(Adnkronos) - Fedez soddisfatto del suo Sanremo 2026. Il rapper in gara al festival insieme a Marco Masini ha parlato delle sue ambizioni in vista della finale di oggi, sabato 28 febbraio: "Il rischio di entrare da papi e di uscire cardinali? Ma noi non siamo proprio entrati in seminario. Io mi ritengo già soddisfatto così. Poi certo, saremmo contenti qualsiasi cosa arrivi, ma è tutto un di più. Non ci possiamo rimproverare nulla", ha detto in conferenza stampa. "Credo che quest'anno si riesca ad andare un po' oltre le mie responsabilità e a mettere al centro la musica, io ci sto provando consapevole degli errori del passato. Non posso cambiarlo, ma posso provarci", ha continuato Fedez con la consueta grande sincerità. "Siamo molto felici sia della canzone che di come sia arrivato l'argomento che abbiamo deciso di trattare - ha detto commentando il brano 'Male Necessario', che ha debuttato al primo posto su Spotify ed è primo nella classifica Fimi - Non era scontata questa accoglienza. Stiamo cercando di far evolvere la performance e progredire sul palco, entrare sempre di più dentro la canzone". Sul rapporto con Marco Masini, nato lo scorso anno quando lo invitò nella serata delle cover a cantare con lui il celebre 'Bella Stronza', Fedez spende parole di grande elogio: "Per me è un grande onore condividere questo palco con Marco, lui rappresenta la storia della musica italiana. Abbiamo trovato una sinergia particolare da subito in studio. Una complementarietà, perché all'interno del brano c'è un pezzo di ognuno di noi due. Ci tengo a ringraziarlo". Masini sembra avere un effetto 'calmante' sull'ansia da palco dell'artista di Rozzano: "Sono rimasto scioccato dalla calma serafica che Marco ha dietro le quinte, e per osmosi è riuscito ad infonderla a me - scherza Fedez - Non nascondo che ho sempre percepito il peso di questo palco, ma Marco ha una tecnica per stemperare che è parlare di calcio, quindi sono diventato esperto della Fiorentina", dice riferendosi alla nota fede viola di Masini. Poi un cenno al passato artistico, non sempre facile, del suo partner artistico in questo Sanremo: "Credo che Marco abbia subito nella sua carriera delle vessazioni totalmente ingiustificate - ha spiegato Fedez - io invece sono stato sempre nemico di me stesso, c'è una differenza". Incalzato poi dalle domande dei cronisti sul fatto di non essersi espresso sulla tema della politica dal palco dell'Ariston, come altri colleghi: "Ci sono periodi nella vita e urgenze diverse, io sento che la parte politica e di attualità l'ho sviscerata in maniera molto più ampia con il mio podcast, ho invitato personaggi come Gratteri, o Colombo: la politica è una mia passione", ha concluso.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, così come dicono anche tante ricerche a livello internazionale, certamente comporterà un riposizionamento e soprattutto anche un rischio su alcune posizioni lavorative ma quello che dicono le ricerche internazionali è che invece porterà alla fine un saldo positivo in termini di nuove opportunità di lavoro". Lo dice la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, a margine dell’evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità'. "Il tema ovviamente è un tema connesso alla strategia sulle competenze, alla formazione e alla riqualificazione dei lavoratori, all'attenzione a dare una risposta in termini di competenze digitali delle persone", precisa Calderone. "Stiamo formando migliaia di persone proprio per trasferire competenze digitali che sono fondamentali in questo contesto", spiega. "La nostra - prosegue il ministro - non è una visione pessimistica, dobbiamo certamente avere attenzione a quelli che possono essere i potenziali contraccolpi negativi, ma la risorsa umana è fondamentale, l'intelligenza artificiale deve essere al servizio del lavoro ovviamente di qualità", conclude.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.