INFORMAZIONILavoropiù spa Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: Recruiter Specialist Divisione Farma Milano Farmapiù/Ricerca e Selezione Settore Chimico, Farmaceutico, Cosmetico e Biomedicale Area: Altro Giulia Sedazzari |
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(Adnkronos) - Via gli Stati Uniti dal Medio Oriente, lo Stretto di Hormuz rimane chiuso mentre l'Iran cerca vendetta. Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell'Iran, rimane invisibile e si presenta con un messaggio che viene letto dalla tv di Stato e che si rivela una sfida totale a Donald Trump. Il figlio dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso da Usa e Israele nei primi raid della guerra iniziata il 28 febbraio, continua a non mostrarsi in pubblico: è ferito e secondo alcune fonti sarebbe in un luogo protetto. Il mistero rimane irrisolto e autorizza anche a porre una domanda: chi comanda davvero in Iran? Le parole di Khamenei jr sono affidate ad un giornalista dell'emittente di Stato e chiariscono la linea di Teheran: la guerra continua e il petrolio è un'arma. "Mio padre, mia madre, mia sorella, mio figlio, mia nipote e mia moglie sono stati martirizzati. Ma rimarrò paziente. Sopporterò il dolore e vendicherò il sangue dei martiri", dice l'ayatollah, che ha atteso quattro giorni dalla sua nomina da parte dell'Assemblea degli Esperti per manifestare la sua leadership. Il messaggio, anche nelle parte più generica, è un chiaro manifesto della posizione dell'Iran: nessun compromesso, sono gli altri a doversi adattare alle condizioni di Teheran. A cominciare dagli Stati Uniti. La guerra ha innescato un aumento vertiginoso del prezzo del petrolio e Khamenei intende sfruttare l'arma economica. "La chiusura dello Stretto di Hormuz deve rimanere uno strumento di pressione", ha affermato l'ayatollah in uno dei punti chiave del suo intervento, lasciando intendere che l'Iran andrà avanti con la strategia di non far passare "neanche una goccia di petrolio" dal Golfo. La chiusura di Hormuz finora ha fatto schizzare il barile a oltre 100 dollari e gettato incertezze sulle prospettive delle economie occidentali. "Gli Stati Uniti sono il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando il prezzo del petrolio sale, noi facciamo un sacco di soldi", ha detto nelle stesse ore Trump: in realtà, il semaforo rosso a Hormuz è un salasso anche per i consumatori americani, costretti a convivere con l'aumento del prezzo della benzina al gallone. A questo, si aggiunge la strategia 'divide et impera' a cui potrebbe affidarsi l'Iran: consentire l'uso dello Stretto ad alcuni paesi, per creare inevitabili spaccature che potrebbero minare il sostegno ai nemici. Con Israele e Stati Uniti nessun dialogo, il messaggio non contiene alcun tipo di apertura. Anzi. La Guida Suprema ha giurato esplicita vendetta per i "martiri", con un riferimento esplicito al drammatico attacco alla scuola elementare 'Shajareh Tayyebeh' di Minab, dove un missile ha ucciso 165 persone, molte delle quali erano bambine. Khamenei lo ha definito "un crimine deliberatamente commesso dal nemico", proprio mentre negli Stati Uniti sono stati diffusi i risultati preliminari dell'inchiesta che certifica le responsabilità americane: la scuola, erroneamente indicata come struttura militare secondo le informazioni di intelligence non aggiornate, è stata colpita da un Tomahawk. Il messaggio dell'ayatollah mira a isolare l'America nella regione. Per questo, Khamenei ha lanciato un monito diretto ai Paesi che ospitano basi militari statunitensi, intimandogli di chiuderle "immediatamente" o gli attacchi continueranno: un warning esplicito a Emirati Arabi, Kuwait, Qatar, Bahrain, Oman. Arabia Saudita"La pretesa americana di garantire sicurezza e pace era solo una menzogna", ha scandito Mojtaba, evidenziando che gli obiettivi dell'Iran sono solo quelle basi e non i Paesi del Golfo. Alle petrolmonarchie ha anche rivolto parole più distensive e diplomatiche, evidenziando che Teheran "non cerca di stabilire dominio o colonialismo nella regione ed è pienamente pronta a costruire unità e a intrattenere relazioni calde e sincere di reciproca amicizia con tutti i suoi Paesi vicini". Nel suo discorso la Guida ha quindi espresso "sincera gratitudine" ai movimenti del cosiddetto "Fronte della Resistenza", citando uno dopo l'altro Hezbollah in Libano, gli Houthi nello Yemen e le milizie filo-iraniane in Iraq. Sono i "nostri migliori amici e parte integrante dei valori della Rivoluzione Islamica", ha detto, mostrando la solidità della rete dei proxy e riconoscendone il ruolo fondamentale. In uno dei passaggi chiave del suo discorso, la nuova Guida Suprema ha richiamato l'eredità del padre Ali Khamenei e del fondatore della Repubblica islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini. "Prendere il loro posto è un compito molto difficile", ha ammesso, parlando della "montagna di fermezza" costruita in decenni di leadership e difficile da replicare. Il paese, all'inizio dell'anno, è stato teatro di massicce proteste che sono state represse nel sangue. Gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro il regime, come hanno mostrato i video diffusi sui social, sono stati accolti come una liberazione. Mojtaba Khamenei, nel suo messaggio, ha espresso la sua vicinanza alla popolazione e ha provato a presentarsi come una figura vicina alla gente comune: "Ho saputo della mia nomina dalla tv, come tutti gli altri cittadini".
(Adnkronos) - Amazon annuncia l’apertura dei bandi per l’ottava edizione di 'Amazon Women in Innovation', il programma che assegna borse di studio a sette studentesse universitarie in altrettante Università italiane in ambito Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Per il settimo anno consecutivo, l’università di Roma Tor Vergata è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa: la vincitrice del bando beneficerà di un finanziamento di 6.000 euro all’anno per tre anni e di un percorso di mentorship dedicato, con l’affiancamento di una manager Amazon. Fino al 31 marzo, potranno presentare la propria candidatura tutte le studentesse immatricolate per la prima volta all’a.a. 2025/2026 al Corso di laurea in Ingegneria informatica e Ingegneria di Internet che abbiano conseguito almeno 6 CFU con una media ponderata non inferiore a 25/30. Per ulteriori informazioni visitare questa pagina. Dal 2018, 'Amazon Women in Innovation' ha supportato 33 studentesse e, oltre all’Università di Roma Tor Vergata, il progetto coinvolge altri sei atenei: l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, il Politecnico di Torino. “Otto edizioni di Amazon Women in Innovation rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici”, afferma Rita Malavasi, responsabile delle relazioni istituzionali per Amazon.it. “In questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta”, continua. Amazon Women in Innovation si inserisce nel più ampio impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito stem in Italia entro il 2026, un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale. Maggiori info: https://www.aboutamazon.it/creare-valore-per-il-paese/impatto-sulla-comunita/educazione-stem
(Adnkronos) - Tre giornate di grande esposizione, incontri, confronti e interlocuzioni per tracciare la nuova direzione del futuro energetico globale. Key - The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si è chiuso oggi alla Fiera di Rimini. Le presenze totali sono cresciute del 10%, con quelle estere in aumento del 9% e una forte presenza di investitori. Su 125mila metri quadrati lordi di superficie espositiva e 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, con prodotti, soluzioni e tecnologie innovative nei sette settori della transizione energetica. Presenti 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci); 412 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. La manifestazione, inaugurata mercoledì 4 marzo dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha valorizzato competenze industriali e tecnologiche europee e non. Con i suoi 160 convegni, Key 2026 si è confermato uno degli eventi più importanti in Europa sull’energia, differenziandosi per la completezza dell’offerta espositiva e di contenuti. Fra questi, l’importanza dell’efficienza energetica per la decarbonizzazione, lo storage e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale. Una piattaforma che ha unito innovazione tecnologica e finanza, favorendo il dialogo fra ingegneri, sviluppatori di tecnologie, investitori e istituzioni con l’obiettivo di rendere bancabili i progetti e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio. Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà. Grande attenzione al tema della finanza, ai nuovi modelli finanziari e di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili e agli strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia, come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. Innovazione e green jobs sono stati al centro dell’Innovation District, con 32 Start-up e Pmi innovative e con l’iniziativa Green Jobs&Skills che ha favorito l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nell’ambito della sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette Start-up e alle sette aziende espositrici di Key per i loro progetti più innovativi, una per ogni categoria merceologica della manifestazione. In concomitanza, si è svolta una nuova edizione di Dpe - International Electricity Expo, la manifestazione dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita - Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria - e Federazione Anie - che nel sistema Confindustria rappresenta le imprese attive nelle filiere dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i General Contractor industriali. Martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, Key è stata anticipata da una nuova edizione di successo di Key Choice - Unlock the future of Ppa, l’evento B2B di KEY - The Energy Transition Expo, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Elemens e dedicato ai Power Purchase Agreement.