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(Adnkronos) - Diventa un caso il concerto di Laura Pausini in Perù. La cantante italiana ha interrotto improvvisamente lo show a Lima, lasciando il pubblico sorpreso e dando vita a un episodio diventato virale sui social. Durante l’esecuzione di uno dei suoi brani più celebri, Pausini ha fermato la musica e si è rivolta direttamente al pubblico. Nel mirino, le prime file sotto il palco, quelle con i biglietti più costosi. Secondo quanto riportato, molti spettatori non cantavano, né mostravano particolare coinvolgimento, in netto contrasto con l’entusiasmo del resto dell’arena. “Devo fermarmi un attimo”, ha detto l’artista, interrompendo l’esibizione e cambiando il clima del live in pochi secondi. La cantante non ha usato mezzi termini. Ha criticato apertamente alcuni spettatori delle zone vip, sottolineando la mancanza di coinvolgimento: "Pagano molto, ma non conoscono le canzoni". Un commento diretto che ha acceso il dibattito online. Pausini si è anche rivolta a un cameraman chiedendogli di inquadrare chi stava davvero cantando, cioè il pubblico più lontano ma visibilmente più entusiasta, piuttosto che chi resta immobile sotto il palco. L’episodio, avvenuto all’Arena 1 della capitale peruviana durante il tour 2026-2027 e il video del momento ha fatto rapidamente il giro del web, dividendo gli utenti. Da una parte chi applaude la schiettezza dell’artista, da sempre nota per il suo rapporto diretto con i fan; dall’altra chi ha giudicato il rimprovero eccessivo, soprattutto verso spettatori paganti. Non è la prima volta che Laura Pausini interagisce in modo deciso con il pubblico. Al di là della polemica, il gesto racconta molto del rapporto tra artista e pubblico nell’era dei concerti-evento: tra fan appassionati e spettatori “di status”, la differenza – almeno per Pausini – si misura ancora in una cosa semplice: cantare insieme
(Adnkronos) - Esce oggi 'Steakhouse d’Italia 2026', l’unica guida italiana interamente dedicata alle steakhouse e alla cucina a fuoco vivo. Oltre 400 pagine firmate 'Braciami Ancora', punto di riferimento nazionale per gli appassionati di carne e cottura a fuoco vivo. Arrivata alla terza edizione, la guida racconta un comparto sempre più centrale nella ristorazione italiana. Un settore che cresce, si struttura e alza costantemente il proprio livello qualitativo. Il volume è disponibile da oggi su Amazon. L’edizione 2026 raccoglie 600 indirizzi in tutta Italia e include una sezione dedicata a 90 steakhouse europee, pensata per chi viaggia e non vuole rinunciare a un’esperienza di qualità. All’interno della guida sono segnalate anche le 50 migliori steakhouse d’Italia, premiate con il sistema delle 'fiamme', simbolo distintivo dell’eccellenza nel settore. A livello geografico, il Lazio guida la classifica con 62 insegne, seguito da Toscana (61) e Campania (54). Chiude la Basilicata con 2 locali recensiti. L’inserimento nella guida rappresenta una selezione qualitativa e certifica l’attenzione alla materia prima, alla tecnica e all’esperienza complessiva. “Il livello di questi locali - spiega Michele Ruschioni, giornalista e fondatore di 'Braciamiancora', oggi con oltre un milione di follower - cresce anno dopo anno. Siamo davanti a una ristorazione ormai di serie A: grande attenzione alla selezione delle carni, tecniche di cottura sempre più precise e una filiera più consapevole. L’evoluzione riguarda anche la cucina: aumentano le proposte che valorizzano tagli meno nobili e recuperano ricette tradizionali, segno di un settore dinamico e culturalmente vivo”. Sono lontani i tempi della grigliata mista a pochi euro: oggi la ristorazione carnivora propone selezioni sempre più sofisticate, con frollature che arrivano fino a 300-400 giorni, carpacci costruiti con precisione e accompagnamenti inediti per il panorama italiano. Un’evoluzione che prende ispirazione dalle grandi scuole internazionali, dalla Spagna all’Australia, e che ha innescato una vera e propria rivoluzione culturale. In Italia la carne non si è mai mangiata così bene come oggi: un risultato costruito grazie al lavoro di chi ha studiato, viaggiato e sperimentato, contribuendo a ridefinire standard e linguaggi del settore. Anche i social hanno avuto un ruolo chiave in questo processo, accelerando la diffusione di conoscenze e modelli. Restano punti di riferimento le grandi icone della cucina a fuoco vivo, come Lennox Hastie in Australia e Víctor Arguinzoniz nei Paesi Baschi con il suo ristorante Asador Extebarri. Determinante anche il ruolo del pubblico: il cliente di oggi è più informato, più esigente e disposto a riconoscere il valore della qualità. Una domanda che sta spingendo l’intero comparto verso standard sempre più alti.
(Adnkronos) - Taranto diventa protagonista del dibattito nazionale su sostenibilità, parità di genere e nuove generazioni. Infatti, domani, martedì 21 aprile, Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale arriva in Puglia con l’incontro “L’impresa sostenibile: dialogo di genere e generazioni”, in programma a partire dalle ore 10 presso la Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, nella Sala Resta – Cittadella delle imprese di Taranto. Focus dell’appuntamento, la sostenibilità sociale declinata negli ambiti della parità di genere e dell’intergenerazionalità. Un dibattito reso centrale dagli ultimi incoraggianti dati forniti da Unioncamere: sono oltre 12.000 le imprese italiane che hanno ottenuto la certificazione di parità di genere, coinvolgendo più di 2,7 milioni di lavoratori, di cui il 43,1% donne. Un risultato che supera ampiamente gli obiettivi del PNRR, fissati per il 2026 alla soglia delle 3000 imprese. “Anche quando si parla di parità di genere è necessario “andare oltre” e cambiare l’approccio: definire e praticare policy inclusive non rappresenta un costo ma un investimento – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone -. È dimostrato infatti che un maggior livello di inclusività stimola l’innovazione, fidelizza i dipendenti, migliora l’attrattività nei confronti dei giovani. Con un impatto importante sulla reputazione dell’impresa e sul rapporto di fiducia con gli stakeholder”. In un contesto economico e sociale attraversato da profonde trasformazioni, la riflessione sulla sostenibilità non può prescindere dal tema della parità di genere. Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, il divario globale è oggi fermo al 68,5% e, senza un’accelerazione significativa, serviranno 134 anni per raggiungere la piena parità. In Italia, però, i dati presentati da Unioncamere registrano un importante trend di crescita, a conferma di come equità, inclusione e sostenibilità siano leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano. Il settore delle costruzioni presenta il maggior numero di imprese certificate per la parità di genere (3.150), seguito dalle attività manifatturiere (1.811), dai servizi per le imprese (1581) e da amministrazione pubblica e difesa (1138). Le due regioni più virtuose sono Lombardia e Lazio, che insieme contano 4.753 imprese (il 38,5% del totale) e gestiscono oltre 1,4 milioni di dipendenti (circa il 51% dell'intero dataset). Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, a fornire un quadro più completo sarà il report realizzato per la Camera di Commercio di Taranto e Brindisi da DINTEC – Consorzio per l’innovazione tecnologica, che verrà presentato nel corso della giornata. Tra i dati più significativi, frutto di un’analisi su 126 imprese delle province di Brindisi e Taranto, confrontate con un perimetro più ampio costituito da 431 imprese pugliesi e circa 8.000 imprese a livello nazionale, c’è la conferma che le microimprese sono la struttura più tipica dell’imprenditoria femminile: l’80% rientra infatti nella classe dimensionale 0–9 addetti, concentrate nei servizi (circa il 65%), ma con una presenza significativa anche nell’industria (30%) e una quota più limitata in agricoltura. L’analisi rileva una maggiore propensione delle imprese femminili a integrare aspetti di equità, inclusione, benessere dei lavoratori e qualità dei rapporti. Al contrario, risultano meno sviluppate le dimensioni legate alla catena di fornitura e al capitale sociale, ambiti che richiedono una maggiore strutturazione organizzativa e una formalizzazione dei processi, spesso più complessa per le microimprese. Emerge, infine, un basso livello di digitalizzazione applicata alla sostenibilità, in particolare sulla componente ambientale. Questo dato, pur critico, evidenzia una grande opportunità di intervento, soprattutto per accompagnare le imprese femminili verso percorsi più strutturati e misurabili di sostenibilità. Il programma della tappa di Taranto del Salone della CSR e dell’innovazione sociale si aprirà con i saluti istituzionali di Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, e di Rossella Sobrero, del Gruppo promotore de Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale. Seguiranno gli interventi di scenario con Claudia Sanesi, Segretaria generale della Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, e Antonio Romeo, Dirigente Area Innovazione e Digitale di Unioncamere e Direttore di Dintec. Il cuore dell’incontro sarà dedicato ai dialoghi tra giovani e imprese, articolati in tre momenti tematici: il genere, le generazioni e la sostenibilità. Interverranno, tra gli altri, Beatrice Lucarella, Presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile CCIAA Brindisi-Taranto, Giuseppe Solito, studente ITS Academy Biotech, Lucia Minutello, Responsabile relazioni esterne e rapporti con la PA di C.I.S.A., Luca Nardone, Neolaureato in Ingegneria Gestionale Politecnico di Bari, Giulia Petronella, CEO, Founder e Designer di WOO, Cristian Frisenna, Studente Fondazione ITS Academy MI.TI. Moda. La conduzione dei dialoghi sarà affidata a Rossella Sobrero e Valentina Castellaneta, giornalista. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto - con il suo Comitato Imprenditoria Femminile -, che lo scorso 1 aprile ha ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), entrando ufficialmente nel ristretto gruppo delle sole 4 Camere di Commercio italiane insignite di questo prestigioso riconoscimento. “Accogliamo con gratitudine e soddisfazione a Taranto questa tappa territoriale del Salone, occasione preziosa di confronto sui temi della sostenibilità e dell’impresa femminile e giovanile – dichiara Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto -. I nostri territori vivono un momento complesso in cui perseguire uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile è una responsabilità condivisa. Per questo motivo abbiamo scelto di porre al centro il dialogo tra generi e generazioni, condizione essenziale per una vera innovazione. La Camera di commercio è impegnata concretamente nel sostegno all’impresa femminile, nella valorizzazione dei giovani e nella promozione della doppia transizione. Crediamo fortemente nel valore del confronto fra imprese, studenti e comunità da cui nascono le idee per il futuro. Taranto e Brindisi rappresentano territori di sfida ma anche di grande potenziale per la rigenerazione economica e sociale. Con azioni concrete, dalla parità di genere alle società benefit, lavoriamo per rafforzare la fiducia del sistema locale in tutte le sue componenti”. Dopo l’appuntamento di Taranto, Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale proseguirà il suo percorso con la tappa territoriale di Varese, in programma il 6 maggio 2026. Seguiranno Rimini (25 maggio) e Padova (28 maggio). Le tappe territoriali del Salone sono un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. Il programma della 14ª edizione del Salone, “Andare oltre”, comprende anche incontri di approfondimento, iniziative speciali e la quinta edizione del Premio Impatto. Le iscrizioni ai diversi appuntamenti sono aperte online sul sito del Salone.