(Adnkronos) - Stop alle trasferte dei tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione calcistica. E' la misura, decisa oggi dal ministero dell'Interno, secondo quanto apprende l'Adnkronos. Nel provvedimento si fa riferimento anche ai gravi precedenti in Italia e all'estero delle due tifoserie, cui peraltro non ha mai fatto seguito l'adozione di clausole di non gradimento verso i singoli tifosi, responsabili di violenze. La stretta sulle trasferte arriva dopo che domenica scorsa, sull'autostrada A1 si sono verificati scontri tra ultras della Fiorentina e della Roma, in viaggio per raggiungere i luoghi delle trasferte delle rispettive squadre, a Bologna e a Torino. Domenica scorsa, 18 gennaio, due gruppi di tifosi della Fiorentina e della Roma si sono scontrati in autostrada a Bologna, danneggiando alcune automobili. Circa 200 tifosi con bastoni e spranghe si sono fronteggiati tra l'autogrill Cantagallo e l'uscita per Bologna Casalecchio sulla corsia d'emergenza dell'A1. Sono ancora al vaglio le immagini delle videocamere per ricostruire quanto è accaduto. A far degenerare i tafferugli potrebbe essere stato il tentativo di sottrarre bandiere e striscioni agli avversari. In alcuni post di ambienti ultras, che circolano sul web, si parla (con tanto di foto) di una bandiera dei romanisti che sarebbe stata 'rubata', durante gli scontri di domenica. La decisione del Viminale, che ha vietato le trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina fino a fine stagione, è un unicum finora nella storia del calcio. Un provvedimento analogo era stato adottato nel basket nei confronti della società Rsr Sebastiani Rieti, dopo l'assalto al pullman che trasportava i supporter del Pistoia, il 19 ottobre 2025, costato la vita all'autista Raffaele Marianella. In quel caso, sempre con un provvedimento, firmato dal ministro dell'Interno, era stato disposto lo stop alle trasferte per i tifosi della Sebastiani Rieti fino al termine della stagione, mentre per i sostenitori del Pistoia Basket, fino al 31 dicembre dello stesso anno. La Lega basket aveva deciso inoltre di far disputare a porte chiuse, e quindi senza tifosi, tutte le partite in casa dei reatini per tutto il periodo delle indagini.
(Adnkronos) - Silvia Celani è stata nominata head of innovation in Pno Digital, parte del Gruppo Pno, multinazionale europea leader nella consulenza per l’innovazione e la gestione di finanziamenti pubblici. Pno, nata nei Paesi Bassi nel 1982 per iniziativa di tre studenti, in 40 anni è cresciuta fino a vantare oggi una presenza in 10 Paesi europei con oltre 180 partner coinvolti nei progetti e una capacità di raccogliere fondi pari a 5 miliardi di euro all’anno. Opera nei principali settori dell’innovazione, tra cui agrifood & bioeconomia, scienze della vita & della salute, trasporti, mobilità e logistica, Ict, energia & ambiente e circular economy, chimica e manifatturiero avanzato. Ha uffici in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, e in Italia a Roma, Milano, Napoli, Bari e Brescia con un team di oltre 600 professionisti. "Il mio ingresso in Pno Digital - commenta Silvia Celani - ha l’obiettivo di posizionare Pno come leader nel mercato italiano nell’ambito della consulenza per l’innovazione e la finanza agevolata, mettendo a disposizione dei clienti soluzioni innovative e competenze di strategic innovation advisor per costruire progetti innovativi che contribuiscono alla trasformazione digitale del Paese e orientarli a utilizzare i fondi più appropriati a disposizione a livello nazionale ed internazionale per crescere, innovare e internazionalizzarsi. Una nuova sfida che ho accettato con entusiasmo, in cui potrò mettere a disposizione di una realtà internazionale e dinamica le competenze acquisite nel campo della progettazione e dell’open innovation e una profonda conoscenza del panorama italiano". Celani vanta oltre 20 anni di esperienza declinati in ricerca e innovazione: una carriera che inizia nel mondo della finanza agevolata e del no-profit, coordinando e vincendo diversi progetti di finanziamento europeo di varia natura tematica, dalle smart cities alla circular economy alla open innovation, con rilevanti partner internazionali, per poi evolversi in area marketing e innovazione in contesti tecnologici all’interno di multinazionali quali Ibm e business partner Sap. Negli ultimi anni, in qualità di responsabile innovazione in Acea e Open Fiber, ha supportato molteplici aziende e enti della pubblica amministrazione nel loro percorso di digital reinvention, coniugando l’esperienza di finanza agevolata ai nuovi bisogni di digitalizzazione".
(Adnkronos) - “Da una decina d’anni l’olio di palma è stato oggetto di un vero e proprio attacco mediatico che ne ha determinato la demonizzazione sotto diversi aspetti. In Italia, in particolare, si è fatto leva su quello che è stato ritenuto l’elemento più sensibile per il pubblico: la salute. L’olio di palma è stato dipinto come un grasso sostanzialmente nocivo per chi lo consuma. Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche si sono ulteriormente consolidate, portando a risultati inconfutabili che smontano completamente quelle che erano argomentazioni pretestuose utilizzate per demonizzare l’olio di palma”. Lo spiega Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione, al seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro organizzato per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. L’esperto sottolinea come “la sostituzione dell’olio di palma con altri grassi, per motivi nutrizionali o salutistici, non comporta alcun beneficio. Anzi, ricerche molto recenti dimostrano che questo boicottaggio non è servito nemmeno a ridurre l’assunzione di grassi saturi nella popolazione italiana - sottolinea - nonostante la quasi scomparsa dell’olio di palma da molti prodotti, infatti, l’assunzione complessiva di grassi saturi è addirittura aumentata”, afferma. Davanti agli allarmismi, come quello che per Donegani ha interessato l’olio di palma, “il consumatore dovrebbe esercitare il pensiero critico e ricordare che esistono fonti autorevoli e accreditate a cui fare riferimento - suggerisce - il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Nutrizione Umana, il Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che ha elaborato le Linee guida per una sana alimentazione della popolazione italiana. I documenti seri esistono - conclude - sono basati su evidenze scientifiche e non su suggestioni: basta consultarli e fidarsi di quelli”.