(Adnkronos) - È nelle immagini sgranate ma decisive di una telecamera di sorveglianza, puntata verso il venditore di kebab di piazza Felice Palma, nel centro di Massa, che gli investigatori stanno cercando la chiave per ricostruire con precisione chirurgica gli ultimi istanti di vita di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso la sera dell’11 aprile sotto gli occhi del figlio undicenne e della compagna Sara Tognocchi, a cui era legato da tre anni e con cui sarebbe sposato nel prossimo mese di luglio. Un delitto che ha scosso profondamente la comunità apuana e che, a pochi giorni dai fatti, si presenta ancora segnato da versioni contrastanti, ricostruzioni divergenti e interrogativi cruciali sul ruolo di ciascuno dei cinque giovani indagati per omicidio volontario: tre minorenni e due maggiorenni. Le immagini video, insieme agli esiti dell’autopsia e alle dichiarazioni rese durante gli interrogatori di garanzia, rappresentano oggi il fulcro dell’indagine coordinata dalla Procura di Massa e condotta dai carabinieri. Una fase delicata, destinata a stabilire responsabilità penali individuali in un contesto descritto, a seconda dei punti di vista, come un’aggressione brutale o una rissa degenerata. Secondo quanto emerge dalle prime analisi degli inquirenti, una delle telecamere presenti in piazza Palma avrebbe ripreso con sufficiente chiarezza la fase iniziale dello scontro. Il filmato, ora al vaglio degli investigatori, mostrerebbe Giacomo Bongiorni intervenire in difesa del cognato, Gabriele Tognocchi. Quest’ultimo, stando alle testimonianze raccolte, avrebbe poco prima richiamato un gruppo di giovani invitandoli a smettere di lanciare bottiglie contro una vetrina. Un gesto, apparentemente banale, che avrebbe innescato una reazione violenta. Il gruppo – che secondo familiari e testimoni sarebbe stato composto da almeno dieci ragazzi – si sarebbe avvicinato in modo minaccioso a Tognocchi, aggredendolo e provocandogli gravi lesioni: la frattura del setto nasale e di una gamba. A quel punto Bongiorni sarebbe intervenuto, venendo a sua volta preso di mira e colpito ripetutamente con calci e pugni. È proprio la dinamica di questa seconda fase, quella dell’aggressione fatale, che le immagini potrebbero chiarire nel dettaglio: chi ha colpito, quante volte, con quale intensità. L’analisi dei video non è un passaggio puramente descrittivo, ma un elemento tecnico decisivo. Gli investigatori stanno infatti incrociando la sequenza dei colpi visibili nelle immagini con i risultati dell’autopsia, che ha evidenziato lesioni letali alla testa provocate da violenti impatti. Da questo confronto dipenderà la qualificazione giuridica delle condotte: omicidio volontario in concorso, e in quale misura per ciascun indagato. Non tutti, infatti, potrebbero aver avuto lo stesso ruolo nell’aggressione. I due maggiorenni - Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Caratasu, 19 anni entrambi di origine rumena - sono stati sottoposti a fermo e interrogati oggi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale apuano nel carcere di Massa. Per loro l’accusa è di omicidio volontario. Dagli interrogatori emergono però ricostruzioni che ribaltano, almeno in parte, il quadro accusatorio delineato finora. Secondo quanto riferito dalla difesa di Eduard Caratasu, la situazione iniziale sarebbe stata meno tesa di quanto raccontato: una bottiglia caduta a terra, la richiesta di raccogliere i vetri, l’apparente ritorno alla calma. Poi, improvvisamente, un nuovo confronto. La versione dell’indagato sostiene che sarebbe stato Bongiorni a riavvicinarsi e a colpire per primo, sferrando una testata a uno dei ragazzi. Da lì sarebbe scaturita una reazione violenta ma, nelle intenzioni della difesa, non finalizzata a uccidere. Caratasu avrebbe ammesso di aver sferrato un calcio alla testa dell’uomo quando questi era già a terra, ma lo avrebbe definito un gesto “modesto”, dettato dalla rabbia e privo di volontà omicida. Ancora più netta la posizione di Alexandru Miron, che attraverso il suo legale sostiene di non aver nemmeno toccato Bongiorni, dichiarandosi estraneo all’azione che ha causato la morte del 47enne. Analoga linea difensiva emerge dalle dichiarazioni del 17enne fermato, uno dei tre minori coinvolti. Il ragazzo avrebbe affermato di essere stato colpito per primo da Bongiorni e di aver reagito. Il suo avvocato parla esplicitamente di una “ricostruzione alternativa” rispetto a quella dell’aggressione scaturita da un rimprovero. Una linea che potrebbe trovare conferma o smentita proprio nelle immagini video. Il giovane, attualmente ospitato in una struttura per minori a Genova, appare – secondo il difensore – profondamente provato dalla situazione. Domani sarà ascoltato nell’interrogatorio di garanzia . Intanto, mentre l’inchiesta procede, anche le famiglie degli indagati prendono posizione pubblicamente, offrendo una narrazione che insiste sulla reazione e non sull’aggressione. “Non ho insegnato a mio figlio la violenza”, ha dichiarato il padre di uno dei ragazzi, sostenendo che i giovani si sarebbero difesi. Parole simili arrivano anche dai familiari degli altri coinvolti, che descrivono i figli come “bravi ragazzi” travolti da una situazione degenerata. Colpisce, in questo contesto, anche il gesto del padre di uno degli indagati, che si è detto disposto a sostenere economicamente gli studi del figlio di Bongiorni, testimone diretto della morte del padre. Al di là delle aule giudiziarie, la vicenda ha lasciato un segno profondo nella città di Massa. Migliaia di persone hanno partecipato alla fiaccolata silenziosa organizzata nella serata di martedì 14 aprile, attraversando il centro fino a piazza Palma, luogo dell’aggressione. Un corteo composto, segnato dal dolore e dalla richiesta di giustizia. Striscioni contro la violenza e parole di ricordo hanno accompagnato una comunità ancora incredula di fronte a una morte così brutale.
(Adnkronos) - A partire dal prossimo 5 maggio saranno aperte le candidature per il premio tesi di laurea di 'Ingenio al femminile', l’iniziativa del Consiglio nazionale degli ingegneri realizzata in collaborazione con Cesop hr consulting company e riservata alle giovani neo laureate in ingegneria, giunta quest’anno alla sua sesta edizione. Lo scopo è quello di contribuire alla riduzione della disparità, in particolare nel mondo dell’ingegneria come disciplina STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics). La novità di quest’anno è 'Ingenio team', la menzione dedicata ai team guidati da una neolaureata. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è 'Innovare per la transizione sostenibile', che sia di spazi, processi, prodotti e sistemi integrati in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) e le strategie globali per il 2050. Nel campo dell’ingegneria, l’innovazione deve oggi rispondere a sfide complesse attraverso il rispetto degli Obiettivi rilevanti per la transizione sostenibile (Sdgs). La transizione sostenibile può essere raccolta per macro-temi trattati nelle tesi di laurea di dottorato: sostenibilità energetica: soluzioni innovative per integrare fonti rinnovabili, storage energetico e smart grids nelle reti urbane e industriali; sistemi urbani intelligenti: soluzioni per il monitoraggio e la gestione delle risorse urbane (energia, acqua, trasporti, rifiuti) utilizzando tecnologie IoT e AI; decarbonizzazione industriale: tecnologie per la riduzione delle emissioni nei processi industriali, in particolare nei settori pesanti come quello dell’acciaio, del cemento e della chimica; resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici: soluzioni ingegneristiche per rendere le infrastrutture più resilienti ai cambiamenti climatici, come il miglioramento delle costruzioni e la protezione delle risorse naturali. Alle candidate al Premio viene richiesto di illustrare in quale modo il loro lavoro di tesi si inserisca nel contesto generale di questi principi, rispondendo agli obiettivi rilevanti per la transizione sostenibile e indicando in quale dei macro-temi si posizione il loro lavoro di ricerca. “Come Consiglio nazionale - dice Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni - siamo molto lieti di annunciare questa sesta edizione del Premio tesi di laurea. La longevità di questa iniziativa, e più in generale del progetto ‘Ingenio al femminile’, stanno a testimoniare l’importanza e la necessità di valorizzare sempre di più il contributo della componente femminile all’ingegneria italiana. Particolarmente appropriata risulta la scelta di concentrare questa edizione sul concetto di innovazione. L’ingegneria italiana sta andando incontro ad un’evoluzione rapida e profonda che vede affiancarsi a quelli tradizionali, come il civile e l’ambientale, altri settori innovativi che risultano molto attrattivi per i giovani. Penso, ad esempio, al campo biomedico o a quello dell’intelligenza artificiale. In questi settori, così come in quelli tradizionali, le donne hanno già dimostrato di poter offrire un enorme contributo in termini di creatività, competenza e professionalità”. “Le indagini del Centro studi Cni - afferma Ippolita Chiarolini, consigliera del Cni e responsabile dell’iniziativa –evidenziano che oltre il 90% degli ingegneri ritiene le competenze trasversali (comunicazione, lavoro di gruppo, problem solving) fondamentali e importanti per la propria attività lavorativa per la progressione di carriera e il successo dei progetti, oltre alle competenze tecniche pure. Il progetto si arricchisce della menzione 'Ingenio team': vogliamo incentivare la cultura della collaborazione per la liberà opportunità”. "In una fase di profonda trasformazione - osserva Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Cesop hr consulting company e Umana spa - in cui la transizione sostenibile ridefinisce modelli economici, sociali e produttivi, per le imprese diventa fondamentale poter contare su figure professionali con competenze tecniche solide, soft skill come la capacità di adattamento e sensibilità verso le sfide ambientali e sociali. In questo scenario, il contributo delle nuove generazioni di ingegnere, insieme a un dialogo costruttivo tra formazione e imprese, possono risultare determinanti Proprio per questo, con convinzione, come Umana e Cesop, rinnoviamo il nostro impegno al fianco del Premioi Ingenio al femminile, un’iniziativa di valore del Consiglio nazionale degli ingegneri che, giunta alla sesta edizione, continua a promuovere il talento femminile, valorizzare la partecipazione delle donne negli ambiti di studio STEM e a favorire percorsi professionali di valore, capaci di generare un impatto significativo sulla società”. La novità più rilevante della sesta edizione, come detto, è l’introduzione di una speciale menzione, denominata Ingenio Team, destinata ad un team di progetto (misto di donne e di uomini ingegnere) che abbia elaborato un concept progettuale ingegneristico su uno o più dei macro-temi. Possono partecipare gruppi misti di progetto (con un minimo di due componenti) di cui almeno una neolaureata (dal gennaio 2021) in ingegneria e un/a iscritto/a all’Albo degli ingegneri o che, in alternativa, abbia presentato domanda di iscrizione alla data di partecipazione al presente bando. Sono istituite cinque tipologie di Premio, ciascuna del valore di 1.500 euro: tesi di laurea nel settore dell’ingegneria civile-ambientale; tesi di laurea nel settore dell’ingegneria industriale; tesi di laurea nel settore dell’ingegneria dell’informazione; premio alla memoria di Giulia Cecchettin, esclusivamente destinato alle tesi di laurea in ingegneria biomedica; tesi di dottorato di ricerca. Per le partecipanti al premio per il dottorato di ricerca, viene richiesto come requisito di accesso l'essere iscritta ad un Ordine degli ingegneri o, in alternativa, aver presentato domanda di iscrizione all’Ordine precedentemente alla data di presentazione della propria candidatura al Premio. Alle concorrenti ai premi per le tesi di laurea, invece, viene richiesto di aver conseguito un voto minimo di laurea di 105/110. La partecipazione alla menzione Ingenio Team (che non prevede premi in denaro) dovrà invece essere gestita totalmente dalla team leader, che dovrà essere una laureata in ingegneria dal gennaio 2021 e nel team dovrà annoverare un/una iscritto/a all’albo. Le domande di partecipazione potranno essere presentate a partire dal 5 maggio fino al 15 giugno, esclusivamente su una piattaforma informatica a ciò dedicata, accessibile dal sito internet del Premio www.ingenioalfemminile.it, presso il quale è possibile anche scaricare il bando con tutte le informazioni. Le aziende Ambassador che hanno già aderito alla sesta edizione del Premio sono: 3TI Progetti, Gruppo Cdp, Delta Dore, Diesse Diagnostica Senese, Ghella, Gruppo Lutech, Gruppo FS, Fastweb+Vodafone, Italgas, Jacobacci & Partners, Nanosystems, Ntt Data, Pizzarotti, Poste Italiane, Rina, Snam, Solesi, Gruppo Trevi, Thales Alenia Space, Unoenergy e Umana.
(Adnkronos) - Un percorso formativo avanzato sui temi Esg, economia circolare e sostenibilità, con un approccio multidisciplinare e orientato all’applicazione concreta nelle imprese: è questa la proposta di Safte - Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica, promossa da Italian Exhibition Group (Ecomondo) insieme all’Università di Bologna, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa si avvale inoltre della collaborazione di partner quali Conai, Comieco e Ricrea, oltre al supporto di media partner tra cui Adnkronos, Rinnovabili, SolareB2B e altre testate specializzate. Prenderà il via il prossimo 17 aprile 2026 la quinta edizione della Scuola, rivolta a professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni impegnati nei processi di sostenibilità. Il programma, in calendario fino al 10 luglio 2026, è progettato per fornire competenze avanzate e strumenti operativi per affrontare le sfide della transizione ecologica, integrando aspetti ambientali, economici e normativi e promuovendo una visione sistemica basata sui criteri Esg. Attraverso il contributo di docenti universitari, esperti e rappresentanti di istituzioni e imprese, Safte punta a formare figure professionali in grado di guidare l’innovazione e integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali. Il percorso prevede inoltre momenti di confronto diretto con aziende e istituzioni, favorendo la condivisione di esperienze concrete.