il mondo Non si è fermato mai un momento La notte insegue sempre il giorno Ed il giorno verrà Il mondo Non si è fermato mai un momento La notte insegue sempre il giorno Ed il giorno verrà Stanotte amore non ho più pensato a te A te
(Adnkronos) - Integrare la previdenza fin dalle prime fasi del percorso lavorativo, rendendola una componente stabile del welfare e uno strumento concreto per il futuro delle nuove generazioni. E' il messaggio emerso oggi dalla conferenza 'Il futuro della previdenza complementare è oggi: il ruolo strategico delle imprese', promosso dal Presidente della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto, con la partecipazione del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon, della consigliera dell’Ivass Rita D’Ecclesia, del consigliere esperto Cnel, Francesco Rotondi e dell’ad di Arca Fondi SGR, Ugo Loeser. L’incontro, tenutosi a Palazzo San Macuto, ha riunito istituzioni, operatori del settore previdenziale, imprese e direttori hr, per un confronto sugli scenari della previdenza complementare e sulle evoluzioni necessarie per rispondere ai cambiamenti demografici, economici e sociali del Paese. Walter Rizzetto ha affermato che "la prima sfida sulla previdenza complementare è culturale. Occorre rafforzare informazione, formazione ed educazione finanziaria su uno strumento ancora poco conosciuto e spesso sottovalutato. Tra i giovani, in particolare, le adesioni restano insufficienti, pur a fronte di una lieve crescita negli ultimi anni, ma in un contesto segnato da carriere discontinue, ingresso tardivo nel mercato del lavoro e calo demografico. Mettere lavoratrici e lavoratori nelle condizioni di comprenderne funzionamento, vantaggi fiscali e prospettive di lungo periodo significa consentire scelte realmente consapevoli. Il secondo pilastro previdenziale è una leva essenziale per garantire stabilità, sostenibilità e sicurezza economica ai lavoratori di oggi e di domani". Ugo Loeser ha analizzato alcune delle novità introdotte dalla Finanziaria 2026 – auto enrollment, life-cycle, flessibilità in uscita e portabilità – evidenziando come queste misure offrano benefici concreti agli aderenti, migliorando sia la fase di accumulo sia quella di decumulo, con vantaggi rilevanti in termini di rendimenti e di qualità del servizio. "La previdenza complementare - ha dichiarato Loeser - deve diventare uno strumento semplice, accessibile e vicino alle persone. Le novità introdotte con la legge di Bilancio hanno il potenziale di imprimere un impulso significativo al sistema, favorendo una partecipazione più ampia e consapevole". In questo contesto Patrizia Fontana ha presentato la nuova ricerca di Previverso, condotta su oltre 300 professionisti HR, che ha evidenziato margini di miglioramento nella conoscenza del quadro normativo che incide sulle scelte previdenziali: tra i profili senior solo il 14% ha dichiarato una preparazione completa, mentre l’80% degli intervistati ha dichiarato che la previdenza complementare ha il potenziale di diventare cultura d’impresa, ma ha sottolineato che il percorso è destinato a richiedere tempo e continuità, oltre ad un ruolo attivo della funzione hr. Previverso ha anticipato molte di queste tematiche. "L’esperienza di Previverso - ha ricordato Fontana - dimostra che l’educazione previdenziale funziona quando parte dai bisogni reali Il lavoro sviluppato con aziende e funzioni hr ha, infatti, permesso di accrescere la consapevolezza su questo tema centrale, aprendo la strada ad una maggiore diffusione dei fondi pensione". Nella medesima direzione sono andate le testimonianze dei direttori del personale, che hanno presentato le esperienze sviluppate con Previverso per accrescere la consapevolezza finanziaria delle nuove generazioni tramite programmi di formazione, condividendo best practice ed elaborando proposte nell’ottica di favorire una pianificazione previdenziale consapevole e di lungo termine. In quest’ottica i rappresentanti del mondo delle imprese hanno mostrato un diffuso apprezzamento per PreviYoung, iniziativa nata da un percorso di co-progettazione avviato nel 2024 con gli esperti hr di Aidp, che mira a rendere accessibile la previdenza complementare anche ai giovanissimi. Un progetto che valorizza bisogni reali: genitori attenti al futuro dei figli, aziende focalizzate sul benessere dei collaboratori e funzioni hr consapevoli del valore sociale ed educativo della formazione sulla previdenza. Una iniziativa che vede impegnate molte aziende italiane e branch di multinazionali come ABInBev, Emerson, SAS, Fastweb+Vodafone, Fortidia, TD Synnex, Swaroski, Kuehne + Nagel, Golmar, Italiaonline, Safety21, Sutter, Transcom e Sperlari. Dal dibattito è emerso, inoltre, che il modello formativo di Previverso - rivolto ai dipendenti e alle funzioni hr - è in grado di generare un impatto positivo su tre livelli: sulle persone, rafforzando la consapevolezza finanziaria, favorendo la stabilità economica individuale e incidendo positivamente sul benessere psicologico; sulle aziende, valorizzando il welfare in chiave ESG (dimensione sociale), supportando il futuro finanziario dei giovani dipendenti e rafforzando l’employer branding; sul sistema Paese, promuovendo la cultura della pianificazione nelle famiglie e contribuendo ad una maggiore resilienza economica e a un equilibrio più efficace del welfare. A chiusura dell’evento la consigliera dell’Ivass D’Ecclesia ha sottolineato che si assiste a un cambio di prospettiva nel modo in cui la previdenza entra nella vita delle imprese e dei lavoratori: "La previdenza complementare può diventare una leva strategica del welfare aziendale e uno strumento di attrazione del capitale umano. In questo contesto, la cultura finanziaria rappresenta un elemento imprescindibile di tutela: acquisirla significa essere in grado di valutare con consapevolezza le proprie esigenze di copertura previdenziale, orientando scelte informate e sostenibili nel lungo periodo".
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.