INFORMAZIONIGraziella CrespiStudio Architetto Fernando Mosca Studi Design e Architettura Ruolo: Event Marketing Consultant Area: Marketing Management Graziella CrespiChi è: Event Marketing Consultant/Consulente marketing - Global Communication. |
INFORMAZIONIGraziella CrespiStudio Architetto Fernando Mosca Studi Design e Architettura Ruolo: Event Marketing Consultant Area: Marketing Management Graziella CrespiChi è: Event Marketing Consultant/Consulente marketing - Global Communication. |
(Adnkronos) - Simone Deromedis e Federico Tomasoni arrivano a Casa Italia accolti dagli applausi. E il sorriso dice tutto. La loro doppietta a Milano Cortina, rispettivamente con oro e argento nella finale di ski cross, non è un sogno. Il 'Medal moment' certifica il traguardo. “Oggi abbiamo avuto degli sci super veloci, è stato il più grande aiuto – spiega il campione olimpico -. Le partenze mi uscivano bene e riuscivo a stare davanti, mentre in seconda e terza posizione c’è da battagliare. Comandare la gara è più duro dal punto di vista fisico, ma più sicuro. Anche se dà meno soddisfazione, perché sorpassare è bello. In semifinale, io e Fede ci siamo comunque divertiti. Un po’ di sorpassi sono venuti fuori”. Tomasoni se la ride e puntualizza: “Ci siamo anche parlati. Ci dicevamo ‘Attento, sto arrivando’“. Un modo per darsi una mano e agguantare a braccetto la finale per una medaglia, come spiegato da Deromedis: “Ce la siamo giocata bene, avere un compagno contro è brutto perché la gara è gara, ma in quella situazione ci siamo aiutati. Abbiamo parlato, siamo stati stranamente molto intelligenti. Di solito, quando siamo insieme, qualche errore lo facciamo. Oggi ci siamo protetti le spalle a vicenda, fino alla fine”. E Tomasoni: “Già, di solito andiamo nelle reti”. Sorrisi olimpici a Casa Italia. Fotografia di una doppietta da film.
(Adnkronos) - “L’esperienza mi ha insegnato che, se miglioriamo le condizioni professionali e familiari delle donne, miglioriamo la vita di tutti e di tutte. Mettere le donne nelle condizioni di esprimere i propri talenti significa far crescere l’intera società. Può accadere oggi, se sapremo trasformare le riflessioni in azioni concrete”. Con queste parole Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali, Pari opportunità della Città metropolitana di Milano, è intervenuta oggi nel capoluogo lombardo all’evento promosso dall’Ordine degli ingegneri della Provincia meneghina, 'Progetto donna’. “Il tema delle politiche di genere è per noi un impegno costante che attraversa tutte le azioni, anche amministrative, della nostra Città metropolitana - afferma De Marchi - Per questo è fondamentale poter contare su più visioni, più strumenti e più competenze che ci aiutino a capire come lavorare meglio”. “Sono cresciuta con l’idea che non esistano limiti invalicabili - racconta - ma anche con la consapevolezza che per affermarsi bisogna impegnarsi il doppio. La libertà delle donne passa da molte strade: attraversa ambiti diversi e incrocia le vite di ciascuna di noi - dice - Spesso dimentichiamo che le grandi conquiste nascono da donne fragili, determinate, capaci di aprire strade nuove. Donne che hanno lottato, studiato, lavorato, costruito competenze e cambiato il destino di un territorio - ricorda - Oggi siamo qui per far crescere la nostra città, il nostro Paese e, nel nostro piccolo, il mondo. Dobbiamo portare ovunque le nostre competenze. Sappiamo farlo. E abbiamo il dovere di farlo”, conclude.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.