Giuseppe Gori SavelliniChi è: Laurea in Scienze della comunicazione, master in comunicazione pubblica e istituzionale, si occupa di comunicazione politica e integrata con la società cooperativa Kinè ed il laboratorio Kinepolis. |
Giuseppe Gori SavelliniChi è: Laurea in Scienze della comunicazione, master in comunicazione pubblica e istituzionale, si occupa di comunicazione politica e integrata con la società cooperativa Kinè ed il laboratorio Kinepolis. |
(Adnkronos) - Un bicchiere d'acqua per cominciare la giornata. E' l'abitudine consolidata più o meno di chiunque. Acqua dal rubinetto o da una bottiglia, generalmente fresca o fredda. Ma non solo. L'abitudine di bere un bicchiere di acqua tiepida, se non calda, è più diffusa di quanto si pensi e si basa su convinzioni che, soprattutto in alcuni paesi, appaiono radicate: si ritiene che l'acqua calda migliori la digestione, acceleri il metabolismo, favorisca la disintossicazione dell'organismo. Il tema torna sotto i riflettori di Popular Science, che prova a fare chiarezza. "Bere acqua calda o tiepida può produrre un effetto positivo, ma i benefici sono spesso amplificati", dice la professoressa Diane Lindsay-Adler, nutrizionista e docente al New York Medical College. In generale, una bevanda calda - non necessariamente solo acqua - può avere un effetto positivo per soggetti alle prese con un raffreddore o con gola irritata. Limone, miele e aglio nell'acqua possono portare giovamento secondo la dottoressa Natasha Bhuyan. Dare sollievo, però, non significa curare. Bevande calde non elimineranno la causa della gola arrossata o del naso 'gocciolante': il malessere dipende da virus e batteri. Capitolo digestione: c'è chi beve acqua calda pensando di ottenere un effetto sul relativo al tratto gastrointestinale che viene stimolato dal liquido a temperatura più o meno 'elevata'. I nervi inviano un avviso al resto del sistema gastrointestinale, spiega la professoressa Allison Miner, docente di nutrizione e studi alimentari alla George Mason University. Il liquido caldo, acqua compresa, può causare il movimento del tratto gastrointestinale e innescare il processo di eliminazione delle scorie. "Ecco perché le bevande calde sono comunemente raccomandate dai gastroenterologi come prima bevanda al mattino, quando si è malati o stitici", aggiunge la professoressa Lindsay-Adler evidenziando che "l'effetto è neurologico e muscolare: il calore favorisce il rilassamento e aumenta il benessere, il che può indirettamente favorire la digestione". Il meccanismo però non è automatico, né costante o generalizzato. Il discorso, in sostanza, è simile a quello che erroneamente attribuisce all'acqua calda qualità 'curative' in relazione al mal di gola. La scienza è ancor più netta quando si associa all'acqua calda il 'potere' di accelerare il metabolismo: "C'è una sorta di costo metabolico quando ingeriamo qualcosa che non è alla temperatura del nostro corpo, un costo metabolico molto lieve e non cambia il nostro peso corporeo", sentenzia la professoressa Milner. Altro mito da sfatare: l'idea che l'acqua calda non ha nessuna proprietà disintossicante. "La disintossicazione si basa su fegato e reni", taglia corto Lindsay-Adler. Non ci sono prove che un bicchiere d'acqua calda sia diverso dall'acqua a temperatura ambiente o fredda. Non è in discussione l'importanza dell'acqua e di una corretta idratazione per garantire la corretta funzionalità di reni e fegato. L'acqua calda, riassumendo, non fa particolarmente bene. Può far male? Non più di altre bevande 'hot'. Il rischio reale è uno solo ed è legato all'assunzione di liquidi con una temperatura superiore a 65 gradi: farlo in maniera sistematica può irritare l'esofago, provocando un processo di infiammazione che può rappresentare il punto di partenza di patologie più complesse. In tal senso, è opportuno limitare il consumo di bevande roventi.
(Adnkronos) - E' stata presentata ufficialmente presso la Camera dei Deputati - Palazzo Montecitorio la Federazione nazionale startup Cnl, una nuova realtà nata con l’obiettivo di aggregare, rappresentare e sostenere le startup innovative italiane nel dialogo con le istituzioni e il mondo del lavoro. L’ecosistema delle startup innovative in Italia continua a essere un elemento dinamico dell’economia nazionale. Secondo i dati ufficiali più recenti, oltre 12.000 startup innovative risultavano iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese al termine del primo trimestre del 2025, confermando una presenza significativa di imprese impegnate in attività ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Parallelamente, nel corso del 2025 gli investimenti in startup e imprese innovative in Italia hanno raggiunto 1,735 miliardi di euro raccolti in 436 round, consolidando dinamiche di capitale positive nonostante le difficoltà strutturali del mercato. Nonostante questi segnali, persistono sfide di sistema: l’accesso ai capitali resta complesso, le procedure amministrative risultano spesso onerose per le piccole realtà e vi sono limiti nella capacità di attrarre capitali esteri e favorire scale-up di grande impatto. E' in questo contesto che nasce la Federazione nazionale startup Cnl, promossa dalla Confederazione nazionale del lavoro, con l’ambizione di costruire una rappresentanza strutturata e autorevole delle startup italiane, rafforzando il collegamento con istituzioni, stakeholder e mondo produttivo. Alla guida della Federazione è stato nominato Gianmarco Ingafù Del Monaco, imprenditore, presidente di Startmeup e attivo da 10 anni nel panorama dell’innovazione, che ha illustrato la visione strategica e le priorità dell’organizzazione nel corso dell’evento istituzionale. “La Federazione nazionale startup Cnl nasce dalla volontà di dare voce e rappresentanza a chi ogni giorno lavora per trasformare idee in imprese competitive e capaci di generare impatto economico. Il nostro obiettivo è costruire un ponte stabile e costruttivo tra l’ecosistema delle startup e le istituzioni, affinché le startup italiane possano crescere con strumenti adeguati, accesso al capitale e policy che favoriscano lo sviluppo sostenibile”, ha dichiarato Ingafù Del Monaco. Nel suo intervento, il presidente ha sottolineato come le startup rappresentino non solo innovazione tecnologica, ma anche nuove opportunità occupazionali e di crescita per il Paese: “Per realizzare appieno il potenziale del nostro ecosistema è fondamentale lavorare su politiche di sistema, semplificazione normativa e incentivi che favoriscano investimenti di lungo periodo. La Federazione vuole essere attore propositivo in questo percorso, portando realtà concrete dell’innovazione al centro del dialogo istituzionale”. La Federazione opererà su tre direttrici principali: rafforzare la rappresentanza delle startup nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee; offrire supporto operativo alle realtà associate attraverso formazione, networking, accesso facilitato a investitori, assistenza legale e fiscale, PR e comunicazione corporate, orientamento sui programmi di finanziamento pubblici e privati; promuovere la cultura dell’innovazione valorizzando le eccellenze italiane e facilitando connessioni con ecosistemi internazionali. La Federazione si inserisce nel panorama italiano delle rappresentanze delle imprese innovative, affiancandosi ad altri organismi già attivi nella tutela e promozione delle startup nazionali e configurandosi come nuovo interlocutore nel rafforzamento della coesione dell’ecosistema.
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.