INFORMAZIONIRagù Communication srl Comunicazione e Marketing Ruolo: Chief Executive Officer & Co-Founder Area: Top Management Giovanna Montani |
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(Adnkronos) - Contrastare l'obesità non solo come patologia clinica, ma come barriera di disuguaglianza sociale. È l’obiettivo del nuovo progetto pilota presentato oggi presso la Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio alla Pisana, il primo per la presa in carico territoriale delle persone con obesità severa, nel territorio della Asl Roma 1, che introduce un ‘Percorso multidisciplinare di presa in carico territoriale’ dedicato specificamente alle persone con obesità severa in condizioni di fragilità socio-economica. L’iniziativa - informa una nota - è avvenuta nel corso del convegno ‘Obesità, una malattia cronica: il ruolo della regione Lazio tra prevenzione, cura e lotta allo stigma’, realizzato con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio. Ad aprire i lavori proprio il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, mentre il dettaglio del progetto è stato presentato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria capitolina, Giuseppe Quintavalle. Il progetto nasce dai numeri allarmanti registrati nel Lazio. Secondo i dati Istat, circa il 10% della popolazione adulta è affetto da obesità, con oltre 150mila persone in condizioni di gravità estrema. Per questi pazienti, il rischio di sviluppare malattie croniche come diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari è altissimo, con un impatto devastante sulla qualità della vita e sulla sostenibilità del Servizio sanitario regionale. L’iniziativa - spiegano gli organizzatori - si inserisce nel solco della Legge nazionale 3 ottobre 2025, n. 149, che ha segnato una svolta nel riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, e segue le direttive del Dm 77/2022 per il potenziamento dell'assistenza territoriale. Attraverso questo modello, la Asl Roma 1 punta a ridurre le ospedalizzazioni e a migliorare i parametri metabolici dei pazienti, offrendo una risposta concreta e gratuita a un'emergenza sanitaria spesso sottovalutata. Tra gli obiettivi dell’iniziativa: valorizzare un modello regionale ‘prevenzione-cura-continuità assistenziale’, integrando territorio e ospedale; promuovere la presa in carico multidisciplinare e la costruzione/rafforzamento di percorsi dedicati; contrastare lo stigma e la discriminazione attraverso sensibilizzazione, informazione, formazione e comunicazione responsabile. “L’iniziativa - spiega Aurigemma - rappresenta una risposta concreta e innovativa a un’emergenza sanitaria spesso sottovalutata, ponendosi in piena attuazione della Legge che ha sancito il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, e seguendo le linee guida del Dm 77/2022 per il potenziamento della sanità di prossimità. Oggi scriviamo una pagina importante per la sanità del Lazio. Con il lancio di questo progetto, abbattiamo finalmente il muro del pregiudizio: l’obesità non è una colpa o un semplice stile di vita errato, ma una patologia cronica complessa che richiede dignità, rispetto e cure strutturate”. “Grazie alla Legge 149, di cui siamo orgogliosi sostenitori - aggiunge Aurigemma - passiamo dal riconoscimento formale alla tutela reale del cittadino, specialmente di chi vive in condizioni di fragilità sociale. La sfida della sanità moderna si vince con la prossimità. Attraverso questo percorso gratuito, offriamo ai pazienti più a rischio un’equipe di esperti – medici, psicologi e nutrizionisti – capace di intervenire precocemente per migliorare i parametri metabolici e ridurre le ospedalizzazioni”. Si tratta di “un intervento - prosegue - che coniuga eccellenza scientifica e giustizia sociale: nessuno nel Lazio deve essere lasciato solo a causa delle proprie condizioni economiche di fronte a una malattia così impattante. Il Consiglio Regionale continuerà a seguire questi modelli assistenziali, che valorizzano l’integrazione tra sociale e sanitario. Vogliamo che il progetto pilota della Asl Roma 1 diventi un punto di riferimento per l’intera regione, garantendo una sanità equa, sostenibile e realmente vicina ai bisogni dei più fragili”. Questo percorso multidisciplinare “compie un passo decisivo verso una sanità che non si limita a curare i sintomi, ma si fa carico della complessità della persona nella sua interezza - sottolinea Quintavalle - L’obesità severa non è una scelta individuale né una semplice questione estetica: è una malattia cronica e recidivante che incide profondamente sulla qualità della vita e sulla longevità dei nostri cittadini. La sinergia con il Consiglio Regionale del Lazio, che ringrazio, ci ha permesso di disegnare un modello di assistenza territoriale integrato — in piena coerenza con il Dm 77 e la recente Legge 149 del 2025 — che mette a disposizione dei pazienti più fragili un’équipe di specialisti. Il nostro obiettivo è ridurre il rischio di gravi complicanze cardiovascolari e metaboliche, garantendo che il diritto alla salute sia davvero uguale per tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche”. Il percorso, della durata sperimentale di 24 mesi - dettaglia la nota - si distingue per un approccio integrato che unisce assistenza clinica, supporto psicologico e monitoraggio costante per i residenti nel territorio della Asl Roma 1, di età compresa tra 18 e 75 anni. Il progetto è riservato a cittadini con Isee inferiore a 20mila euro, garantendo assistenza prioritaria alle fasce più vulnerabili con obesità severa associata a comorbidità (ipertensione, Osas, malattie cardiovascolari) e fallimento di precedenti tentativi di perdita di peso. I tempi prevedono 12 mesi di arruolamento seguiti da almeno 12 mesi di follow-up clinico e terapeutico.
(Adnkronos) - Serve davvero un motivo particolare per scegliere una birra analcolica? Heineken risponde con un deciso no e ribalta il pregiudizio con '0.0 Reasons Needed', la campagna globale dedicata a Heineken 0.0, da oggi al via anche in Italia. In un’epoca in cui le abitudini di consumo stanno cambiando e la moderazione entra in modo sempre più naturale nei momenti di convivialità, il brand assume un ruolo centrale nel guidare l’evoluzione del segmento e contribuire a superare i pregiudizi che lo circondano. La campagna rivendica la libertà di scegliere, celebrando uno stile di vita equilibrato e consapevole. Non è questione di dover fare a meno di qualcosa, ma è una possibilità in più, da scegliere liberamente, quando e come si desidera. Firmata da LePub, la campagna - disponibile da oggi sulle piattaforme digitali e sui canali social del brand - smonta con ironia e leggerezza i più comuni automatismi legati alla scelta analcolica. Attraverso scene comuni di vita quotidiana, lancia un messaggio semplice e diretto: non serve alcuna ragione speciale per bere una Heineken 0.0, se non il piacere del suo gusto inconfondibile. Un progetto che celebra una nuova socialità senza limiti, rispondendo in modo concreto alle esigenze dei consumatori. Il nuovo spot, diretto da Hanna Maria Hendrich, gioca con uno degli stereotipi più diffusi: chi beve una birra analcolica viene immediatamente associato al ruolo del 'guidatore designato'. Con tono ironico mostra invece come la scelta di una Heineken 0.0 possa nascere semplicemente dal piacere del suo gusto rinfrescante e dal desiderio di godersi il momento, in totalità. Una narrazione che si inserisce in un cambiamento culturale più ampio e, come prima birra analcolica e leader della categoria, Heineken 0.0 si fa portavoce di un approccio aperto e libero da preconcetti. “In Heineken - commenta Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia - lavoriamo da anni per ampliare le possibilità di scelta dei consumatori, contribuendo a rendere la moderazione un’opzione sempre più naturale e quotidiana. Oggi, vediamo chiari segnali di cambiamento: sempre più persone, soprattutto tra i più giovani, scelgono la birra analcolica per accompagnare la convivialità in diversi momenti, dal pranzo con gli amici alle pause in ufficio, fino all’aperitivo. Con ‘0.0 Reasons Needed’ vogliamo contribuire a questo cambiamento culturale, liberando le persone dal bisogno di giustificare le proprie scelte: che sia per una necessità o semplicemente per piacere, scegliere una Heineken 0.0 deve essere una questione di gusto". La campagna arriva in un momento di forte sviluppo e ridefinizione del segmento analcolico. Secondo una recente ricerca condotta da Heineken Italia in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito della campagna Together, la birra analcolica è oggi una scelta sempre più diffusa e consapevole, soprattutto tra Genz e Millennials, tanto che più di 1 giovane su 3 (33,6%) la considera una valida alternativa alla birra tradizionale. Questa evoluzione si riflette anche nelle occasioni di consumo, sempre più ampie e trasversali: dalla socialità quotidiana, come aperitivi e cene, fino a momenti più funzionali come lo sport o il lavoro. Il 40,2% di Millennials e Gen Z dichiara di sceglierla prima o dopo l’attività sportiva, mentre il 13% la utilizza in vista di momenti importanti come esami, presentazioni o colloqui. La 0.0 entra così anche nei luoghi di lavoro: l’8,2% degli intervistati la consuma durante una pausa o un brainstorming. A guidare questa evoluzione è anche una crescente attenzione al gusto: per il 61% dei giovani italiani, infatti, il sapore è comparabile a quello della birra alcolica. Heineken 0.0 si conferma così protagonista di questa evoluzione, offrendo una lager analcolica dal gusto pieno e distintivo, pensata per accompagnare ogni momento della giornata senza rinunce. Con '0.0 Reasons Needed', il brand rafforza il proprio ruolo di leader della categoria e continua a promuovere una cultura del consumo più consapevole, inclusiva e libera da pregiudizi. Un impegno che valorizza la moderazione come scelta personale e sempre più parte della quotidianità.
(Adnkronos) - “La cosa interessante di questa manifestazione fin dall'origine è il non essersi specializzata in un solo settore dell'energia, ma essere stata in grado di offrire un panorama generale per tutto ciò che riguarda i settori energetici e le tecnologie per l'energia stessa. Abbiamo notato in quest’ultimo anno una forte crescita della domanda nella parte del solare, dell'eolico e nello storage, sostanzialmente nell'accumulo. Se facciamo un salto all’indietro di quattro anni all’interno del percorso di questa manifestazione, vediamo che all’origine si trattava di una piccola costola di una fiera più grande, Ecomondo; questo sviluppo così forte in pochi anni, dimostra un grandissimo interesse anche a livello nazionale di questo settore, e merita naturalmente tutta l'attenzione che gli riserviamo”. Maurizio Renzo Ermeti, Presidente di Ieg - Italian Exhibition Group, si esprime così nel corso della prima giornata di ‘Key - The energy transition expo’, la manifestazione in corso di svolgimento alla Fiera di Rimini. “Quasi tutti i padiglioni sono occupati - prosegue Ermeti - ben 24, quattro in più rispetto allo scorso anno, e gli espositori sono 1065, di cui il 30% arriva dall’estero. 500 sono i buyer e provengono da 50 paesi nel mondo. È davvero un’edizione da record”. Per Ermeti il controllo del prezzo dell’energia è un elemento chiave: “Per questa ragione c'è Rimini Key 2026, una piattaforma che - in tutti i suoi 125mila metri quadri di esposizione - viene riconosciuta a livello internazionale”, conclude.