INFORMAZIONIGiulia Gasparini |
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(Adnkronos) - Buona la terza? Chissà. La serata numero tre di Sanremo sembra cambiare passo in modo deciso, almeno per quanto riguarda i look dei protagonisti sul palco dell'Ariston, più audaci e decisi rispetto ai giorni precedenti. Si parte dalla co-conduttrice Laura Pausini, che apre la serata in grande stile: per il primo outfit sceglie un abito scenografico firmato Alberta Ferretti, con un corpetto di velluto nero che scolpisce la silhouette e una gonna esplosiva di piume bianche e organza, corta davanti, lunga dietro. La scollatura a barca anni '50 aggiunge quel tocco da diva d'altri tempi: un po' cigno nero, un po' principessa moderna. E finalmente, verrebbe da dire, i capelli raccolti con un semplice nastro nero fanno la magia, rendendola elegante senza sforzo. Il primo cambio d'abito è un total white, cady di seta scultoreo, ancora Alberta Ferretti per mano di Lorenzo Serafini. Chiffon, piume che decorano, linee da statua greca. Semplicemente meravigliosa. E poi arriva il terzo look: un vestito giallo leggerissimo e luminoso. Impossibile non alzarsi in piedi: standing ovation obbligatoria. Voto: 8 e mezzo. Quattro cambi d'abito sono troppi, ammettiamolo. E il quarto, beh…Laura poteva davvero risparmiarcelo. L'abito a sirena di paillettes rosse, con tanto di mantella in voile e collana mastodontica, scivola rapidamente da 'diva' a too much. Bocciata. La vincitrice del premio della critica e della sala stampa, Angelica Bove è minimal con il suo completo total black di Emporio Armani, una camicia che mostra l'ombelico e pantaloni neri. Voto: 7. E' semplicemente magnetica Irina Shayk, che scende la scalinata con una tuta second skin in pizzo nero e guanti inclusi, che grida da lontano 'femme fatale'. Il body e la gonna pareo, però, portano tutto in zona casual chic da backstage, un filo troppo poco per l'Ariston, ma che volete? Lei lo regge alla grande. Voto: 6 e mezzo. Il cambio d'abito per la supetop russa è una salopette nera con berretto dotato di visiera. Interessante sì, ma il crossover Super Mario dark edition. È dietro l'angolo. Voto: 6 e mezzo confermato. Con il terzo look Irina alza l'asticella, con un abito formato da lunge frange double face - nere da un lato, colorate dall'altro in un effetto ipnotico. A completare il tutto, due fasce verticali di paillettes nere a coprirle il seno. Voto: 7 e mezzo. Il crescendo continua con il quarto cambio d'abito, una odalisca dark: vestito nero a maniche lunghe, catenelle dorate in vita e sui polsi, sensualità calibrata ma spiccata. Il riferimento è immediato: una chiara citazione all'iconico abito nero di Mireille Darc nel film francese 'Le Grand Blond avec une chaussure noire'. "Come fai con quelle scarpe con il tacco?” le chiede Pausini. “I piedi fanno male anche a me", risponde lei, con una sincerità disarmante. Voto: 10. Maria Antonietta e Colombre continuano a viaggiare in piena vibe Sixties: lei in un abito nero di macro paillettes con scollatura a goccia e cuissardes verdi, insolita e riuscita. Lui in un completo verde petrolio con camicia fantasia che però manca completamente di spinta creativa. Voto di coppia: 6-. Leo Gassmann ci prova con Louis Gabriel Nouchi: maglia con maxi scollo a V e pantaloni scuri. Minimal ma efficace. Voto: 7. Malika Ayane è sommersa dai pois, macro paillettes, sfere non meglio identificate. Un caos che non rende giustizia al lungo abito nero. Voto: 4. Sal Da Vinci, invece, sembra essersi perso durante l'appello dell'orchestra: completo nero anonimo, zero guizzi. Voto: 4. Tredici Pietro esce finalmente allo scoperto: outfit coerente con la sua attitudine e silhouette rilassata, grazie a una camicia sabbia oversize e pantaloni ampi con pence che finalmente raccontano chi è. Voto: 8, meritatissimo. Raf, diciamolo: il colore gli dona. Il completo carta da zucchero con camicia bianca è elegante e morbido quanto serve. Peccato per quel bottone slacciato che rovina l'armonia. Voto: 6-. Alicia Keys ed Eros Ramazzotti, super ospiti, scelgono l'intramontabile potere del nero: lei in jumpsuit di pelle con guanti, lui in un impeccabile Giorgio Armani. Eleganti, senza strafare. Voto: 6. Francesco Renga brilla e non solo di luce propria: a contribuire è un abito blu scuro impreziosito da micro cristalli sulla parte superiore della giacca doppiopetto. Classy con guizzo. Voto: 7. Serena Brancale sembra davvero un'altra persona rispetto a quella che calcò lo stesso palco appena un anno fa, e che trasformazione. Magnifica, fasciata in un lungo abito beige a mezze maniche, con piccole arricciature sul bordo e una linea attillatissima che culmina in uno spacco frontale audace ma per nulla eccessivo. L'aspetto migliore è che lo indossa alla perfezione, senza bisogno di accessori inutili. Voto: 8 e mezzo. Guardando Eddie Brock, una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i look scenografici alla Mahmood e Achille Lauro? Qui proprio non ci siamo. Il solito completo scuro, zero fantasia, zero statement, zero tutto. La serata è importante ma l'outfit anonimo: bocciatura automatica. E Lauro, dicevamo? Entra in scena Samurai Jay e sembra la versione low budget di Achille Lauro. Lungo cappotto smoking total white, camicia di raso con fiocco, tutto abbinato in modo da ricordare fin troppo (e male) il look sfoggiato dal co conduttore nella seconda serata. L'ispirazione va bene, l'imitazione molto meno. Un pizzico di personalità in più sarebbe stata apprezzata. Voto: non classificato. Arisa torna sul palco e vince a mani basse la gara degli outfit più spettacolari. Il suo abito dalle spalline sottili, un armor gown di catene d'argento e cristalli su organza porta ancora la firma inconfondibile di Des Phemmes. I lunghi capelli neri raccolti in una coda di cavallo sono davvero di classe. Voto: 9. Michele Bravi prosegue impeccabile nel suo stile da flâneur bohémien: completo doppiopetto marrone, allure rilassata e una classe innata che ormai è la sua firma. Ci piace sempre moltissimo. Voto: 8. Luchè invece è dalla parte opposta della galassia. Il giubbotto di jeans versione peluche è davvero inguardabile abbinato al pantalone tecnico: effetto trapper 'de noantri' assicurato. Mancano stile, misura e soprattutto gusto. Voto: 3. Mara Sattei gioca sul sicuro, e fa bene, con un lungo abito rosso scuro firmato ancora Vivienne Westwood: taglio iconico, sensualità accennata dai laccetti sulla schiena, eleganza semplice e d'effetto. Voto: 7. "Mi piace questo vestito, super cool" dice Pausini accogliendo Sayf sul palco ma la realtà è che il look è un vero cazzotto in un occhio. Pantalone grigio e camicia silver interamente ricoperta di microcristalli: già così l'impatto è borderline e fa tanto discoball. La tamarrata definitiva? La cravatta en pendant, che si perde talmente tanto nel bagliore da risultare decisamente troppo. Non classificato. (di Federica Mochi)
(Adnkronos) - E' stata presentata ufficialmente presso la Camera dei Deputati - Palazzo Montecitorio la Federazione nazionale startup Cnl, una nuova realtà nata con l’obiettivo di aggregare, rappresentare e sostenere le startup innovative italiane nel dialogo con le istituzioni e il mondo del lavoro. L’ecosistema delle startup innovative in Italia continua a essere un elemento dinamico dell’economia nazionale. Secondo i dati ufficiali più recenti, oltre 12.000 startup innovative risultavano iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese al termine del primo trimestre del 2025, confermando una presenza significativa di imprese impegnate in attività ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Parallelamente, nel corso del 2025 gli investimenti in startup e imprese innovative in Italia hanno raggiunto 1,735 miliardi di euro raccolti in 436 round, consolidando dinamiche di capitale positive nonostante le difficoltà strutturali del mercato. Nonostante questi segnali, persistono sfide di sistema: l’accesso ai capitali resta complesso, le procedure amministrative risultano spesso onerose per le piccole realtà e vi sono limiti nella capacità di attrarre capitali esteri e favorire scale-up di grande impatto. E' in questo contesto che nasce la Federazione nazionale startup Cnl, promossa dalla Confederazione nazionale del lavoro, con l’ambizione di costruire una rappresentanza strutturata e autorevole delle startup italiane, rafforzando il collegamento con istituzioni, stakeholder e mondo produttivo. Alla guida della Federazione è stato nominato Gianmarco Ingafù Del Monaco, imprenditore, presidente di Startmeup e attivo da 10 anni nel panorama dell’innovazione, che ha illustrato la visione strategica e le priorità dell’organizzazione nel corso dell’evento istituzionale. “La Federazione nazionale startup Cnl nasce dalla volontà di dare voce e rappresentanza a chi ogni giorno lavora per trasformare idee in imprese competitive e capaci di generare impatto economico. Il nostro obiettivo è costruire un ponte stabile e costruttivo tra l’ecosistema delle startup e le istituzioni, affinché le startup italiane possano crescere con strumenti adeguati, accesso al capitale e policy che favoriscano lo sviluppo sostenibile”, ha dichiarato Ingafù Del Monaco. Nel suo intervento, il presidente ha sottolineato come le startup rappresentino non solo innovazione tecnologica, ma anche nuove opportunità occupazionali e di crescita per il Paese: “Per realizzare appieno il potenziale del nostro ecosistema è fondamentale lavorare su politiche di sistema, semplificazione normativa e incentivi che favoriscano investimenti di lungo periodo. La Federazione vuole essere attore propositivo in questo percorso, portando realtà concrete dell’innovazione al centro del dialogo istituzionale”. La Federazione opererà su tre direttrici principali: rafforzare la rappresentanza delle startup nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee; offrire supporto operativo alle realtà associate attraverso formazione, networking, accesso facilitato a investitori, assistenza legale e fiscale, PR e comunicazione corporate, orientamento sui programmi di finanziamento pubblici e privati; promuovere la cultura dell’innovazione valorizzando le eccellenze italiane e facilitando connessioni con ecosistemi internazionali. La Federazione si inserisce nel panorama italiano delle rappresentanze delle imprese innovative, affiancandosi ad altri organismi già attivi nella tutela e promozione delle startup nazionali e configurandosi come nuovo interlocutore nel rafforzamento della coesione dell’ecosistema.
(Adnkronos) - La transizione energetica richiede luoghi dove tradurre le idee in applicazioni concrete e nuove competenze capaci di trasformare la teoria in pratica industriale. Con il suo Innovation District, Key - The Energy Transition Expo diventa l’epicentro dell’innovazione sostenibile, consolidando il suo ruolo di acceleratore della crescita e di piattaforma di sviluppo per le giovani realtà imprenditoriali italiane e internazionali impegnate nel settore dell’energia. Nel nuovo layout, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) in programma dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini ha confermato infatti la presenza di un intero padiglione, il D4, dedicato all’innovazione. All’interno di questo spazio, l’iniziativa Green Jobs&Skills favorirà l’incontro fra domanda di lavoro e offerta di nuove competenze sostenibili. Presente, inoltre, uno stand dedicato a Bex - Beyond Exploration, la nuova expo-conference sulla space economy e il commercial space flight promossa da Ieg in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, in programma dal 23 al 25 settembre alla Fiera di Rimini. L’Innovation District nasce come vero e proprio percorso di open innovation per connettere le Start-up con aziende consolidate e potenziali investitori, incentivando l’innovazione di prodotto e servizio e la nascita di nuovi business sostenibili. L’area Start-up&Scale-up è dedicata alle idee e ai progetti più all’avanguardia nei sette settori merceologici di Key: solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-Mobility e Sustainable City. A presentarli saranno le 32 Start-up e Pmi innovative italiane e internazionali che sono state selezionate fra le 67 realtà che hanno risposto alla Call for Start-up organizzata da Italian Exhibition Group, in collaborazione con Ice - Italian Trade Agency, Art-Er (società consortile dell’Emilia-Romagna attiva nel sostegno all’innovazione e all’imprenditorialità), Fondazione Mai (espressione del sistema Confindustria), Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) e Plug and Play Tech Center, la più grande piattaforma globale di open innovation e venture capital. Alle sette giovani aziende più innovative, una per ogni settore della manifestazione, sarà consegnata una targa di riconoscimento. Le soluzioni in mostra spaziano dall’efficienza energetica alla mobilità elettrica, con una forte presenza dell’intelligenza artificiale applicata alla gestione dell’energia per monitorare i consumi in tempo reale, rilevare anomalie e ottimizzare le risorse, riducendo gli sprechi e massimizzando i risparmi per grandi impianti, aziende, cittadini e comunità energetiche. Saranno presenti progetti di pompe di calore altamente innovative, sistemi di accumulo gravitazionale che catturano e conservano l’energia, tecnologie di monitoraggio avanzato che integrano immagini satellitari, rilievi da drone e sensori terrestri, innovazioni che automatizzano la gestione tecnica dei progetti e migliorano il rendimento degli impianti esistenti, come trattamenti autopulenti per pannelli fotovoltaici, e piattaforme integrate che permettono di installare e monetizzare punti di ricarica per veicoli elettrici ed e-bike. A questi si aggiungono modelli basati sull’economia collaborativa che connettono le aziende con i cittadini che vogliono investire nell’energia solare e servizi che aiutano gli utenti a comprendere, concettualizzare e concretizzare le opportunità di business abilitate dalla sostenibilità e dalla transizione energetica. La ricerca porterà in fiera soluzioni per sviluppare reattori che sfruttino al meglio i catalizzatori e materiali termoplastici riciclabili per pale eoliche. Mercoledì 4 marzo alle 17:15 nell’Innovation Arena, ai sette espositori di Key che avranno presentato i progetti più all’avanguardia, uno per ciascuna categoria merceologica della manifestazione, sarà assegnato il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni con una targa ufficiale a riconoscimento dell’eccellenza raggiunta. Per contribuire a colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro nell’ambito energetico e della sostenibilità e incentivarne l’incontro, all’interno dell’Innovation District, Key 2026 ha confermato l’iniziativa Green Jobs&Skills, in collaborazione con Green Factor, rivolta a neolaureati e maturandi di istituti tecnici, giovani professionisti e lavoratori che vogliono orientarsi verso la sostenibilità e alle imprese alla ricerca di talenti. All’interno del sito ufficiale della manifestazione, accessibile da desktop o tramite app, è disponibile uno spazio digitale dedicato ai 'green jobs' che consente alle aziende espositrici di promuovere un evento verticale orientato alla talent acquisition. Studenti, professionisti e ricercatori interessati possono pre-registrarsi alla presentazione e inviare il proprio Cv o una lettera di presentazione direttamente tramite la piattaforma. Alla formazione e all’orientamento professionale sarà dedicata l’intera giornata di venerdì 6 marzo. Inoltre, in collaborazione con Enea e Cna, verrà lanciato un Hackathon in cui gli studenti degli Its energia di tutta Italia si sfideranno per tre giorni.