(Adnkronos) - Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 hanno acceso i riflettori del mondo sull’Italia, mettendola al centro dell’informazione sportiva globale. Ai Giochi hanno preso parte 92 nazioni. Tra i partecipanti erano inclusi anche atleti ammessi come Individual neutral athletes, ovvero sportivi autorizzati a gareggiare sotto bandiera neutrale, senza rappresentare ufficialmente Russia o Bielorussia, in linea con le decisioni assunte dal Comitato olimpico internazionale. In questo scenario di massima esposizione mediatica, Mimesi - realtà leader nel monitoraggio dei media - ha messo in campo le proprie competenze tecnologiche per analizzare in modo strutturato tutte le tipologie di media: stampa cartacea, web news, radio, tv e social media. Sono state Olimpiadi di straordinario successo, non solo sotto il profilo organizzativo, ma anche sul piano sportivo. Un’edizione destinata a rimanere nella memoria collettiva del Paese, grazie al record di medaglie conquistate dall’Italia e a imprese che hanno segnato la storia dello sport azzurro, come quelle di Federica Brignone. Ecco una fotografia dettagliata e misurabile dell’impatto mediatico dei Giochi, prodotta per l’Adnkronos. Il periodo di monitoraggio, compreso tra il 1° e il 23 febbraio, evidenzia numeri di assoluto rilievo. Solo in Italia, Paese ospitante, sono stati prodotti numeri impressionanti: quasi 20 mila articoli stampa, 108 mila articoli web e oltre 12 mila uscite radio televisive, a testimonianza di un’attenzione capillare da parte dei media nazionali. Sul fronte social emergono dati ancora più significativi. Attraverso la propria attività di monitoraggio, Mimesi ha intercettato notizie e conversazioni provenienti da 184 Paesi, evidenziando un’ampia risonanza mediatica e internazionale dell’evento. Considerando tutte le lingue e l’intero perimetro social, le conversazioni hanno superato 2.710.000 mention complessive, generate da circa 377.000 autori unici e che hanno catalizzato oltre mezzo miliardo di interazioni (like, commenti, condivisioni). Sempre a livello mondiale, sono stati pubblicati oltre 775.000 articoli di web news, numeri che confermano la dimensione planetaria dell’evento. A raccontare l’evento sono stati circa 3.200 i giornalisti accreditati provenienti da ogni continente, affiancati da oltre 8.000 operatori broadcast tra tecnici, cameraman e addetti ai lavori. In totale, circa 11.000 professionisti dei media hanno contribuito a raccontare l’evento, dando vita a una macchina comunicativa di dimensioni straordinarie. Un apparato imponente che ha generato un flusso continuo di contenuti: articoli sulla stampa nazionale e internazionale, approfondimenti online, servizi audio-video e un’intensa attività sui social media. Le conversazioni social si sono moltiplicate giorno dopo giorno, amplificando la portata dell’evento ben oltre la dimensione sportiva e consolidandone l’impatto culturale e istituzionale. Il momento di massimo picco, come evidenziato dall’analisi del grafico dei trend sottostante, coincide con la Cerimonia di Apertura del 7 febbraio che ha generato 1.52 mld di contatti complessivi trainato dagli hashtag #OpeningCeremony e #MilanoCortina2026. Trend delle uscite che citano MilanoCortina su tutti i media. Periodo di analisi: 1-23 febbraio. Fonte: Mimesi La Cerimonia di Apertura è stata descritta dagli utenti di tutto il mondo come “uno spettacolo unico, senza precedenti”, capace di coniugare cultura, storia e sport in un racconto identitario potente. Grande attenzione ha suscitato anche l’accensione simultanea di due bracieri – uno all’Arco della Pace di Milano e uno a Cortina d’Ampezzo, sotto le Dolomiti – un momento simbolico che ha segnato, secondo molti commentatori, “una prima volta nella storia delle Olimpiadi invernali” e che ha contribuito in modo determinante all’esplosione delle conversazioni online. Oltre al picco di interazioni registrato, sono stati particolarmente commentati i momenti artistici e simbolici: le performance di Mariah Carey e Andrea Bocelli hanno celebrato la cultura italiana davanti a un pubblico globale, mentre Erin Jackson, prima donna di colore a portare la bandiera degli Stati Uniti ai Giochi invernali, è stata percepita come un potente segnale di inclusione e progresso. Il post pubblicato dal canale Instagram ufficiale dei giochi olimpici sulla performance di Andrea Bocelli ha raccolto da solo 658mila like. Fonte: Mimesi. L’analisi delle conversazioni in termini qualitativi ha inoltre permesso di individuare altri due macro-filoni narrativi particolarmente interessanti che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico e degli autori. Il primo riguarda i trionfi sul ghiaccio. Il pattinaggio artistico si è imposto come una delle discipline più commentate a livello globale. L’americana Alysa Liu ha riportato il Team USA all’oro nel singolo femminile dopo 24 anni, mentre Eileen Gu ha ulteriormente consolidato il proprio status diventando l’atleta più decorata di sempre nel freestyle. A completare il quadro, la coppia giapponese Miura Riku – Kihara Ryuichi ha conquistato la prima medaglia per il Giappone nel pattinaggio di coppia. Successi che hanno trovato ampio spazio sui media per il loro valore tecnico, simbolico ed emotivo. Il secondo filone riguarda un elemento di forte innovazione: la prima sfilata di moda nella storia delle Olimpiadi Invernali. Un’iniziativa che ha saputo fondere sport, identità culturale ed estetica, proponendo gli atleti non solo come protagonisti delle competizioni ma anche come ambasciatori di stile. L’incontro tra abbigliamento tecnico e alta moda ha ampliato il perimetro della conversazione, coinvolgendo non soltanto gli appassionati di sport ma anche il pubblico lifestyle e fashion. Post pubblicato dalla pagina Instagram Zerotrecinque. Fonte: Mimesi. Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non hanno solo messo in mostra l’eccellenza sportiva, ma hanno anche evidenziato la bellezza dell’Italia come nazione ospitante. I paesaggi pittoreschi di Cortina e Milano hanno offerto uno scenario straordinario per i giochi, e molti partecipanti e spettatori hanno elogiato il fascino delle città. L’evento è stato una celebrazione della cultura italiana, con omaggi alla cucina locale, all’arte e alla storia, integrati in tutta l’esperienza olimpica. I volontari hanno svolto un ruolo fondamentale nel successo dei giochi, ricevendo sentiti ringraziamenti da parte di atleti e organizzatori. Il sentimento generale è stato di unità, gioia e gratitudine per le esperienze condivise durante questo evento straordinario. Word cloud dei termini più citati. Fonte: Mimesi. Se volgiamo lo sguardo all’estero e stringiamo il campo alla stampa cartacea e a siti di web news internazionali, gli Stati Uniti si distinguono come il Paese più prolifico in termini di produzione di contenuti, seguiti da Canada, Germania e Francia. Il primato statunitense è stato trainato in particolare dall’eco mediatica generata dalla storica doppia vittoria nell’hockey su ghiaccio contro il Canada, sia nel torneo maschile sia in quello femminile. Un risultato che ha assunto un valore ancora più simbolico per il team USA: l’oro conquistato nel torneo maschile rappresenta infatti il primo titolo olimpico per gli Stati Uniti dal 1980, un traguardo che ha riacceso una narrazione epica e identitaria ampiamente ripresa e celebrata dai media internazionali. I Giochi Olimpici Invernali non si chiudono oggi: il testimone passa alle Paralimpiadi, che si aprono in un clima già denso di attenzione mediatica e sensibilità politica. Mimesi continuerà a monitorare l’evento per offrire una lettura puntuale e comparativa della copertura mediatica e delle conversazioni lungo tutte le fasi di un appuntamento che, ancora una volta, va ben oltre la dimensione sportiva.
(Adnkronos) - "E' una bella botta per gli obiettivi che si poneva il Presidente e sicuramente l'agenda economica proposta dall'Amministrazione viene sconvolta perché le tariffe erano state utilizzate chiaramente in violazione dalle norme Costituzionali e quindi invocando uno stato di emergenza, ma di fatto servivano a degli obiettivi economici e politici di altro genere. Quindi vedremo adesso dei cambiamenti forti". Così, conversando con Adnkronos/Labitalia, l'economista Pietro Reichlin, sui possibili effetti della decisione della Corte Suprema che ha stabilito che il presidente Usa, Donald Trump ha violato la legge federale imponendo in modo unilaterale dazi globali. Per Reichlin, professore di Economia alla Luiss 'Guido Carli', innanzitutto "c'è da tenere d'occhio l'andamento del dollaro, probabilmente mi aspetto che ci sarà una discesa. Però immagino anche comunque con una situazione di turbolenza relativa sul mercato dei cambi. Poi vedremo". La decisione della Corte Suprema è arrivata quasi in contemporanea con l'annuncio della visita di Trump in Cina, in programma dal 31 marzo al 2 aprile prossimi. "Trump puntava ad andare in Cina -spiega Reichlin- evidentemente con ben altre aspettative. In questo momento credo che dovranno riflettere, l'Amministrazione dovrà riflettere su quello che dovranno fare con la Cina. Certamente la Cina è uno dei Paesi che aveva reagito in modo più duro all'aumento minacciato delle tariffe e questa resistenza della Cina ha poi prodotto il risultato che quelle tariffe si erano state già abbassate in maniera abbastanza forte. Però comunque l'uso delle tariffe da parte di Trump è parte della sua politica in questo momento. Se questo strumento è svuotato è chiaro che tutta la politica di Trump nei confronti dei partner commerciali dovrà un po' essere rivista", sottolinea l'economista. Ma per lo studioso ora la situazione è aperta a diversi scenari. "Adesso io non so prevedere che cosa succederà. Ma certamente il Presidente potrebbe utilizzare altri strumenti. Ovviamente forse nei confronti della Cina possono essere utilizzati degli strumenti commerciali che sono stati già utilizzati nel passato anche da Biden. Ma io penso che la conseguenza principale di questa decisione della Corte Suprema, piuttosto che con la Cina, sarà riguardo al Canada e tutti i Paesi partner commerciali con cui il governo non può invocare delle motivazioni che hanno a che fare con la sicurezza nazionale", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Nel 2025 il carpooling aziendale, monitorato dall’Osservatorio Jojob, ha consentito di togliere dalle strade oltre 450mila auto private, generando un risparmio economico complessivo di quasi 2,5 mln di euro. Più nel dettaglio, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale sul Carpooling Aziendale 2026 realizzato da Jojob Real Time Carpooling - B-Corp specializzata nel supportare gli spostamenti nella tratta casa-lavoro e il pendolarismo attraverso la condivisione delle auto private - nel 2025 sono stati registrati complessivamente 795.335 viaggi condivisi, grazie ai quali è stato possibile risparmiare 12.488.149 chilometri percorsi, togliendo dalle strade 454.819 auto private ed evitando l’emissione di 1.623.442 kg di CO2 per un risparmio economico complessivo generato per gli utenti pari a 2.496.184 euro. Rispetto al 2023, il servizio ha più che raddoppiato i viaggi e le auto tolte dalle strade ed è cresciuto di oltre il 150% in termini di impatto ambientale ed economico e di più del 110% in viaggi effettuati. In due anni, il numero dei viaggi è passato da 373.767 a 795.335 (+113% in due anni) mentre i chilometri risparmiati, così come la CO2 evitata, sono aumentati del 153%, indicando una maggiore efficienza ambientale complessiva del sistema. Il beneficio economico complessivo generato dalla mobilità condivisa nel 2025 raggiunge i 2.496.184 euro, rispetto ai 986.263 euro del 2023 (+153%). “I dati dell’Osservatorio mostrano con chiarezza come il carpooling aziendale stia diventando una componente strutturale della mobilità quotidiana per migliaia di lavoratori e studenti - ha dichiarato Gerard Albertengo, Ceo e fondatore di Jojob - La crescita registrata nel 2025 dimostra che la condivisione dell’auto è una risposta concreta e immediatamente scalabile alla congestione urbana, alla difficoltà di accesso al trasporto pubblico nelle aree di ultimo miglio e alla necessità di ridurre le emissioni nel breve periodo”. L’edizione 2026 del rapporto ha restituito una fotografia del carpooler medio piuttosto netta: la fascia più attiva è quella 30-39 anni, che nel 2025 totalizza 245.200 viaggi, pari al 30,98% del totale; in altre parole, quasi un viaggio su tre è stato effettuato da un trentenne. Nel complesso, il 56% dei viaggi è effettuato da persone tra i 30 e i 49 anni e oltre il 77% dei viaggi è realizzato da utenti tra i 20 e i 49 anni, evidenziando una forte connessione con gli spostamenti legati a lavoro e studio. Sul profilo di genere, oltre 7 viaggi su 10 sono effettuati da uomini (70,84%), mentre le donne rappresentano il 29,16%. In generale, l’equipaggio medio è stato di 2,34 persone nel 2025. Dal punto di vista delle motorizzazioni, i viaggi condivisi nel 2025 sono stati effettuati prevalentemente con veicoli diesel (52,76%) e benzina (25,90%), seguiti da auto Gpl (10,13%) e ibride (7,55%). Restano ancora marginali le percorrenze effettuate con veicoli elettrici, pari allo 0,92% del totale. Nel 2025 il carpooling aziendale monitorato dall’Osservatorio di Jojob mostra una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione più marcata nelle regioni caratterizzate da una forte mobilità pendolare. Il 56% dei viaggi si concentra in cinque regioni: Piemonte, Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. A livello provinciale, i primi tre territori per numero di viaggi sono Torino con 66.180 viaggi, Bologna con 58.739 e Milano con 30.792. Il confronto con il 2024 mostra incrementi significativi, come quello di Bologna che cresce del 41,2% (da 41.597 a 58.739 viaggi) mentre Milano cresce da 27.599 a 30.792 viaggi (+11,6%), a conferma di una domanda ormai rodata nei grandi contesti metropolitani. Tra i casi più dinamici spiccano Brindisi, che passa da 31.287 a 47.693 viaggi (+52,4%) generando oltre 1,09 milioni di km risparmiati e 142.583 kg di CO2 evitata, e Frosinone, con una crescita esponenziale del 99,8% (da 13.715 a 27.402 viaggi). Nel 2024 la percorrenza media nazionale dei viaggi in carpooling era pari a 27,47 km, valore già indicativo di un utilizzo significativo della condivisione dell’auto anche su tratte medio-lunghe. L’analisi delle percorrenze medie regionali del 2025 conferma in modo ancora più evidente il ruolo del carpooling nei territori caratterizzati da pendolarismo extraurbano. Le distanze medie più elevate si registrano in Sicilia e Calabria, dove ogni viaggio condiviso supera in media i 52 km, seguite da Sardegna e Valle d’Aosta, con percorrenze intorno ai 45 km. Valori particolarmente alti si osservano anche in Molise (41,0 km), Abruzzo (39,7 km) e Puglia (39,3 km). Nella fascia intermedia si collocano Lazio (34,9 km), Umbria (32,5 km), Liguria (31,3 km) e Campania (30,7 km), con percorrenze prossime o superiori alla media nazionale. “Nel complesso, i dati 2026 mostrano come il carpooling aziendale continui a crescere in modo costante in tutte le regioni d'Italia, intercettando esigenze di mobilità molto differenti sul territorio nazionale - ha aggiunto Albertengo - che siano contesti caratterizzati da lunghi spostamenti quotidiani, o aree con tragitti più brevi e ravvicinati, la condivisione dell’auto privata resta il modo più semplice per abbattere i costi del tragitto casa-lavoro e sempre più aziende stanno scegliendo questo sistema di welfare".